lunedì 8 giugno 2015

Il Patto di Ri(s)catto Sociale

Leggo sul FQ online della "lodevole" iniziativa del Comune di Milano il quale, bontà sua, ha stanziato ben 2,45 milioni di euro che andranno ai 2.041 cittadini disoccupati che aderiranno al Patto di Riscatto Sociale.

Il quale Ri(s)catto consisterebbe in questo: i 2.041 prescelti avranno la stratosferica cifra di ben 1.200€ totali a testa, di cui 400€ a titolo di acconto (alla firma del Patto) più altri 800€ al termine di un percorso di 6 mesi che prevede sia obblighi che opzioni volontarie.
Fra gli obblighi (vincolanti):
1. Corsi di formazione e riqualificazione
2. Partecipazione a convocazioni e/o incontri proposti dai Servizi Sociali
3. Distribuzione del proprio curriculum presso enti per la ricerca del lavoro
4. Impegnarsi in un piano di rientro per il pagamento di affitto e bollette

Si chiarisce, per quanto attiene agli obbligi, che:
"L’assegno non sarà erogato in caso di “reiterate inadempienze economiche” del disoccupato nei confronti del Comune: per esempio mancato pagamento dell’affitto e di tasse o multe oltre i 5mila euro o occupazione abusiva di case comunali".


Fra le "azioni non vincolanti":
- partecipazione ad attività di volontariato
- attività della Biblioteca
- progetti proposti dai "centri di aggregazione" (cioè quelli abitualmente sostenuti economicamente dal Comune tipo associazioni ricreative, di briscola e bricolage?)
- corsi di specializzazione per un "nuovo lavoro" (ma non hanno già l'obbligo ai corsi di formazione e riqualificazione?)

L'ideona, che viene impropriamente suggerita come "Reddito di Cittadinanza" dall'Assessore alle Politiche Sociali di Milano, pare a lui talmente geniale da proporre che dovrebbe essere realizzata anche su scala nazionale, cioè dallo Stato.

Fatti due conti a spanne, ogni disoccupato che firmerà il Patto riceverà (e solo se arriva alla fine del percorso di 6 mesi senza suicidarsi o morire di stenti), un totale di 1.200€, cioè circa 200€ al mese (esentasse?).

Con i quali 200€ al mese dovrà (nel senso che si impegna obbligatoriamente a) vincolarsi a un piano di rientro per affitti e/o bollette non pagati (per locazioni di proprietà del Comune, a quanto si capisce).
Ma anche a pagare multe sospese (che pendono aperte nella casse comunali? non è chiaro ma forse sì): anche per queste gli è d'obbligo fare un piano di rientro del debito.

Insomma, con una mano glieli da (con ricatto), mentre con l'altra se ne riappropria.

Ora, non è che serve una calcolatrice per capire che solo per frequentare i 6 mesi di corsi di formazione o per recarsi alle convocazioni obbligatorie dei Servizi Sociali, di quei 200€ il disoccupato dovrà metterne in conto un tot per i trasporti (e senza allargarsi troppo per un caffè ai break mentre frequenta i corsi obbligatori).
Con quel che gli rimane, se gli rimane qualcosa dopo 6 mesi di avanti e indrè, deve pagare obbligatoriamente i debiti.
Che dovranno, ci si immagina, trattandosi di disoccupati, saltare fuori dai 200€ al mese per soli 6 mesi (intanto però avranno firmato un patto di rientro del debito che li vincolerà per cifre e tempi magari superiori ai micragnosi 1.200€).
E questa viene presentata come fosse la soluzione, il "reddito di cittadinanza" che dovrebbe essere adottato dallo Stato per risolvere il problema della disoccupazione e quindi della povertà (che da delinquente recidivo, non paga più i debiti).

Tutta la manfrina, a me pare, invece, non sia che un modo per far alla fine riconfluire quanto stanziato a titolo di "reddito di cittadinanza" (almeno studiarsi cosa si intende, prima di riempirsene impropriamente la bocca), a risanamento dei conti dell'altro assessorato milanese, cioè quello al Bilancio.
Il quale, forse,  o proprio non capisce che se uno non ha un reddito per vivere inevitabilmente non paga né l'affitto né paga le bollette né le multe; oppure è vittima (consapevole e compiacente) del Patto di Bilancio e così, anziché azzerare cristianamente quei debiti inesigibili a chi è in serie difficoltà (la remissione del debito la chiese già San Antonio a Padova nel 1200, per dire quanto ci siamo umanamente evoluti nel frattempo), impone al "beneficiario" (si fa per dire) con quei 200€, e solo per 6 mesi, di ripagargli ogni centesimo di debito (affitti/bollette), così da fargli quandrare il bilancio comunale.

Il meccanismo pare tale per cui a quei disoccupati non rimarrà che far da umile servo al Comune vita natural durante, fino a estinzione (mai) di quanto gli deve.  

Ho voluto qui evitare di far due conti su quanto poi costeranno alle casse del Comune, sotto altre voci, quei Corsi di Formazione: i docenti bisogna pagarli, le aule dei corsi hanno un costo, il materiale didattico non è gratis, i Servizi Sociali che fanno straordinari pesano e ogni persona a qualunque titolo coinvolta in questa sagra del buon cuore a pareggio zero avrà un suo qualche tornaconto.
Perché, anche quando si dichiarasse "volontario", chi si occupa di questi gironi danteschi della bontà luciferina riceve poi, in qualche modo, pochi o tanti che siano, dei finanziamenti dalla Regione o dal Comune, e pure sotto forma di esenzioni o benefici fiscali dallo Stato, per questi servizi da terziarista della sfiga programmata dal Capitale che lo Stato non vuole più gestire in proprio. 
Alla fine, a molti livelli e in molte forme diverse, in tanti trarranno beneficio da questa elemosina venduta come "soluzione" mentre è, nei fatti, un'ulteriore speculazione cinica sulla povertà e una mera partita di giro contabile, tranne il disoccupato, che paga di tasca sua anche ciò che non ha.

Certi giorni provo una vergogna indicibile a leggere ciò che può partorire la testa di un umano che si da alla politica: paiono tutti dimentichi di non essere altro, alla fine, che uomini al servizio di altri uomini.
Non Bancomat, non casse continue e nemmeno usurai. 
Si spera (forse, chissà...però...)


(Sant') Antonio predicò in favore dei poveri e delle vittime dell'usura:
« Razza maledetta, sono cresciuti forti e innumerevoli sulla terra, e hanno denti di leone. L'usuraio non rispetta né il Signore, né gli uomini; ha i denti sempre in moto, intento a rapinare, maciullare e inghiottire i beni dei poveri, degli orfani e delle vedove… E guarda che mani osano fare elemosina, mani grondanti del sangue dei poveri. Vi sono usurai che esercitano la loro professione di nascosto; altri apertamente, ma non in grande stile, onde sembrare misericordiosi; altri, infine, perfidi, disperati, lo sono apertissimamente e fanno il loro mestiere alla luce del sole »
Cit. da wikipedia

1 commento:

  1. Oltre a essere dei dementi malvagi, sadici e ossessivi, dominati da storture mentali sbirresche, sono sempre più pericolosi e vanno denunciati e sputtanati in ogni occasione. In confronto a quanto ci prospetta questa gente malata e marcia fino al midollo, l'Unione Sovietica davvero doveva essere il paradiso in Terra. Il che è tutto dire.

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