venerdì 7 agosto 2015

Virtuali o fisici? Castali.

Tutto torna.
In un mondo ormai dominato dalle corporations, sono queste oggi a garantire quei livelli decenti di esistenza che pare nessun governo, di nessun colore politico, ha più la possibilità o l'interesse a garantire ai propri cittadini.

La riflessione nasce dalla lettura di un pezzo pubblicato oggi sul FQ online nel quale si da notizia che Netflix, il portale che offre film e serie tv in streaming, concederà ai propri dipendenti il congedo parentale illimitato, cioè la possibilità di scegliere quante settimane di congedo prendersi in caso di maternità. Possono usufruirne le madri ma anche i padri. Possono perfino decidere di, anziché rientrare con un part-time e dopo quante settimane, di non rientrare proprio più al lavoro, avendo comunque garantito lo stipendio per sempre.
Pare che (quasi) la stessa liberalità sia abituale per i dipendenti di Twitter, Google e Facebook.

E a me pare di riconoscere una logica in questo: il dissolvimento del concetto di "nazione" o di "stato", corre parallelo non solo agli interessi della finanza internazionale, che ormai detta legge ai governi i quali sono ridotti a meri franchising il cui scopo è quello di rispettare logiche di budget aziendali decise da poteri finanziari che sono loro superiori, ma pure al progressivo inesorabile trasferimento dell'esistenza dalla realtà oggettiva alla realtà virtuale.

Se la "produzione" si sposta dal piano fisico-oggettivo al piano dell'immateriale, fino alla smaterializzazione della moneta fisica e fino a essere oggi la meccanica inerte in assenza di supporti tecnologici dai quali dipende per produrre movimento, è naturale che siano i lavoratori del mondo immateriale aa appartenere già a quel modello di Mondo Nuovo cui si concedono diritti che si negano o si sottraggono all'obsoleto manovale della produzione fisica in quanto paria per le nuove nazioni virtuali che avanzano.

Ciò che non può non irritarmi è che, a garantire ai dipendenti delle nuove nazioni quei diritti a una esistenza umanamente decente, siamo proprio noi, cioè la massa di manovali ancora relegata alla produzione materiale, cioè della paccottiglia che poi ci ricompriamo perché convinti a farlo dai geniali operatori del mondo virtuale. 
Soggetti allo stesso declino del mondo industriale vecchio stampo, con l'inevitabile corollario di paghe da fame, retrocessione a umani di serie B nei diritti, con occupazioni inutili e mal pagate e la disoccupazione come una scimmia sulla spalla, passiamo molto del nostro tempo inutile (nel senso di non "occupato"), a fornire ai colossi del web quella ciccia con cui sfamarsi virtualmente ottenendo nel mondo immateriale molto più di quanto otterremo mai più noi, obsoleti abitanti del mondo fisico.

Irritante mi è poi il fatto che, in questo obsoleto mondo fisico, i servi teleguidati, cioè i direttori delle filiali locali delle corporations finanziarie, quelli che ci ostiniamo a chiamare "politici" anziché "gestori per conto terzi", ci impongono di fornire la pappa a quelli del mondo virtuale, obbligandoci a usare la rete per ogni miserabile comune pratica amministrativa e togliendoci quell'unico mezzo fisico da cui dipendono le nostre affamate bocche: il denaro reale, che sparisce dalle nostre tasche anche quando ne abbiamo trasformandosi in microchip e bit su un monitor, senza i quali siamo con le tasche a secco.

Tempo cinque/sei anni, temo saremo null'altro che una nuova società divisa per antiche caste, definite perfino meglio di quanto lo siano forse mai state quelle indù.
 In alto starà chi domina nell'immateriale più redditizio (i Brahmini, che non devono mai sporcarsi le mani con nulla, e i loro tasti del pc verranno comunque disinfettati dai Shudra).
Sotto di loro le elite militari e i governanti (cioè gli Kshatriya, ma temo senza quelle fondamentali caratteristiche che fanno di Arjuna l'amico prediletto di Krishna).
Più sotto ancora staranno i Vaiśya (i commercianti e i contabili, che anche il mondo smaterializzato avrà per campare sempre necessità di buoni ragionieri).
Alla fine, staranno i nuovi Shudra, cioè i servitori di vario tipo delle altre tre caste.

Ovvio che in questo rimodellamento indico dell'universo, così come nell'originale, risultino degli scarti, i quali però si possono sempre utilmente impiegare come Dalit ( intoccabili), gli addetti a spalare merda, per capirci.
Utili questi ultimi, finché durano a maneggiare rifiuti ed escrementi delle altre quattro caste, senza bisogno di spenderci un solo euro immateriale per eventuali riparazioni o pezzi di ricambio, che un rifiuto umani non vale.

2 commenti:

  1. Rossana

    Non c'entra molto con l'argomento che hai postato, ma da NAPOLETANO, cioé nato e vivente nel fu Regno di Napoli, sento il bisogno di RINGRAZIARTI per ciò che hai scritto a difesa del "Sud" sul sito di Blondet.
    Il quale purtroppo si rivela per quello che é: un fascista-razzista, di quelli che Italia, Italia siamo tutti fratelli quando fa comodo a lorsignori, salvo poi disprezzare coloro che sono nati a sud del Tronto!
    E ciò che hai detto, proprio perché detto da una VENETA DOC, a mio parere, acquista maggior valore....

    Mirkhond

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    1. Ciao Mirkhond.
      A me stupisce che una persona che sa ragionare, indipendentemente dai suoi (vetusti) credo politici, possa scrivere credendoci ciò che ha scritto Blondet. Un ammasso di luoghi comuni che dovrebbero sembrare verità inconfutabili perché appoggiate su altri luoghi comuni, tutti sbagliati (citare ad esempio l'affitta carrelli all'aeroporto come esempio di sud che non fa niente, è una contraddizione evidente: non solo chi affitta quei carrelli s'é inventata una geniale e fruttuosa start-up, ma è prova provata che sta appunto lavorando. O no?).
      Poi ti confesso che davvero non reggo più queste idiozie sparate a mazzo sempre e solo sul sud quando è oggi sotto gli occhi di tutti che a mangiare sul piatto pubblico è soprattutto il nord (devo citare il Mose, la Bre.Be.Mi, gli appalti Expo a Farinetti, le grandi opere in cantiere sotto le quali ci seppeliranno vivi? E se non basta, ricomincio con Torino, la Tav, etc....).
      In più, anche volendo accettare che qualcuno la pensi diversamente da me sul sud (e credimi, negli ultimi anni me ne sono studiata la storia proprio per capire cosa dicono questi cialtroni), trovo volgare che Blondet si sia preso la briga di rispondere piccato ad alcuni commenti ma abbia evitato altri, molto dettagliati e convincenti, a difesa del sud.
      Insomma, apprezzo molte delle cose che Blondet scrive, ma non sono per questo disposta a perdonargli ogni cazzata solo perché la dice lui...
      Poi, te lo dico, a me viene da piangere per come hanno ridotto il Veneto e mi accorgo solo di recente di come ami questo paese, tutto, di come lo senta mio proprio quando lo vedo assalito, distrutto, abbruttito.
      Il mio recente viaggio in Sicilia mi è stato di grande conforto: i panorami più belli iniziano però solo a metà Abruzzo, poi il cuore si allarga e gli occhi si ristorano.
      E le persone del sud, quelle che conosco e ho incontrato, sono tutte mediamente molto più acculturate della media dei veneti.
      Fosse per me, non potendo più amare Venezia (ne stanno preparando un'altra di terribile: ingressi a pagamento e terminal a Mestre, entrate solo su prenotazione...per dire), espatrierei volentieri in Sicilia ma anche in Calabria o in Puglia e perfino in Basilicata, pur di non vedermi più intorno fabbrchette chiuse, autostrade grigie, centri commerciali e cemento...
      Un salutone (grazie a te)

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