martedì 8 settembre 2015

Make Peace, Not War

3. Allarme dell'Europol: 30mila persone coinvolte nel traffico di migranti  
Ciò che dice Buzzi, intercettato, lo confermano sia Frontex che Europol, quindi Buzzi non è il solo a sapere che il business dei migranti "paga".
Sempre Europol, cita poi l'esempio di una banda, formata da 16 membri, recentemente scoperta in Grecia. Composto da 2 romeni, 2 egiziani, 2 pakistani, 7 siriani, 1 indiano, 1 filippino e 1 iracheno, questo gruppo, da solo, ha fatto giungere in Europa via mare, aria e terra, centinaia di siriani fornendo loro anche falsi documenti, e realizzando fino a 7,5 milioni di guadagni in pochi mesi di attività.
Se secondo il Pentagono il fenomeno della migrazione durerà almeno altri 20 anni, c'é da chiedersi chi altri si metterà in affari sul lucroso business (7milioni e mezzo in pochi mesi sono un gran buon incentivo per chiunque).
Berlino intanto, investe sei miliardi. 
Conoscendo la pignoleria di Frau Merkel sui conti, mi pare poco probabile investa senza aver prima considerato quanto renderà alla Germania il capitale oggi investito.
Perfino i volontari viennesi, pare poco probabile vadano su e giù dall'Austria all'Ungheria investendo in benzina, gomme e beni di primo soccorso, per prelevare migranti gratis et amore dei.
Poi se li portano a casa? O con questi migranti riforniscono i centri di accoglienza austriaci per cui lavorano?

Pare che la "rotta" migratoria più lucrosa sia quella dei Balcani, non quella lato Mediterraneo. 
Così vien da compiangere il "povero" Buzzi: ha insegnato all'Europa intera come si fanno i soldi e ora lo mollano in galera soffiandogli l'affare da sotto il culo.

La brutta storia è che, chi non serve come "carne da macello" (tributo di ogni guerra che serve a far salire le azioni dell'industria bellica), si sia arrivati a vederlo come merce da cui ricavar profitto. La mera movimentazione di carne umana, dopo averla sapientemente messa in fuga con le bombe, rende oggi più della vecchia movimentazione di bovini fra gli ex confini dei paesi europei. 
Come tempo fa si vedevano quelle scene terribili di animali trasportati in gabbia dai paesi dell'est alle macellerie del nord, ora si assiste alla transumanza e/o al trasporto di umani transumanti da dislocare un po' di qua e un po' di là dal sud al nord d'Europa, così che ogni paese abbia la sua razione di bontà e soprattutto, reddito.
Basta che il denaro giri, no? 
E per farlo girare c'è sempre un metodo sicuro e rodato: la cara vecchia guerra. 
Leggevo che, nella logica del Pil come misura della ricchezza e del benessere economico, le disgrazie umane equivalgono il prodotto di più alto ingegno e valore. 
Quindi, sia le guerre sia il traffico dei  migranti che le fuggono, se gestiti con piglio imprenditoriale, contribuiscono all'aumento dei vari Pil internazionali.
Quanto conta nel rialzo trimestrale di Grecia e Italia questa ondata di transumanti umani?
Spartirseli, piaccia o no, aumenta il Pil europeo ma anche quello dei paesi di transito.
Con tanti saluti al buon cuore e alla generosità d'animo per cui il migrante costa. 
Costa sì, ma solo a chi paga senza averne in cambio che la soddisfazione di sentirsi buono, e son rari, o a quelli che si vedranno sottrarre ancora quacosa dal niente cui li ha già ridotti la politica del Pil.
Eccoli infatti, tutti, i democratici paesi europei, a spendere abbondantemente in armi e soldati da una parte, ma anche in assistenza e accoglienza migranti (o profughi, che non sempre le cose coincidono), dall'altra.
Tutto gira e il Pil recupera tono.
No?

La cosa banale è che, se si investissero gli stessi capitali che si investono in armi e accoglienza per creare un mondo dove il benessere sia più equamente distribuito, così che il minimo ci sia per tutti, pare a tutti brutto. 
Che farebbero poi le industrie belliche?
E le ong? 
E le cooperative dell'accoglienza? 
E quelle dell'assistenza?
E quelli che campano fornendo pasti e servizi vari al business dell'accoglienza ai profughi?
Niente: gli toccherebbe diventare persone normali, con un normale lavoro qualsiasi, niente più finanziamenti da stato, o da fondi europei, o regionali, o comunali.
Insomma, vuoi mettere fare i buoni per contratto ricavandosi di che vivere sulle disgrazie altrui?
Così fingiamo di credere che sia umano accogliere i migranti (umano lo è, ma rimane carne umana da danno collaterale di investimenti di guerra su cui lucrare), ma mai che si senta qualche riservista rivoluzionario riproporre il vecchio slogan pacifista anni '60: Make peace, Not War. 
Che a qualcuno potrà anche sembrare datato, obsoleto e troppo figli dei fiori, ma per me continua a essere uno slogan valido. 
Oggi perfino più di quanto lo fosse allora, ai tempi del Vietnam.
Le guerre, infatti, sono oggi molte di più, e sono perfino più ciniche, secondo me (ammesso si possano fare le classifiche sul tasso di cinismo delle guerre).
Non usano (forse) più l'agente Orange, ma non so se dobbiamo star qui a disquisire se era meglio o peggio l'agente Orange dell'attuale uranio impoverito o se le bombe intelligenti, quelle fatte cadere sul nemico alla 'ndo cojo cojo da un asettico drone che salva sempre il nemico, e che solo per questo salvarsi e poter dire la sua si tramuta automaticamente in salvatore democratico, siano meno dannose dell'esfoliante largamente usato in Vietnam.
Sempre di morti si tratta, alla fine. Poco importa come uno muoia quando viene ucciso in guerra.

E' un mondo così, tutto in superficie.
Pacchi di lacrime per una foto (prevedibilmente taroccata) ma pronti a far da spalla ai trafficanti accogliendo a braccia (e casse europee) aperte il frutto dei loro traffici illegali.
Illegali?
E chi può dirlo con certezza?
Oggi è così, domani chissà.
Potrebbe diventare talmente lucroso il traffico di carne umana da divenire perfino strutturale perché funzionale al capitale, cioè al Pil.
E quando si arriva lì, alla catena di montaggio della produzione di ricchezza da capitale, le legge arriva a rendere norma anche ciò che fino a ieri era considerato abnorme.
La vera miseria umana è quando, di fronte alle ristrettezze (imposte ad arte moraleggiante e bacchettate agli scolari che non studiano), ci si consola dicendosi che si salva il mondo salvando gli scarti di produzione delle guerre.
Ciò che produce gli scarti, invece, non va indagato né va posto in cima ai ragionamenti sul tema: c'è l'emergenza, e tanto basta a sedare ogni coscienza. 
E, se mai, va accantonato subito come pensiero molesto il pensiero sulle origini del traffico. 
Perché, contrastando lo scomodo pensiero sull'origine dell'emergenza il piatto ricco mi ci ficco della transumanza, che si diceva rendere più della droga, va il Make Peace, Not War subito a essere declassificato come ragionamento "fantasioso, romantico, irrealistico".
D'accordo: W i soldi!
E W le guerre, che dan da mangiare a così tanta brava gente...

3 commenti:

  1. Finché cè guerra, c'è speranza.
    Per chi ci guadagna, naturalmente.....

    Mirkhond

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    1. Certo. Chi "ci guadagna" è infine quello che stabilisce sia la gerarchia dei valori che quella del potere.
      Non è un caso che a guadagnare siano tutti da una stessa parte (cattolici e piddini, fratelli di sangue): con le guerre o con l'accoglienza di chi fugge dalle guerre (o dalle povertà, che sono sempre guerre), tutti uniti nell'evitamento di ogni razionale discussione sia sulle guerre che sull'accoglienza forzata (dal buonismo di stato).
      Non so evitarmi di pensare che le transumanze imposte dal potere a scopo ridefinizione geostrategica non sono affatto nuove.
      Anche restando vicini, quelle degli italiani esportati a suo tempo in Libia, a quelle imposte sul confine italo-sloveno e nell'Alto Adige. Gente obbligata a cambiare lingua, a cambiare nome, a spostarsi da una parte all'altra solo per soddisfare le decisioni politiche prese sulla loro testa.
      Oggi ho la sensazione che molti di questi migranti, forse non tutti, abbiano da assolvere un compito che fin qui è poco chiaro. Ma certo, non credo che migliaia di giovani uomini (poche donne e bambini al seguito), si metta in viaggio in condizioni disperate mentre il loro paese è in guerra o minacciato da orde barbare pagate da quegli US che poi ci incalzano a trovare soluzioni umanitarie accettabili per accogliere i #migranti.
      Troppi se e troppi punti di domanda cui nessuno pare aver voglia (nelle alte sfere) di rispondere.
      slogan, solo questo ci rifilano.
      Ed etichette: razzisti, bestie, ecc.
      Troppo facile, troppa fuffa...

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  2. Standing ovation! Almeno 15' di calorosi applausi, Rossana!

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