venerdì 16 settembre 2016

Lunedì, 19 settembre...

12. Nous sommes déterminés à remédier aux causes profondes des déplacements massifs de réfugiés et de migrants, notamment en intensifiant les efforts de prévention précoce des situations de crise grâce à la diplomatie préventive. Nous nous attaquerons également à ces causes par la prévention et le règlement pacifique des différends, le renforcement de la coordination des efforts d’aide humanitaire, de développement et de consolidation de la paix, la promotion de l’état de droit aux niveaux national et international, et la protection des droits de l’homme. De même, nous nous emploierons à faire face aux déplacements causés par la pauvreté, l’instabilité, la marginalisation et l’exclusion et l’absence de développement et de perspectives économiques, eu égard en particulier aux populations les plus vulnérables. Nous collaborerons avec les pays d’origine afin de renforcer leurs capacités.

(12. Siamo determinati ad affrontare alla radice le cause dello spostamento massiccio di rifugiati e migranti, specialmente intensificando gli sforzi di prevenzione precoce delle crisi attraverso la diplomazia preventiva. Affronteremo parimenti le cause attraverso la prevenzione e la soluzione pacifica delle controversie, rafforzando il coordinamento degli sforzi umanitari, lo sviluppo e il consolidamento della pace, la promozione dello Stato di diritto a livello nazionale e internazionale e la tutela dei diritti umani. Allo stesso modo, lavoreremo per far fronte alle migrazioni causate dalla povertà, l'instabilità, l'emarginazione, l'esclusione e la mancanza di sviluppo e di prospettive economiche, con particolare riguardo per le popolazioni più vulnerabili. Lavoreremo con i paesi di origine, al fine di sviluppare la capacità.)


Fra i 90 punti della Déclaration de New York pour les réfugiés et les migrants che chiuderà il summit in programma alle Nazioni Unite il prossimo lunedì 19 settembre 2016, questo n° 12 è l'unico punto nel quale si accenni vagamente alle "cause" delle migrazioni che muovono 244 milioni di persone da una parte all'altra del mondo (il dato, del 2015, è inserito nella premessa della stessa dichiarazione).
Nessun chiaro accenno alle guerre in corso né tantomeno alle ragioni all'origine della povertà drammatica di alcuni paesi di provenienza dei migranti, povertà a sua volta causa di problemi sanitari e di bassa o insufficiente scolarizzazione per molte persone in movimento dalle aree più miserabili del pianeta.

Invece, tutto un fitto dettagliatissimo programma per integrare, scolarizzare, migliorare le condizioni, punire i razzismi, rendere illegali le demonizzazioni, ecc. ecc. 
Fuffa, ma di quella minacciosa.
Come se le guerre si facessero da sole, come se la povertà fosse una condanna comminata da Dio fin dalla venuta sulla Terra solo ad alcuni che hanno la sventura di venire al mondo in determinati paesi mentre ad altri, che Dio evidentemente guarda più benigno fino a farli ricchi, bianchi e violenti per nascita, spesso tutte le cose insieme, visto che sia la guerra che la povertà hanno invece nomi, cognomi, colore della pelle e patria d'origine.

Essendo indubbiamente un'anima semplice, provo a risolvere in modo banale ma creativo il problema delle migrazioni tutte, visto che l'ONU pare non considerare proprio le 5 possibili direttive adottabili fin da subito per migliorare la vita dei migranti senza tante chiacchiere al vento:

1. imporre l'immediata cessazione di tutte le guerre in corso nel mondo (secondo dati di Global Peace Index riportati da Il Sussidiario, nel 2015 solo 10 paesi nel mondo non erano in guerra)

2. visto che sempre il Global Peace Index 2016 dice che la violenza nel mondo costa il 13,3 % del GDP (Gross Domestic Product) - corrispondente a 13, 6 trilioni di dollari (1 trilione equivale a 1 miliardo di miliardi, cifra con così tanti zeri che per capirla vi rimando allo schemino riportato in questa pagina), cioè a un costo di 1,876$ per ogni persona vivente del pianeta nel 2015, smettendo le guerre ecco che con la stessa spesa si può garantire una vita decente in patria a tutti gli umani del pianeta.

3. se le stesse cifre fossero investite per creare benessere per ogni singolo abitante della Terra, il problema dei migranti sarebbe risolto: se un nigeriano che in patria sopravvive con meno di 1 dollaro al mese (al mese, avete letto bene), disponesse di 1.876$ l'anno, magari emigrerebbe lo stesso, ma forse anche no, dato che la stessa cifra l'avrebbero i suoi fratelli, i suoi genitori, i suoi parenti tutti...

4. finito di migrare per fame e miseria, per guerre o per cambiamenti climatici (la maggior parte dei quali causati dal capitalismo e dalla sua follia), resterebbero solo migranti per cultura o per diletto, e sarebbe già un altro ragionare

5. se ogni paese del mondo rispettasse se stesso, la propria cultura e la propria ricchezza naturale, ai migranti per cultura o per diletto basterebbe chiedere un visto per il paese dove intendono recarsi e, se volessero poi anche trasferirsi a vivere lì, avendo un minimo di che vivere grazie a quei 1.876$ che si diceva, potrebbe trasferire i suoi diritti sul paese scelto rinunciando però a quelli in patria, che a me quelli che ne hanno 2 o 3, di patrie, non è che mi convincono molto: fai una scelta, voti nel paese scelto. Se poi decidi di tornare a casa, trasferisci di nuovo lì i tuoi diritti e torni a votare solo lì. Un individuo, un pacchetto di uguali diritti garantiti ovunque vada.

Ciò di cui non se ne può più è di pachidermi internazionali che sventolano dichiarazioni al solo scopo di innescare altre guerre, non meno costose: quelle per combattere i nuovi inevitabili razzismi odierni, tutti frutto di storture del pensiero e dei reali intenti; quelle contro le "demonizzazioni" dei migranti, contro le intolleranze verso i migranti, quelle volte a promuovere un'accoglienza forzata a migranti i quali, non fossero buttati fuori dai loro paesi a calci in culo da guerre e povertà che arricchiscono chi le guerre le genera e le feconda, sarebbero per lo più ben contenti di muoversi per il mondo con in tasca visti turistici e alloggiando per diletto in hotel dignitosi, anziché in campi di concentramento disumani.
E forse, se l'Onu anziché prepararsi a dichiarare guerra a chi protesta contro la violenza delle attuali forzate migrazioni, si attivasse per far finire davvero tutte le guerre e le povertà, magari riuscirebbe ad avere ancora un senso.
Cosa che, per come la vedo io, non ha più da ormai troppo tempo. 
Per essere credibile, quando si accinge a fare nuove Dichiarazioni per i rifugiati e i migranti che per buona parte sono una sua diretta responsabilità, avrebbe il dovere di smetterla di avere proprio corpi armati impegnati, vedi il caso, a supporto pacifico nelle zone di guerra (più di 3mila miliardi il costo stimato per questi corpi di "peacekeeping").

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