mercoledì 9 novembre 2016

...and the winner is...

 ...the Puppet on the right!
Come si nota nell'immagine del post precedente, si tratta del Puppet verde, quello con promesse elettorali sovraniste e a km zero il quale è, secondo alcuni illuminati commentatori mattutini, risultato "più simpatico della Clinton" perché si sa: "gli americani votano chi viene meglio nei dibattiti televisivi...".
Ma anche, per non far torto a nessun genio, "gli americani hanno votato Trump perché temevano che Putin...", amico di Trump, secondo i sostenitori del Puppet blu, "...sganciasse la bomba atomica sugli Stati Uniti...".
Quest'ultima l'ho udita stamattina alla radio, infilata da una commentatrice in una trasmissione andata in onda intorno alle 10.
Dopo ho chiuso per eccesso di stronzate. 

Insomma, è partita di buon mattino la contro-fuffa, il cui scopo è ribaltare in fretta e furia la frittata dei pronostici così da rimodulare la direzione delle leccate, che da ora andranno da sinistra a destra e non più da destra a sinistra.
Qualunque cazzata si sia sparata fino a ieri per compiacere il vecchio Puppet, di qui in avanti bisognerà rifarsi la verginità per poter andare, senza macchia, prima o poi, a tributare al nuovo Puppet gli onori dovuti.
Ma noi, Puppet verde o Puppet blu, sempre servi siamo, perché chiunque sia, del Puppet Usamericano è l'ultima parola sulla nostra terra e su tutto ciò che sopra questa si decide.

C'è poco da gongolare quindi, pur senza privarsi del sottile piacere di aver visto finire a gambe all'aria la guerrafondaia più leccata dai media che la storia ricordi.
Seguire da topi le partite in campo, girando la testa ora a destra ora a sinistra, serve solo a farsi venire il torcicollo.
Noi umani che seguiamo le incoronazioni dal loggione o dagli scantinati della vita, dovremmo uscire dal teatro per inziare a immaginare mondi senza Re e partite giocate non fra due, ma fra tre, quattro, cinque, infiniti possibili partecipanti alla festa.
Appiattiti invece nel mondo binario dove tutto è ridotto al rimpallo fra zero e uno, non ci accorgiamo nemmeno più che la nostra stessa mente è settata ormai per considerare come invariabili due sole apparenti alternative che ne escludono a priori mille altre.
Destra o sinistra, Puppet blu o Puppet verde, è azzeramento di ogni immaginazione, è desertificazione di ogni fantasia, è rincitrullimento dei neuroni impallati in un eterno ping pong che vediamo da dietro le sbarre di una gabbietta tenuta ben sprangata.
Ping o Pong, dove non c'é nessuna immaginazione non c'é nessuna via d'uscita.
Oltre ai Puppet verdi o blu non riusciamo a immaginare niente, ipnotizzati come siamo da un gioco al quale siamo invitati solo per la clac finale.
Usciamo da questa gabbia... 

10 commenti:

  1. A parte il fatto che la creaturina della foto è a dir poco adorabile, io comincio pericolosamente a invidiare lui e i suoi simili.

    Forse perché, come avverte la nota in calce al volantino che hai riprofotto nel tuo precedente post, "if this image would wake you up really, you wouldn't see it"?

    (Ari-ciao, marilù).

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    1. Ehm, errata corrige: riproDotto.

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    2. Sto ridendo da sola dicendomi che questo è il classico caso dove "peggio tacòn del buso".
      Nel senso che nemmeno mi ero accorta del precedente "riprofotto", e ora che me lo fai notare lo trovo bellissomo.
      Più "riprofotto" per tutti!!!
      (se uno se le volesse inventare queste chicche casuali non vedrebbero mai la luce...e invece, sono stupende...)
      (Ari-ciao!)

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    3. E io proprio per quello l'ho fatto notare (e non nascondere sotto il tacòn), perché, buco o non buco, sembra involontariamente illuminare di luce nuova il mondo di chi ama in modo particolare... le groviere. Diciamo così.

      (marilù)

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  2. il segreto é nella fattura della gabbia , le sbarre sono di formaggio.
    il topo vive nel formaggio ma non mangia gabbie .
    costruiscono città per topi con il formaggio , tv di formaggio libri di formaggio computer di formaggio e poi divani automobili comodini prati tagliaerba nuvole internet e finanche gatti di formaggio ma , udite udite , anche topi di formaggio , é tutto di formaggio...poveri topi .

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    1. Ma allora, quella che "attenta, prima o poi arriva quello del formaggio"è vera...Quello del formaggio esiste!
      Thanks God!

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    2. ehm...il casaro é già passato e per i topi non c'è niente da fare.
      fallo tu il tuo formaggio.
      usa latte crudo e per caglio pistilli di cardo , non é difficile , chiamalo "estrela"
      capisc-ammé...

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    3. Essendo topo, e non casaro, non mi occupo di produzione formaggio se non (raramente e solo molto selezionato), per nutrirmene...
      capisc-ammé...

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    4. Vabbe' che siamo quasi a Natale, ma chiamare un formaggio "estrela", solo grazie ai pistilli di cardo, mi sembra un'esagerazione...
      Comunque lo riconosco, è colpa mia se siamo arrivati al formaggio, anzi alle ricotte pluridecorate.

      Meglio restare, o umane genti, al "più riprofotto per tutti!" (questa sì che era grandiosa)
      e più non dimandare.

      (Cetta LaQualunque, in arte marilù)

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  3. ~♡ Noi umani che seguiamo le incoronazioni dal loggione o dagli scantinati della vita,dovremmo uscire dal teatro per inziare a immaginare mondi senza Re e partite giocatenon fra due, ma fra tre, quattro, cinque, infiniti°°°♡~

    Beh...wow...

    Slobbysta

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