sabato 1 aprile 2017

Cerchi infiniti

Ecco un assaggio tratto da Cerchi infiniti attualmente in lettura (Iperborea, 180 paginette molto ben scritte):
“ Per i giapponesi la natura è animata, in senso letterale. Negli alberi, nei ruscelli e nelle colline vivono dei, spiriti, anime. Questo popolo ha un rapporto mistico con la natura, in nessun altro luogo è così evidente come nei giardini zen. Rispetto ai giardini di Versailles o, su scala più piccola, al Belvedere di Vienna, la differenza è lampante. Noi abbiamo trattato la natura come un nemico da reprimere, che dimostra la sua sottomissione come un reggimento pronto a essere passato in rassegna, in una simmetria totale e così ordinata che balza subito all’occhio da un terrazzo: alberi potati (!), cespugli sagomati a schiera. Qui invece la simmetria è una bestemmia, non fosse altro che per il fatto che in natura non esiste. Qualcosa che di per sé è una forza, possiede un’anima, non può essere mutilata e costretta in forme geometriche; tutt’al più la si può intensificare imitandola su una scala molto ridotta. Allora le pietre diventano colline e montagne, la ghiaia rastrellata diventa un lago o un mare, un semplice ciuffo di trifoglio può diventare, come nell’antico palazzo imperiale di Heian (Kyoto), il simbolo che meglio rappresenta il ritmo eterno del cambiamento in natura”.
Lo stupore, ogni volta nuovo, che meglio rappresenta il ritmo eterno del cambiamento in natura, è per me quello che provo in questi giorni quando, affacciandomi dal balcone, posso lasciar vagare lo sguardo sul prato della foto qui sotto: disseminato di anarchici fiori di tarassaco, è di una bellezza spontanea e caduca poiché dura giusto fino all’arrivo, che prevedo a brevissimo, del primo operaio del comune armato di taglia erba.


Il mio rapporto romantico ma conflittuale con la natura: mentre ieri sera leggevo su Cerchi infiniti "...la natura come nemico da reprimere...", ricordavo come m’era risalito un grumo di furia omicida l’altra mattina, quando su Twitter girava la foto qui sotto.


5 commenti:

  1. In Puglia: gli ulivi sono stati eredicati e di seguito al gasdotto VERRANNO RIMESSI IN SEDE...

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    1. "VERRANNO RIMESSI IN SEDE", forse.
      Immagino dipenderà dai tempi di realizzazione del tunnel di scavo, e da quanto potranno resistere senza danno le radici che nel frattempo avranno solo una zolla di terra per nutrirsi.
      Dipenderà poi dalla dubbia capacità di rispettare la parola data di politici, amministratori e tecnici coinvolti nell'operazione.
      Diciamo che fin qui certa è solo l'eradicazione, mentre sul futuro destino degli ulivi, a giudicare dal cumulo di promesse tradite dai governi di questo paese, è più che lecito pensare male...

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  2. Pietro Paolo2:37 PM CEST

    E dire che il Pd ha avuto l'ulivo come genitore B, ulivo da cui mise radici nel 2007. Un vero e proprio genitoricidio.

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  3. Quei poveri ulivi sembrano ingrigiti di colpo, prosternati come "reggimenti passati"... per le armi, piuttosto che in rassegna. Sulle promesse gonfiate, direi botulinizzate, dei politici, più che stendere un velo funebre, vorrei piantare un realistico e sincero bonsai giapponese.

    Non bastavano le vittime umane dello scontro di treni tra Adria e Corato, la scorsa estate? Evidentemente, no: quelle erano solo l'aperitivo. O, per meglio dire, è questo ritratto nella foto di Twitter, il dessert: il piatto forte, da noi, è sempre il primo.

    Solo un punto di disaccordo: "la simmetria è una bestemmia, non fosse altro che per il fatto che in natura non esiste." Eeeeh?!
    Non dico che debba essere per forza un Narciso o una Venere, chi ha scritto questa perentoria affermazione, ma insomma, è possibile mai che non si sia mai guardato/a allo specchio?

    E tutta la poesia della sezione aurea e della perfetta spirale dei gusci di nautilus (o della nostra stessa casa-galassia, la cara, vecchia Via Lattea) dove la mettiamo?

    Così mi sento più sradicata degli ulivi garganici, perbacco.

    Ciao Ross, serena notte e miglior w.e..
    marilù

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    1. Ciao Marilù!

      ..."la simmetria è una bestemmia, non fosse altro che per il fatto che in natura non esiste." Eeeeh?!

      ...chi ha scritto questa perentoria affermazione...

      L'autore è Ceese Noteboom (vedo solo ora che ho dimenticato di citare l'autore di Cerchi infiniti), e ciò che afferma va senz'altro contestualizzato: parla della natura intendendo il mondo vegetale, e anche se anche qui basterebbero le osservazioni del Goethe di Metamorfosi delle piante, a smentirlo. Però, diciamo che Ceese è un così appassionato osservatore delle differenze fra i giardini europei e quelli giapponesi che a me, che tendo a circondarmi di selve, pare quasi un fratello.
      Così, gli perdono (quasi) tutto.
      Buon week-end anche a te...

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