lunedì 3 aprile 2017

L'ombra di Rasputin

(l'immagine del tweet è stata rimossa qualche minuto fa perché Rasputin è risultato estraneo all'attentato)
Non fosse per il copricapo, che dalle immagini disponibili pare non aver mai indossato, direi che si tratta di Rasputin.
 
Il monaco pazzo ha lasciate scritte parecchie profezie, alcune delle quali avveratesi:
"...“… Ogni qual volta abbraccio lo Zar e la Mamma (Rasputin chiamava così la Zarina) e le ragazze e lo Zarevič (il piccolo Alessio) la mia schiena è percorsa da un brivido di terrore. È come se tra le braccia stringessi dei cadaveri... E allora prego per questa gente perché sento che in questa nostra Russia è quella che ne ha più bisogno. E prego per tutta la famiglia Romanov perché su di lei sta calando l’ombra di una lunga eclissi.”
Due anni dopo i Romanov fecero la fine che sappiamo.
Qui una bella sintesi sul personaggio che profetizzò la fine degli Zar.

Se l'immagine dell'attentatore pubblicata nel tweet sopra è, come immagino, solo un ologramma del pretaccio nero, è lecito toccarsi a scopo scaramantico: chi l'ha proiettata lo evoca senza conoscere la potenza delle sue visioni profetiche (e della sua collera contro chi attenta alla "Mamma")

P.S. (4 aprile 2017 h. 9.55)
Niente: Rasputin pare sia andato spontaneamente alla polizia per chiarire che lui 'ste cose non le fa.
Quindi, per ora, è stato un 22enne kamikaze ghirghiso, con nazionalità russa, in contatto con i combattenti siriani (identificazione: si trovava non lontano dalle porte, nella parte centrale del vagone, dove "è stata trovata la sua mano con dei fili". La faccia è sfocata per rispetto della privacy...Notare il berrettino di lana bluette per difendersi dal freddo, tipico del temibile kamikaze che va a farsi esplodere)
  

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