martedì 19 dicembre 2017

Al (sul) tappeto

Poco meno di un mese fa, dopo una lunga giornata disseminata da chiare premonizioni, verso le 8 di sera sono collassata.
Sentendomi venir meno, nel lasciarmi cadere sono perfino riuscita a guidarmi lentamente sul tappeto evitando gli spigoli del tavolo.
Dopo, cioè adesso, nulla è come prima.
Ma lì, in quei pochi attimi, in quei pochi secondi, ho provato una sensazione di abbandono del corpo e della mente che potrei perfino definire un satori, una sorta di improvvisa illuminazione: tutto in me era finalmente in pace.
Nessuna paura, niente di niente, solo un dolce lasciarmi andare al tappeto senza peso, come una piuma che scivola dopo una lieve danza nell'aria.

Mi chiedevo da giorni se scriverlo oppure no, sono cose così intime da aver difficoltà io stessa a comprenderle per me.

Forse perché dopo, quando ho riaperto gli occhi sentendo suonarmi in testa una sorta di campanelli tipo quelli che nei film suonano quando al robot si staccano tutti i sensori, è iniziata la paura.
La paura, in alcuni momenti, non è solo per la nuova consapevolezza che questo mi può succedere, ma anche per la sensazione di leggerezza e pace provata in quei pochi secondi.

Come quando una volta, salita su una seggiovia in montagna, ho vissuto il tragitto verso la cima, sospesa nel vuoto e attratta dalla bellezza del mondo di sotto.

Come le vertigini mi fanno paura per l'attrazione che provo verso il vuoto, il ricordo di quel momento di pace mai provato prima è scolpito in me come l'iscrizione su una porta verso un mondo sconosciuto che continua a dirmi:
"Non c'é nulla di cui aver paura nel lasciarsi andare oltre quella porta. La paura sta tutta al di qua..."
Non avrei dovuto scriverlo, lo so.
Però se ti capita di sperimentare una sensazione così bella e misteriosa, come si fa a tenersela per sé?

Sono scivolata sul tappeto e sto lentamente rialzandomi, vado lenta e però piena di stupore e con una nuova amletica domanda: perché riaperti gli occhi mi suonavano i campanelli nelle orecchie come fossi un robot cui avevano staccato i fili?

Non cerco risposte che in me, è questo che mi distrae da ogni Etruria, da ogni piddino e da ogni altra cosa del folle mondo in cui viviamo.

Poi ve lo dico, non farà molta differenza il trovare o meno le risposte.
So che esiste in me memoria di una pace senza più domande.
Credo per un po' mi basterà.

7 commenti:

  1. Ciao Ross, ogni tanto passo da te, non più come nei vecchi tempi, mi piace sempre leggerti. Ritrovarti sempre limpida e battagliera. Oggi mi soffermo un po' di più perché ti trovo molto serena. Tu sai che non faccio molte domande, ti dico solo che anch'io ho provato quelle sensazioni, quei campanelli è quella pace. È tutto bellissimo, non mi fanno paura mi hanno fatto capire che "esiste in me memoria di una pace senza più domande".
    Amaramente però io so la risposta: ipoglicemia. Però non mi spaventa, mi cambia l'angolo visivo da cui guardare la vita.

    Sempre in gamba Ross, mia carissima amica!
    Buon Natale e felice anno nuovo ❤️
    Ti abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Cle, che piacere rileggerti...
      Ti dirò, anch'io ovviamente conosco ora la risposta ai "campanelli", potrebbe essere simile, forse un po' diversa solo per il fatto che, nell'occasione, sono emerse altre "complicazioni" delle quali ero totalmente all'oscuro e però qualche "campanello" in proposito mi era già suonato da tempo visti strani episodi che mi dicevano qualcosa che forse non volevo sapere.
      E confesso che per questo parlo anche dell'inizio "dopo" della paura.
      Che forse è la cosa con la quale sto facendo i conti, decisa a non farmene travolgere e a conviverci a modo mio, tenendola presente ma continuando un passo alla volta a modificare alcune piccole cose per migliorarmi, e quindi anche questa paura ha un suo lato bello e positivo.

      Diciamo che la mia "caduta" mi sta insegnando qualcosa sul cambiamento che sapevo e però (non è sempre così?) non ascoltavo.
      Ti ringrazio quindi del tuo commento, perché mi conforta sapere che altri hanno sperimentato che certe "cadute" sono in realtà necessarie per rimettersi davvero in piedi.
      Buon Natale e Felice Anno Nuovo anche a te.
      Un grande affettuoso abbraccio.

      Elimina
  2. Scusa se sarò terribilmente prosaica, persino rozza dopo il dono pregiato di questa tua esperienza così perspicuamente descritta e comunicata, anzi di più: condivisa. E senza un dannato selfie che sia uno...

    Però da quel che ho appena letto mi sembra stranamente chiaro che quei tuoi campanelli li ho uditi anch'io, quasi in contemporanea con te, all'incirca un mese fa, per me del tutto silenziosi ma capaci di infondere allarme e inquietudine a distanza di centinaia di chilometri, come una sorta di strisciante fall-out nucleare, o la fusione catastrofica di 2 mega-astri, o l'implosione su se stesso di uno solo di essi, a migliaia di anni luce di distanza, con la connessa emanazione di lampi di raggi gamma interstellari diretti a ionizzare-- e quindi 'sbucciare' -- la nostra atmosfera di uno strato, neanche fosse il guscio rinsecchito di un bruco evoluto da tempo in farfalla. (http://umbertogaetani.blogspot.it/2012/12/27-dicembre-2004-il-pianeta-terra.html)

    Tutto nel più assoluto, sidereo, placidissimo silenzio.

    E anche se la descrizione che adagi con suprema grazia sui nostri schermi sgranati è, a dir poco, seducente, l'inquietudine che mi ha trasmesso non fa che aumentare alla lettura di frasi come questa che hai aggiunto nella tua risposta a Cle:

    "(...)nell'occasione, sono emerse altre "complicazioni" delle quali ero totalmente all'oscuro e però qualche "campanello" in proposito mi era già suonato da tempo visti strani episodi che mi dicevano qualcosa che forse non volevo sapere".(...)".

    Io sono qui che aspetto mai nulla di meno di una farfalla: niente b(r)uchi neri, per favore. A Natale niente stelle collassate, accettansi al massimo comete ballerine, un po' ammiccanti nel cielo abbagliato di luminarie kitsch, ma mai in ritirata per questo.

    Auguri calorosissimi, per Natale, Capodanno e molto, molto oltre (e altro).
    marilù

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bello leggerti Marilù, perché sembri cogliere nel non detto quasi per telepatia (a volte mi convinco che esista e pure che funzioni, soprattutto con chi non conosco e non mi conosce, meno con quelli che sapendo ogni cosa non aprono i canali telepatici e si finisce per fare una confusione pazzesca).
      Come scrivo a Cle, forse la caduta è stata provvidenziale, sapevo di aver bisogno di rimettere ordine e soprattutto disciplina nel caos dell'ultimo periodo, e ciò che non mi decidevo a fare ora scopro di volerlo fare e che mi viene bene e anzi, mi pare di ritrovare qualcosa che credevo perduto e invece no, era lì e dovevo solo atterrare sul tappeto per sapere che so rimettermi in piedi con una certa determinazione e tenacia.
      Mai più collassate, né a Natale né a Capodanno, è stato bello scoprire i doni della caduta ma, come si dice, buona la prima, a posto così, niente ripetizioni che la maturità l'abbiamo fatta ed è ora di passare alla fase adulta e operativa.
      Affettuosi auguri anche a te, di Buon Natale, di Buon Capodanno e di cose serene intorno.
      Un abbraccio sentito...

      Elimina
    2. E' sempre più bello, per me, leggerti e -- ancor più -- rileggerti, mia cara Ross.
      Un forte, forte abbraccio anche da quaggiù (ringraziandoti del tuo, "sentito" per davvero).
      marilù

      Elimina
  3. Ciao Ross, leggo solo ora questo tuo post. Sono stato via (in tutti i sensi) molto a lungo, ma non dimentico le nostre conversazioni. Spero tu stia meglio, che tu stia BENE e naturalmente ti auguro tutto il meglio.

    Ale

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "...molto a lungo...", dove?
      Voglio un report dettagliato prima che la mia mente galoppi verso scenari possibili rischiando di mancare tutti gli stop.
      Insomma, è bello risentirti, sto (quasi) bene, ma prima di augurarti anch'io il meglio voglio gli aggiornamenti.
      Ci posso contare?

      Elimina