sabato 6 gennaio 2018

Vladimir Korolenko. La Patria russa di 100 anni fa e la Patria ai tempi dell'UE

Vladimir Korolenko - Su Russie Vedemosti il 15/17 agosto 1917 -Riportato da un pezzo pubblicato sul numero speciale di Internazionale Extra n° 1 dedicato alla Rivoluzione russa.


“…Per troppo tempo il nostro popolo è stato separato dall’intelligentsija, per troppo tempo è vissuto senza un pensiero collettivo. A sua volta, l’intelligentsija democratica è vissuta per troppo tempo isolata, senza condividere il suo pensiero con il popolo. Oggi che il muro di violenza è crollato, l’intelligentsija rivoluzionaria è, per volere della sorte, a capo del movimento popolare. Con tutti i meriti di una lunga lotta, con tutte le lacune del suo pensiero minoritario, è diventata subito il cervello del suo popolo, il pensiero che determina la volontà. 

Ma insieme a molte cose necessarie e utili per la nuova vita del popolo, parte dell’intelligentsija ha portato con sé anche un pregiudizio contro la patria. 

Questo pregiudizio sostiene che tra patria e umanità c’é un’insanabile contraddizione, e postula che si può servire l’umanità senza servire la patria, e che anzi per questo bisogna rinunciare alla patria. 
Così quel carattere che inizialmente aveva dato alla nostra rivoluzione una unità e una forza insormontabili, ha cominciato a vacillare ed è scomparso. Il centro del sentimento popolare, la patria, ha smesso di essere al servizio dell’unità. 
Dopo aver detto parole importanti a favore dell’umanità, molti di noi hanno deciso di aver già fatto tutto il necessario, hanno pensato che le parole erano già diventate carne, che l’umanità comune era diventata una forza attiva in grado di esonerarci dal difficile impegno per la patria e per la libertà.  
Abbiamo immaginato che le parole fossero sufficienti, e abbiamo pensato di non dover fare altro che entrare nel tempio dell’umanità futura, dove ci attende un futuro felice senza fatica e senza sforzi.
E il popolo ha creduto alla bella notizia, tanto più che quest’idea lo liberava da un difficile eroismo e sostituiva gli interessi della patria con gli interessi di classe.
Un errore spaventoso, fatale, lo stesso in cui tanto spesso è caduto il falso patriottismo del passato.  

Abbiamo immaginato di essere alla guida dell’umanità progressista solo perché abbiamo rinunciato alla nostra patria. 
Ma limitandosi a negare non si costruisce niente. Abbiamo visto che le patrie rimangono ancora il modello più elevato delle associazioni umane. Non rinunciare alle patrie, non distruggere questi scrigni della futura unità, ma renderle indipendenti e forti, giuste e libere, pronte a nuove associazioni: questo è il compito che è emerso chiaramente in tutti i congressi internazionalisti.
Ma noi abbiamo seguito una strada inversa, e alla fine di questa strada c'é la rovina.  

Rinunciando alle grandi comunità già realizzate dall’umanità, non andiamo avanti, ma indietro, regrediamo dall’unità alla disgregazione. Su questa strada ci attende un altro mostro, indicato con l’ennesima parola straniera, con cui la Russia, per sua disgrazia, dovrà fare i conti. 
E’ la parola anarchia. 
Letteralmente significa assenza di potere. 
E’ la perdita di quel centro che dirige la forza popolare e dà armonia e viva unità a tutte le singole aspirazioni. 
Basta che sparisca definitivamente, basta che si affermi l’idea che la patria non è necessaria, che non riguarda tutto il popolo ma solo certe classi, e la vita dell’intero paese tornerà indietro
Invece del difficile e grande lavoro di creazione di una nuova vita comincerà la disgregazione
Prima per regioni, poi per ceti e classi, in base a interessi separati e inconciliabili. 
A questo seguiranno le tensioni interne e poi si scateneranno gli istinti peggiori, il saccheggio e il banditismo.
Alla fine di questo spaventoso sfacelo, e forse della scomparsa dell’organismo vivo dello stato, c’é il ritorno a un passato cupo. 

L’anarchia è la guerra di tutti contro tutti all’interno della stessa patria.
 

Non so se sono riuscito a realizzare il compito che mi ero prefissato all’inizio di queste mie note, cioè parlare delle più importanti questioni del nostro tempo in modo comprensibile sia alle persone colte sia a quelle meno istruite. Ma se sono riuscito, almeno in parte, a chiarire l’idea centrale di queste parole, se riusciranno a generare un dubbio riguardo a punti di vista troppo miopi, se indurranno alcune persone a prendere coscienza dell’importanza della patria, risvegliando in alcuni cuori il vecchio, sacro e doveroso sentimento dell’amore per la patria, allora riterrò di non aver riflettuto inutilmente su queste tormentose questioni della nostra terribile epoca.
Vladimir Korolenko era uno scrittore russo, nato nel 1853 a Zitomir, in Volinia, e morto a Poltava nel 1921. Da giovane aderì al movimento dei narodniki, i populisti, e fu arrestato e deportato in Siberia. Sostenitore della rivoluzione di febbraio, fu invece molto critico verso il bolscevismo. In italiano è disponibile Il sogno di Makàr (Imagaenaria 2011).

19 commenti:

  1. L'importanza dell'ermeneutica...

    p.s.
    l'antagonismo politico nasce dal riconoscere IL PRIMO agente politico che opprime l'esistenza di interi gruppi sociali.
    Siccome il problema riguarda la necessità di socializzare il potere economico via nazionalizzazione delle concentrazioni oligopolistiche finanziarie ed industriali, favorendo la relativa socializzazione politica strumentale alla sovranità democratica , e dato che la patria menzionata in costituzione all'art 52 costituisce solo una proiezione necessitata della sovranità che appartiene al popolo, la quale non può che svolgersi (fisicamente,per quanto é fisica l'esistenza degli esseri umani) in relazione ad un territorio in cui si riconosce la propria radice e la propria appartenenza , e di cui é perciò "sacro dovere" difendere i confini...della lotta di classe nel quale "obtorto collo" siamo immersi e del quale il signor K ci dice , o credi ci voglia dire 100 anni dopo , dobbiamo far finta non esista ? oppure , vuoi vedere che ,proprio per occuparci della patria ,non possiamo che tenerne conto ed anzi PRENDERNE ,UNA FOT...A VOLTA E PER TUTTE , ATTO ?

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    1. "...PRENDERNE ,UNA FOT...A VOLTA E PER TUTTE , ATTO ?
      Stai urlando a Korolenko, vero?
      Il quale, per come l'ho letta e trascritta io, ne aveva (una fottuta volta e per tutte), preso atto eccome, solo che proprio per il suo "prenderne atto", finì in Siberia.
      Perché poi, alla fine dei discorsi (e sempre ammesso che tu voglia riconoscermi qualche neurone capace di farsi un ragionamento sul senso di Patria e quello di appartenenza culturale e fisico alla propria terra).
      Trovo sempre particolarmente supponente il commentare qualcosa dando per scontato che questo sia tutto ciò che ho da dire (e ho già scritto) mille volte.

      Il riconoscere che la necessità di socializzare il potere economico via nazionalizzazione delle concentrazioni oligopolistiche finanziarie ed industriali è per me pratica quotidiana, non esente da spiacevoli conseguenze sul piano esistenziale pratico.
      Proprio questa quotidiana esperienza dell'influenza del PRIMO agente politico, cioè il gioco del potere economico, mi impedisce di evitare di saperne qualcosa.
      Non in teoria, anche se proprio la quotidiana esperienza è la PRIMA e più determinante molla che mi spinge a cercare nel passato le origini delle attuali mie condizioni esistenziali.
      Non che tu non possa e non abbia niente da insegnarmi, è anzi più che certo il contrario, ma NON URLARE con me come stessi parlando a qualcuno cui non vuole entrare in testa la tua illuminata comprensione delle leggi del mondo.
      Non ho ancora capito tutto (tutto è troppo per chiunque, temo), ma qualcosa sì, e nel modo più efficace di imparare qualunque lezioni sulla vita: pagando di tasca mia, non facendo letteratura.
      Un saluto.

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  2. K (di poco più in alto)
    il popolo ha creduto alla bella notizia...e sostituiva gli interessi della patria con quelli di classe.un errore spaventoso.

    é equivalente a "Marx sbaglia " detto proprio quando il suo più grande discepolo li faceva passare per le armi dichiarando " o noi o loro " ...
    capirai bene che non c'è paragone tra una fossa comune e la Siberia , proprio nessun paragone , e direi neanche alcunché di cui lamentarsi , o sbaglio ?

    p.s. bolscevico é uguale a "appartenente alla maggioranza " mentre bolscevismo é " maggioritario " . quindi c'era una maggioranza contro cui K era in disaccordo ? e questa maggioranza che si muoveva in rivoluzione facendo una lotta di classe era capeggiata da Vladimiro che era convintissimo che "gli altri" dovessero essere necessariamente fucilati , e c'è stato uno scrittore in disaccordo con la rivoluzione ( tantevvero che disconosceva la lotta di classe, anzi la considerava un errore ) che piuttosto che finire sottoterra fini in Siberia ....tutto qua ? oppure c'é dell'altro ?

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    1. Ovviamente c'é "dell'altro". Direi che c'é sempre, in ogni condizione e in ogni posizione c'é sempre molto altro, rispetto a quel misero dettaglio che (a me) offre lo spunto per acune riflessioni che dal passato mi pare di veder riflesse sul presente.
      Vero è che mi sarebbe più facile rimandarti alla lettura completa del numero speciale di Internazionale dal quale ho preso e trascritto il breve post con alcuni passaggi del pensiero espresso da K. in quell'agosto del 1917, quando vedeva affacciarsi quel bolscevismo che poi lo sbatterà in Siberia, posto che equivale alla fucilazione, sono d'accordo, tranne che in Siberia la morte sopravveniva più lenta e feroce, quindi non solo morto comunque, ma prima psicologicamente e fisicamente torturato, da se stesso (credo di poter immaginare) e dai suoi carcerieri.
      Però, proprio perché il "dell'altro" è troppo e me lo vado scavando in solitaria per mia propria conoscenza, più che porgerlo come verità lo porgo come riflessione, mi darò (forse) il tempo di riportarti, sempre dallo stesso numero di Internazionale, alcuni altri passaggi di autori dell'epoca con posizioni diversissime fra loro.
      Più o meno come succede oggi (tranne che forse allora erano meno influenzati e confusi dalle mille contrastanti notizie sugli attuali leader politici privi di ideali ma tronfi di interessi per conto terzi), mentre le cose succedono è difficile trarne sintesi chiarificatrici.
      Viene megglio guardando le cose (la storia) a distanza, quando tutto è già successo e alcune verità emergono dalla decantazione e percolazione della fuffa in cui sono nel presente avvolte.
      Di una cosa mi vado convincendo: che manipolare le masse è l'obiettivo primario di ogni aspirante al potere. Allora, adesso, sempre.
      E questo mi consente di non aderire una volta e per sempre a idee o politici che domani, per inevitabili diverse contrapposizioni di interessi, saranno giudicati nei loro punti oscuri proprio da quelli che oggi li osannano per i loro punti di luce.
      Dammi tempo e ti riporto alcune parole scritte su Lenin (a me nuove) o su Trotskij da chi li ha avuti davanti a sé e così vicini da poterli osservare come noi oggi vediamo certi imparagonabli nostri figuri che, nel bene o nel male, a quelle statue di sale non potrebbero comunque nemmeno pulire le suole delle scarpe.

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  3. Chi aspira al potere manipola le masse ? Magari.
    P.s. la tua é uningenuita . Non hai idea .

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    1. Dammela, un'idea...(che siamo oltre la manipolazione e ormai al controllo e al monitoraggio ci arrivo, oltre questo no. Mi dai una direzione da seguire per i miei "scavi" in profondità? Grazie, davvero...)

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  4. il protocollo: scarsità di risorse tramite controllo privatistico dell'emissione monetaria.

    One money, one market, one religion . two classes : masters and slave.

    Non si intende permettere consapevolezza sul fatto che la storia abbia , non solo una sua imperscrutabilita dovuta al caso , al fato, al divino, agli umori della natura, e via misticheggiando, ma anche una dinamica prevedibile , scientificamente descrivibile e misurabile dovute alla struttura sociale , ciò appena detto é fondamento dell'oppressione e dello sfruttamento, perché non permette coscienza politica.
    studiare la storia ( che é il nome dato alla guerra in cui siamo immersi ) senza conoscere diritto ed economia , e all'interno di essi , le versioni scientificamente attendibili e non ideologiche e asservite , é dannoso in quanto inutile . il farlo comunque , si risolve in un ermeneutica funzionale all'assetto contingente dei rapporti di forza che si intenda strutturare.
    vorrei che tu creda al fatto che "tu" sei già stata "pensata" come "eventualità" ( il tuo desiderio di scavare...)
    tant'è vero che scrissero al loro punto 5 : methods or combating the misure of history for the furtherance of creeds hostile to liberty .

    questo non vuol dire che rinuncerò a fare ciò che mi hai chiesto.

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    1. Grazie, fin qui ti seguo e più o meno ci sono arrivata, anche se fatico a mettere insieme i pezzi (ma il quandro mi si va componendo sempre più evidente da tempo, finisce che più ne so più diventa difficile comunicare con il prossimo per l'impossibilità di rendere davvero chiare le mie riflessioni. E' un limite, ma credo sia questo il vero limite: presi tutti dal quotidiano, si fatica a mettere in un discorso i punti in fila per rendere evidente il quadro generale dove ogni ragionamento deve confluire. Ieri però ho ascoltato alcune parole in un video che mi hanno fatto capire che ciò che capisco a tentoni non è poi così strampalato, solo difficile da esprimere a chiunque non sia già dentro quella specifica area di ragionamento...)

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    2. Innanzitutto, grazie infinite a te per questa condivisione dell'ottimo e perspicuo discorso del vero martire per la libertà e la giustizia, il povero -- per la fine spaventosa che gli hanno fatto fare -- Vladimir Korolenko.

      Poi devo dirti che non è affatto vero che non riesci ad esprimere e a comunicare il quadro d'insieme che ti si va via via formando sotto gli occhi -- o piuttosto dolorosamente tatuando sulla pelle. I tuoi post, per me, sono più che chiari, anzi illuminanti.

      Al contrario di quel che avviene con l'anonimo commentatore, che cita tranquillamente oscure disposizioni di oscuri e occulti poteri scritte in inglese senza neanche degnarsi di menzionarne la fonte, vale a dire l'autore o gli autori.

      Avrei solo una richiesta: potresti indicarmi l'indirizzo web a cui fare riferimento per poter guardare il video di cui parli in questo tuo ultimo commento? Piacerebbe anche a me dargli un'occhiata.

      Grazie ancora, un caro saluto.
      marilù

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    3. Si tratta di un'intervista di Byoblu a Glauco Benigni, lugnhetta ma con il pregio di delineare il panorama nel quale ci troviamo attualmente in maniera esaustiva.
      Più interessante di tutto (molte cose mi erano già note, altre no), per me, una paio di riflessioni che espone dal minuto 43'30 c.a., sulle quali vado riflettendo in solitaria da qualche tempo e trvo siano forse uno dei punti meno percepiti e più determinanti su come non solo il web ci "interconnette", realizzando in qualche modo l'intuizione junghiana della "coscienza collettiva", ma pure il fatto che, insieme, ci modifica, modifica il nostro modo di percepire la realtà "materica" e come l'interconnessione nel web sia soggetta (e forse "prova") del noto paradosso di Schrödinger per cui in rete una cosa può essere insieme vera e falsa, tema che sarebbe utile tenere a mente quando si parla di fake news.
      A te, se ce la fai...(lunghetto l'intero video, donna avvisata...)
      https://www.youtube.com/watch?v=xmzLJOJEzXo

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    4. No, errore di sbaglio: Benigni cita Eisenberg, non Schrödinger...

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    5. Grazie dell'indicazione, ho visto e ascoltato la conferenza di Benigni, ma non trovo che sia granché, ad essere sincera.

      Il principio di indeterminazione di Heisenberg funzionava benissimo anche ai tempi dei cameramen un po' alticci spediti a far documentari autorevoli sulle "linee di fuoco".

      Eppoi mi è rimasta una gran curiosità: ma chi glieli ha dati, a Murdock, diecimila mld di dollari per iniziare la sua impresa di "bombardare" di satelliti delle telecomunizazioni la Cina e così attirarla fatalmente nella WTO?

      E chi ha deciso che il Berlusca nostrano ne "meritava" solo 5? Razzisti indecenti anche nel profondo anonimato complottardo...

      E comunque: bravo, il personaggio, nel destare curiosità e invogliare ad acquistare i suoi libri, più volte inquadrati a tutto schermo durante l'intervista o piuttosto il monologo.

      Io per me, nell'ipotesi infausta che venissero a mancare, sentirei molto più la mancanza dei tuoi post, e non solo perché gratis, credimi.

      Ciao!
      marilù

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    6. Non dice in effetti nulla che in qualche modo, chi segue un certo tipo di discorsi non sappia già da tempo, magari con meno numeri e dettagli, ma mi chiedo se contino, quei numeri e quei dettagli, visto ciò di cui si sta parlando.
      E' tutto talmente sopra le nostre teste che rischiano di farci solo ulteriormente deragliare, forse.
      Però qualle poche frasi che dice sulla sempre maggiore difficoltà di distinguere la realtà "materica" dalla realtà "virtuale, e il come il virtuale sia ormai così invasivo e decisivo da aver già cambiato per molti aspetti il nostro modo di intereragire anche nel mondo "materico, cioè fuori dalla rete, sono interessanti perché è qualcosa che mi da molto da pensare, negli ultimi tempi.
      (Poi sull'autopromozione dei guru della rete apriremo un giorno un discorso, perché d'accordo, devi campare e vuoi ricavare qualcosa dalla fatica e il tempo che dedichi alla rete, ma dato che non te lo fa fare il dottore, vedi tu come regolarti, ti pare? Per come ho sempre inteso il web, è solo un mezzo per condividere e far girare pensieri e idee, punto. Se vuoi fare cassa libero di farlo, oggi il web è quasi tutto contenitore per mercanti, e continuo a preferire le botteghe sotto casa, i libri usati (ma anche nuovi) e di carta, se un paio di volte ho acquistato qualcosa via web sono stati libri introvabili dei quali non "potevo assolutamente fare a meno").
      Però, il discorso che lui tocca quasi di sfuggita sulla confusione nella percezione fra realtà "materica" e "realtà virtuale" è per me valso la fatica di sorbirmi l'intera intervista.
      Pensavo e riflettevo con un amico (abbiamo quasi litigato su questo) pochi giorni fa che non è così scontato che siamo tutti consapevoli di come il linguaggio binario della macchina stia modificando in molti modi il nostro modo di adattarci, e quindi cambiare il nostro organo pensatorio.
      Discorsi brevi perché la gente si stufa e tende a non leggere post lunghi.
      Parole semplici perché siano alla portata di chiunque, anche di chi è abituato a leggere Harmony (che adoro, sia chiaro).
      Ragionamenti che possano suscitare reazioni binarie: sì/no, bello/brutto, buono/cattivo, ecc.
      Anziché stimolare nuovi neuroni, come sicuramente ha fatto il web fino ad almeno 8/9 anni fa, quando la pubblicità era ancora poca e il web era posto da gente stralunata che passava ore a discutere del sesso degli angeli (o di quello più terra terra degli umani), da FB in poi, tutto si sta riducendo nella rincorsa al like, alla vendita, al click compulsivo, all'adsense per far due spicci e darsi arie da trascinatore di folle (followers, infatti).
      Ma è un altro discorso, prima o poi rispunterà fuori...
      P.S. per darmi piacere, il gioco del web ha da essere gratisss.
      Altrimenti mi viene l'ansia, e non la voglio avere.
      Anzi, dirò di più: cerco di postare il meno possibile cose che potrebbero poi venir ripubblicate altrove per fare da acchiappa click della frangia complottista a tempo pieno.
      Tzsk!

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  5. ...il farlo comunque si risolve in un ermeneutica funzionale ai rapporti di forza che si intenda strutturare...
    É evidente che per marilu questa frase non significhi niente,lei chiede le fonti perche é forse in possesso degli strumenti idonei a padroneggiarle ?
    Siccome credo sia possibile gli fornisco una fonte introduttiva( dopo , intendo appena marilu crede sia possibile , "ascoltero" quel che ne avra ricavato...)
    Autore : Ha-Joon Chang
    Titolo : Bad Samartan
    P.s. buona lettura.

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  6. siccome oggi é venerdì ...
    in sequenza
    1 the Powell memo
    2 Nancy Maclean - Democracy in chains : the Deep history of the radical right's stealth Plan for America
    3 1980 Jan 1 Tu - archivio ( Friedman MSS ) - Margaretthatcher.org
    4 jurgen habermas - morale diritto politica
    5 Herbert Spencer - darwinismo sociale
    6 guenter Anders - l'uomo é antiquato
    7 John Kennet Galbraith - storia dell'economia

    p.s. marilu ,adesso scopriamo se serviranno a qualcosa.

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    1. Ma certo che servono, a nutrire il suo smisurato narcisismo. Subito, immediatamente, senza dover aspettare nulla, e tanto meno questa mia risposta.

      Però il fioretto del venerdì mi ha commosso.

      Perciò mi sento in dovere di contraccambiare tanta degnazione, consigliandole questa visione:

      https://www.youtube.com/watch?v=QpuRFe4gmoA

      D'accordo, esiste l'elevata probabilità che sia inutile; ma solo dal suo punto di vista.

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    2. imperdibili
      8 erving goffman - frame analysis ( c'è dentro anche l'esistenza di chi come poco più in alto consiglia YouTube )
      9 Sheldon wolin - Democracy incorporated

      buon fine settimana a chi crede che forse é meglio conoscere ...

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    3. domani é venerdi 26 ,é passata una settimanuccia...Marilù avrà letto qualcosa ? e chissà cosa ne pensa di ciò che ha senza dubbio letto ....mha ?

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    4. domani é venerdi 2 febbraio , é passata un'altra settimanuccia...Marilù a questo punto avrà senz'altro letto qualcosa...

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