Un incendio, quello al deposito rifiuti di Milano, andato avanti per quattro giorni a bruciare svariati materiali tossici, fra i quali plastica.
L'allarme tossicità, che riguarderebbe prevalentemente l'area adiacente al devastante incendio, riguarda dunque la presenza di diossina, nome comune della tetraclorodibenzo-p-diossina. La sostanza, composta da cloro, carbonio, idrogeno e ossigeno, risulta velenosa per l'uomo. La soglia massima di tollerabilità fissata dall’Organizzazione mondiale della Sanità è di un trilionesimo di grammo al giorno per kg di peso. Superato questo limite nei feti possono verificarsi malformazioni ai reni e al palato. In alto quantitativo, inoltre, questa sostanza causa cloracne, una patologia per la quale la pelle di tutto il corpo si ricopre di pustole. Da Milano Today
Eppure, per i fumi e le puzze che da domenica sera ammorbano la città si è sparsa a piene mani la rassicurazione che non vi era alcun pericolo limitandosi al mero (idiota) consiglio alla popolazione di tenere le finestre chiuse, eludendo scientificamente il fatto che, dovendo i più comunque uscire, prima o poi avrebbero dovuto perfino respirare.
Lo sanno anche i sassi che la plastica bruciando produce diossina e, dopo l'incidente di Seveso, che è molto pericolosa per la salute sia dell'uomo che dell'ambiente.
Ma niente, il consiglio da seguire è stato: "..è solo puzza, niente di pericoloso, solo odore sgradevole, tenere le finestre chiuse...".
L'analisi dei fumi per il riscontro della diossina nell'aria ha bisogno di 72 ore per essere portato a termine, così ecco che stamattina esce fuori che il naso (totalmente a-scientifico), aveva già analizzato la puzza e portato l'istinto verso fazzoletti e mascherine di protezione.
Ma che dicono anche oggi #gliesperti?
Tranquilli, la diossina è solo nell'area adiacente l'impianto!!!
Il fumo ha invaso per 4 giorni Milano arrivando finanche negli scantinati, bruciando naso e gola a chi per strada era pur costretto a respirarsi quell'arietta venefica dal puzzo non pericoloso.
Però la diossina rilevata è rimasta confinata solo nelle zone adiacenti l'incendio?
Il vento non esiste.
La Terra è piatta e sta ferma.
Il fumo ha rispettato i confini perimetrali del deposito.
Chi è andato a comprarsi mascherine era in preda a psicosi.
Il responsabile del fumo a Milano non era la plastica (e altro) che bruciava, ma #hastatoilmeteo.
Ne capisce più il naso e l'istinto animalo e troglodita.
Se c'é fumo, c'é arrosto.
L'umano, che testardo ancora ci abita nonostante facciano (e facciamo) di tutto per soffocarlo in culla, lo sa dai tempi delle caverne, che il naso ha sempre ragione.
Anche l'istinto ha i suoi perché, e a volte penso che non sia così sbagliato ricominciare a recuperarlo, fidandoci di quanto ci dice.
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