giovedì 18 ottobre 2018

Il fumo, e l'arrosto...

Incendio in via Chiasserini, allarme diossina: acceso un ventilatore per allontanare i fumi

L'allarme tossicità, che riguarderebbe prevalentemente l'area adiacente al devastante incendio, riguarda dunque la presenza di diossina, nome comune della tetraclorodibenzo-p-diossina. La sostanza, composta da cloro, carbonio, idrogeno e ossigeno, risulta velenosa per l'uomo. La soglia massima di tollerabilità fissata dall’Organizzazione mondiale della Sanità è di un trilionesimo di grammo al giorno per kg di peso. Superato questo limite nei feti possono verificarsi malformazioni ai reni e al palato. In alto quantitativo, inoltre, questa sostanza causa cloracne, una patologia per la quale la pelle di tutto il corpo si ricopre di pustole. Da Milano Today
Un incendio, quello al deposito rifiuti di Milano, andato avanti per quattro giorni a bruciare svariati materiali tossici, fra i quali plastica.
Eppure, per i fumi e le puzze che da domenica sera ammorbano la città si è sparsa a piene mani la rassicurazione che non vi era alcun pericolo limitandosi al mero (idiota) consiglio alla popolazione di tenere le finestre chiuse, eludendo scientificamente il fatto che, dovendo i più comunque uscire, prima o poi avrebbero dovuto perfino respirare.

Lo sanno anche i sassi che la plastica bruciando produce diossina e, dopo l'incidente di Seveso, che è molto pericolosa per la salute sia dell'uomo che dell'ambiente.
Ma niente, il consiglio da seguire è stato: "..è solo puzza, niente di pericoloso, solo odore sgradevole, tenere le finestre chiuse...".

L'analisi dei fumi per il riscontro della diossina nell'aria ha bisogno di 72 ore per essere portato a termine, così ecco che stamattina esce fuori che il naso (totalmente a-scientifico), aveva già analizzato la puzza e portato l'istinto verso fazzoletti e mascherine di protezione.
Ma che dicono anche oggi #gliesperti
Tranquilli, la diossina è solo nell'area adiacente l'impianto!!!


Il fumo ha invaso per 4 giorni Milano arrivando finanche negli scantinati, bruciando naso e gola a chi per strada era pur costretto a respirarsi quell'arietta venefica dal puzzo non pericoloso.
Però la diossina rilevata è rimasta confinata solo nelle zone adiacenti l'incendio?

Il vento non esiste.
La Terra è piatta e sta ferma.
Il fumo ha rispettato i confini perimetrali del deposito.
Chi è andato a comprarsi mascherine era in preda a psicosi.
Il responsabile del fumo a Milano non era la plastica (e altro) che bruciava, ma #hastatoilmeteo.

Ne capisce più il naso e l'istinto animalo e troglodita.
Se c'é fumo, c'é arrosto.
L'umano, che testardo ancora ci abita nonostante facciano (e facciamo) di tutto per soffocarlo in culla, lo sa dai tempi delle caverne, che il naso ha sempre ragione. 
Anche l'istinto ha i suoi perché, e a volte penso che non sia così sbagliato ricominciare a recuperarlo, fidandoci di quanto ci dice.



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