mercoledì 1 dicembre 2010


" Le domande che la metafisica si pone sono, per esempio:

“ Gli oggetti che percepiamo sono reali o illusori? Il mondo esterno esiste indipendentemente dalla coscienza che noi abbiamo di esso? La realtà è riducibile a un’unica sostanza che è il fondamento di tutto? E in caso affermativo, tale sostanza è nella sua essenza spirituale o materiale? L’universo è intelligente e ordinato oppure incomprensibile e caotico?”.
Queste le domande di Robert M. Pirsig (e a volte le mie) in Lila.

Lasciando per un attimo Lila e le risposte cui giunge Pirsig, mi piace oggi affiancare a queste sue domande una piccola bella cosa trovata in un libro di Michel Houellebecq – Le Particelle Elementari:

“Le forme della natura, sono forme umane. E’ nel nostro cervello che si formano i triangoli, gli orditi e le tramature. Noi li riconosciamo, li apprezziamo; ci viviamo in mezzo. In mezzo alle nostre creazioni, creazioni umane, comunicabili all’uomo, noi ci avviluppiamo e moriamo. In mezzo allo spazio, allo spazio umano, noi creiamo misure; tramite tali misure noi creiamo lo spazio, lo spazio tra i nostri strumenti. L’uomo poco istruito, è terrorizzato dall’idea dello spazio; egli se lo figura immenso, notturno e vorace. Egli immagina gli esseri sotto la forma elementare di una sfera, isolata nello spazio, raggomitolata nello spazio, schiacciata dall’eterna presenza delle tre dimensioni. Terrorizzati dall’idea dello spazio, gli esseri umani si raggomitolano; hanno freddo, hanno paura. Nel migliore dei casi attraversano lo spazio, essi si salutano con tristezza in mezzo allo spazio. Eppure tale spazio è in loro stessi, non si tratta d’altro che della loro stessa creazione mentale. In questo spazio di cui hanno paura, gli esseri umani imparano a vivere e a morire; in mezzo al loro spazio mentale si creano la separazione, la lontananza e la sofferenza. Su questo c’è ben poco da dire: l’amante sente il richiamo dell’amato, lo sente al di là di oceani e di montagne, la madre sente il richiamo del figlio. L’amore avvince, avvince per sempre. La pratica del bene avvince, la pratica del male estrania. La separazione è l’altro nome del male; è altresì l’altro nome della menzogna. Infatti esiste solo un ordito magnifico, immenso e reciproco.” In copertina una frase: “ La verità è scandalosa. Ma senza non c’è nulla che valga”.

25 maggio 2006

Nessun commento:

Posta un commento