giovedì 2 dicembre 2010

Lo Zen e la fisica quantistica

"...Il fatto rimane che nulla nella fisica quantistica spiega cosa realmente accada quando un sistema quantistico "collassa": il collasso corrisponde a un cambiamento nello stato del sistema, oppure corrisponde semplicemente a un cambiamento nella conoscenza che io ho di quel sistema? Naturalmente, viene subito la tentazione di puntare il dito verso la coscienza. Forse il collasso e` dovuto al fatto che un essere senziente compie la misurazione. Forse la mente entra nel mondo attraverso il pertugio lasciato aperto dal principio di indeterminazione di Heisenberg. Forse la fisica quantistica ci sta dicendo che la mente umana "deve" esistere affinche' il resto dell'universo possa esistere, altrimenti non ci sarebbe nessuno ad osservarlo e cio` significa che resterebbe in eterno nel limbo delle possibilita`. La realta` e` il contenuto della nostra coscienza, come scrisse poco prima di morire Eugene Wigner...".
In Sintropia e Realtà in "La funzione d'onda della realtà" di Fausto Intilla - Oloscience.com
Quanto riportato racchiude la possibilità di un mondo.
E suppone che il mondo abbia in sé speranza.
E che quella speranza appartenga in ogni millesimo di secondo alla vita.
E che ogni vita abbia in potenza un pensiero che potrebbe cambiare la realtà.
Quando mi affanno a sostenere che ogni pensiero "malato", ogni parola orribile, ogni congettura o fantasia contribuisce a fare del mondo ciò che il mondo è, dico esattamente questo.
Detto male, ma questo.
Perché il mondo cambi, è necessario che io inizi a bandire dalla mia mente anche solo l'ipotesi del male.
Finchè gli do vita, attraverso il pensiero, il male vive.
Se poi ne parlo, ne scrivo, lo commento, io faccio del male non più un concetto, ma materia solida e viva.
Riportando le cose a un piano terra terra, se voglio che la mia vita cambi, devo liberare la mia mente da ogni rimasuglio di attaccamento al passato.
Ogni volta che, per bisogno di consolazione, o per ripassare una situazione ancora una volta per capirla meglio, faccio rivivere in me quel passato, metto una montagna davanti al mio futuro. Il quale, per affacciarsi, ha bisogno di "apparire", di rivelarsi attraverso modalità e mezzi ancora sconosciuti e in spazi vuoti.
Per questo ogni dottrina insegna il perdono, la grazia, il distacco dal pensiero del male.
In qualsiasi misura o forma sia.
Per stare bene, per trovare il "bene", è necessario creare uno spazio vuoto nella propria mente, così da lasciare che ciò che non è male si manifesti.
Ed è interessante come, per definire il bene, ci si debba esprimere per sottrazioni.
Come nella pratica Zen o Buddhista.
Se solo tento di dare forma al bene nella mia mente, inevitabilmente lo comporrò secondo schemi mentali conosciuti, quindi vecchi. Se penso al bene, ne ho una visione come di ciò che è in opposizione al male.
Ma il bene è altro, non ha parentele con il male così come lo conosciamo.
E il bene, che non conosciamo, non è la preghiera, o la pratica dell'onestà, o il non fare del male a qualcuno.
Il bene è l'essenza stessa di dio. Il multi-forme, il senza forma.
Non quello con il triangolo e l'occhio dell'icona cristiana. Preghiera e simboli sono solo mezzi.
Siddharta dice che basta "seguire la via", per trovarla.
Il bene è ciò che ancora non conosciamo, ciò che sta alla fine di un percorso dove dio è il simbolo "inconoscibile" di quel bene. Sta oltre i mezzi e i simboli pur essendo presente nei mezzi e nei simboli perché sta al di là di ciò che possiamo conoscere con la mente razionale.
Sta quindi anche al di là dell'immaginazione.
Fosse immaginabile, avrebbe una forma.
Se avesse forma, avrebbe sostanza, materia.
Se fosse materia, sarebbe soggetto al famoso collasso.
E non potrebbe quindi essere Dio.
Ok, scusate: vado a fare qualcosa che qui ogni volta mi perdo in pensieri eccelsi ma improduttivi. 

6 gennaio 2008

2 commenti:

  1. Il mondo descritto può essere invece una descrizione dello strumento che lo descrive, risulta quindi un percorso trascendente conoscitivo del sè, fino ad assurgere all'identità dell'essenza stessa .

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    1. Geniale...mi piace, perché mi fa girare la testa verso qualcosa che so di sapere ma non so mai dove sia...

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