venerdì 10 dicembre 2010

Cina

Per una straordinaria coincidenza di fatti, pare che quest’anno sia iniziato con la Cina antica e vada a finire con la Cina odierna.
Gennaio l’ho iniziato leggendo Genji, il Principe splendente, di Murasaki Shikibu, romanzo del XI secolo e capolavoro della letteratura cinese.

In questi giorni, l’amico mscaini - del blog Abasto - è in viaggio in Cina e, come ad ogni viaggio, scrive post bellissimi e scatta delle foto altrettanto belle. Quella postata è sua, un momento di Canton fresco di scatto.
Proprio perché si trova in Cina in queste ore - mi segnala che riesce sì ad accedere alla pagina di editing del blog per scrivere i post, ma non a vedere la sua homepage con i post pubblicati. Così come non vede la mia, oscurate entrambe. Pare un film: per sapere se il suo post è pubblicato, non può che attenderne conferma dall‘Italia.
In questi giorni c’è poi la questione Nobel a Liu Xiaobo e la pressione della Cina verso gli altri paesi perché boicottino questo Nobel a un “criminale“. Pare siano 18, oltre alla Cina, i paesi che per non offendere i sentimenti cinesi non parteciperanno all’assegnazione del premio. Poi vai a vedere quali paesi non andranno alla premiazione e scopri che sono quasi tutti paesi che con l’Italia sono in affari.Affari non marginali, da quel che leggo. Così mi chiedo se vedremo il nostro ministro degli esteri o quello della cultura, a Oslo. Magari uno dei due si premurerà di andare in Cina a consolare il presidente cinese dell’affronto che gli fa l’altro partecipando alla cerimonia? Tutto è possibile.
Siamo al trionfo dell’ipocrisia planetaria. 
Ho iniziato in questi giorni di dicembre a leggere La Montagna dell’Anima, libro del cinese Gao Xingjian comprato mesi fa insieme ad altri e lasciato a far polvere perché “non era il momento“. Ora invece, che pare sia quel momento, mi ritrovo a leggere descrizioni di foreste cinesi incontaminate. Descrizioni così vivide e belle da sognarmele perfino di notte.
Un piccolo assaggio, così magari stanotte sognate anche voi le foreste dell’altipiano tra il Qinghai e il Tibet, quelle che conducono verso la Montagna dell’Anima (Lingshan) che si trova proprio alle sorgenti del fiume You.
“Arbusti e cespugli sono scomparsi, lo sguardo è libero di spaziare lontano e tra i massicci fusti scorgo azalee di montagna alte più di quattro metri, ricoperte di ciuffi di fiori color ciliegia, i cui rami piegati paiono non sopportare tanta profusione di bellezza e lasciano che i grossi petali si spargano ai piedi degli alberi e disseminino in tutta calma una grazia immortale. La pura grandezza della natura fa nascere in me un rimpianto inconfessabile. Un rimpianto tutto mio, personale, che non ha nulla a che fare con la natura”.*
Pare che ogni autore cinese riesca ad ammaliarmi con un amore per la natura che raramente incontro così intenso in autori di altre culture. 
Murasaki Shikibu e Gao Xingjian iniziano e chiudono il mio 2010. 
In mezzo, il Nobel a Liu Xiaobo e, verso la fine, i post di mscani con le sue foto di una Cina bella, perfino luminosa, dinamica come non avrei mai saputo immaginarla. 
Può forse importarmi qualcosa delle ipocrisie della politica planetaria che si inchina al dragone cinese? 
Nulla.
*Pagg 84-85 - Ed. Bur febbraio 2010

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