martedì 7 dicembre 2010


Sollecitata dalla lettura di un post che chiudeva con la domanda: "Se esiste Dio, com'è possibile tutto questo?", mi sento chiamata a una risposta su una domanda inutile. Intanto, giusto per mettere una base, se Dio esiste non è una persona, al massimo qualcosa. E se è qualcosa è, appunto, l'idea che l'uomo ha di Dio. Nè più nè meno e solo questo. Il giorno in cui sparisse l'intera umanità dalla faccia della Terra, sparirebbe insieme a questa ogni idea di Dio. Sparita l'idea con l'uomo, non rimarrebbero testimoni nemmeno dell'esistenza di quella. Così come ogni cosa esiste perchè esistono i nostri sensi a rilevarne l'esistenza, così Dio esiste come pensiero o al più come "intuizione" umana. L'esistenza di Dio è semmai, questo sì, aspirazione ad uno stato dell'essere. Stato che la stessa dottrina cristiana chiarisce essere "in ogni luogo". Quindi ovunque lo sguardo dell'uomo arrivi a posarsi e ovunque l'immaginazione collochi immagini umane. E la misura di quell'ovunque è, ancora e sempre, l'uomo. In assenza di occhi per vedere, di sensi per percepire, di olfatto per annusare o allertare i sensi, di tatto attraverso il quale prendere coscienza della materia, nulla di ciò che ci assilla esisterebbe. Ogni cosa, per esistere, ha bisogna di almeno uno dei sensi umani. Nessun uomo esiste infatti se non attraverso la percezione; e dove non vi è percezione, vi è il nulla. Che è indubbiamente qualcosa, ma cosa sia - il Nulla - è appunto quel mistero inconoscibile che chiamiamo Dio, di cui non si sa e non è dato sapere, niente. Di questo parliamo quando parliamo di Dio. Così come si dice che la sofferenza o la felicità sono solo dei vivi (pur trattandosi di sentimenti comprensibili ma immateriali), una volta morti, ogni cosa, anche immateriale, smette di esistere: niente più pianti e niente più gioia, esattamente come niente più respiro. Ciò che eventualmente un morto, dopo morto, conosce dell'aldilà, non è cosa sulla quale ci si possa mettere a discutere senza finire dritti sparati nel mondo di Papalla ( a meno di dichiarare prima che si intende fare pratica di filosofia per il piacere di allenarsi a ipotesi non riscontrabili). Se quindi morissimo tutti contemporaneamente (tocchiamoci pure che non si sa mai), dove potrebbe mai alloggiare l'idea di Dio? Per questo chi uccide, legifera, condanna o pontifica sui suoi simili in nome e per conto di Dio (cioè del Nulla), è di per sé un Anticristo. Cos'è il Cristo se non l'incarnazione umana dell'idea di Dio? Cos'altro è "l'incarnazione" di Dio, se non l'uomo? Chi si arroga il diritto di legiferare sulla testa altrui in nome e per conto di Dio - che come dicevo è un'idea non il Presidente Generale dei Mondi Visibili e Invisibili - comunque chiami il suo Dio e qualunque forma decida di dare a questa fede è,  secondo questa mia teoria, l'incarnazione stessa del Male, anche questo esclusivamente umano. Chi perversamente si appella a Leggi Superiori a garanzia del proprio corretto giudizio sui suoi simili, interpretando di questo supposto Qualcuno i moventi e facendosi portavoce di direttive che ritiene impartite in esclusiva a lui è, dal mio punto di vista, affetto da un disturbo della personalità che sconfina in una patologia psichiatrica socialmente pericolosa. E' qualcuno che ha smarrito la propria umanità, la dimensione e la sostanza di cui è impastato, il limite cui con pudore ci dovremmo attenere tutti. Del nostro essere umani conosciamo con certezza i due punti estremi: la nascita e la morte. Fra il primo e il secondo evento possiamo solo provare a fare della nostra vita qualcosa di degnamente umano, ognuno a modo proprio e con i propri mezzi e nel rispetto di quel sacro  (cioè di quel nulla indecifrabile dalla ragione) che abita in ognuno di noi senza distinzioni di razza, fede, credo religiosi. Insomma, quando sento bigotti di qualsiasi fede appellarsi a Dio come se si trattasse di un Supervisore che aziona i comandi da qualche stazione situata al di fuori dell'orbita terrestre, o che parlano di se stessi come fossero appartenenti alle Forze Speciali Extraterrestri incaricate dal Supervisore di mantenere l'ordine divino sulla Terra, penso sempre di avere a che fare con qualcuno che ha letto troppi fumetti o visto troppi cartoni animati da piccolo. A costoro, quando serissimi pretendono da altri uomini che gli si baci il culo (o l'anello), mi verrebbe da dire, ridendo:" Qui Houston, abbiamo un problema...". Mancando però sempre questi invasati di quel dono tipicamente umano che è la capacità di ridere di se stessi, mi limito a pensarlo per non incorrere - Dio non voglia - in un anatema che, scagliandomi a un supposto Inferno, mi costringerebbe a un contro-anatema che scaglierebbe il supposto portavoce di Dio sul pianeta Papalla alla velocità della luce.

11 giugno 2008

2 commenti:

  1. La teoria e' vera manca il riscontro reale di cio' che fa' l' uomo e come lo deforma a giusto.
    Per quanto riguarda Dio, e' una domanda che rimane senza risposta, dipende da come e dove ti metti. E non parlo di religioni, ma di esperienza, che ti porta a una fede originale che hai trovato, con altre domande e altre risposte, che possono portarti a valutare tutto il contrario. Sono le prove della vita, quelle di questo mondo, che confondono e deviano. Siamo dentro ad un destino, comunque. Dicono che in questo destino ne sia nato uno che passo' dalla morte totale alla resurrezione, ritornando da dov' era venuto, in una dimensione senza tempo e spazio. Allora le parole se sono sue, hanno si un significato, e non sono invenzioni del pensiero umano, anche se infinito. L' esperienza personale e' l' unica che puo' darti delle risposte. Meglio parole indovinate di quelle non ce ne sono e non ci si scappa.

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    1. Grazie di questo tuo bel commento, anonimo.
      Sul contenuto, sono con te: da tempo, se una cosa ho capito su Dio, è che esiste in quanto esiste l'uomo che lo "sente" esistere, che lo colloca in sé e nell'infinito perché questi due sono i mondi che eternamente sfuggono alla sua comprensione.
      No, non sono "invenzioni", forse sono intuizioni, forse si tratta di percezioni o di proiezioni, ma ogni uomo condivide queste proiezioni, percezioni, intuizioni con ogni altro uomo sulla terra.
      E questo è "qualcosa".
      Tanto basta, a motivare la mia sete di conoscenza.
      Non ho bisogno di altre "prove" o risposte, mi fido di ciò che sento vero in me, e con questa fiducia continuo a camminare...
      Buona giornata.

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