domenica 16 gennaio 2011

Inside Pd


L'invito era nella posta elettronica giusto stamattina così, visto che uscire dovevo e avevo pure un paio d'ore buche, sono passata dicendomi che ogni tanto aiuta, sentire cosa si dicono i Pd-dini quando si riuniscono fra loro.
Ovviamente a lavori già iniziati, entro sbirciando velocemente dove ci siano posti liberi vicini e il sindacone (quello stranoto), dietro cui vedo un posto, mi pianta gli occhi addosso con l'aria di chi pensa di doverti conoscere ma non si ricorda chi tu sia. Mentre salgo i gradini nella sua direzione, non mi si scolla. A dire il vero ci hanno anche presentati un paio di volte, in occasioni simili, ma non si aspetterà mica che lo saluti? Lo troverei imbarazzante per lui, quindi fingo di niente e tiro dritta.
Sta parlando uno che non so chi sia e tiro fuori il mio moleskine. 
Annoto alcune parole: mercato, competitività, meritocrazia, pari opportunità. 
L'ultima - pari opportunità - è legata a uno strano seguito: "Dobbiamo chiederci perché le giovani donne partecipino così poco alla vita politica e siamo molto indietro anche con la rappresentanza femminile rispetto ad altri paesi". Oppure:" Più che il problema dei giovani dirigenti dobbiamo porci il problema dei giovani elettori" (ci sono: è il mercato, bellezza!). "Per cambiare e diventare una forza di governo dobbiamo chiederci perché i giovani che hanno meno di 30 anni non si interessano alla politica, non sono presenti alle assemblee pubbliche, non partecipano alla vita sociale della comunità".
Magari perché se scendono in piazza a contestarvi li prendete a legnate?
E' il turno del parlamentare locale: "Dobbiamo riappropriarci dell'orgoglio nazionale, di quel sentimento di patria già presente anche nel nostro simbolo con i colori della bandiera italiana. Non possiamo permettere alla Lega di continuare a fare fesserie come snobbare l'inno nazionale o non stanziare un solo euro per la celebrazione anche in Veneto dei 150 anni della Repubblica".
Da uno che girava con i capelli rasta e la maglietta del Che mi aspettavo un cazzate, porcate, vigliaccate...Ma fesserie? Ma quanto siamo diventati inutilmente politically correct anche con i somari leghisti.
E poi, cos'è tutto questo fervore patriottico? Che io ricordi, patria e bandiera erano simbologie destrerse, quando la sinistra cantava l'Internazionale.
Ora partono per Roma rasta e acuti e ti tornano a casa simil marchionni: c'è da riflettere.
Poi si avvicina al microfono una signora sui 40, evidentemente imbarazzata (e chi non lo sarebbe?):"Dobbiamo prendere atto dei due differenti livelli di confronto, quello interno al Pd e quello inesistente del partito nella società".
Non male, buon esordio. 
Prosegue, nell'indifferenza generale:"A meno che non si voglia ritenere valido anche nel Pd il principio di indeterminazione di Heisenberg...su alcuni temi importanti che vanno dalla libertà di scelta sul testamento biologico, a quello sulla procreazione assistita...su questi argomenti è necessario decidere qual'è la posizione del Pd, e solo dopo fare le alleanze, cercando possibilmente di farle con qualcuno che condivida almeno in parte il nostro pensiero anziché farle con chi è su posizioni opposte e intransigenti...avere più coraggio e dire dei sì/no chiari per tutti...".
La virata su Heisenberg ha del geniale, in mezzo a gente che pare focalizzata su mercato, economia, competitività: c'è visione e ampiezza di sguardo.
Accanto a me è seduta una pezzo da 90 del partito così che ogni due minuti c'è qualcuno che si scusa e mi passa davanti per parlottare con lei. Mi giro a chiederle se sa chi sia la signora che sta parlando: non ne ha idea (è troppo boss per ascoltare Heisenberg?). Dietro sono sedute due giovani donne (c'erano!) ma nemmeno loro lo sanno. Ho la tentazione di chiedere al sindacone davanti a me ma desisto considerando che Heisenberg è comunque una troppo acuta per avere un futuro nel Pd.
Mentre sono lì che prendo appunti mi si avvicina il mio assessore preferito. 
"Hola, assessore, come sta?". Roba che pare che ceniamo insieme due volte a settimana. Sembra aspettarsi un minimo di conversazione ma non ho idea di cosa dire così faccio un sorriso imbarazzato e di circostanza girando ripetutamente gli occhi verso Heisenberg finché si allontana.
Mi sa che non sono tagliata per le pubbliche relazioni.
Nel frattempo è salito il sindacalista provinciale,  con un misto di vecchie e nuove parole d'ordine fra le quali tornano competitività, efficienza della pubblica amministrazione e ovviamente il maglioncino Marchionne:"Quei no a Mirafiori ci dovrebbero dire qualcosa su cui sarebbe il caso di aprire un dibattito; perché noi siamo il Pd, ed è inutile che continuiamo a ricordarci la storia del Pci, che è un'altra cosa e non ha più nulla a che fare con noi".
Condivido l'ultima parte: non ha più nulla a che fare con me.
Si allarga richiamando l'attenzione dell'uditorio sul fatto che ora il partito si chiama Partito Democratico e nulla fa più riferimento alla vecchia sinistra.
Più chiara di così la svolta verso il centro, cioè quanto più a destra possibile ma restando ambiguamente riferimento dei vecchi compagni non si può fare.
E' sempre il mercato, bellezza!
Quello dove la politica ha i suoi brand e deve conquistarsi nuove fette di consumatori se vuole sopravvivere.
Pausa di dieci minuti e poi si aprirà la "tavola rotonda". Mi viene consegnato un foglio per iscrivermi al dibattito, se voglio.
Nome, cognome, indirizzo, circolo di appartenenza, email, telefono, firma. Barrare il tema su cui si desidera intervenire 1) costituzione; 2) partito; 3) futuro.  
Pare una schedadura preventiva. E' meglio evitare.
Esattamente come l'ultima volta che ho messo il naso dentro ai lavori piddini, l'occasione pare avere lo scopo di:
1) contarsi;
2) sapere chi c'è;
3) continuare a farsi gli affari propri fra loro mentre chiunque parla, a meno che non si tratti del nome stranoto, unico che pare degno di venir ascoltato dalla manovalanza qualificata riunita in concilio. 
L'unica che abbia detto qualcosa che ho trovato interessante, Miss Heisenberg, mi sa che resterà a fare la muffa nelle retrovie ancora per molti anni. Se non scappa prima. 
Fuffa.  

9 commenti:

  1. Ih ih, che resoconto impietoso! Il problema è che non penso che altrove sia meglio (a parte la Lega); cioè... una riunione del pdl? O dell'Italia dei Valori? Che acciderbola diranno? Niente... è questo che mi crea un problema! Sul pd che dire... faccio anch'io ogni tanto un'incursione. L'ultima a maggio scorso: c'era un incontro del pd (rivolto con grande enfasi a chi volesse impegnarsi, forze nuove ecc.) alla festa dell'Unità del mio quartiere. Ok, mi son detta, vado a vedere se c'è posto per me. Entro... c'erano una decina di persone tutte sopra i 60 (più verso i 70). E già qui... Poi è arrivata una parlamentare eletta nel nostro quartiere. Poteva anche mandare una lettera precompilata da leggere, sarebbe stato lo stesso. Ho provato a dire una cosa ma era meglio se stavo zitta. Sono uscita a mangiarmi una crescentina e son tornata a casa. Ma non è che quando ho provato con altri partiti più a sinistra fosse andata meglio. La destra non mi riguarda, quindi... son qua che spero che non si vada a votare, dico solo questo! :-O

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  2. Ross, conosci Speranzon? Se hai tempo vai a leggere questa (gravissima) cosa(non so perché non mi prende il link): http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=2572

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  3. @ilaria: ciao! No, grazie a dio non conosco Speranzon né il suo minus ispiratore. Avevo letta la notizia ieri sera e l'ho seguita oggi. La tentazione di divulgarla mi è venuta ma sto aspettando notizie da Venezia per capire chi (a livello Comune e Provincia) sta muovendosi per ostacolare questa vergogna. In ogni caso dubito passerà, Venezia ha per fortuna gli anticorpi per non consentire simili rigurgiti nazisti. Pare che, appena gli riconosci un pò di potere, queste destre (e ci metto ovviamente dentro i leghisti non a caso amici loro)fanno rispuntare la loro reale identità violenta, ignorante e repressiva. A volte mi scopro a provare desideri di rivoluzione e lotta fino a sognare di bruciare loro, giusto per assicurarmi che non lascino altro che cenere (smetto, come vedi tirano fuori il peggio di me).
    Bella anche la tua esperienza con il Pd, ho letto. Quella dei pensionati Pd è la costante. E mica sarebbe questo il problema, non fosse che non consentono a nessuno di avere pensieri non "allineati" al pensiero unico in perfeto stile kommintern...Bisognerà pensare ad eliminare tutti i partiti, una buona volta. Non c'è modo di uscirne, altrrimenti...

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  4. Il sindacone è Zanonato? Quanto alla studiosa di Heisenberg, non capisce un tubo: sui cosiddetti "temi etici" si deve lasciare LIBERTA DI COSCIENZA! Altrimenti ci si impicca da soli.

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  5. @Francesco: esatto! (bravo ma non vinci niente, provvederò a un futuro concorso a premi sul tema "Scopri di chi parlo"). Però su Heisenberg sei ingiusto: infondo a me pareva fosse già qualcosa che suggerise di schiarirsi le idee e decidere prima di fare alleanze qual'è la posizione del Pd in merito, cosa che fin qui è piuttosto nebulosa. Che poi solo la libertà di coscienza, cioè la libertà di scelta, sia l'unica posizione accettabile non c'è dubbio. Solo temo che in politica conti solo il famoso mercato: si pensa come tira il vento e ci si sbilancia solo dopo aver visti i sondaggi o aver visti i risultati di battaglie fatte da altri. Basta vedere com'è finita con la raccolta firme per il referendum sull'acqua pubblica: prima dell'inizio raccolta >Bersani disse "il Pd ha un'altra idea ma non contrasta solo che non possiamo aderire alla campagna perché se poi si perde il referendum diventa una nostra sconfitta". Il giorno stesspo della consegna del 1.400.000 firme in Cassazione il Pd si è fatto promotore di un comitato contro il Referendum. Ora (anche a questo congresso provinciale) hanno fra i loro obiettivi/impegni, la campagna per l'Acqua pubblica. Che, attenzione all'ambiguità, non è il Referendum di Acqua Bene Comune, cioè quello delle firme raccolte dai comitati, ma questo

    http://noreferendumacqua.wordpress.com/

    il Pd è ormai talmente ambiguo da non capirsi nemmeno più da solo ed è per questo pericoloso. Perché su ogni cosa attende che siano altri a fare le mosse e solo dopo decide, a seconda dei propri reali obiettivi mai dichiarati apertamente, come muoversi, creando negli elettori del Pd molta confusione su cui sembrano fare però affidamento. Meno sono chiari, meno rischiano di perdere elettori...

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  6. "se non scappa prima": ecco, non ti nascondo i miei dubbi, spinti al punto di non sapere se rinnoverò o meno la tessera, anche se poi nelle urne non farei mancare il mio voto, perchè comunque una maggioranza alternativa al berlusconismo in concreto non può, almeno numericamente, prescindere dal PD. Ma esiste un mio problema, grosso, di identità: non è questo PD il partito che sognavo e che ho, modestamente, contribuito a fondare. Come sai, ero "mariniano" e quello che tuttora prende il nome di "Nelle tue mani" ne ricalca lo spirito, tutto sommato. Ora, il fatto che l'avventurismo dalemiano di cercare a tutti i costi le alleanze più improbabili, coinvolgendo UDC, FLI, API et similia, a scapito di quello che sarebbe invece, dato l'humus in cui è nato il PD, il naturale sbocco della alleanza con SEL, Radicali (per quanto riguarda i temi eticamente sensibili) e IDV (per il rispetto della legalità) è, per me, motivo di grossa crisi. Parlando con altri compagni e leggendo in giro per blog e forum, si sente che moltissimi democratici sono disgustati nel leggere o vedere in tv una serie impressionante di interviste di molti dirigenti nazionali del partito, in cui si rinnega quello che doveva essere, alla fondazione, il tratto identitario del Pd: un partito aperto alle esigenze della società contemporanea, garantista dei diritti e portavoce delle esigenze dei cittadini, interprete e referente parlamentare di bisogni e necessità.
    Invece....

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  7. Invece....sin dal congresso che ne ha sancito l'elezione a segretario, Bersani (che è un bravissimo tecnico, ma come leader in cui identificarsi ha il carisma di una vecchia Lambretta per cui miracolsamente trovi la miscela) si è impuntato sulla strategia delle alleanze, che non sono la ragione di essere di un partito "moderno"; e questo a maggior ragione se a dettarle è la tattica, anziché la dialettica politica e la condivisione degli elementi cardine su cui esse possono eventualmente poggiare.Snaturare il principale ambito di riferimento per un partito di centrosinistra, ammiccando e corteggiando in maniera non chiara forze dai tratti e dai comportamenti molto, molto ambigui, senza peraltro aver mai discusso di programmi, è prima di tutto un segno di debolezza. Questo, mentre il popolo di centrosinistra chiede risposte forti, chiare ed univoche: ma quando mi chiedono come la pensa il PD, solo per citare qualche esempio, sul nucleare, sull'ambiente, sulla cultura, o cosa propone per i milioni di inoccupati, disoccupati o precari, allargo le braccia tra l'arreso ed il deluso.
    Scusa lo sfogo e la lunghezza, ma tu sei una accogliente padrona di casa e, fortunatamente, dalle vedute molto aperte, per cui so di potermi confessare senza incappare in moralismi da "militanti severi".

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  8. @caro Massimo, capisco bene il disagio di cui parli e temo sia il disagio, più o meno evidente, che vive chiunque si sia sentito per qualche tempo nell'area Pd o Pds prima. Ciò che sembra diventare via via più chiaro, pur nell'ambiguità persistente di fondo, è che questo Pd non è più la sinistra che credevamo fosse. L'ultima volta che ricordo di aver sentito un disocrso di sinistra risale al peridodo in cui era Presidente della Camera Bertinotti, quando pur fra mille beghe interne, c'era una sinistra a sinistra a mopvimentare il dialogo e la scena politica. Forse è da lì che parte l'ambiguità del Pd: nell'aver voluto e approvato insieme a Pdl e ex An, l'attuale legge elettorale che se uno scopo aveva era quello di mettere fuori dal parlamento quei parlamentari di sinistra che sono stati sempre vissuti come ostacolo, come palla al piede. Npon nego che certe intransigenze in parlamento sianop costate care a tutti.

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  9. Tuttavia, non vedo nel fatto che un governo cada su questioni rilevanti un problema in sé. Pur essendo la caduta di ogni governo un problema per il paese, vedo come più devastante il chiudere fuori dal parlamentop chi mette in campo questioni cruciali, chi per quelle questioni si batte e non trova alcuna voce o rappresentanza parlamentare. Chiudere la porta del parlamento a voci discordi è il primo passo verso quell'omologazione del pensieroi che se da una parte garantisce la governabilità, dall'altra garantisce anche l'immobilità e la certezza di vedere passare a colpi di fiducia, come è successo in questi anni, ogni porcata voluta da chi sta sicuro al governo proprio grazie a quella legge elettorale che garantisce larghe maggioranze proprio escludendo la rappresentatività di tutte le minoranze. Oggi, sentire D'Alema "ma anche" Veltroni o Bersani, dichiararsi diosponibili a riforme la cui importanza mi sfugge, della cui essenzialità non capisco l'importanza.A quale scopo ci dovremmo impegnare a fare cambiamenti così sensibili in un momento così destabilizzante e poco chiaro politicamente per il paese e drammatico a livello internazionale? E' davvero così importante questo dannato federalismo? E' davvero così importante la riforma della Costituzione? E' davvero così importante la riforma della Giustizia? Non ti viene mai il sospetto che abbiamo finito per fare nostre (loro, mie mai)battaglie che sono state fin dall'inizio specifiche di una Lega ancora oggi dichiaratamente orientata alla secessione? Perché? Come possiamo accettare che un deputato del Pd (quello che cito) definisca "fesserie" il non volere l'inno nazionale alle pubbliche commemorazioni o il non prevedere alcuna manifestazione per il 150° dell'Unità d'Italia? Guarda, mi chiedo perfino come sia successo che io sia qui a ritenere importante difendere un'idea di patria quando fino a pochi anni fa mi pareva roba da destra militarizzata. Come ci siamo finiti? Mi chiedo quanta responsabilità politica abbia in tutto questo il Pd, con i suoi inutili borbottamenti, con le mai chiare denunce di fronte alle offese alla dignità dello Stato da parte dei vari Borghezio, Bossi, Calderoli, ect. Perché abbiamo finito per far sembrare sempre "fesserie" cose che fino a ieri erano reati penali puniti per direttissima (vedi lo sfregio della bandiera o la costituzione di banda armata, che reati non sono più grazie a leggi ad personam volute dalla Lega e votate alla chetichella per tutelare i suoi ministri da sicure condanne). Oggi, seriamente, possiamo davvero ancora votare Pd dopo aver consapevolezza di quanto poco il Pd abbia non solo fatto, che uno può anche capire che non aver avuti i numeri per fare opposizione, ma semplicemente detto chiaramente e a voce alta? Certi silenzi, certi vergognosi e ambigui borbottii, sono alla fine contiguità, assoluzioni, concessioni, permessi a che ogni porcheria finisse per assumere nel tempo valore di comportamento lecito e perfino logico. Nell'incapacità ( o nella volontà, difficile dire) del Pd di essere opposizione, c'è tutta la disgrazia della situazione attuale. Andassimo domani alle elezioni, sarebbe drammatico decidere chi votare. Quel che è certo è che mai più voterò per l'attuale Pd. Perché torni a credere che possa essere il Pd l'alternativa, il Pd lo deve dimostrare candidando nuove facce, nuove idee, nuove forze che forse ha già al suo interno ma alle quali ostacola ogni possibile ascesa al vertice. E anche questo la dice lunga sull'ambiguità della sua attuale posizione...(scusa tu, come vedi e sai, non mi faccio pregare per fare discussioni su questi temi)

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