martedì 18 gennaio 2011

Salon Kitty, il Fuhrer e le beghine

Parlare di puttane, mi pareva un argomento da scaricatori e camionisti, non adatto allo stile sobrio che intendevo garantire alla mia nuova versione 2011.
Però mi tocca.
Ho inavvertitamente cliccato su un canale tv in streaming e in cosa inciampo?
In una cosa dell'altro mondo, in una roba che non si è mai sentita, una di quelle che ti fanno dire che il mondo si è proprio rovesciato: una beghina che difende l'onore del cliente delle puttane.
Difendendo l'onore di chi consuma, va da sé che si difende quello della merce consumata.
E fin qui mi può anche stare bene: mai avuto nulla contro chi praticando un mestiere onesto si guadagna da vivere senza chiedere nulla a nessuno e svolgendo un'attività utile agli altri.
Il punto è: ma se le beghine si mettono a difendere l'onore dei puttanieri, come la prenderanno le puttane a sentirsi difese dalle beghine? 
Che poi, però, mica stiamo parlando delle oneste bocche di rosa su cui De Andrè poteva a ragione fare poesia. 
Qui parliamo della versione moderna delle lavoratrici del sesso addestrate a "vederne di ogni", sorelle postume di quelle di cui si parla in Salon Kitty, uno degli unici due film che ho visto di Tinto Brass.
Giovani donne che il nazismo sceglieva con cura fra le più belle dell'epoca, di verificata razza ariana e fedelissime al Fuhrer, allo scopo di venderle nel miglior bordello di Berlino a generali, politici, uomini d'affari di passaggio affinché, mentre questi si rilassavano contenti di poter vedere esaudita ogni più torbida richiesta, quelle potessero carpire loro segreti che potevano rivelarsi utili vuoi per provare la fedeltà di un generale, vuoi per compromettere gli affari di un uomo potente o magari per conoscere prima le reali intenzioni di un politico.
Che le beghine arrivassero, come in un film sull'orrore nazista, a battersi pubblicamente per l'onore delle lavoratrici del sesso fedeli al Fuhrer e pronte "a vederne di ogni" pur di servirlo, questa non si era ancora mai vista.
Le pie donne schierate a difesa dei bordelli!
Ho dovuto prenderne nota così che mia nipote ne possa in futuro parlare alle sue nipoti.
Ci sono eventi così incredibili che non si possono non tramandare ai posteri.

11 commenti:

  1. E' incredibile il garantismo di cui goda il puttaniere del Consiglio non tanto presso i suoi cortigiani a libro paga (quello è ovvio) ma presso i povericristi: ieri ho discusso con un mio vicino di casa, peraltro casiniano doc, il quale sottolineava come le attuali accuse siano "fatti privati". Al che, a parte la facile obiezione che anche un omicidio come quello di Avetrana, secondo la logica berlusconiana ("in casa sua uno fa quello che gli pare") sarebbe un "fatto privato", vorrei sapere come si sentirebbe lui se le sue figlie (una di 15 e l'altra di 25) andassero a subire le porcate di un vecchio bavoso. "Ma le mie figlie non lo farebbero mai, loro hanno sani principii": per logica, quindi, chi infrange i "sani principii" è moralmente condannabile, o no?

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  2. Sì, l'ho notato anch'io 'sto fenomeno. Quelle sante donne del pdl tutte a favore della "famiglia" e della "vita" che difendono un anziano porco e le sue cortigiane. Vabbe', ma cambiamo aria! Devo raccontarti una cosa bella, per contrasto: prima ero al bar a fare colazione e abbiamo festeggiato per la Tunisia. Chi l'avrebbe mai detto? C'è un cliente abituale che è tunisino, la barista gli ha chiesto come si sentiva, cosa stava succedendo, che notizie aveva dai suoi parenti. Lui ha detto che il pericolo è creato dai poliziotti (mi è venuto in mente il tuo post!): sono loro che in questi giorni stanno rompendo cose e distruggendo, e nei quartieri la gente si organizza per proteggere il territorio (e i suoi abitanti)... dai poliziotti fedeli all'ex presidente. Per es. dove abitano i suoi parenti, la notte gli uomini non dormono ma si mettono a guardia del quartiere. Possono venirti a prendere fin dentro casa. Allora la barista ha detto: "Eh, proprio come da noi quando cadeva il fascismo". E ha raccontato una cosa dei suoi nonni. Però a parte questo, c'è la felicità per il nuovo governo provvisorio e per la libertà che sta arrivando. Allora la barista ha offerto ai presenti il caffè per festeggiare. La gente batteva le mani e mi sentivo come se tutta quella partecipazione che non possiamo investire sul nostro povero Paese la stessimo investendo sulla Tunisia. Perché qui stiamo sempre a parlare di prostitute mentre là si fa la libertà.

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  3. @Massimo: nessun fatto che riguardi una carica pubblica è "privato" a parte se o dove fa la pipì, come gli piace farlo o se ama il baseball o la canasta. Ma perfino in questi aspetti intimi, già se gli piace fare la pipì contro un albero nel parco o se gli piace violentare la moglie, diventa un fatto di interesse pubblico: chi sei nella tua intimità dice un aspetto della tua natura a volte più significativo di mille roboanti dichiarazioni pubbliche. Il fatto che dei cittadini, spesso proprio quelli casa e chiesa, arrivino a giustificare gli osceni comportamenti privati di chi ha il potere di decidere anche sulla loro personale moralità (temi etici e religiosi)ci dice quale consapevolezza di se stessi abbiano questi cittadini riguardo alla loro morale privata. Questa persistente ambivalenza sui valori è segno di una mancanza di valori, di quella subdola "tolleranza" che paiono non capire essere di per sè discriminazione e giudizio. D'altronde, è forse proprio questa ambivalenza sui valori di privati cittadini che consente da vent'anni questa oscena classe politica. E guarda, non ne faccio una questione di destra berlusconiana o udc: a grattare il barile, vien sempre fuori che ambivalenza morale e opportunismo politico sono parenti stretti e che gli esempi di trasparenza, in politica, sono davvero rari e semi-sconosciuti. E' questo, temo, che come ci ricorda Ilaria al suo commento sulla Tunisia, ci fa gioire per una possibile libertà tunisina e insieme soffrire per una nostra italiana incapacità di liberarci dalla melma morale presente in ogni aspetto della nostra vita pubblica e privata. L'esempio, alla fine, è sempre valore di riferimento. Il cattivo esempio, finisce per contaminare subdolamente ogni valore facendolo diventare riferimento teorico sempre più ambivalente, riducendolo a nessun valore.

    @Ilaria: molto bella davvero la tua mattinata al bar, leggerla è stato un pò come esserci. E però, insieme, quanta tristezza nel sentire che siamo così vicini alla Tunisia e ai tunisini noi, che godiamo con loro per questo coraggio e questo spiraglio di libertà mentre, come ben dici, siamo qui a parlare ancora, sempre, da sempre mi pare, di puttane, corrotti, lestofanti ignobili.
    Ti invito, se già non lo fai, a seguire il blog di Kelebek che trovi fra i link qui a fianco. Trovi testimonianze dirette dalla Tunisia e considerazioni (nei commenti) di una tristezza infinita. Pare che la figlia di Craxi abbia sentito la necessità di difendere il governo di Ben Ali, oggi. Non che mi stupisca, solo mi chiedo se il non aver ancora sentito il suo mentore farlo, non sia dovuto alla sua più urgente preoccupazione di questi giorni con le puttane. Magari, non avesse tutto da perdere a dire quanto gli dispiace, avremmo ingoiato anche questo, visto che pure Gaddafi ha rilasciato una dichiarazione in tv, su Al-Jazeera, dichiarandosi fortemente contrariato da ciò che succede in Tunisia e in difesa del buon governo di Ben Ali. Sono tutti amici, no?

    http://kelebeklerblog.com/2011/01/18/tunisi-la-sera-del-17-gennaio/

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  4. Grazie della segnalazione! Molto interessante quel blog, lo seguirò perché mi sto appassionando! Riguardo al resto che citi, direi che certa gente non sa proprio perdere occasione per stare dalla parte sbagliata.
    Ma la cosa pazzesca è quel "State sereni" che quel porcaccione ci ha detto stasera nel suo videomessaggio (sembra il "confessionale" del grande fratello): cioè secondo lui noi italiani siamo preoccupati per lui!!! O_0

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  5. @Ilaria: non hai idea di come mi faccia sentire bene il NON aver visto il videomessaggio che dovrebbe tranquillizzarci. Ormai per stare tranquilla devo evitare tv e quotidiani(è durissima ma ce la sto facendo, a parte qualche sempre più rara sbirciatina ai quotidiani online).
    Invece, leggendo stasera sul blog di Bousoufi (lo trovi fra i link di Kelebek)l'analisi della situazione in Tunisia e la difficoltà di un nuovo governo per il rischio di doverlo fare con persone che sono gli eredi diretti di Ben Ali, mi sto chiedendo se anche qui non ci siano dei motivi di riflessione sulla nostra situazione italiana. Voglio dire, facciamo l'ipotesi che domani B si dimetta: siamo sicuri che un governo Tremonti sarebbe meglio? o che non ci sarebbero continuità affaristiche, lobbistiche, ect? Come li staniamo i corrotti a ogni livello? Come essere sicuri che basti mandare a casa un tossico di puttane per darci la possibilità di un nuovo governo trasparente, onesto, interessato davvero a risolvere i problemi che abbiamo in molti settori? Son domandone ma non vedo all'orizzonte che confusione, non riesco a vedere il "ricambio" della nostra classe politica, tutto molto simile a ciò che dice Bousoufi sulla Tunisia. Insomma, ho la strana sensazione di seguire la loro storia per farmi un'idea di come potrebbe diventare la nostra...

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  6. Grazie della citazione, comunque anche qui si fanno riflessioni interessanti... Bello poi quello che scrive Ilaria.

    Io con gli imprenditori ci lavoro :-) e quindi riconosco il comportamento di Berlusconi, che non ha nulla di individuale, ma incarna l'essenza dello spirito del Mondo del Lavoro:

    "Io ho lavorato, ho investito i miei soldi, mi sono dato da fare e adesso voglio divertirmi, non mi rompete..."

    E' la mentalità da ultima sera quando chiude la fiera, e si va alla caccia di localini e massaggiatrici, spendendo e sprecando in tutti i modi possibili.

    Mentre le balle che racconta Berlusconi sono assolutamente la regola in un gioco, come quello imprenditoriale, in cui mentire è un'arma fondamentale, senza la quale si va direttamente in fallimento.

    Più o meno l'esatto contrario dello spirito del bene pubblico; ma sarebbe un errore demonizzare individualmente Berlusconi per aver incarnato ciò che è l'essenza dell'Azienda Italia.

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  7. Sono una donna e sentire donne, anche intelligenti, come la Meloni, la Prestigiacomo e la Carfagna continuare a ripetere ossessivamente la filastrocca della macchina del fango e della strumentalizzazione delle sinistra mi fa venire voglia di gridare. Vorrei guardarle in faccia e pretendere che ripetano quelle giusitificazioni parlando con una persona, non con le telecamere. Vorrei toccare con mano la loro buona fede, se c'e'.

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  8. @ Miguel Martinez:grazie e benvenuto qui.
    Sull'Azienda Italia non posso che concordare: lavoro anch'io con le aziende e per un breve periodo ne ho avuta una piccola pure io e sì, la logica è quella: ultima sera di fiera (o riunione agenti o programmazione budget aziendale) con organizzazione di serate a puttane o puttana prevista direttamente in camera per il potenziale cliente. Per mia fortuna ho avuto però anche in questo un Maestro (a proposito di Maestri): il mio primo contatto con un'azienda fu con un imprenditore che mi insegnò, ai miei dubbi di potercela fare pagando Irpef, Inps, tasse varie, che l'impresa è rischio e sogno: capacità di credere, dopo aver analizzato a fondo un'idea o un progetto, nei nostri sogni e rischiare scommettendo su se stessi senza barare con se stessi.

    Mi insegnò che le tasse vanno pagate perché questo è il modo poi di condividere con tutti il frutto dei nostro lavoro e realizzare davvero i nostri sogni. Che sognare di avere soldi e successo abdicando al proprio senso morale e alla propria etica, è tradire se stessi realizzando incubi, non sogni.
    Questo per dire che, se è vero che l'Azienda Italia è per buona parte come Berlusconi, esiste anche un piccolo strato di tessuto sano.
    A quello credo dobbiamo fare riferimento, altrimenti non ne usciamo.
    Le puttane a fine serata sono parte di quei mezzi per fare non affari ma soldi facili che finiscono, come finiscono, per danneggiare sempre, per estensione, tutta la società: si riflettono sempre, successivamente, in una manipolazione dei prezzi, nella produzione scadente o nella produzione con manodopera a cui si ledono diritti e dignità, in evasione delle tasse e nell'insinuare, per contaminazione, l'idea che solo gli affari sporchi sono affari che consentono a un imprenditore di rimanere sul mercato.

    Ma questa, per chi la sa riconoscere, è la logica mafiosa, quella stessa che negli anni ci siamo abituati a considerare così normale da nemmeno renderci più conto che è ormai estesa in comportamenti illeciti in molti strati sociali, non più solo all'imprenditoria o al mondo degli affari.

    Leggevo ora dal link che posti in fondo al tuo post di oggi sulla Tunisia. Sempre di più, ho la sensazione che capire la Tunisia sia un capire noi stessi, l'Italia, chi siamo e cosa siamo disposti a tollerare: l'idea che sia accettabile vivere in una logica mafiosa per cui "sono solo affari, niente di personale".
    Mi aiuta a capire quanto quello che noi italiani pensiamo sia un fenomeno esclusivamente nostro sia invece una logica ormai consolidata in molte parti del mondo: abbiamo globalizzato la logica del Padrino: i picciotti si possono sparare anche per il solo fatto che hanno sempre il raffreddore (cit. da Il Padrino).

    Focalizzando la nostra attenzione su B e le sue serate con le puttane facciamo solo l'ultimo torto a noi stessi, alla fine: le puttane sono solo (come ben descrivi tu) la serata a fine fiera, la conclusione di un affare sporco da festeggiare fra lestofanti che si sono dati un'altro obiettivo annuale per fare soldi facili con sistemi mafiosi.
    Però è più facile,parlare di puttane che parlare della sconcezze della corruzione presente a ogni livello. Le puttane le capiscono tutti e sono facili come oggetto di scandalo. I soldi facili, la corruzione, le tangenti, le mafie, richiedono più impegno.
    Questo il link cui mi riferisco (davvero inquietante come sembra parli dell'Italia):
    http://npatroyesaube.canalblog.com/archives/2011/01/13/20116973.html

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  9. @Laura: condivido il tuo sdegno ma non l'intelligenza che attribuisci alle ministre citate.
    Come può essere "intelligente" una persona che convive, accetta, difende l'"utilizzatore finale"?
    Come può essere "intelligente" chi, difendendo la corruzione (che non è mai solo di minorenni, lo è, se lo si è, in ogni aspetto dell'esistenza, lo si è tout court), giustifica se stessa dicendosi che può e deve accettare simili deliranti compromessi per poter fare "qualcosa di buono"?
    Se l'agire che riteniamo "buono" ci chiede di rinunciare al nostro senso morale, alla nostra etica, ai nostri valori, come possiamo dire quel nostro agire "intelligente"?
    L'intelligenza, se è qualcosa, è (o dovrebbe essere) capacità di operare rispettando se stessi e i propri valori.
    Se vi abdico, accetto non un compromesso (che può essere onorevole se realizzato tenendo fede ai propri valori e riconoscendo quelli dell'altro) ma l'idea che la corruzione, i reati contro la persona, siano mali accettabili se il fine è nobile.
    Quali sarebbero i fini nobili? Quali i valori negati con le loro azioni da queste donne "intelligenti"?
    Io vedo sono ambizione personale disposta a tutto, anche a tradire la propria natura pur di avere un pezzetto di torta...Non vedo intelligenza proprio perché difendono l'indifendibile e perché non si tratta di una svista del momento, ma di una scelta sistematica e ormai consolidata in anni di convivenza e accettazione di un sistema...

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  10. http://www.nowitaly.com/giornale/politica/114832/litalia-stando-alle-parole-della-sottosegretaria-agli-esteri-stefania-craxi-minzolini-affari-nostri.htm

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  11. Grazie anonimo...mi par di capire che mi pensi (nel senso che "pensi" a questo blog). Come sarei curiosa di sapere che si dicono fra loro sulla questione questi affaristi per cui la politica è solo un mezzo adattabile ai propri scopi...

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