sabato 1 gennaio 2011

No wish-list

Mi ero riproposta di fare un elenco delle cose che mai più, nel 2011. 
Sul genere: 
- mai più accettare inviti a pranzo dai quali è assente l'autentico desiderio di stare insieme, più che di consumare un pasto insieme.
- mai più post che scimmiottano notizie già note 
- mai più tentazioni di aggiungere le mie opinioni all’universo opinionista
Insomma, una wish-list per un 2011 migliore del 2010. 
Stamattina, invece, mi sono svegliata con il desiderio di riassumere il piacere di questi giorni di vacanza totale.
A parte il pranzo di Natale, ridicola replica di una farsa dove ogni attore è stanco di recitare e che rientra nei mai più, me ne sono stata fuori, cioè dentro casa, nel silenzio degli affari miei.
Giorni interi di letture, di immersione totale in connessioni anarchiche in una bolgia di parole che richiamavano altre parole che richiamavano altri pensieri che richiamavano ogni cosa al legame con ogni altra cosa. 
Una confusione di letture e films che hanno legato insieme il viaggio cinese di Gao Xingjian nel bellissimo libro La Montagna dell’Anima con il viaggio cino-vietnamita-cambogiano-thailandese di Abasto
Dalla notizia di una Cina rampante che si propone di salvare l’euro all’economia sociale di mercato di Tremonti - quella in salsa padana - fino alla firma dell’accordo Fiat e alla piazza del 14 dicembre e, sorpresa! a Lettera a una professoressa, di Don Milani. 
Ecco, arrivata alla parziale rilettura del bel libro sulla scuola di Barbiana, mi sono fermata a chiedermi come mai, sempre dopo la firma, Napolitano abbia ritenuto indispensabile sollecitare una maggiore apertura e attenzione nella fase attuativa della legge appena sottoscritta senza ricordare mai, nemmeno per un secondo, Don Milani e la sua grande lezione sulla scuola per tutti. 
Un vero peccato: avrebbe avuto in mano una bomba culturale capace di fare più giustizia di mille lettere postume e sospette.
Proseguendo, ho poi intervallato Gao Xingjian con Il Padrino e le sue "proposte che non si possono rifiutare" - una gran lezione sulla chiarezza degli obiettivi, a Sebaste e al suo nuovo/vecchio libro sui Maestri, ritrovandomi una notte folgorata da una verità che solo in quel momento ho realizzato essere esattamente la mia, da sempre. 
Mi sono alzata poi, il mattino seguente la lettura dell’intervista a Bruno Munari - sempre nel libro di Sebaste, con il desiderio di rimettere in moto la mia manualità, la mia capacità di fare cose, di produrre cambiamenti veri, concreti e visibili. 
Tendo a dimenticare, pur sapendolo, le mie mille abilità pratiche: riparare oggetti, abiti, elettrodomestici, libri vecchi, buchi nelle maglie, piantare chiodi e piante, smontare un computer o gestire un database e altre ancora. 
Così ieri, dopo anni dal giorno in cui avevo comprato l’occorrente, ho finalmente cambiato aspetto alla mia vecchia scrivania reinterpretandola a modo mio:incredibile come un singolo nuovo dettaglio cambi la risonanza luminosa di tutta la stanza. 
Mi sento più luminosa pure io, grazie alla saggezza che Bruno Munari mi ha ricordato risiedere nelle mie mani, prima che nella mia testa ruminante.
Non ho mangiate che 2 fette di panettone, sempre a quel ridicolo pranzo di Natale. 
Dal quale però sono uscita recuperando velocemente, in auto, una stupefacente sintonia con un racconto ascoltato alla radio mentre me ne tornavo verso casa. 
Kaspar Hauser: chi sapeva fosse esistito, un personaggio così? Ne ho voluto sapere ogni cosa, nelle ore successive, rimediando in parte alla mia ignoranza e rimanendo però con una domanda che sta ancora lì, persa fra le mille connessioni di questi giorni di tutto con tutto: vediamo i miracoli perché la vita è comunque sempre, ancora, un mistero? C’è da crederlo.
Di nuovo oggi, come altre volte è successo, so che non c’è separazione fra il passato e il futuro, fra l’edonismo della Milano da bere degli anni '90 e l’accordo coercitivo dichiarato accettabile da un Fassino a fine 2010. Sinistri di sinistra che, all’epoca della scuola di Barbiana, osannavano come rivoluzionarie le idee di quel Don Milani che oggi non ricordano più perché, in fondo, mai hanno frequentato la scuola di Barbiana. 
Politici da sempre ignoranti delle cose di cui dovrebbero occuparsi, sanno governare solo sterili teorie. Alla fine, non è che il mondo gira e oggi è davvero il 1° gennaio del 2011. Oggi è un ieri con l’aggiunta di una premessa di lavoro schiavo che stava già tutta nell‘illusione dei guru della Milano da bere e nel retrobottega di Botteghe Oscure (nomen omen?).
Il mondo non gira: somma. 
Per permettere al nuovo di avanzare non c’è che il vecchio consiglio cinese di cui ancora non si coglie la verità: svuotare la tazza del vecchio thè, sciacquandola bene prima di versarvi il nuovo. 
Eliminare il vecchio tè è volere trasparenza su ogni cosa, volere la giustizia che tutti sanno, ritenere sacro il rispetto per ciò che ha valore per ognuno. 
Le persone? Per non restare frase vecchia e infinite volte rigurgitata uguale, il rispetto per le persone si deve poter misurare nell’amore per le cose e gli affetti che alle persone sono cari, nella giustizia che rendiamo loro con la verità, nella trasparenza e nella perfetta assonanza di ciò che si fa con ciò che si dice e si pensa. 
Questo nuovo anno che inizia, come tutti quelli che l'hanno preceduto, è solo una linea ideale fra un prima e un dopo esclusivamente mentale, un’occasione che ci diamo ogni 365 giorni di vuotare finalmente quella tazza da un vecchio thè cui abbiamo continuato invariabilmente ogni anno ad aggiungerne di nuovo riducendo il tutto a un putridume imbevibile.
Ecco, nella mia lista dei desideri metto solo un primo proponimento, non più importante di altri che verranno e in realtà vecchio di ogni mio Capodanno: mantenere lucidità sulla mia vanità e viva la consapevolezza che anche ciò che scrivo, sono le mie mani parlanti a dirla.

3 commenti:

  1. Tu hai mangiato 2 fette, io invece 2 panettoni (a occhio)... Ho preso 3 kili. Santa Palestra, aiutami tu. Su Don Milani: Napolitano non ci ha pensato perchè nessuno oggi conosce o si ricorda di Don Milani, "prete scomodo" ma secondo me più schietto, verace, degli stucchevoli Don Ciotti e Don Mazzi.
    Bello questo posto, bellissimo il Pavo Iaponensis.

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  2. Se l'anno appena iniziato avrà la stessa qualità del tuo augurio, sarà un 2011 bellissimo. Su Napolitano è inutile spendere parola, perché si è confermato il miserabile che è sempre stato. Aspettarsi che un comunista abbia vagamente inteso l'insegnamento di Don Milani (e tu sai quanto poco io ami i preti) dopo averlo usato per farsi propaganda, è, questa sì, una beata illusione!

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  3. @francesco: benvenuto, sono felice che ti piaccia il Pavo Iaponensis. Però, non è un peccato che riusciamo sempre a non imparare le belle lezioni che alcuni italiani eccellenti ci hanno insegnato? C'è una saggezza profonda e semplice, nelle parole degli allievi della scuola di Barbiana che andrebbero rispolverate e rivalutate. Mi verrebbe voglia di passarle sottobanco agli studenti: sai che book-scudi ci farebbero?

    @Marco: se il 2011 sarà anche solo simile a questo inizio d'anno, sarà davvero un anno bellissimo. Di Napo & briscola cantante non voglio per ora sentir parlare, mi sembrano lontani anni luce da ogni cosa viva e interessante...

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