martedì 1 febbraio 2011


Sta succedendo di tutto, ovunque.
Si svegliano perfino i vulcani, giusto per partecipare al clima da cacerolazo globale.
Pare che tutti gli amici di B siano sotto tiro e attendo da un momento all'altro di leggere che bloccano i conti all'estero anche di Gheddafi.
Poi manca che il Vesuvio mandi due sbuffate di fumo per dirci che è vivo e lotta con noi, e ci siamo.
Nel marasma, persiste la mia ossessione per i fatti nostrani e l'argomento di cui si parla di più e si sa meno: il federalismo.
L'unico ultimo vero motivo per cui B sta ancora dove sta e su cui si sta giocando, per come la vedo io, la partita più devastante.
Sono fissata con due convinzioni:
Una, che sia l'anticamera della secessione, vero obiettivo della Lega da sempre.
Due, che vi sia qualche ragione - che non mi è dato sapere - per cui non c'è politico che non vi si sia convertito, nel tempo, in misura variabile.
Quando ne parlava la Lega, nei suoi primi anni, pareva una di quelle che poi ci siamo abituati a definire "boutades leghiste", cazzate di cui non valeva nemmeno la pena discutere, tanto parevano lontane dalla realtà.
Giovedì, invece, andrà al voto. E mi ci gioco due palanche che passerà.
Così mi chiedo come, a forza di concentrami sui festini e su B (ma anche no), mi sia persa le ultime modifiche al testo che andrà al voto e, a leggerle, mi chiedo se non sia il caso di augurarmi che il Vesuvio dia un segno di vita domani, se non volesse partecipare alla festa anche l'Etna, se a dar man forte non si volesse scatenare una qualche bufera di neve e se una provvida nube tossica non volesse andare a sostare tignosa sopra il parlamento, giovedì.
"Restano le esenzioni dall’Imu (le stesse previste attualmente dall’Ici) non solo sugli immobili sede di culto e di proprietà della Santa Sede, ma anche per ospedali e cliniche legate alla Chiesa, scuole private, alberghi del mondo cattolico e oratori. " (su lastampa.it) -
Chiunque voterà il federalismo, fosse anche solo per questo passaggio, è mio nemico.
Non ne posso più di cavillare sulle ragioni misteriose per cui allo Stato Vaticano vengono concesse esenzioni da tasse sugli immobili non previste per nessun altro proprietario, fosse anche di un misero appartamento di 30mq in un sottoscala o di una capanna per gli attrezzi nel bosco del Cansiglio.
Non voglio più sentir parlare del federalismo, punto.
Chi vuole il federalismo ha un'idea padrona dello Stato.
Il federalismo pare l'accordo degli accordi per trasferire a ogni comune d'Italia il diritto alla sua "Roma ladrona" decentrata.
Possibile che in questo disgraziato nord-est di paraculi non abbiamo neanche un vulcanetto a disposizione sotto cui soffiare per fargli fare il botto? 
Ah, a proposito di cacerolazi: mi ero persa anche questa (sempre per via dell'onnipresente B & co.).
Ci sarà un motivo per cui i fiorentini mi stanno simpatici?
Mi ricorda, il cacerolazo, quella antica pratica, comune a molte culture, di fare molto rumore per scacciare gli spiriti malvagi o per almeno tenerli lontani.
Credo che anche quella di sparare botti a Capodanno, provenga da queste stesse antiche pratiche pagane.
Mi diverte immaginare, alle finestre di ogni casa italiana, cittadini che sbattono mestoli sui coperchi fino a che "gli spiriti maligni" non se ne sono andati portandosi via le cose vecchie.
Senza altri discorsi, senza tante ragioni già dette mille volte.
Solo un bel cacerolazo nazionale.


14 commenti:

  1. "Oltre ad un aumento delle tasse per tutti i cittadini"

    (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 01 feb - Il nuovo testo del federalismo municipale predisposto dal ministro Roberto
    Calderoli, "oltre a un aumento delle tasse per tutti i cittadini, prevede per artigiani e commercianti quella imposta patrimoniale che il presidente del Consiglio, per pura propaganda, vorrebbe attribuire alla volonta' dell'opposizione democratica, che ha invece chiaramente presentato le proprie proposte fiscali nella mozione discussa e approvata dalla Camera nel mese di dicembre". E'
    la posizione della segreteria nazionale del Pd che si e'riunita questa mattina per esaminare i principali problemi dell'agenda politica, tra i quali il federalismo.

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  2. Eccoti la voce dal NordEst. Ricorderai che il via a questo delirio federalista lo diedero i centrosinistrati quando erano al governo con la sciagurata modifica del Titolo V della Costituzione nel 2001, giusto allo scadere della legislatura, poi confermata da un infausto referendum. Principali artefici D'Alema e Rutelli. Il cacerolazo è una specialità argentina, diffusasi in tutta l'America Latina. Nell'estate australe 2001-2002. Mettendo in pratica lo slogan "se vayan todos", furono cambiati 6 presidenti nell'arco di alcuni mesi. Ciò non toglie che ora si tengono la Kirchner. Comunque, ben venga il cacerolazo anche da noi e la ripresa dell'attività eruttiva di tutti i vulcani nazionali.

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  3. Anonimo:
    grazie dell'integrazione: ora, a parte aver capito che il Pd ha una propria proposta sul federalismo (che non conosco), la mia confusione è totale...

    Marco:
    Sono andata a leggermi cosa diceva quel referendum: troppo poco per consentire un sì o un no consapevole a chiunque non si fosse prima studiato a fondo la questione, secondo me.
    Poi sono andata a leggermi cosa modificava, e - molto a spanne - credo di aver capito che andava a modificare l'autonomia delle regioni, delle province e dei comuni in materia di gestione delle risorse economiche (anche, forse...è tutto così oscuro e difficile per me da capire).
    Giusto per aiutarmi a fare chiarezza: è forse grazie a questa modica che le Regioni hanno ora l'autonomia nella gestione della Sanità?
    Lo chiedo perché mi sembra di ricordare che da un certo momento in poi sia iniziato il marasma che ha portato oggi le Regioni ad aumentare enormemente la spesa e ad accorpare ospedali e determinare costi di ticket o esenzioni...Non ricordo, fino a un certo punto, che la Sanità fosse un problema così cruciale per l'economia delle regioni
    Comunque: anche a leggere quelle modifiche con attenzione, mi è difficile farmene un'idea chiara.
    Se mi aiuti a capire te ne sono grata.
    Poi, se non ci capisco nulla pur prendendomi la briga di leggere e rileggere (senza che mi serva a molto), mi chiedo cosa ne capisce chi nemmeno legge.
    Come l'abbiamo votato quel referendum? come l'avrò votato pure io, allora...su quali basi, su quali informazioni, con quale consapevolezza di cosa stavo votando...
    Mi diventa sempre più necessario un cacerolazo. Se in Argentina ne hanno fatti fuori 6 in pochi mesi, vuoi che non riusciamo a farne fuori almeno un paio noi?

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  4. Beh, sulla modifica operata al Titolo V della Costituzione ricordo solo che rischiai di essere buttato fuori dalla mia sezione diessina in quanto dichiarai pubblicamente il mio voto contrario nel referendum. Il perchè, valido allora come ora, era che si trattava di una riforma raffazzonata messa in piedi in fretta e furia sulle ceneri della famigerata Bicamerale al solo fine di sperare che nelle elezioni 2001 la Lega non si alleasse col Polo: infatti molte delle norme dell'articolo riformulato erano ispirate dal federalismo (di allora) di matrice leghista. La genialata di D'Alema & co. al solito ha ottenuto l'effetto opposto, complice il fatto che la Lega, da essere quella che sulla Padania dava del mafioso a SB, diventava quella che poteva partecipare alle elezioni grazie a fidejussioni Fininvest, secondo voci che giravano al tempo.

    In quanto al cacerolazo, bisognerebbe prima abbattere antenne e ripetitori tv, chè qui la gente, indotta da quel tipo di informazione, se gli dice SB che gli asini volano, puntano gli occhi al cielo e chiedono dove.......

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  5. Massimo:
    lo vedi cosa mi spaventa di più?
    In un deserto di informazione politica, mentre siamo tutti a parlare di festini e di mignotte sentendoci tutti chiamati a dire (noi!) se esiste reato o persecuzione, questi continuano a modificare l'organizzazione dello Stato senza consentire ai cittadini che ne subiranno le conseguenze di capire cosa stanno facendo, a quale scopo, in quale ottica e per ottenere cosa.
    Così come allora temo di non aver capito un accidenti di cosa significavano quel sì o no al referendum, che sicuramente ho votato e nemmeno mi ricordo cosa, ora sono tutti a frantumarci le palle con Ruby mentre stanno per votare su un federalismo che sulla carta sembrano forse volere qualche centinaio di bergamaschi e veneti, che chissà se davvero hanno capito cosa significhi.
    Trovo di una violenza insopportabile tutto questo.
    Chi ha detto loro che hanno il diritto di fare un federalismo su cui mai siamo stati chiamati a esprimerci, su cui non c'è mai stata una vera lunga e approfondita informazione su cosa questo andrà a cambiare?
    Chi ha dato loro questo diritto?
    Nemmeno hanno mai attuato la metà delle cose che, più facili da capire, hanno promesso in campagna elettorale. E quando hanno fatto qualcosa, mi è sempre sembrata un'altra rispetto a quella promessa.
    Ma dove sta scritto che possono fare e disfare lo Stato sulla base di idee che forse non hanno chiare nemmeno loro, visto che non si capisce mai di che parlano?

    A tirare giù antenne e ripetitori ci vuole niente.
    E' a tirar giù questi lestofanti che pare impossibile.

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  6. Anch'io ho il vuoto totale su quel referendum...O_0 Cioè, se c'è stato un referendum di sicuro qualcosa ho votato ma non mi ricordo che ci sia stato quel referendum. Adesso sarei curiosa di sapere cosa avevo capito e cosa diavolo ho votato. Ammetto che sinceramente ho capito solo pochi giorni fa, tra una escort e l'altra, che sta per passare il federalismo... e faccio mea culpa perché non ho idea di cosa stia effettivamente per passare. Cercherò almeno di informarmi in questi giorni.

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  7. @Rossana: la revisione di quel titolo della Costituzione, ossia in sostanza la modifica delle reciproche attribuzioni in materia di "autonomia economica" ai veri livelli delle autonomie locali (ben tre, come giustamente rammenti) faceva parte di quella bramosia di "riforme istituzionale" che allora come ora caratterizza la nostra casta politica nel suo tentativo pervicace quanto coronato dal successo di NON fare quello per cui è lì, ossia governare e controllare l'operato del governo, in una parola decedere e proporre alternative. Solo chi ha una decente infarinatura di studi giuridici (e io non ero uno specialista di diritto pubblico, da studente) poteva intuire qualcosa e capire il senso della manovra, figurati cosa un lettore normale poteva apprendere dai giornali zerbino che esistono in Italia, con dei "professionisti" dell'informazione che, nella media, sono più ignoranti dei loro lettori e che spesso non sono capaci nemmeno di scrivere o esprimersi in italiano corretto. La Sanità già allora era cruciale nell'economia delle Regioni (e nel deficit pubblico), essendo la prima voce di spesa: rendere quest'ultima ancora più "autonoma" (leggi fuori controllo) apriva le più vaste praterie per farne una vera e propria industria del consenso, come aveva capito (e avrebbe fatto) un genio in questo capo, Roberto Formigoni, e quindi un'industria della clientela e un paradiso per gli "amigos" collegati, come l'esperienza ha insegnato. Guarda cosa è successo in Lombardia, il regno del San Raffaele di Don Merdé, con la sanità gestita sostanzialmente dal "privato" (vedi Compagnia delle opere e suoi collegati) e pagato dal pubblico. Eppure in qualche maniera funziona. Così come nelle regioni "rosse", più o meno, dove il ruolo della CDO è preso dalle cooperative e dagli imprenditori designati dall'apparatcik del giro comunistiano. Nel Lazio sappiamo come è andata con Storace, perfino in Puglia ne sono successe di tutti i colori (anche il buon Tarantini, il primo fornitore di puttane al Banana come agli amici di D'Alema lavorava nelle forniture sanitarie, guarda caso) e il compagno Vendola ha spalancato le porte per la creazione del "San Raffaele Sud", sempre di Don Merdé, suo caro amico del resto. .Cosa che non gli perdono. Siamo ai livelli di Scalfari che si fa editare da Berlusconi: a dimostrazione che con questi livelli di incoerenza non cambierà mai un cazzo.

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  8. Perdona la profusione di refusi. Se puoi, sistemali.

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  9. Marco:
    Ti sono grata di avermi aiutato a capire un pò meglio.
    L'autonomia della gestione Sanità alle Regioni quindi, si è nei fatti rivelata essere quella "Roma ladrona" decentrata che sospettavo. Come immagino sia per molte altri servizi (ad esempio, immagino, raccolta rifiuti o manutenzione strade e ferrovie, dove mi pare vi siano accordi di servizio fra enti locali e società pubbliche, come F.S. e Autostrade Spa).
    Che poi, sempre lì caschiamo: non è tanto l'autonomia di gestione, il problema. E' che questi si rivelino sempre diventare luoghi di potere politico e di spartizione "mafiosa" di poltrone e denaro pubblico.
    In questo senso, il federalismo è la "Roma ladrona" della Lega.
    Pensare che questi duri e puri abbiano inserito quella clausola di esenzione tasse a scuole private, ospedali, alberghi e immobili vari del Vaticano è già un indizio della prosecuzione locale di un accordo di potere fra Stato e Chiesa Romana di dominio economico che dalle cose si riflette sulle "anime", no? Io ti aiuto a curarti, a studiare, a trovare una occupazione dignitosa e remunerativa ma solo se sei fervente e sottomesso alla dottrina e allo/dello Stato. Insomma, a guardare le cose da questo punto pare di scorgere sempre un'idea di stato che, anche se in apparenza sembra o dovrebbe essere laico, nei fatti non lo è.
    Sarà un caso la ferocia con cui la Lega rivendica le proprie radici cristiane?
    Che poi, con gli scolapasta in testa e i riti del Po, che c'entra la religione cristiana?
    Va beh, oggi è quel giorno. Aspettiamo di vedere come va a finire.
    Pare che il Pd voterà contro il federalismo. Occhio.
    Poi, sempre in giornata e prima di sera, dovremmo sapere quale tribunale giudicherà il nonno sporcaccione.
    Abitassi a Roma stasera andrei a sbattere pignatte sotto i palazzi, per ricordargli che non è detto che gli italiani non sappiano fare per la prima volta una vera rivoluzione non violenta.
    Ilaria:
    sei in buona compagnia. Come dicevo, nemmeno io ricordo molto. E ciò che ne so oggi è pasticciato e confuso. Proprio per questo la cosa mi fa arrabbiare: non dovrebbe un paese realmente democratico chiarire ai propri cittadini cosa intende fare e perché?
    L'informazione, su temi così importanti, dovrebbe essere al centro dei dibattiti per mesi prima di passare alle votazioni fra loro, come fossimo tutti dei cretini cui non ci si da la pena di spiegare perché "loro" sanno cosa va bene per noi.
    Ieri mi ha così infastidito quell'ennesimo richiamo di Napolitano alla moderazione dei toni,quel chiedere ai giovani di "collaborare" alla "costituzione" dello Stato federalista. Mi è sembrato per l'ennesima volta un richiamo paternalista e arrogante, di chi chiede fiducia e rispetto per il solo fatto di essere anziano, come se questo fosse di per sé essere giusto e saggio. Come se i giovani (o i giornali) che alzano la voce per chiedere qualcosa fossero tutti ragazzini rumorosi che fanno baccano a scuola mentre la maestra corregge i compiti con la penna rossa.
    Non lo sopporto più...

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  10. Hai ragione, ma che moderare i toni, se i primi a non moderarsi sono proprio i nostri governanti. Con la scusa del moderarsi, ci tocca mandare tutto giù. Ieri sono andata dal mio prof. di storia dell'università, un signore che si avvicina alla pensione, e mentre parlavamo lui mi ha detto: "Ma guarda quel che sta succedendo in Egitto, in Tunisia, lì la gente non è inerte, reagisce, da noi invece non si riesce ad avere una reazione. Magari prendessimo l'esempio!". Be', che devo dire, tra Napoletano e il mio prof., io sto col prof., credevo di essere una stupidina a sognare una rivoluzione anche da noi ora, e invece anche un signore colto e meraviglioso come lui coltiva questo pensiero.

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  11. Ilaria:
    Infatti. Il problema è se mai un eccesso di moderazione.
    Se pensi che ogni volta che c'è una manifestazione di qualche numerica importanza ci intimidiscono con spauracchi insulsi come il ritorno del '68, che se c'è una rivoluzione fallita è quella, viene da piangere.
    A volte penso che ci vorrebbe un altro Risorgimento, altro che 150° dell'Unità mentre votano un federalismo che è l'anticamera della secessione di fatto.
    Almeno fossimo invasi dalla Svizzera o dalla Germania, perfino dell'Austria mi accontenterei. Giusto per capire se scorre sangue nelle vene degli italiani moderati o se si sono ormai trasformati in mutanti con la ricarica a molla dietro la schiena.
    Voglio Landini for President!

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  12. Ross, hai ragione, sull'eccesso di moderazione. Che pare essere stata la costante della sinistra ulivista a partire dagli anni '90. C'è questa ansia di "politically correct", di buone maniere, di d'alemate del genere "non demonizziamo l'avversario" che, a fronte dei barbari sedicenti padani e della setta piduista equivale a duellare con un coltellino svizzero contro un avversario munito di scimitarra. A volte occorre essere brutti, sporchi e cattivi: perchè c'è meno ipocrisia in un paio di mani sporche di grasso che in un manganello nascosto sotto un doppiopetto blu.

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  13. In un deserto di informazione politica, mentre siamo tutti a parlare di festini e di mignotte sentendoci tutti chiamati a dire (noi!) se esiste reato o persecuzione, questi continuano a modificare l'organizzazione dello Stato senza consentire ai cittadini che ne subiranno le conseguenze di capire cosa stanno facendo, a quale scopo, in quale ottica e per ottenere cosa.

    Eccola la verita', il nocciolo della questione. Mi sforzo di capire, ma non riesco. Forse non ho la formazione giuridico-economica necessaria. Ma ho l'istinto. E l'istinto mi dice che ci stanno fregando, alla grandissima. Con il beneplacito di tutti gli elettori "padani" convinti che sia l'inizio del crollo di Roma ladrona. Quando si accorgeranno che i ladri li avevano in casa, sara' troppo tardi. Per loro e, purtroppo, per tutti noi.

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  14. Laura:
    ho letto ieri questo articolo di Beppe Lopez sul Fatto e ne condivido ogni parola.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/05/la-truffa-del-federalismo-che-sfedera/90414/

    Aggiungo solo la mia convinzione che, a nutrire le pance degli "elettori padani" non siano stati solo Bossi, Calderoli o Borghezio ( e Gentilini o il Sindaco di Adro). Senza B per la Lega sarebbe stato possibile. La Lega non avrebbe mai avuto ministeri, non sarebbe mai arrivata a dettare legge dai comuni al parlamento senza l'accordo con B. Questo connubio fetido è molto più volgare delle seratine di B. con cui ci sembriamo sollazzare in questi giorni.
    Che oggi chiunque, con ridicoli e falsi distinguo, sostenga che il federalismo è necessario, mi inquieta molto di più del fatto che B si scopi una minorenne consenziente e piuttosto brava a far di conto.

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