domenica 13 marzo 2011

Insensibilità atomica

140.000 persone evacuate in un raggio di 20 km intorno al reattore, un centinaio quelle contaminate (ad ora dicono 160), 1,4 milioni di case senza acqua.
Senza parlare degli effetti del terremoto ma solo delle cifre relative alla centrale nucleare di Fukushima mentre sale il rischio anche per quella di Onagawa.
E da domani inizierà il razionamento dell’energia elettrica come conseguenza dell’emergenza nucleare.
Due su tutte:
- Stamattina a Radiorai3 - Prima Pagina la giornalista Annalisa Terranova, a un ascoltatore che manifestava il forte dissenso per il nucleare in Germania, rispondeva che pur essendo lei stessa contraria, si augura che sul nucleare si riesca a fare un dibattito “razionale” slegato dalle emozioni suscitate dai fatti contingenti (più o meno, al link il podcast con le parole esatte).
Se ho capito bene, di nucleare si dovrebbe parlare senza tener conto dei dati spaventosi citati sopra.
Insomma, non è “razionale” parlare di nucleare mentre è in corso un disastro che ci mette sotto gli occhi le aggiuntive conseguenze sull’uomo e sull’ambiente del nucleare in caso di terremoti di forte intensità.
Di quale razionalità stanno parlando? Di questa?

- Gli effetti sull’economia giapponese del terremoto, con il conseguente rischio nucleare, saranno drammatiche, dicono gli esperti analisti.  E non si potranno misurare che quando si saranno assestate le scosse,l’ultima di magnitudo 6, la stessa del terremoto dell’Aquila, che ancora si susseguono.
Dov'è la convenienza economica del nucleare, in tutto questo?
O questo conto economico non conta?

Nonostante l’evidenza dei fatti, sia in termini di costi umani/ambientali che in termini economici, il nucleare andrà avanti e non dovremmo parlarne ora perché non abbastanza obiettivi.
Chi è irrazionale?
Mancavano le ridicole rassicurazioni che non sarà un’altra Chernobyl.
Nel senso che la nube, quando arriverà da queste parti grazie ai venti, sarà molto meno pericolosa per l'Italia, in termini di radioattività, di quella?
A volte viene da chiedersi se questi siano davvero convinti che i cittadini siano una massa di imbecilli.
Cioè, sono certa che lo credono, non si spiegano diversamente le idiozie che dicono.
E’ questo il dramma irrisolvibile, credo, con cui si dovrà prima o poi fare i conti.
Senza dire lo sgomento nel sentire il nostro Presidente del Consiglio parlare ancora sempre e solo di riforma della giustizia e di giudici da “punire”.
Ma qualcuno glielo dice che parlare del suo micragnoso e irrisolto problema con la giustizia è totalmente ridicolo di fronte a ciò che sta accadendo?
Qualcuno glielo dice che i suoi problemi non sono al centro dell’interesse dell’universo?

14 commenti:

  1. Il fatto è che, essendo imbecilli, non si possono per definizione rendere conto di esserlo e così ricominciamo da capo. Il cane che si morde la coda come i ragionamenti del piccolo egolatra brianzolo per cui con la riforma piduista della giustizia non ci sarebbe stata Mani pulite e quindi Tangentopoli e di conseguenza avremmo ancora in azione Craxi-Andreotti-Forlani e lui potrebbe farsi gli affari propri senza nemmeno dover scendere a Roma. Un ragionamento da corto circuito mentale come quello della tipa che ti è toccato ascoltare alla radio che propugnava un dibattito "razionale" slegato dalle emozioni dei fatti contingenti, come dire analizzare l'antisemitismo prescindendo dall'olocausto. Epperò quando fa comodo bisogna "contestualizzare", no? E questa sarebbe una "giornalista". Però si emozionano e ci fanno emozionare con Cogne, Amanda Knox, Rosa e Olindo e Sarah Scazzi. Così vanno le cose, e non solo dalle nostre parti.

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  2. Sì, hanno una faccia tosta, questi "nuclearisti"! Pensa che venerdì sera ho seguito su Rai 3 la puntata speciale di Agorà dedicata al terremoto... passavano le tremende immagini di morte e devastazione e c'era il reattore di Fukushima che già fumava davanti ai nostri occhi (sarebbe esploso l'indomani mattina). Hilary Clinton annunciava che gli USA preoccupati avevano già mandato degli aerei con liquido di raffreddamento per scongiurare l'esplosione e il sig. Paolo Clemente dell'Enea aveva il coraggio di minimizzare e prendere in giro la preoccupazione degli americani e di tutti gli altri ospiti della trasmissione che, come noi spettatori, vedevano quel reattore fumare e ricevevano in diretta la notizia che già le radiazioni nella zona erano 1000 volte più del normale. E lui a dire: "Ora non strumentalizziamo questo fatto per le nostre polemiche italiane" O_0 Cioè, ma come si fa??? Io penso che, come si è già visto per l'acqua, la gente non è scema e le centrali non le vuole!

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  3. Cerco di mantenere una mia personale serenità di giudizio, che le tristi vicende nipponiche compromettono.
    Nel riflesso italiano della vicenda, in cui il pregiudizio mi sembra venire più dall'endorsement della attuale maggioranza che dagli esperti del settore, mi sembra emergere una spaccatura non solo, o meglio, ben più ampia di quella tra pro o antinucleare: cioè quella tra chi ama la vita e chi pensa al quattrino, tra chi è in buona fede e chi no.
    Una cosa che sentivo ieri, "basta costruirle in zone non sismiche", è l'icona di questo atteggiamento: ma cosa ne sappiamo noi piccoli uomini di quello che succede sotto la crosta terreste, per dire? Cosa ne sappiamo, se chi ha costruito (e venduto, come a L'Aquila) proprio in corrispondenza di un'assottigliamento della crosta, mentre fenomeni naturali spingono il magma che, ad un certo punto, nelle viscere insondabili della terra ti fa una botta che fa saltare in aria intere città?
    E allora se hai centrali elettriche, pale eoliche e pannelli solari, avrai una tragedia per migliaia di persone e stop: se metti roba che può contaminare mezza Europa sarà un pò diverso, o no?
    E' una delle forme più pericolose di ignoranza, sottovalutare la forza e la imprevedibilità della natura; senza contare che tutte le cose vanno inserite in un quadro più complessivo: evacuare rapidamente centinaia di migliaia di persone ha o no anche un costo economico?
    No al nucleare, ora e sempre: basterebbe una cultura fatta di risparmio e riciclaggio per abbattere quella percentuale di consumi che in Italia si vorrebbe colmare costruendo centrali di seconda mano (fatte con gli avanzi dei grancesi) e fonte di prevedibile ruberie.

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  4. Quello che non riesco a capire e' il non tener conto che questo paese si e' gia' pronunciato contro il nucleare con un refereundum popolare. E ancora insistono sulla necessita' di aprire centrali nucleari su un territorio sismico, amministrato da faccendieri e conventicole, dove e' normale mettere la sabbia nel calcestruzzo pur di fare la cresta sui conti di appalto. E manderei un bel gruppo di nuclearisti a spalare le macerie di Fukusjima fianco a fianco con gli ambientalisti che ululano contro il disdoro estetico delle pale eoliche e dei pannelli solari. Ma li avete sentiti i proprietari di ville nelle campagne toscane lamentarsi che i pannelli solari gli rovinano il panorama? Ma questi dove vivono? Ma non ce li hanno dei figli, dei nipoti? IL sole, il vento, il movimento delle correnti marine. L'energia e' dappertutto intorno a noi, basta volerla utilizzare e rimanere indifferenti alle lamentele delle grandi sorelle del petrolio e degli speculatori del nucleare.

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  5. Ecco, quoto in pieno Massimo. Quella frase del "basta non costruirle in zone sismiche" mi fa ogni volta trasecolare, perché non è necessario essere geologi per sapere che l'Italia è tutta una zona sismica (tranne parte della pianura padana, almeno per ora), quindi... cosa parlano a fare?

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  6. Incollo da Il Fatto Quotidiano, dal blog di Debora Billi, questa "piccola notizia", come lei stessa ironicamente la definisce.
    "Il terzo reattore della centrale nucleare giapponese di Fukushima-Daiichi, dove stanotte si è verificata un’esplosione che sta facendo tremare il mondo, è alimentato con combustibile Mox. Il Mox è una miscela di uranio impoverito e plutonio, che il politico ambientalista americano Ralph Nader ha definito “la sostanza più tossica conosciuta dall’uomo”. Al momento, ci sono sospetti che il plutonio della centrale sia stato esposto quasi integralmente, dopo che il livello dell’acqua è sceso di tre metri. Un incidente in una centrale così alimentata, significa il rilascio di più elementi tossici, livelli superiori di radiazioni, una zona da evacuare di dimensioni doppie.

    Le centrali nucleari di terza generazione, quelle che dovranno essere costruite nel nostro Paese, e che i nostri politici in televisione stanno sbandierando come molto più sicure delle obsolete centrali nucleari di seconda generazione inclusa Fukushima, sono alimentate con combustibile Mox. Le centrali di quarta generazione, invece, non esistono ancora."
    Questo il link
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/14/mox-ovvero-il-sicuro-nucleare-italiano/97445/

    Non trovo invece, ragionando poi del costo dello stoccaggio delle scorie nucleari, un articolo letto tempo fa dove si diceva che dopo il deserto, le vecchie miniere, al solito i paesi poveri dell'Africa, ect, qualcuno sta lavorando al progetto di stoccarle in profondità sotto il livello del mare.
    Che ovviamente, non essendo Terra (???) non è un sito pericoloso.
    Come scrivevo al post precedente, se la politica piuù che essere una barriera agli interessi della finanza fa del Mercato il termine con cui giustifica ogni scelta, significa non solo che i politici sono colpevoli di ogni disastro e di ogni vittima dovuta alla leggerezza (sono buona stamattina)con cui amministrano la cosa pubblica, ma che lo sono anche senza necessità di alcun verdetto giudiziario.

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  7. Non so perché, ma a me questa giapponese pare una situazione molto più grave di quella che si verificò a Chernobyl.
    Primo perché si somma ai giù terribili drammi causati dal terremoto, che rendono tutto molto più difficile da gestire.
    Poi perché a distanza di giorni ancora non si ha chiara la dimensione del disastro che intanto sdi aggrava e si estende ad altre centrali nucleari.
    E' difficile, credo, quantificare la portata del disastro fino a che non si arriva a un punto fermo di messa sotto controllo della situazione.
    Insomma, come si fa a sentire la politica che mente sapendo di mentire mentre ancora il mondo è con il fiato sospeso?

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  8. Anche a me, Ross, sembra peggio. Anche perchè, se ricordi, solo dopo qualche giorno ci dissero che "era meglio evitare di stare troppo all'aria aperta", quando si sa benissimo che cio' che è nell'aria prima o poi entra nel circolo alimentare. E l'incidente, ad occhio, sembrava meno grave di quelli giapponesi: anche perchè, stando ai titoli dei giornali, perchè si teme tanto la pioggia, frequente peraltro in questi giorni in Giappone e tutta l'area del Pacifico?

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  9. Come prevedevi, la situazione peggiora di ora in ora. Non sono pregiudizialmente antinuclearista ma contro questo nucleare sì, immaginarsi poi se gestito dai nostri cialtroni, e concordo con Massenzio quando afferma che una delle forme più pericolose di ignoranza è sottovalutare la forza e la imprevedibilità della natura: ho appena sentito Chicco Testa affermare che non ci troviamo davanti a un disastro nucleare ma a un cataclisma naturale, come se il combustibile MOX, o le barre di uranio si trovassero in natura. Da ricovero immediato o, meglio, da spedire di corsa a Fukusjima a spalare tra le macerie.

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  10. E come spesso accade, mi trovo d'accordo coi wu ming, qui: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=3470

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  11. Ilaria:
    anche a me accade, su alcuni temi cruciali, di sentirmi in sintonia con Wu Ming.
    Di ciò che scrive al link che segnali(letto poco fa), che riassume con altre parole ciò che infondo ci stiamo dicendo, voglio estrapolare il paragrafo di chiusura, per me il punto esatto su cui dove concentrarsi per aver chiaro il devastante orientamento di chi, a qualsiasi titolo, si dichiara "per" il nucleare.
    "Sicuro" non esiste e, per le ragioni cui accennava Massimo e ricordava Marco, cioè il diverso impatto del disastro nucleare rispetto a qualsiasi altro disastro, non esistono "costi accettabili" perché non esistono parametri di costo oggettivamente misurabili sul lungo termine. Non si tratta di contare le percentuali di morti o i km quadrati contaminati, conta di per sé indice di disumanità allo stato puro.
    E nemmeno di contare gli anni che servono per ridurre la pericolosità sull'ambiente di quelle radiazioni.
    Ma di quel conto, umanamente impossibile da fare con esattezza, di come l'atomo cambi inevitabilmente e per lo più impercettibilmente, ogni cosa, dall'uomo, all'ambiente all'aria, ogni forma di vita e ogni molecola con cui entra in contatto.
    Ma come fanno a non capire questo?
    Quanto arroganza serve per dire accettabile questo?

    "Il capitalismo morente fa questa scommessa: la scommessa della gestione della catastrofe, nell’ulteriore scommessa che, se la catastrofe si produrrà, si sarà in grado di gestirla in quanto… “limitata”. La morte per radiazioni atomiche deve diventare nella testa della gente un prezzo accettabile per la riproduzione stolida del nostro modo di vivere, delle nostre scelte energetiche, economiche, politiche, morali. Questo cercano di venderci, questo in realtà ci stanno dicendo gli “esperti”."

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  12. Questione di tempo. Questione di ore. Poi sarà raggiunta l’esposizione radioattiva registrata a Chernobyl, quella degli ultimi 20 anni, in soli – soli – otto giorni. Lo scrive Pietro Cambi su Crisis, una bibbia in questo momento

    A Nord Ovest dell’impianto, circa quindici ore fa, quindi PRIMA delle due nuove esplosioni, si misuravano 680 microSievert/h, ovvero 0.68 MilliSievert/h, in rapido aumento rispetto a sei ore prima. Tanto, poco? Partiamo, dal fondo naturale da quelle parti. Quale è? Beh, senza pretese di grande precisione, nel documento che vi ho linkato esistono altre misure prese presso l’altra centrale elettrica di Fukushima, quella di Dai-Ni. Possiamo leggere che i valori misurati si attestano intorno a 0.036 microsievert/h. Intanto: questo è un valore circa 19.000 VOLTE più basso di quello misurato nei dintorni del reattore 1 scoppiato. Come dire che per ogni ora passata da quelle parti ti prendi la dose di radiazioni di due o tre anni (Pietro Cambi su Crisis, What Crisis?).
    A Chernobyl, negli ultimi 20 anni, appunto, “il livello CUMULATIVO su VENTI anni nella zona interessata dall’incidente di Chernobyl non supera, se non in una zona ristrettissima, i 150 millisevert” (ibidem). Lo potete verificare sulla mappa ad inizio post.
    Inoltre, il comunicato ufficiale delle autorità giapponesi alla Nisa (Nuclear and Industrial Safetu Agency) si conclude con la citazione dell’articolo 15 dell’Act for Special Measures Concerning Nuclear Emergency Preparedness, naturalmente omesso. Un articolo che non lascia spazio ad equivoci: è allarme su tutto il territorio del Giappone, allarme rosso in cui il Capo del Governo sussume in sé poteri speciali, di emergenza. Di fatto è sospeso lo stato di diritto in fatto di materia di sicurezza nucleare e tutti i poteri si concentrano nelle mani di uno. Vuol dire che non c’è più scampo e che vale tutto pur di fermare la catastrofe nucleare.

    Grazie a:
    http://yespolitical.wordpress.com/2011/03/14/fukushima-e-allerta-nucleare-per-tutto-il-giappone-fra-otto-giorni-sara-come-chernobyl/

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  13. Chernobyl...un ripasso veloce
    http://it.wikipedia.org/wiki/%C4%8Cernobyl'

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  14. Un metro per valutare quel dato iniziale citato nel pezzo riportato da Yes Political
    "dosi di radiazioni pari a 0,5 sievert (Sv) o più. 0,5 Sv è una dose di 500 volte superiore alla dose massima annua raccomandata dall'UE."

    Sulle conseguenze di Chernobyl, renderei obbligatoria la citazione di questo articolo, prima di far aprire bocca a chiunque in tv o sui giornali in queste ore

    http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=4027

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