sabato 12 marzo 2011

Sintesi estreme

Conclusa la rilettura, molto meditata, di Introduzione allo Zen di Thich Nhat Hanh mi confermo 3 cose:
1) questa Introduzione è sufficiente per sapere ciò che è importante sapere sullo Zen. Ogni altro libro successivo è tempo sottratto alla pratica dello Zen.

2) Ciò che sono oggi è ciò che è germogliato certamente con la prima lettura di questo libretto di 140 pagine. C’è tutto. Compresa la mia attuale consapevolezza che è il “fare” il mezzo principe dell’”essere”.
Inutile saperne, parlarne, farne una religione, una fissazione, una voce da citare nel proprio C.V.
Se “fai” ciò che insegna a fare, basta e avanza per dare senso a tutta una vita.

3)  Ridurre i consumi è ridurre tutti i consumi. 
E i primi da diminuire, quelli da cui ogni altro consumo deriva, sono quelli “mentali”, cui sembro così tanto affezionata.

E’ drammatico poi scoprire, leggendo le ultime pagine, stampate nel 1965, che il mondo (uomo/scienza/economia), che già allora sapeva, ha proseguito comunque in direzione del disastro, che è insieme, ormai inevitabilmente, ambientale e umano.
L’amore per la Terra è Amore per l’Umanità. Ogni altro "amore" deriva da questo legame primo fra l'Uomo e la Terra.

E c’è questo che non funziona, come si diceva qualche sera fa con un amico: il focus di ogni discussione politica/economica degli ultimi 40 anni, è invece sul Mercato, cioè sul mezzo anziché sul fine.

Come se l’Uomo fosse un accessorio e la Terra un fattore ininfluente e intercambiabile.

Ma la Terra e l’Uomo sono (dovrebbero essere) quel punto di fuoco da cui ogni scelta economica/politica/umana dovrebbe partire e arrivare. 
E' su questo che sono (sarebbero) chiamati a decidere i G8 o i G20, quando si riuniscono.
Ed è questo che ognuno singolarmente dovrebbe avere chiaro davanti a sé quando decide qualcosa.
Qualsiasi cosa.
L’Uomo è ospite temporaneo della Terra e, per quanto si illuda del contrario, non ne ha la proprietà.
Nemmeno quando ce l’ha.
Non capire questo, non avere costantemente chiara questa elementare verità, è non capire un cazzo di politica, di economia e nemmeno di se stessi.
Inutile vantare pomposi titoli accademici e ricchezze disumane: carne, sangue, muscoli, nervi, si rimane.
Cioè Terra.
Cioè, a riciclo alternato continuo, alberi, erba, fiori, boschi, fiumi, torrenti.
Ogni disastro, ogni ingiustizia, ogni guerra, ogni violenza, ha le proprie radici qui, in questo punto di fuoco strabico da cui ogni altra cosa deriva.

P.S. Fra le molte cose da "fare", questa.
Perché non basta più parlare dell'ignoranza volgare della Lega. Non serve a nulla, come dimostrano i fatti, commentare sdegnosamente quanto sia ridicola e violenta.
E' tempo di "fare" qualcosa per testimoniare di "essere" contro un'idea proprietaria di porzioni di mondo.
Bandiera italiana su ogni finestra del nord, il 17 Marzo.

7 commenti:

  1. Il mio tricolore è già pronto e verrà esposto lunedì, per tutta la settimana e ALMENO fino al 22 marzo (ultimo giorno delle Cinque Giornate di Milano del 1848). Ieri ero a Trieste per l'intera giornata e ho cercato coccarde, nastri o simili: in tutta la Città Irredenta ho trovato solo un laboratorio di bandiere, nautiche però. Quanto al resto che scrivi, e che condivido in toto, se non si mette al centro di ogni considerazione l'uomo (inteso nei suoi rapporti con tutto ciò che lo circonda, ossia la Terra) nessun'altra cosa ha un senso. E, senza scomodare Asimov, credo che a questa conclusione ci arriveranno perfino le cosiddette intelligenze artificiali: quando sarò troppo tardi.

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  2. Marco:
    il mio dovrò rivoltare casa per ricordarmi dove l'ho messo, ma è sabato e ce la posso fare...
    Sì; poi ci sono le braccia rubate all'agricoltura che, avendo titoli ma non Testa, si occupano di nucleare pretendendo di paragonarne i danni in termini di vite umane e disastri ambientali a quelli "normalmente" causati dalla natura.
    Più che un Chicco, una nòsa atomica.
    Va denuclearizzato.

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  3. Ma sai che ieri nel mio quartiere ho visto tanti tricolori appesi ai balconi? Anche il mio fornaio l'ha esposto. Forse perché ieri c'era la manifestazione per la costituzione... Io non ho bandiere italiane in casa, però. Riguardo al discorso che fai nel post su noi e la Terra, il prof. con cui ora lavoro la pensa esattamente così... cioè sono discorsi che facciamo sempre... capirai quanto mi senta in sintonia con un uomo così! Io spero che questo messaggio venga colto da sempre più persone, anche grazie a ognuno di noi.

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  4. Ilaria:
    anche qui stanno progressivamente aumentando le bandiere, tranne che non ho ancora trovato la mia e ora è diventata una questione di importanza "nazionale"!
    Il tuo fornaio mi era già simpatico tempo fa, con l'esposizione della bandiera mi ha definitvamente conquistata.
    Capisco eccome, la tua sintonia. E capisco ancora meglio perché questa nuova opportunità di lavorare con lui ti renda felice.
    Sono ragionevolmente convinta che questo tipo di messaggio sarà colto da sempre più persone. Ieri ho trovato un articolo che mi ha convinta ulteriormente di questo proprio perché, come chi lo propone dice, si trova in un posto (l'articolo) dove non penseresti mai di trovarlo.
    Eccoti il link, che fa bene leggerle alcune cose...

    http://www.eddyburg.it/article/articleview/16459/0/257/

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  5. Post bellissimo, intenso, vero.
    Non ti offendi, Ross, se ti riallaccio idealmente a quello che ha scritto tempo fa una mia amica, cioè che "nell'Italia di Iddu, se solo solo sei un po' di sinistra e segui con interesse, o diventi buddhista o ti riempi di pere" (dove, ovviamente, non si alludeva ad una dieta a base di frutta)?

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  6. Massimo:
    nessuna "offesa", solo conferme.
    Non escludendo le pere, che non colgo per mera pigrizia e contando in un futuro di pere gratuite per tutti, ho scelto da sempre il buddhismo come via economica alla salvezza. Anche questo però a modo mio, cioè non fino alle inutili scempiaggini di fingere di vivere da monaco degli altipiani negando la mia inevitabile "pianurità". Che però è alta, non raso terra, che lì razzola il pollame leghista devoto a un fantomatico dio odino (ohh...Dino!)

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  7. "O...dino, fatti un cretino!" :)

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