giovedì 24 marzo 2011


La perfidia, opera meglio al buio.
Mentre il mondo è concentrato su Fukushima e l’Italia va in guerra senza aver deciso altro che di sganciare Tomahawk poi si vedrà, di soppiatto torna il processo breve, si vota sì al conflitto di attribuzione sul caso Ruby, si aumenta la benzina.
E il Tribunale di Roma condanna i lavoratori Eutelia a 3 mesi di reclusione convertiti in una multa di 7.600 euro per l’occupazione della sede nel corso della protesta per mesi di mancati stipendi.
I titolari nel frattempo, con i milioni intascati dalle commesse realizzate grazie ai lavoratori, si sono dati latitanti in quel di Dubai.
Più molto altro.
Fra questo altro, le manovre in Parlamento per l’adozione di una regolamentazione che darebbe all’Agcom l’autorità di far rimuovere dal web pagine sospette di violazione dei diritti d’autore (la certezza di violazione non è un'opzione disponibile).
Il che significa non rendere più disponibili in Italia, ad esempio, anche siti come Youtube.
Una forma di censura pesantissima che aggira però ogni aspetto ideologico per nascondersi, più abilmente, dietro una apparente legalità volta alla protezione della proprietà intellettuale di una poesia, di una canzone, di un’opinione, di una foto, di un dipinto.
Ferocia allo stato puro.
Perché tutto questo, alla fine, è la vita stessa della rete.
Cosa ne sarebbe senza l’accesso alle poesie di Emily Dickinson? Senza i video su Youtube? Senza potersi scambiare link a pagine scoperte per caso e divenute, per ognuno in modo diverso, fonte di ispirazione, di informazione e a volte di conoscenza (e conoscenze) ?
Ovviamente esiste Aavaz, che invita a inviare una email al Parlamento italiano per bloccare questa oscura manovra.
Così come esiste una certa mobilitazione in rete per far girare l’informazione così che si provi almeno a contrastare questa pericolosissima idiozia partorita non a caso dal nostro governo.
Però, e forse è una mia errata valutazione, non vedo quella mobilitazione in rete che si era vista in altre occasioni di tentativi simili di censura.
Forse perché è talmente perfido questo approfittare di Fukushima e della guerra in Libia, che si fatica a sentire questi temi come importanti, in un momento simile?
Eppure, sta succedendo.
E potrebbe succedere alla rete quello che è successo ai lavoratori Eutelia: quando le luci si spengono sui diritti, da qualche parte quei diritti diventano ingiustizie legalizzate.
Non è il “mondo a rovescio”. 
E' che forse stanno scoppiando troppi fuochi e siamo rimasti a corto di ossigeno.
Cioè di tempo utile a inseguire tutte le cose che hanno importanza per la qualità della vita.
Bisognerebbe uscire nei boschi (cioè fuori dall’idea di composizione equilibrata dei conflitti di interesse) e allenarsi al tiro con l’arco: ogni freccia un bersaglio.
Dividersi i compiti, lavorare per gruppi su fronti distinti e mirati. Darsi degli ordini di regia e tenere monitorato il paesaggio, pronti a colpire sistematicamente su ogni lato da cui arrivino falchi predatori.
Stamattina mi sento bisognosa di amici selvaggi  e capaci di altrettanta perfidia.
Disposti a contrastare efficacemente la notte che avanza.
Amici incazzati all'idea di dover rinunciare a cliccare sui miei link, che ritengo sempre, necessariamente, con Licenza Creative Commons.
Senza la possibilità di distribuzione e circolazione di link a pagine sospette, ci resta (forse) il telefono fisso (con lo smartphone ci potete sempre accendere e spegnere il forno).
L'adsl potete buttarla.
E vi mancherei.
Ammettetelo.
25 Marzo 2011 h. 8.00 - Update esclusivamente per paranoici
In coda al post precedente, ho inserito il rilevatore di radioattività live attivo su Roma e messo a disposizione da un lettore del Fatto Quotidiano in un commento.

5 commenti:

  1. Non sia mai. Sto giusto cercando una "location" acconcia. Assolutamente silvestre e adatta a Rossana-Diana.

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  2. Da Yes Political!:
    [...]In primis, “non spetta alla comunità internazionale intervenire ogni volta una rivolta democratica non raggiunge il suo obiettivo”, altrimenti si dovrebbe intervenire continuamente e ovunque. Questo non può essere la ragione che motiva l’intervento. L’intervento è un errore: a cominciare dal fatto che non è stato definito alcun obiettivo, abbattere il Tiranno o favorire la tregua. In ogni caso si andrà incontro ad esiti nefasti: se il Tiranno resiste – è impensabile deporlo con i soli bombardamenti – allora saà un bagno di sangue; se cade sarà guerra civile, quindi un bagno di sangue.[...]

    E in un commento straordinario al pezzo che consiglio

    [...]In particolare l’Italia, da venti anni a questa parte, ha abbandonato i principi su cui si basa la sua Costituzione, originati dalle aspirazioni di pace e progresso democratico della Resistenza, ha infatti calpestato il famoso articolo che recita: .”…l’Italia ripudia la guerra come forma di risoluzione dei conflitti…”, partecipando alla prima guerra del Golfo, all’aggressione alla Jugoslavia, combattendo in Afganistan da anni e ora, bombardando la Libia.
    L’Italia ha inoltre colpe e responsabilità gravi nei confronti di alcuni di questi Paesi: la Jugoslavia, invasa nel 1941, dopo i bombardamenti su Belgrado da parte dell’aviazione tedesca, in cui i fascisti e il regio esercito hanno compiuto crimini di guerra mai puniti, e la Libia, invasa già nel 1911, la cui popolazione è stata ridotta di un terzo durante la repressione fascista. Basti pensare ai campi di concentramento per civili Jugoslavi (tra cui donne e bambini), sparsi in Italia, Jugoslavia ed Albania, e a quelli in cui Badoglio imprigionò i civili libici, facendoli morire per fame e stenti.
    Il Presidente della Repubblica dovrebbe custodire la Costituzione, al contrario egli si entusiasma per l’impresa guerresca dei “volonterosi”.[...]

    Il link:
    http://yespolitical.wordpress.com/2011/03/24/michael-walzer-perche-la-guerra-di-libia-e-ingiusta/

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  3. Popolo della Libertà, of course.....

    Piuttosto, sulla paranoia da geiger: le rilevazioni hanno un fondamento se relative ad una raccolta dati di 48 ore. la zona di Roma ha mediamente un valore di fondo accertato di 0,025 su base annua.
    Picchi momentanei possono essere determinati da fattori estemporanei: ad esempio, nella mensa dove consumo i miei pasti, oggi ci sarebbero stati valori da allarme planetario, con quegli pseudospaghetti ai frutti di mare.

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  4. Interessante la vicenda Agcom. Se ho capito bene, c'entra poco il governo italiano, è sostanzialmente l'applicazione di una direttiva europea.

    Il pericolo è che una semplice citazione, una foto, possano diventare pretesto per chiudere un sito.

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  5. Massimo:
    Magari non serve a niente e certo i dati possono essere alterati da fattori ambientali non correlati alla nube, però...
    Perché non giocarci e stare a vedere?
    Forse il picco che per 2 ore ieri ha abbondantemente superato i valori definiti di Rischio è dovuto ai gas di scarico e mi sono chiesta come mai ogni mattina fra le 9 e le 11 a Roma, in quella zona, non ci sia una moria di intossicati - Se il valore di rischio è a 0,100 e per 2 ore sta fisso fra 0,150 e 0,175/80, è un miracolo che non abbiano ricoverato tutto il quartiere in quelle 2 ore.
    Insomma, non credo per prima al valore "scientifico" di questa rilevazione, però penso che farmi un'idea della variazioni nei prossimi giorni male non mi faccia.
    In ogni caso, molto meno di quanto mi possa fare anche un solo Sv/s di contatto accidentale con l'altra cosa di cui non si parla: l'uranio impoverito liberato dai Tomahawk sganciati in Libia. Mica quell'uranio è così intelligente da starsene fermo immobile sul posto per far contento Fazio o Maroni o La Russa...

    Miguel:
    la sintesi è quella, ogni cosa "sospetta" di violare copyright può essere pretesto per chiudere un sito.
    Ma anche per chiudere l'accesso a un sito estero agli internauti italiani.
    Mentre sulla direttiva europea direi che al solito l'Italia ne da un'interpretazione molto molto personale.
    Lì alla fine si orientati ad applicare alla violazione di copyright in internet la stessa legge che vale fuori di internet e in ogni caso il procedimento è sottoposto alle normali procedure previste dalla legge (oscuramento in attesa di verifica, multa o processo per difinire il dolo), mentre nulla è previsto per materiale esente da copyright che viene scambiato liberamente in internet. Con questo provvedimento, in Italia basterà il sospetto dell'Agcom per chiudere.
    Niente verifiche, niente giudici, niente di niente.
    Se protesti, apri tu il contenzioso per dimostrare che la chiusura è arbitraria e immotivata.
    Per i siti esteri, significa che solo chi ha una forza economica alle spalle sarà in grado di opporsi giudizialmente.
    Gli altri, semplicemente spariranno alla vista, non esisteranno più per gli internauti italiani.
    Difficile sapere a cosa non puoi accedere se non puoi accedere...no?

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