martedì 26 luglio 2011

Mirrors's climber

Della lettera di Bersani sul Corriere della Sera, mi fanno tristezza in particolare due passaggi:

1) “una legge sui partiti che garantisca bilanci certificati, meccanismi di partecipazione e codici etici pena l’inammissibilità a provvidenza pubbliche o alla presentazione di liste elettorali”

Che un politico senta il bisogno di una nuova legge per garantire che il suo partito ha bilanci certificati, cioè verificati da terze parti come corrispondenti al reale, è penoso.
La Parmalat di Tanzi aveva i bilanci "certificati", e l'unica cosa che hanno dimostrato quei bilanci è che una certificazione ormai non si nega a nessuno.
Sui "codici etici", francamente, tralascerei, letto quanto è successo al Senato alla votazione su Tedesco.

2) “Il Partito democratico (e non solo perché nella vicenda personale non esisteva ancora!)  è totalmente estraneo – scrive – ai fatti oggetto di indagine a Monza e altrove. Ci tuteliamo e ci tuteleremo in ogni sede legale, contro chiunque affermi o insinui il contrario”.

No, va beh, ma che vuol dire? Che giuridicamente non si tratta della stessa "ragione sociale"?

Ma vivvaddio! che diavolo vuol dire che ai tempi dei fatti il Pd non esisteva ancora?

Come quelle società che avendo troppi debiti con le banche cambiano ragione sociale così che la nuova - che ovviamente mantiene la stessa proprietà ma viene intestata al figlio o alla moglie - non risponde a nessuno di debiti non suoi.

Sarebbe questa la trasparenza? Sarebbe questo l'essere "diversi" non "geneticamente" ma politicamente?

L'ennesima (patetica) arrampicata sugli specchi.

Non se ne esce.

Update - 27 Luglio 2011 -

Non se ne esce (il Travaglio che ci piace risponde a Bersani) nemmeno quando si imbocca (lettera di Bersani al FQ) la strada giusta.

5 commenti:

  1. Loro non sono diversi, almeno dai tempi di Berlinguer. Che il marcio lo aveva annusato proprio in casa sua e proprio nella corrente "migliorista" che a Milano andava alla grande (uno dei suoi esponenti di spicco a livello nazionale fu un tale Giorgio Napolitano). Io non solo insinuo, ma affermo che il PD è erede giuridico IN TUTTI I SENSI del PCI/PDS e nel caso venga provato il finanziamento illecito di cui in indagine, è esso che dovrà restituire il malloppo. Questo dovrebbe saperlo perfino un analfabeta giuridico come Bersani (che pure fa il legislatore di professione, pensa tu!) Una normativa sul finanziamento privato ai pariti, con relativo trattamento fiscale e inserimento dei dati in bilancio è sempre esistita: se poi li falsi e li maneggi secondo estro creativo tremontiano (cito lui in quanto commercialista prima ancora come ministro) non c'è certificazione che tenga; è l'esito del referendum per l'abolizione di quello pubblico del 1993 che è stato completamente disatteso. A cominciare dal partito di cui opggi è segretario Bersani. Il riferimento ai codici etici è esilarante, e sottoscrivo ogni tua osservazione. Ormai Bersani non sta nemmeno più arrampicandosi sugli specchi, bensì scivolando lungo le pareti del water... E' un poaréto, è sempre stato un poaréto: tra l'altro scrive la penosa latterina al "Corriere della Serva" (già questo è sintomatico di quale sia per lui il riferimento in quanto a credibilità e autorevolezza) ma si guarda bene dal rispondere alle domande che gli aveva espressamente posto Marco Travaglio sul "Fatto" domenica 24! Coraggio, Rossana: sono agli ultimi.

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  2. Marco:
    "si guarda bene dal rispondere alle domande che gli aveva espressamente posto Marco Travaglio sul "Fatto" domenica 24!"
    Ecco, visto che si sentiva così ispirato a scrivere una letterina, scrivesse pure al Corriere ma lo facesse per chiarire, nel caso sia in grado di farlo, perché mai non si ispira a Cameron, quanto a codici etici

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  3. Marco 2:
    non che Cameron sia un campione di etica, eh?
    Ma almeno ha quel senso del pudore e quel rispetto per la forma che a volte fa sostanza, in politica

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  4. Codici etici e trasparenza sui bilanci servirebbero, però e sarebbero il minimo da richiedere ai partiti politici. Il minimo, appunto: un partito che vuole presentarsi come "diverso" dovrebbe fare ben di più del minimo sindacale.
    In ogni caso, rispettare una legge non significherebbe essere retti: io posso essere un poco di buono e un persino un disonesto anche rispettando formalmente alla lettera tutte le leggi. Illegale non è sinonimo di immorale

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  5. Maurizio:
    Posso inchinarmi?
    In sei righe hai scritto ciò che Bersani (e molti con lui) non può e non sa dire in cento.
    Di questi tempi, ci si accontenterebbe rispettassero quel minimo sindacale di onestà e che la finissero di nascondere le prorie vergogne dietro paraventi di sottili distinguo fra illegalità e moralità.
    Forse, da redenti della domenica e abituati alle assoluzioni facili dispensate loro in cambio di una leggina oscena qui e una offerta di palanche là, si devono essere convinti che mentire sia consentito anche da Dio, visto che il Suo rappresentante in terra assolve e insabbia ogni vergogna quanto loro.
    Chi siamo noi, plebei e pagani, per chiedere il minimo sindacale di onestà e appena un po' più di rispetto per la Costituzione e le leggi già esistenti?

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