venerdì 15 luglio 2011

Tzsk!

"Le drastiche misure di austerità che i governi europei, incluso il nostro, stanno infliggendo ai loro cittadini non riguardano soltanto l´economia. Pongono questioni cruciali per il futuro della democrazia nella Ue. Prima questione: le organizzazioni cui i governi mostrano di avere ceduto la sovranità economica, quali il Fmi, la Bce, la Commissione europea e le agenzie di valutazione, non godono di alcuna legittimazione politica. Inoltre si sono mostrate incapaci sia di capire le cause reali della crisi, sia di predisporre interventi efficaci per rimediarvi. Come si spiega allora l´atteggiamento di supina deferenza che verso di loro mostrano i governi? Dopodiché occorre chiedersi quale sbocco politico le misure di austerità potrebbero avere nel medio periodo. Sia la storia del Novecento che molti segni recenti attestano che lo sbocco più probabile potrebbero essere regimi autoritari di destra. " Da Eddyburg - Luciano Gallino su La Repubblica del 15 luglio 2011


[...] Ma la faccenda va un po’ meglio in Europa. Anche se la Grecia e altri paesi sono in crisi, la medicine du jour sono sempre i logorati pacchetti di austerità e le privatizzazioni, che solo renderà le nazioni che li abbracceranno sempre più poveri e vulnerabili. Questa medicina ha fallito nell’Asia Orientale, in America Latina e in qualsiasi altro posto, e fallirà anche questa volta in Europa. In effetti, è già fallito in Irlanda, Lettonia e Grecia.[...] Purtroppo, i mercati finanziari e gli economisti di destra considerano il problema dal lato opposto: credono che l’austerità aumenti la fiducia, e di conseguenza la fiducia porterà alla crescita. Ma l’austerità mina la crescita, peggiorando la salute fiscale del governo, o almeno ottenendo meno risultati di quanto promettono i sostenitori dell’austerità. In entrambi i casi, la fiducia viene erosa e viene attivata una spirale regressiva.
Abbiamo ancora bisogno di un altro esperimento costoso basato su idee che hanno fallito a ripetizione? Non dovremmo, ma sembra sempre più probabile che dovremmo farcene carico comunque.
Se l’Europa o gli Stati Uniti fallissero nel raggiungere una crescita robusta, le cose per l’economia globale si metterebbero davvero male. Un insuccesso di entrambe sarebbe disastroso, anche se le più grandi nazioni emergenti realizzassero una crescita per il loro sostentamento." - Joseph E. Stiglitz - Al Jazeera - Su ComeDonChisciotte

[...]Oggi in Europa c’è l’appuntamento con il destino: la salvezza non arriva dalla finanza ma dalla politica. Ma la politica non può fare errori” Anche perché “è come sul Titanic: non si salvano neanche i passeggeri in prima classe”, ha detto Tremonti. Su Il Fatto Quotidiano

”Più che di speculazione – ha detto – si tratta di un problema di credibilità e fiducia nella politica”. E un chiaro invito, già ripetuto più volte da Giorgio Napolitano, all’unità e alla responsabilità." - Sempre stesso articolo su Il Fatto Quotidiano

Perché ho sempre la sensazione che i nostri politici siano esserini minuscoli incapaci di idee proprie?
Parlano per slogan pubblicitari e agiscono come dietro suggerimento dell'ultimo della classe.
Mai un volo, mai una visione, mai un sogno.
Che realtà futura potranno mai disegnare, con queste premesse?

5 commenti:

  1. Anch'io ho la tua stessa sensazione, mi ero fatta la tua stessa domanda.
    La risposta che mi sono data l'ho presa da "Momo" di M. Ende che sicuramente avrai letto qualche anno fa. Sono come gli "uomini grigi" mandati per capovolgere il sistema. Mi porto in campagna il libro così me lo rileggo con la maturità e il clima politico diverso. La letteratura per l'infanzia si sa è sempre satira politica.
    Un abbraccio

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  2. Cle:
    sai che invece non l'ho mai letto?
    E sai che periodicamente mi riprometto di leggere Ende (ho letto solo La storia infinita)e finisco sempre per dimenticarmelo?
    Ora prendo nota e quest'estate leggeremo lo stesso libro.
    La pochezza di questi omuncoli va compensata in qualche modo.
    Ho appena letto sul Fatto Quotidiano questa
    [...]Con il ritorno alle urne prima del 2013 i partiti perderebbero la quinta tranche dei rimborsi elettorali. Circa cento milioni di euro. Con precisione un quinto di 503.094.380,90 euro. Una cifra enorme: equivale a poco meno di un quarto del debito dei conti pubblici. Entrate che garantiscono ai partiti lauti guadagni. Perché il “rimborso” non è calcolato sulle spese sostenute durante la campagna elettorale ma in base ai risultati. Così, per quanto riguarda le politiche del 2008, il Pdl ha dichiarato di aver speso 68 milioni di euro ma ne riceverà complessivamente quasi 207. Il Pd ha esborsato 18 milioni e dalle casse dello Stato ne riceve 180. Pierluigi Bersani e il Partito Democratico continuano a invocare elezioni anticipate. Forse non hanno ancora letto l’articolo 6 della manovra.

    Non ho più nè lacrime né rabbia. Solo voglia di napalm...

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  3. Morti. Sono dei morti. "Ende" in tedesco significa "fine". Quanto mai appropriato.

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  4. Intanto, di notte, un conciliabolo di farabutti ha fatto l'assalto alla diligenza...

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  5. Marco:
    Forse che lacosa mi/ci riguarda davvero?
    No.
    Citando a casaccio l'indimenticabile Terzani, la loro fine è il mio principio.

    Maurizio:

    Che altro aspettarsi?
    Ciò che mi irrita di più, non è tanto il fatto che dei farabutti assaltino di notte le diligenze, quanto il fatto che lo possano fare grazie alla complicità dello sceriffo e mentre i rangers sparano sugli avvoltoi che si aggirano intorno sperando di convincermi che sono loro, il vero nemico.
    Insomma, è proprio tutta la storia che è sbagliata, dall'inizio alla fine.
    Mancano i buoni, tenuti sempre fuori campo come se non c'entrassero con la trama del film.

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