domenica 28 agosto 2011

Fuffa della domenica

Sono le piccole cose a insospettirmi.
Prendiamo Irene: tre giorni che non si legge altro (Libia e manovra si contendono seconda e terza posizione).
Il Presidente degli Stati Uniti che invita ufficialmente a obbedire ai possibili ordini di evacuazione.
Il Sindaco di New York che sfolla 370 mila residenti a titolo precauzionale.
Black-out per i milioni di cittadini residenti negli stati dove passa l'uragano.
Aeroporti fermi, metropolitana ferma, svuotamento di negozi per prepararsi a sopravvivere al disastro certificato nientemeno che dal Presidente degli Stati Uniti.
Quattro Stati toccati, 4 milioni circa le persone senza elettricità.
Tutti i quotidiani online organizzati con le dirette Twitter e mappa interattiva del percorso dell'uragano: pare di star per assistere in diretta all'Apocalisse annunciata in mondovisione.

Poco fa, leggo che l'uragano è passato e anche a New York ha smesso di piovere.
10 morti (nei 4 Stati), alberi sradicati, insegne volate via, allagamento delle zone costiere.

Insomma, meno male, no?
Potenziale ecatombe evitata.

Poi su L'Unità leggo che a Washington i venti, nella notte, soffiavano oltre i 100 km orari e - ecco il fattaccio - "Nella nottata si poteva avvertire una sensazione stranissima, tipica delle tempeste in questo periodo ancora caldo dell'anno: mentre il vento soffiava fortissimo facendo vibrare ogni cosa, sullo sfondo si poteva ascoltare chiarissimo il suono delle cicale."

Stranissima davvero.
Ma "tipica", no.

Nel 2007, il 15 giugno, ci fu una tromba d'aria - da qualcuno definita "uragano" - che investì l'Heineken Jammin' Festival di Venezia, che si svolge in zona San Giuliano, "rasente" la laguna*.
Il vento soffiava fra i 150 e i 170 km. l'ora.
30 feriti, crollate le torri di amplificazione, festival sospeso.
Nessuna allerta meteo del Sindaco (all'epoca Cacciari) e - parrà strano - nessun suono di cicale rilevato dai presenti nonostante il periodo ancora caldo dell'anno.

Lo scorso anno 2010, 5 luglio, sempre Heineken Jammin' Festival, sempre San Giuliano, "rasente" laguna* (son sfigati).
Tromba d'aria con vento stimato fra i 75 e gli 85 km orari.
Ferito un operatore della Croce Rossa e alcuni presenti ma non in modo grave.
Alberi sradicati, ect.
Nessuna allerta meteo da parte delle autorità.
Nessun suono di cicale rilevato dai presenti nonostante il fenomeno sia tipico del periodo ancora caldo dell'anno.

Insomma, 'ste cicale, non è strano?

Qualcuno mi dovrebbe spiegare come sia possibile, con il vento che soffia a più di 100 km orari, a Washington (non a bordo laguna*) mentre sbattono insegne, si sradicano alberi e tutti (ci si augura) stanno chiusi in casa per una pioggia che si suppone torrenziale, che si riesca a sentire il suono delle cicale tipico della stagione ancora calda.

Cos'era quel frinire di cicale che si sentiva nonostante tutto il furore in corso?

Ma solo in America succedono 'ste cose da film di Zemeckis?

O devo pensare che nei parchi cittadini di Washington allevano cicale di dimensioni elefantiache il cui frinire si sente anche in mezzo al fragore di un uragano in corso con venti a 100 km orari?

* Chi conosce o ha avuto occasione di passare anche solo un'ora vicino all'ambiente lagunare, sa bene che è popolato non solo di zanzare a miliardi, ma anche di parecchie cicale, che vivono solo in mezzo all'erba, non sui grattacieli o sull'asfalto metropolitano.



7 commenti:

  1. A Trieste quando soffia la bora le raffiche arrivano abitualmente a quelle velocità. Nessuna diretta TV in mondovisione, per due giorni non s'è parlato d'altro. Tutto questo casino, una rottura di coglioni senza fine, per un temporale estivo dall'altra parte dell'oceano. Soprattutto, quando tira la bora, non si ode alcun frinire di cicale. Sicuri che non friniscano nel cervello di chi scrive e pubblica delle stronzate del genere? Ma all'Unità non hanno altro a cui pensare? A Penati, ad esempio...

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  2. Il suono delle cicale... qui davanti a casa mia (c'è una piccola pineta) le cicale smettono di cantare pure quando fa qualche goccia d'acqua...

    Da Il Fatto:
    "
    I turisti negli hotel di Manhattan, ora che Irene è passata, sembrano delusi. [...] “E alla fine è arrivato solo un acquazzone”, si lamentano gli italiani ora che hanno scampato il pericolo. Niente finestre spaccate, niente grattacieli che tremano, niente ascensori bloccati, niente allagamenti delle hall degli hotel, delle strade. A guardarsi intorno vien voglia di dare ragione a quelli che pensano che gli uragani, oltre che una minaccia, siano un grande business. Soprattutto per la stampa e per le televisioni. Il Weather channel, la Cnbc, la Cbs, hanno dedicato dirette fiume seguitissime – e dense di spot – all’evento. E anche i giornali popolari come il New York post hanno segnato vendite record con l’occhio del ciclone in copertina e il titolone: “Here she comes”."
    Insomma, volevano dal vivo un'apocalisse hollywoodiana ed era tutta fuffa...

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  3. Aridatece la Concita!!!!!!!!!!!

    Vomunque, la capacità dei'mmericani di far soldi dalle disgrazie è pari solo a quella del dottor Vespa di succhiar sangue dagli omicidi nostrani. Per me, sul dollaro, quella che noi crediamo sia un'aquila è in realtà un avvoltio.

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  4. Marco:

    Il dettaglio sul suono delle cicale è così inutile nel contesto dell'articolo che non può che essere vero. Non credo che uno scriverebbe una cosa così priva di senso se, appunto, non suonasse stranissima a lui stesso.
    A volte uno infila dettagli non per "colorire il pezzo", che in questo caso non serviva, ma proprio perché quel dettaglio fuori posto non si riesce a spiegarlo che come "stranissimo".
    Insomma, io credo che davvero si sentissero le cicale.
    E mi chiedo (seriamente)perché.

    Maurizio:
    Appunto: le cicale finiscono di frinire alle prime gocce d'acqua.
    Fatta salva la fuffa di questo tornado, mi chiedo perché e cosa fosse quel "suono delle cicale" che chi scrive sentiva.
    Come scrivevo sopra a Marco, dubito che a uno possano venire in mente le cicale mentre parla di tornado e tempeste tropicali che paralizzano 5 Stati.
    Che senso ha dunque questa frase?
    Perché la scrive quando poteva benissimo evitarla tenendosi per sé le cicale senza che il pezzo ne risentisse?
    Per dare colore aveva mille altri dettagli che poteva inserire, no?
    Magari le ha sentite davvero...
    Concordo invece sulla "fuffa" in generale di tutta questa messa in scena alla Zemeckis.

    Massimo:
    certo che se l'hanno pompata per far e far fare soldi ai media, sono degli emeriti delinquenti, visto il numero di persone coinvolte nei disagi e evacuate per 72 ore dalle loro abitazioni.
    Pareva di assistere a una riedizione del plot 9/11, però in piccolo.
    Prove generali di cosa?
    Anche oggi leggo che Obama afferma che l'emergenza non è finita e invita comunque a uscire il meno possibile.
    Ma che storia è mai questa?
    Un business sicuramente, ma che senso ha?
    Non rimpiango la Concita, comunque; rimpiango un giornalismo scomparso e una curiosità giornalistica che pare sedata...

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  5. Boh, sembra strano anche a me questo frinire di cicale... chissà cos'ha sentito o se erano veramente cicale. Per l'allarme, be', forse stavolta sarà stato esagerato (col senno di poi) ma considerando quello che è successo a New Orleans (dove ci fu una sottovalutazione assurda), meglio esagerare, secondo me!

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  6. Ilaria:

    No, non è l'allarme esagerato. Non capisco nulla di eventi meteo, figurati.
    Trovo se mai strano che, all'epoca delle trombe d'aria sul Jammin' Festival di Venezia, non ve ne siano stati per niente.
    E' proprio quel dettaglio delle cicale che trovo invece curioso e quindi interessante.
    Il resto, invece, (cioè la pressione mediatica ossessiva) è appunto la fuffa.
    Non il fatto in sè, il come ci vengano serviti questi fatti dai media, il come li facciano diventare totali, catartici.
    Avessi tempo, per me, andrei invece, appunto, a capire il senso di quelle cicale nella notte dell'uragano con venti a 100km l'ora.
    Insomma, mi attirano i misteri, più che le cronache twitterate...

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