mercoledì 10 agosto 2011

London Blackberry

Leggo dei commenti, sui disordini di Londra, che mi fanno riflettere su quanta distanza vi sia fra chi ha appena qualcosa e chi non ha niente, a parte il fottuto Blackberry.

C’è uno, ad esempio, che scrive, più o meno: "Questi sono degli ignoranti violenti, senza alcuna coscienza politica, che rubano patatine e iPhone, che spaccano vetrine e bruciano automobili senza rendersi conto che non saranno le banche capitaliste a pagare, ma i cittadini, cioè noi contribuenti, con le nostre tasse".

Un altro scrive: “Sono solo teppisti,  abituati a vivere del sussidio, a spese dello Stato e di chi paga le tasse. Ora sono incazzati perché lo Stato taglia loro i sussidi e chiude i centri sociali. Gente che non ha mai lavorato un giorno in vita sua e non ha voglia di farsi il culo a guadagnarsi lo stipendio. Vadano a lavorare!”.

Potrebbero essere, questi commentatori, figli di quei leghisti con il capannone e la villetta per i quali gli extracomunitari, ma anche i barboni, sono gente che non fa niente tutto il giorno e mangia pane a sbaffo. Tranne assumerli all’occasione in nero e al ribasso, finché hanno del lavoro extra, per risbatterli poi di nuovo sulle panchine, dove magari ci si può divertire a dar loro fuoco il sabato sera.

Oppure, “ma anche”, figli di quella middle-class intellettuale di sinistra per cui le rivoluzioni vanno bene ma si fanno civilmente in salotto, citando all’occasione Marx e magari un po’ di Cohn-Bendit, che fa tanto ecologista integrato perché “bisogna combattere il sistema da dentro”, e possibilmente libri di storia alla mano.

Gente che lavora e ha la fortuna di avere ancora uno stipendio che vuole insegnare agli esclusi da sempre come si fa la fame civilmente.

Giovani ricercatori, a Londra con borsa di studio, che non riescono a concepire come siano propri i derelitti a sognare il Blackberry, o temporanei venditori italiani di panini al McDonald, che si seccano a morte se gli sfigati a vita, che giusto un panino di McDonald si possono permettere con il sussidio, mettono a rischio la loro giornata di lavoro bloccando la circolazione dei bus.

E’ sconfortante…

Ci toccherà, alla fine, fare un'altra rivoluzione fra più poveri e meno poveri, così da consentire ai veri ricchi, quelli che innocenti non lo sono mai, di tirar su una bella dittatura con pareti trasparenti ma opportunamente elettrificate.

Che poi, oggi, basta dare un iPhone ai poveri, invece del Blackberry, e non serve nemmeno sparare: si intercettano, gli si spengne il segnale umts, e sono morti.


1 commento:

  1. Sì: una bella autocrazia dei "migliori" è quel che ci vuole, con tanto di campo magnetico al posto del filo spinato e controllo totale sulle comunicazioni e gli spostamenti dei pericolosi sovversivi. Magari impiantandogli un chip come ai cani fin dalla nascita. Almeno il 60% della popolazione. Un altro 30% fa il "libero servo", come Ferrara e gli altri ascari del Banana, o lo sbirro, e il 10 se la gode, comanda e fotte. Né più né meno di quanto previsto nel "1984" di Orwell, con gli aggiornamenti tecnici del caso.

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