giovedì 18 agosto 2011

Niente crisi per il Papa

Che mentre vengono chiesti ai cittadini di tutta Europa sacrifici economici deliranti, per via della crisi, il Papa non trovi di meglio che far sborsare alla Spagna 50,5 milioni di euro per le sue Giornate della Gioventù, è talmente intollerabile che ben si giustifica la rabbia dei cittadini spagnoli verso questo spreco delle loro risorse.
Già lo scorso anno il viaggetto papale in Inghilterra era costato alle casse inglesi 10 milioni di sterline.
E già in quell’occasione numerose furono  le proteste dei cittadini inglesi, molte delle quali fra quei cattolici che dovettero pure pagare altre 10 sterline per assistere a una messa.
Viene da chiedersi come mai, un’Europa laica sulla carta e in serie difficoltà economiche, sia così larga di manica quando si tratta di sborsare denari per manifestazioni che riguardano solo fedeli di religione cattolica.
C'è qualche ragione per cui debba sopportarne il costo, che pesa indistintamente su tutti, anche chi cattolico non è?
Senza voler star lì a fare la morale a un Papa il quale, secondo i principi della sua fede, dovrebbe semmai essere lui a sborsare qualcosa ai poveri, più che andare a rubargli il pane di bocca.
Non sa forse che non è tempo di gravare sulle tasche altrui?
Si vede che non legge i giornali.

44 commenti:

  1. Li leggono, li leggono. Anzi: ci scrivono anche sopra, in posizione privilegiata, tenendo i loro sermoni così come occupano fior di cadreghe in TV. Hanno una loro coerenza: del resto sono 2000 anni che predicano che i sacrifici sopportati nella vita terrena verranno compensati in quella eterna. E poi in Spagna devono vendicarsi delle leggi laiche introdotte da Zapatero, oltre che dei lontani anni della Repubblica, quando da quelle parti se la passavano male.

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  2. Unfatti: a me fa rabbia leggere che anche un prelato meno "conservatore" di altri come il Tettamanzi rilasci una intervista a "Repubblica" dove condanna i sacrifici.
    Per gli altri, perchè sono convinto che se un governo italiano toccasse, per esempio, l'8x1000 o l'esenzione ICI o le nomine dei professori di religione (assunti dalle Curie ma pagati da noi cittadini) salterebbe in un attimo. Basti dire che in quella farsa di manovra approvata in CdM la settimana scorsa si spostano le feste laiche, cariche di significati simbolici per TUTTI i cittadini, ma non si toccano quelle religiose che riguardano solo una componente degli stessi cittadini.
    Parlano loro, i gestori della più raffinata forma di superstizione della Storia.

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  3. Come ho già scritto in un altro blog che, stamattina, trattava lo stesso tema, è sempre triste vedere un tale spreco di denaro, soprattutto quando arriva da una istituzione che dovrebbe professare l'umiltà; purtroppo la Chiesa è stata spesso "sporcata" da comportamenti poco consoni alla sua morale.

    Io, però, ho molta fiducia nel futuro perchè, al di là di tutta la corruzione di certe persone, il messaggio puro di Dio continua ad aiutare ed illuminare molte anime.

    Come si può auspicare uno Stato laico in un Paese in cui persino chi si professa ateo festeggia le feste comandate della religione cristiana come il Natale, la Pasqua, il Ferragosto, i Santi? La nostra cultura religiosa non può essere cambiata radicalmente dall'oggi al domani e, sinceramente, non penso che sia un male; in fondo un politico, un medico, un insegnate davvero credente ( che siano però praticanti e non portatori di una fede morta ) non possono che essere politici, medici ed insegnanti onesti e rispettosi nei confronti dell'intera società perchè, appunto, dotati di una visione molto meno materialistica ed individualista di chi non ha mai avuto una educazione morale che, al momento, le correnti laiche non sono ancora state in grado di dare.

    E' stato un piacere ritrovarti dalle mie parti.

    Un caro saluto.

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  4. Leggo sul Fatto Quotidiano che molte sono le organizzazioni cattoliche che si sono unite alle proteste dei cittadini contro i costi di questo evento.
    La cosa incredibile è che, agli sponsor (fra i quali Coca-Cola) lo stato consentirà poi una detrazione dalle tasse del 40% proprio perché l'evento è fatto passare come "evento speciale", definizione che, non so perché, mi ricorda qualcosa. Magari la gestione italiana degli "eventi speciali"?

    Marco:
    Zapatero, temo, è sotto ricatto della Bce e del Fmi, come tutti. Ovvio che paghi le scelte fatte dal suo governo su temi in netto contrasto con l'obiettivo di un mondo bianco, cattolico, benestante, armato contro chiunque non rientri nelle 3 categorie.

    Massimo:

    Sull'8x1000 leggevo poco fa un interessante pezzo di Marco Politi, sempre sul FQ
    Mi pare valga la pena di una sbirciatina, visto che non solo concorda con te, ma a me ha chiarito anche alcuni passaggi che mi erano un po' oscuri...

    Mr. Loto:
    Anche a me fa sempre molto piacere ritrovarti.
    Concordo con ciò che dici, tranne non poter che ritenerlo puramente teorico.
    Se infatti ogni politico cattolico fosse coerente con la sua fede, avremmo un Parlamento e delle leggi ben dverse.
    Oserei dire perfino che non saremmo mai arrivati alla situazione attuale.
    Alla fine, non posso che basare il mio giudizio sulla realtà dei fatti.
    E i fatti dicono che i veri fedeli raramente entrano in politica.
    E quando lo fanno, sono di solito tenuti ai margini affinché non ostacolino il vero interesse dello Stato Vaticano, che credo diverga parecchio dagli interessi dei miei concittadini realmente cattolici.
    Se solo rispettassero almeno un paio dei Dieci Comandamenti, basterebbe, no?

    Non uccidere (e si uccide in molti modi)

    Non commettere adulterio (e va beh...)

    Non rubare (sorry, what is "rubare"?)

    Non fare falsa testimonianza contro il tuo prossimo (Giuro di dire la verità, tutta la verità, null'altro che la verità...però quella che mi costruisco per salvarmi dalla galera...)

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  5. Punto di vista religioso:
    E' vero, i palcoscenici mediatici danno al Papa una visibilità che altrimenti non potrebbe avere. Tuttavia più discrezione, soprattutto nei paesi in crisi, sarebbe da preferirsi.

    Punto di vista secolare:
    Ogni quattro anni un paese del mondo sborsa ancora più denaro per ospitare i mondiali di calcio, e scadenze simili ce le hanno anche le olimpiadi e gli europei.
    Intanto va notato che i conti di quei 50 milioni li ha fatti l'associazione degli atei spagnola: con tutto il rispetto, se ha la credibilità dell'UAAR italiana allora mi viene da ridere.
    Ammesso e non concesso che abbiano ragione, si tratta di fondi, comunque, che non sono "spesi" dallo Stato, ma che semplicemente non sono incassati perché parte di agevolazioni in parte fiscali, in parte comprendenti voci come gli sconti per le tessere dei bus. Denunciare una perdita erariale per una misura del genere è demagogia: come se la municipalizzata dei trasporti madrilena avesse ogni giorno questi milioni di passeggeri extra da mungere!

    Zapatero lo conosciamo e non si può dire che sia un servo dei preti. Il denaro che ha concesso è un tentativo di sfruttare l'evento per dare una boccata d'ossigeno all'economia spagnola, che è nelle condizioni che tutti sappiamo: con una disoccupazione al 20% il pienone in alberghi, ristoranti, bar e negozi madrileni è un'occasione più unica che rara.

    Un argomento a parte sono i contestatori non-confessionali, ovvero quegli "indignados" (si firmano così, ma sono davvero gli stessi dell'altra volta? Non ci è dato saperlo per la fumosità del "movimento") che sono gli stessi che, mesi fa, per protestare contro i problemi economici (dovuti al neoliberismo) fecero vincere alle elezioni la destra (che propugna appunto il neoliberismo). Il fatto che gli indignados protestino contro qualche opportunità di lavoro in più solo perché per averla si deve prima investire del denaro pubblico, dimostra quanto immondo è il mostro del populismo.
    Magari questi ragazzi vorrebbero che il governo tagli i fondi agli investimenti per dar loro in mano il poco contante che resta, una tantum, un poco ciascuno, perché si comprino il telefonino nuovo...

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  6. @Massenzio:
    Da povero raffinato superstizioso che sono :-) ricordo che le festività religiose sono di origine concordataria, ovvero sono state introdotte da un particolare trattato internazionale, e quindi non si possono cancellare semplicemente con un colpo di spugna parlamentare.

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  7. @ Maurizio: lo so che sono fissate col Concordato, ma in passato, in tempo di austerity, alcune furono abolite [credo fosse in carica un governo Andreotti] senza suscitare clamori di piazza ma, al contrario, vissute con grande spirito di sacrificio da tutti. Moral suasion: ma "quei" governi, evidentemente, potevano permettersela più di questo...
    Poi, ogni tanto ricordiamoci che dal Concordato-bis del 1984 quella cattolica non è più religione di Stato.

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  8. Maurizio:
    Interessante il "Punto di vista secolare" che pareggia, mette cioè sullo stesso piano, mondiali di calcio, Olimpiadi e Giornate della Gioventù del Papa.
    Hai ragione: Grandi Eventi Mediatici.
    Per coerenza, si dovrebbe dare lo stesso rilievo mediatico e magari consentire le stesse esenzioni fiscali anche alle annuali riunioni oceaniche dei Testimoni di Geova, a quelle dei Buddhisti e magari alle manifestazioni di piazza contro il governo organizzate dal Movimento Viola: sempre di Gradi Eventi si tratta, no?
    E' una questione di numeri? Di incassi dei commercianti del luogo dove si svolgono? Come si determina quale sia da ritenersi Evento e quale no?
    Calcio e Papa Boys?
    Ma che bella visione del mondo, questa che esclude chiunque non sia (appunto) bianco, cattolico e tifoso di calcio (e naturalmente, benestante! che voglio vedere come ci va a Madrid lo sfigato da 800 euro al mese...)

    Mi diverte poi notare come sorvoli sull'8x1000, finanziamento che la Chiesa Cattolica incamera anche là dove un cittadino italiano NON firma per devolverlo a qualche chiesa.
    Vogliamo parlare del fatto che il Vaticano é uno Stato? E del fatto che il Papa, alla fine, ne è il Capo? E del fatto che a questo Stato lo Stato Italiano consente sconti e detassazioni e privilegi pur (appunto) non essendo più la religione cattolica una religione di Stato? (e meno male, visto che pare che in Italia i cattolici siano al momento solo il 20/30 % della popolazione?)
    Vogliamo parlare dell'arroganza di una Chiesa che, pur non praticando la povertà, che sarebbe infondo (pare) l'unica via per dirsi cristiano, batte cassa pur avendo capitali sparsi un po' ovunque nel mondo?

    Insomma, giusto per romperti un po' le scatole, Ghandi, che certo è stato un grande politico e insieme un uomo di grande fede, non aveva bisogno di esenzioni fiscali e di 8x1000, per produrre Eventi cui partecipavano folle oceaniche.

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  9. Sì, dal punto di vista economico, ciò che conta sono i numeri: Vasco Rossi, B16, i Mondiali, Obama, il concerto del Primo Maggio (o, meglio, il fu concerto, a causa di Tremonti) e chi più ne ha più ne metta valgono uguale. Pecunia non olet, diceva un imperatore romano che diede il nome ai bagni pubblici a pagamento.
    L'economia va avanti a giri d'affari, non a gusto personale, identità e sommi principii. Se i TdG organizzassero un bel giorno un bel meeting da milioni di persone, avrebbero ponti d'oro da parte di qualsiasi amministrazione in difficolta semplicemente in vista del denaro che muovono. Che piaccia o no.

    L'otto per mille non so cosa c'entri con l'argomento e non l'ho tirato fuori tanto per (almeno ogni tanto :D ) restare in topic.
    Nel merito, se un contribuente lascia in bianco il modulo e poi si lamenta perché lo Stato ripartisce tra le varie confessioni la quota è esattamente come l'elettore che non va a votare e poi si lamenta per come hanno votato gli altri.

    Non so nemmeno cosa c'entri lo Stato Città del Vaticano con l'otto per mille italiano, che va alla Conferenza Episcopale Italiana, un'associazione italiana di ecclesiastici italiani (il diritto ad associarsi è costituzionalmente garantito, mi pare). La Cei, sui beni ad uso "prevalentemente" religioso, non paga alcune tasse, come non pagano tasse su di essi nemmeno ebrei, testimoni di geova, pentecostali e i tanto amati valdesi (tutti che godono dell'8 per mille), come musulmani e compagnia cantando.
    Chiesa, moschea, sinagoga, scuola religiosa e centro culturale hanno pari diritto di esistere (diritto che non sempre è effettivo: vedi i musulmani in certe città del nord...) e devono godere delle stesse condizioni di esistenza. Considerando anche ciò che la nostra Costituzione afferma in merito alla laicità dello Stato, che è laicità positiva (ovvero opportunità per tutti) e non ateismo.

    Quanto al fatto che il Vaticano non paghi tasse in Italia, direi che è una conseguenza logica del concetto giuridico di sovranità: San Marino, l'Austria, la Francia e gli USA neppure pagano tasse allo Stato italiano... per il semplice fatto che sono nazioni diverse!
    Altro è lo scandalo delle bollette ACEA non pagate: lì, fossi stato nella municipalizzata, avrei tagliato l'acqua come si fa con ogni debitore inadempiente in virtù del normale diritto civile.

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  10. Maurizio:
    D'accordo, l'economia guarda ai numeri e dove girano denari non si guarda da dove o perché arrivino.
    Questa mi pare di capire la sostanza, senza star troppo sul chi o perché.
    Il punto è: che senso ha, se ne ha uno, la religione, se non quello di riportare l'Uomo in più stretta sintonia con la propria parte spirituale?
    E se però anche la religione è strumento di potere, non solo sulle coscienze e quindi politico, ma anche economico, come potrà mai farsi portatrice di quel distacco dal materiale che dovrebbe essere la sua funzione quale mediatrice fra il materiale e lo spirituale sulle coscienze?
    Di quali valori si fa portatrice una Chiesa che non sa per prima vestire i panni dell'umiltà e del distacco da un materiale che travolge tutto, fingendo che l'uomo possa essere solo materia?
    Se devo considerarla alla stregua di ogni altro business; se devo considerare la sua opera di predicazione alla stregua di ogni altro evento mediatico e quindi un mezzo come altri per far girare gli affari, cosa potrà mai insegnare questa Chiesa alla mia consapevolezza di Uomo, cioè dell'essere umano come misura di tutte le cose?
    A me pare ben strano star qui a discutere se siano o meno giusti i conti fra chi percepisce e chi no, quando parliamo di Chiese e quindi di religione e quindi di fede e quindi di spiritualità.
    A te no?

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  11. Un conto sono gli stati, un conto la religione. Gli stati fanno le loro scelte sulla base di criteri assolutamente secolari, prescindendo dalle dottrine e quindi sulla base solo di considerazioni secolari posso criticare o meno le scelte della Spagna.
    Il punto di vista religioso, invece, si basa su premesse diverse e conduce a conclusioni diverse, come ho detto in premessa.

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  12. Maurizio:

    E non trovi che, per quanto riguarda la Chiesa Cattolica e lo Stato Vaticano, quelle premesse diverse che conducono a conclusioni diverse, fra secolare e religioso, non siano poi invece né così diverse né così lontane?

    Non hai mai la sensazione che, come si dice, predichino bene e razzolino male?
    Perché, vedi, io sì.
    E la cosa curiosa è che a volte è più che una sensazione; a volte mi pare di trovare, leggendo in giro, perfino certezze, sul fatto che la cura delle anime sia in fondo per la Chiesa un business secondario ma funzionale al business principale, che è il mantenuimento del proprio Potere secolare.
    E che, parlando di Chiesa Cattolica e Stato Vaticano, fatalmente coincidano l'uno e l'altro, secolare e religioso.
    Cosa che, mi dirai, è sempre stata così.
    Vero.
    Non farci caso: ogni tanto ho derive mistiche e tendo a pensare che i preti (e i Papi) dovrebbero esserci di esempio, nello stile di vita e nei comportamenti.
    Invece capisco che da imitare, forse, sarebbero i loro conti in banca e l'accumulo di immobili e terreni.
    Tanto, chi ci crede al Paradiso, no?

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  13. Dicevano nelle scuole medievali "chi ben ragiona è colui che ben distingue". Dunque si deve distinguere, innanzi tutto facendo pulizia nei termini.
    Chiesa cattolica è l'insieme di tutti i credenti (da me a Ratzinger, passando per don Giorgio de Capitani, padre Livio Fanzaga, don Ciotti e Formigoni). Il Vaticano, invece, è uno Stato che, volgarmente, viene fatto coincidere con la Curia romana (anche se in realtà comprenderebbe pure il bigliettaio dei musei vaticani, la guardia svizzera e il postino dello SCV).
    Poi ci sono i prelati, che sono gli ecclesiastici alti in grado (da monsignore in su) e i vescovi con le varie conferenze episcopali.
    Dunque, un giudizio tranchant sulla Chiesa è un giudizio sul mondo (c'è il santo e c'è il peggiore farabutto). Anche un giudizio globale sui prelati non si può fare, visto che abbiamo Martini e Bagnasco, Marcinkus e uno come Tettamanzi che, per ridare ossigeno alla sua Caritas ha messo all'asta tutti i regali ricevuti durante il suo mandato (mi si citino altri esempi del genere...).
    L'unica entità "universale" su cui si possono esprimere giudizi è la Curia romana, perché essa è un organismo comprendente un numero limitato di persone bene o male omogenee. Il mio giudizio su questa Curia è piuttosto negativo e non l'ho mai nascosto.
    Negativo è anche il mio giudizio sull'operato della Conferenza episcopale del mio paese (delle altre non so).
    Il modo migliore per non ragionare è lasciarsi accecare dall'ideologia, in un anticlericalismo unilaterale che alla fine si dimostra sempre assolutamente inutile, perché costringe i cattolici critici a perdere tempo per difendere la Chiesa da accuse assurde e pretestuose invece di alimentare il dibattito interno che servirebbe ora più che mai.
    Le dicotomie fanno sempre comodo, perché bianco è nero sono categorie facili da gestire, mentre il giudizio costante e ponderato è faticoso e non genera tifo da stadio. Il problema delle dicotomie e delle contrapposizioni, però, è che uccidono qualsiasi chance di miglioramento di ciò che ci circonda, visto che tutto diviene o il bene assoluto (immigliorabile) o il male assoluto (irrecuperabile).

    Si giunge con questa logica al delirante risultato di oggi: i vescovi condannano l'evasioni fiscale e vengono criticati per questo!

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  14. Maurizio:

    Forse, i vescovi vengono criticati non perché condannano l'evasione fiscale, ma perché la condannano a parole eppure assolvono nei fatti i grandi evasori.
    E mi guardo bene dal dividere i ragionamenti in due con l'accetta, di qui il bianco di là il nero, per quanto riguarda i cattolici, cioè le persone.
    Anche in questo post parlo positivamente dei cattolici spagnoli che si sono uniti alla protesta contro i costi della visita del Papa; così come di quei cattolici inglesi che protestarono per il pagamento di 10 sterline per partecipare a una messa.
    Che vi siano Vescovi come Tettamanzi che vivono concretamente, che provano almeno a essere coerenti con i principi della fede che professano, è esattamente il punto della questione: questo, per me, dovrebbe fare ogni religioso che vesta un abito per aver un giorno detto sì, mettendo la propria vita al servizio di una fede.
    La coerenza di pochi (preti, vescovi e cittadini)assolve le contraddizioni che governano la Chiesa?
    So di essere banale, ma non c'è volta che pensi all'attuale Papa in cui l'immagine che mi viene in mente non sia quella in cui calza le scarpette rosse di Prada.
    Vanità umana, mi dirai.
    Certo, alla fine è appunto solo un uomo, con le sue debolezze.
    Ma nell'uomo che è simbolo della presenza di Dio in Terra, tutto è significato e parola.
    E se posso perdonare la vanità dell'uomo Ratzinger, trovo il Papa Ratzinger un po' troppo ridicolo e lontano dall'essere simbolo di Dio, per potermi rappresentare alcunché che non sia appunto la vanità che spesso accompagna il potere secolare.
    Al più, riassume bene solo quella coincidenza contradditoria di valori cristiani (che non mi rappresenta) e valori secolari (che invece indossa vanitosamente, quasi con autocompiacimento, sotto la tonaca bianco latte).
    Mi predica che è dovere della politica pensare al lavoro e al futuro dei giovani?
    Bene, inizi a dirlo a Sacconi e a scomunicarlo pubblicamente per le sue manovre contro i diritti e la dignità del lavoro, invece di assolverlo continuando a comunicarlo.
    O lo dica a Berlusconi, cui consente bunga bunga e insieme di avvicinarsi al sacramento della comunione.
    Non glielo spiega nessuno che è a loro che dovrebbe tuonare la vergogna di chinarsi al Papa (cioè alla rappresentazione di Dio in Terra) e contemporaneamente tradire i valori cristiani che questi rappresenta? Quei valori con cui si riempiono la bocca e che tradiscono puntualmente nei fatti?
    Il punto è che il Papa stesso, è una ambigua combinazione di potere secolare e potere religioso.
    Bisogna, alla fine, decidersi.
    Non tanto per un bianco o un nero; quanto per una coerenza con ciò che si predica, se si vuol essere credibili.
    Le parole, alla fine, hanno valore solo se sono espressione sincera di ciò che si ha nel cuore e di ciò in cui si crede.
    Diversamente, diventano manipolazione di quella realtà che ogni parola crea nell'istante stesso in cui viene detta.
    Se la Parola è menzogna, crei solo tradimenti.

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  15. Io trovo sconvolgente il livello d'intolleranza a cui siamo arrivati e mi spiace un sacco che anche tu ci ricada, cara Rossana. Tempo fa su "L'infedele" Gad Lerner - commentando non so più quale manifestazione politica che si era svolta a Milano, manifestazione che era stata continuamente interrotta e messa a rischio da faziosi di parte politica opposta - aveva ricordato che, perfino ai suoi tempi (e sappiamo a che tempi si riferiva!!!) una regola elementare e naturalmente riconosciuta era che non si andava a organizzare una manifestazione che cercasse di impedire lo svolgimento di un'altra, se mai la si organizzava per protestare, ma in un'altra zona della città. Quindi 'sti "indignados" o come cavolo si chiamano, con il loro comportamento aggressivo e la loro arroganza populista, sono decisamente e stolidamente antidemocratici, e chi li appoggia pure.
    Secondo: ormai sia da parte dei "capitalisti" sia da parte degli "anticapitalisti" l'unico argomento, declinato in modo diverso, è sempre e solo quello dei soldi. Quelli che, pur da parti opposte, usano questo cosiddetto argomento, sono tutti uguali, gretti uguali. Per come è organizzata la nostra società, tutto ha un costo (peraltro anche Gesù aveva il problema di dare da mangiare e garantire la sicurezza di folle oceaniche, ed era una cosa dispendiosa,ha moltiplicato i pesci e i pani, certo, ma questi pesci e pani erano stati raccolti tra la gente, esattamente come è accaduto per le spese della gmg, la maggior parte delle quali sono state autofinanziate da partecipanti e parrocchie). Anch'io, nel mio piccolo, mi trovo a organizzare eventi. Niente di paragonabile a una gmg, eppure ogni volta ho tutta una serie di spese da considerare e se non avessi finanziamenti, in gran parte dalle casse del Comune e in altra parte da quelle degli sponsor, potrei al limite organizzare un party a casa mia, ma non di più. Non è questione di comparare una gmg a un evento sportivo o mediatico, è molto più semplice: se ti arriva un milione di giovani da tutto il mondo, devi ospitarli in modo adeguato, qualunque sia l'occasione per cui vengono, a meno che tu abbia negato il consenso alla manifestazione. Se posso, cerco di trovare i finanziamenti per pagare il viaggio a gruppi di ragazzi che arrivano da fuori città e di sicuro ottengo per loro sconti sui biglietti autobus, sui pernottamenti in albergo, sull'assicurazione e copertura sanitaria e così via. E' il minimo. E se ci riesco io per degli eventi "piccoli" vuoi che non valga lo stesso per eventi molto più imponenti, di qualunque natura essi siano? Di questo passo, con il far sempre ossessivamente i conti in tasca a tutti, non si potrà più far niente. Mostre del cinema, eventi culturali...tutto, perché tutto costa! O forse no... forse invece ce la si prende sempre e solo con le situazioni dove c'è il papa o i "cattolici"... strano, eh?
    Riguardo alle spese, se la sono autofinanziata, 'sta gmg! Gli sfigati da 800 euro al mese (tra cui anche alcuni amici miei e cugini, quindi so quel che dico) sono potuti arrivare tranquillamente in Spagna, così come ci sono arrivati giovani veramente poveri, dall'Africa, dall'India e così via, grazie alle quote di partecipazione e ai versamenti di solidarietà versati dai partecipanti e messi a disposizione dalla Chiesa. Perché la castroneria (scusa se lo dico) più enorme che abbia letto è quando ti riferisci a un evento come la gmg come monopolio di bianchi e benestanti (sic!)... una cosa semplicemente assurda, dato che non solo il cattolicesimo (e il cristianesimo) è una religione universale, ma ormai i fedeli cattolici sono molto più numerosi in continenti o paesi come l'Africa, il Sud America ecc. Altro che bianchi e benestanti.

    Mi spiace che il mio ritorno dalle vacanze sia così agguerrito! Ma se mi ritrovo questo post, su questo intervengo ;-)

    Sono Ilaria ma se cerco di commentare con username e url non mi pubblica il commento, vai a capire perché ;-)

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  16. Aggiungo un'altra cosa, per completare: tu confondi tutto, io non so cosa c'entra la gmg con l'8 x mille, cosa c'entra lo Stato del Vaticano con la Chiesa cattolica italiana. E comunque non è vero che le scelte inespresse dell'8 x mille vanno alla chiesa cattolica e basta, vengono divise tra chiesa cattolica, Stato e altre confessioni religiose tra cui gli stessi Valdesi, in maniera proporzionale rispetto alle scelte espresse da chi lo ha fatto, quindi alla chiesa vanno la maggior parte di questi soldi, sulla base delle libere scelte di chi si è espresso. Se uno non si esprime, sarà "colpa" sua, mica della chiesa, dello stato e delle altre sei confessioni che ne beneficeranno! Mi fermo qui ma ce ne sarebbe veramente tanto da dire... troppo! Tra un po’, con l’aria che tira, gli stessi cattolici ipercritici e di mentalità “protestante” come me si sentiranno sempre più “costretti” a serrare i ranghi e a irrigidirsi a causa dei continui attacchi gratuiti e disinformati dall’esterno, anziché potersi concentrare su quel che ci interesserebbe veramente: una riforma della Chiesa dall’interno. E un’ultima cosa: il papa NON porta le scarpe di Prada, sono scarpe ideate e fabbricate da un artigiano di Novara, il signor Adriano Stefanelli, e sono di colore rosso non per un vezzo frivolo del papa ma perché il rosso ha un valore simbolico per i cattolici, simboleggia il sacrificio. Bisogna discutere anche su questo? :-O

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  17. Ilaria:
    Essere sconvolta dal livello di intolleranza mi pare un'autogol: forse che in Spagna chi protesta non sono, a fianco degli indignados, una parte degli stessi cattolici spagnoli?
    Il tuo commento inizia contestandomi che "ormai sia da parte dei "capitalisti" sia da parte degli "anticapitalisti" l'unico argomento, declinato in modo diverso, è sempre e solo quello dei soldi. "
    Che sia perché di soldi si parla, quando si parla di economie in crisi e di povertà?
    Non è che ritenga Gad Lerner un guru dal cui pensiero far dipendere il mio: la teoria per cui manifestazioni di natura opposta si dovrebbero tenere in luoghi o momenti diversi, mi è sempre parsa una stupidaggine. Forse ha dimenticato gli scontri alle manifestazioni cui partecipava da piccolo.
    Oggi, con questo democratico ragionamento, si consentono manifestazioni anche a gruppi neo-nazisti che si recano a rendere onore al Duce o a Hitler. Però democraticamente,eh? E in piazze separate.

    Poi trovo sospetto che sia appunto l'Africa, il continente dove il cristianesimo è in aumento.
    Non mi pare casuale, ecco.
    E mi pare anzi colpevole:è vecchia quella dell'aiuto ai poveri e agli affamati in cambio di una conversione. E' l'idea del ti voglio bene purché ti comporti come dico io.
    Non è mai gratis.
    E torniamo ai soldi.
    Sono indispensabili per organizzare eventi?
    E dove sta scritto che questi eventi siano indispensabili?
    E se lo sono per alcuni, perché devono essere di dimensioni tali da coinvolgere mediaticamente ed economicamente tutti?
    Sui denari: magari potresti leggere altre fonti, dove emerge che ad esempio, in Inghilterra, sono stati usati (lecitamente?)i soldi destinati ad aiuti umanitari per sponsorizzare la visita del Papa (10€ per la messa a parte).
    Magari sull'8x100 avresti potuto leggere l'articolo al link segnalato: a me pare dica altra cosa.
    Vorresti poterti concentrare in una riforma dall'interno?
    Ecco, invece che organizzare eventi mondiali, spendete i soldi raccolti fra i fedeli in convegni che si diano questo obiettivo.
    Questa idea per cui non si dovrebbe criticare il Papa o la Chiesa Cattolica è quantomeno bizzarra: forse che non è la Chiesa Cattolica a influenzare così tanto la politica internazionale e molte decisioni politiche nazionali?

    Non si tratta di imporre una cultura bianca, cattolica, ect?
    Mai che si sappia di un leader o di un capo di stato che so? buddhista o islamico, fatti salvi quei paesi dove Islam o Buddhismo sono religioni prevalenti, s'intende.
    Il giorno che in Italia (o in America) dovesse essere eletto un Capo di Stato notoriamente buddhista o islamico, sono pronta a ricredermi.
    Pensa che sono così tremenda da credere al valore universale dei dieci comandamenti: li trovo semplici e giusti per tutti.
    E credo anche a quel "Via i mercanti dal Tempio".
    Fessa, eh?

    Che il rosso sia il colore del Sacrificio nessuno lo contesta.
    Diciamo che fa meno ridicolo se un Papa indossa una mantella rossa,invece che le scarpine che non sono di Prada ma chissene di chi siano.
    Mi pare che ci siamo già scontrate su queste scarpette e sulla rossa berretta del Papa, no?
    Non si tratta di fare crociate, non ne sento alcuna necessità
    Però: posso pensarla e vederla e giudicarla diversamente da te?
    O il solo fatto di fare delle critiche alla Chiesa Cattolica e al Papa fa di me un'intollerante?
    Magari chissà, arriverà il giorno in cui a criticare il Papa si finirà in una lista nera.
    Devo prepararmi?
    Il giorno che fossi davvero intollerante, chiederei che fossero nettamente separate le leggi della Chiesa da quelle dello Stato.
    Invece sto ancora qui, a parlarne, nonostante abbia viste passare in Parlamento leggi ad altissimo tasso di inciviltà, volute dalla Chiesa e da opportunisti cattolici baciapile e benpensanti, in cambio di assoluzioni e prebende...

    P.S. la difficoltà a postare commenti con il tuo nick e il tuo sito, è anche la mia.
    E' Blogspot, credo...

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  18. Dedico una nota a parte a questo argomento, che mi sembra interessantissimo

    "E mi pare anzi colpevole:è vecchia quella dell'aiuto ai poveri e agli affamati in cambio di una conversione. E' l'idea del ti voglio bene purché ti comporti come dico io."
    Be', qui sono tutti colpevoli. E' chiaro che sono rare le persone che fanno del bene senza quantomeno immaginare che il beneficiario verrà positivamente colpito dalla tua generosità. Certo, la donazione anonima è quella più nobile di tutte, ma di fatto si riduce unicamente a contributi di misero valore, al sangue e agli organi.
    Del resto è la stessa logica della ONG che concede soldi perché i locali si costruiscano una scuola e non altro. Perché, invece, non possono costruirsi un campo di pallone o perché non possono sperperare a prostitute il frutto dell'aiuto? Perché si è convinti che si debba concedere qualcosa solo perché il beneficiario faccia il proprio bene (ciò che chi dà considera il suo bene, si intende) dopo che ha ricevuto l'aiuto.
    La solidarietà disinteressata e anonima, invece, prevederebbe che, dati i soldi agli africani, essi possano spenderli come vogliono, perfino comprando armi e uccidendosi tra loro (esattamente come uno dona il sangue inconsapevolmente anche al peggiore mostro in circolazione).
    Il paternalismo ha questo problema, che chi dà si sente padre ed esempio di chi riceve. Non a caso i comunisti condannavano ogni forma di elemosina...

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  19. Ma ho detto che non si può criticare il papa? Ho detto che non è lecito che tu o chiunque altro abbiate le vostre sacrosante opinioni??? Io ho semplicemente contrapposto le mie. E me la prendo non per le "opinioni" ma per la loro univocità (il nemico è sempre quello) e per la loro disinformazione. Ma come acciderbola puoi dire quelle cose sull'Africa, ma stai scherzando? Ma hai un'idea? In cambio della conversione? Ma come puoi dire una cosa simile, al giorno d'oggi??? Non siamo più a tre secoli fa, ok? I missionari non pretendono niente, si trovano a rischiare la vita e a vivere in povertà accanto e in mezzo ad animisti, islamici e cristiani, senza voler far cambiare idea a un bel nessuno.
    Non è che "gli eventi" siano indispensabili, niente lo è. Non facciamo più niente, dai. Niente festival della filosofia o della letteratura, niente ritrovi religiosi, niente concerti, niente motoraduni internazionali, niente... Queste cose ci sono perché siamo degli stupidi esseri umani, la nostra natura è sociale e quindi dalla notte dei tempi ci capita di sentire il bisogno di ritrovarci talvolta insieme per produrre un po' di endorfine che ci danno forza nella vita. La gmg non nasce come "grande evento", ma nel tempo lo è diventata, semplicemente perché sai com'è, se c'è una festa da qualche parte, sono in molti a volerci andare e così da iniziali poche migliaia si è arrivati a un milione, non è stato un fatto preorchestrato dalla Chiesa megalomane per imporre la propria potenza o per spellare le finanze altrui...
    Se non c'è un capo di stato buddista è colpa di qualcuno? E' colpa di qualcuno se la nostra storia è stata prevalentemente cristiana e non buddista? Da noi si è sviluppato il cristianesimo e in Asia il buddismo... siam stati separati per millenni, adesso ci stiamo cominciando a mischiare, arriverà anche il capo di stato islamico o buddista. Parentesi: non dirmi che il buddismo è discriminato perché ormai è una moda, anche senza 8 x mille.
    Le info sull'8 x mille le puoi trovare in tanti siti (io ho messo come chiave di ricerca "8 per mille non espresso a chi va"), qui wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Otto_per_mille e perfino l'uaar concorda su questi dati (in realtà sono un po' modificati rispetto a wiki ma vabbe'): http://www.uaar.it/laicita/otto_per_mille/#03.
    Certo, alla chiesa cattolica va quasi il 90%, ma perché si fa la proporzione sulle scelte espresse. Che la gente si svegli e non lasci in bianco il modulo, no?
    E riguardo alle manifestazioni, io invece penso che se uno ha ricevuto l'ok dal Comune ha diritto a fare la sua manifestazione senza avere dei delinquenti che ti vengono a gridare addosso o a stressare. Quelli in disaccordo, vadano a protestare, in forme lecite, presso chi ha dato il permesso alla manifestazione. Questa è democrazia secondo me. Poi tanto so che su questi argomenti è inutile discutere, ognuna resta giustamente della sua idea e va bene così, non scaldiamoci che di caldo ce n'è fin troppo.

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  20. "Tra un po’, con l’aria che tira, gli stessi cattolici ipercritici e di mentalità “protestante” come me si sentiranno sempre più “costretti” a serrare i ranghi e a irrigidirsi a causa dei continui attacchi gratuiti e disinformati dall’esterno, anziché potersi concentrare su quel che ci interesserebbe veramente: una riforma della Chiesa dall’interno." (Ilaria)

    Sì, è quello a cui accennavo. L'attacco costante genera sindrome da assedio e quindi necessità di serrare le fila. Questa Chiesa sulla difensiva, poi, si trasforma in un inferno per chiunque cerchi di criticarla dall'interno, perché la logica diventa un perverso "o con noi, o contro di noi".
    Il tutto poi va a vantaggio apparente degli atei, che sperano nel tracollo della Superstizione e nella Liberazione degli spiriti dalle Tenebre del cattolicesimo. In realtà i transfughi della Chiesa perlopiù finiscono per alimentare sette opache o gruppi di evangelici fanatici e intolleranti, che esultano per la crisi della Grande Babilonia.
    Il risultato, alla fine, dovrebbe essere finalmente una bella dicotomia tra un ateismo senza se e senza ma e una galassia di gruppuscoli religiosi esaltati e fanatici. Tutto facile e comodo come molti desiderano.

    Rispondo, invece, sinteticamente a Rossana.
    Che ci sia del marcio in certi ambienti ecclesiastici, sono il primo a dirlo. Sono stato anche uno dei pochissimi a dire che io spero in Ratzinger unicamente perché è un inetto e, grazie alla sua nullità mediatica, permette a tutto il marcio messo in ombra dalla figura del predecessore di affiorare e di essere mondato, come i casi preti pedofili e Ior (pensiamo alla stretta - reale - sulla pedofilia e alle nuove regole vaticane sulla trasparenza finanziaria, che sono migliori pure di quelle nostre italiane).
    Il lavacro non sta a niente, ma (nolente tutta la Curia) è già dovuto cominciare non grazie agli attacchi degli anticlericali, ma alle richieste pressanti da parte dei fedeli stessi ed al movimento d'opinione interno alla Chiesa.
    Al contrario, le bordate di chi, fuori dalla Chiesa, prende di mira le gerarchie rafforzano coloro che, all'interno della Chiesa, preferirebbero nascondere tutto sotto il tappeto e far finta di nulla. Fenomeno che aumenta quando all'anticlericalismo spicciolo si mescola l'attacco religioso dell'equazione: la Chiesa è interamente corrotta, quindi diventate atei o, quantomeno, valdesi (che non sembrano imbarazzati della prossimità dei non credenti).

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  21. Maurizio:

    Già, il vecchio subdolo paternalismo.
    Quello che si giustifica con l'onesto (e perfido) desiderio di aiutarti mentre ti punta una pistola alla tempia.
    I "regali" con "scopo" rieducativo sono l'ideale, quando davanti hai chi non ha che mezzo respiro in gola.
    Voglio vedere come fa a dire di no...
    Poi, guarda, non sono così convinta che il divieto dell'elemosina del comunismo fosse così esente dal paternalismo.
    Magari era vietata l'elemosina classica (che forse rimane la sola davvero gratuita e sincera)ma certo, qualche buono pasto in più, una promozione sul lavoro, una casa con una stanza in più...non mancano da nessuna parte le occasioni per moraleggiare sul bisogno o sulla dipendenza altrui dal proprio potere, per quanto miserabile.
    Pensa che ho trovato più paternalisti in Cgil, di recente, che in occasioni di rare visite in canonica. Per dire...
    Credo sia una disposizione soggettiva dei vermi, quella di infilarsi nella mela che si trovano a dispensare.
    Non è un fatto di nomi o ruoli.
    Anche se forse non è un caso che se ne trovino più spesso in alcuni ruoli e in alcune sigle, di paternalisti.
    Argomento che andrebbe sviluppato...
    Molto interessante mi pare invece la tua visione dell'importanza strategica di Papa Ratzinger.
    Come potrei non condividerla?
    Ha un suo perché, ecco...

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  22. Ilaria:
    "Ma ho detto che non si può criticare il papa?
    Non espressamente, ma criticandolo io nel contesto dell'evento spagnolo, mi pare inevitabile che le critiche al papa coincidano con le critiche alle scelte dell'apparato in cui si muove
    "Ho detto che non è lecito che tu o chiunque altro abbiate le vostre sacrosante opinioni??? Io ho semplicemente contrapposto le mie. E me la prendo non per le "opinioni" ma per la loro univocità (il nemico è sempre quello) e per la loro disinformazione."
    Univocità...di cosa?
    Le opinioni espresse qui non mi paiono così univoche.
    E non vedo alcun nemico.
    Il Papa è un buon argomento per discutere di tutta la montagna di denaro che si muove intorno a lui.
    Contestarlo è inevitabile, se si parla dello Stato di cui è il Capo, no?
    Poco fa, giusto per dire, leggevo dei soldi che saranno spesi per l'annuale evento di CL. E leggendo l' azzeccatissima definizione "lobby di Dio", riflettevo che forse è questo, a disturbarmi: che si facciano affari e partiti e società e si muovano capitali con il brand "Dio".
    Non è aberrante?
    Tutto si può giustificare?
    Tutto è possibile perché è (immagino) Dio stesso che lo vuole.
    Peccato che a fare le selezioni siano degli umani che - a proposito di paternalismo - sembrano convinti di avere diritto a tutte le royalties sul brand senza aver mai consultato direttamente l'Amministratore Unico.
    Se il 90% dell'8x1000 finisce in tasca alla Chiesa Cattolica, scrivi, si devono svegliare quelli che non mettono la firma.
    Un po' come dire che il mondo è pieno di furfanti perché esistono i gonzi.
    Assolviamo?
    Assolviamo.
    Poco importa, immagino, che dalla scelta della destinazione di quell'8x1000 siano escluse altre confessioni religiose.
    Usare quel denaro per altri progetti no, eh?

    Ti sento molto combattiva sugli indignados e su quelli che protestano a una manifestazione organizzata da altri.
    Che si fa?
    Li fuciliamo?
    Basta con 'ste proteste, hai ragione.
    Ognuno si faccia le proprie e divieto assoluto di contestazione se non preventivamente concordata.
    Che le domande siano civili e presentate con modulo a parte e in anticipo: non se ne può più di tutta questa libertà di espressione!
    Non si può finire un ragionamento che subito ti fischiano.
    Vogliamo sterminarli?
    Va bene, io non ho nulla in contrario, se i contestatori non mi contestano...

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  23. Sterminarli? Fucilarli? Smettiamo qui, dai, per questo argomento... ultimamente sei un po' troppo arrabbiata, secondo me!

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  24. Ilaria:
    1)"Quindi 'sti "indignados" o come cavolo si chiamano, con il loro comportamento aggressivo e la loro arroganza populista, sono decisamente e stolidamente antidemocratici, e chi li appoggia pure."
    2)E riguardo alle manifestazioni, io invece penso che se uno ha ricevuto l'ok dal Comune ha diritto a fare la sua manifestazione senza avere dei delinquenti che ti vengono a gridare addosso o a stressare. Quelli in disaccordo, vadano a protestare, in forme lecite, presso chi ha dato il permesso alla manifestazione. Questa è democrazia secondo me."
    No, figurati.
    Ti proponevo un po' di democratica pulizia da delinquenti contestatoricosì che gli eventi si svolgano in forme lecite e senza contestatori che ti stressano.
    Quando sono davvero arrabbiata, di solito io mica li stermino o mi limito a fucilarli: uso direttamente il napalm. Definitivo, e niente pulizie, dopo...
    (magari un po' di senso dell'ironia aiuterebbe, che dici?)

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  25. Penso di poter essere libera di giudicare un comportamento come antidemocratico. Giudico un comportamento, non le persone. Se in questo periodo sei piena di rabbia non attribuire a me cose che hai nella testa tu, per favore. E qui l'ironia non c'entra un emerito cavolo. Comunque per me questa discussione finisce serenamente qui, senza problemi! Alla prossima :-)

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  26. Ilaria:
    Ops!
    (zero senso dell'ironia, è confermato)
    Così come pare confermata una tendenza democraticamente in voga: quella di esprimersi usando termini decisamente rabbiosi ("comportamento aggressivo", "arroganza populista", "stolidamente antidemocratici che ti vengono a gridare addosso", "il nemico è sempre quello"...sono parole tue, non mie)e chiudere i propri interventi addossando all'interlocutore rabbia (e talvolta odio)che (Dio non voglia!) non si vede in se stessi...
    Chissà perché mi ricordi molto il ciellino Lupi.
    Uscire sbattendo la porta da cui sei entrata già con il coltello fra i denti, dopo aver scaricato la riserva di benedizioni che porti allacciate alla cintura per redimere (o democratizzare) i "delinquenti Indignados", è la misura di quale sia la disponibilità al confronto con chi non concorda con te.
    Temo molto il giorno in cui, caduto il governo del bunga bunga, verrà quello dell'assoluzione dai peccati da parte dei democratici ciellini e/o dei catecumenali, previo pentimento, s'intende...
    Sto già rimpiangendo Berlusconi, non so se mi spiego...

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  27. A proposito di lupi, agnelli e bestie varie: avrai un bell'antipasto oggi pomeriggio con l'apertura della Festa dell'amicizia da parte del Miserabile che sta in cima al Colle Più Alto. Occhio al discorso! Tra intergralisti comunisti ed estremisti cattolici si intendono bene. Fulgidi esempi di democrazia. Bell'Avvenire che ci aspetta. In nome delll'Unità.

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  28. Marco:
    Che ci vuoi fare? Dev'essere per via dei dialoghi fra chiese di diversa confessione che hanno però tutte un comune interesse: la salvezza del popolo (da se stesso, ovviamente, che il popolo è bue, si sa...)

    Battute a parte, stavo giusto considerando, leggendo qui e là su partecipanti e argomenti in campo alla Festa di Rimini, che c'è una forse non casuale convergenza intorno al tema sottostante della sussidiarietà.
    Certo è ben originale che degli uomini politici, con cariche di governo o ministeri (quindi poteri decisionali) che da anni blaterano di libero mercato e globalizzazione, abbiano così tanti interessi (e altrettante cariche in commissioni che se ne occupano) sulla "sussidiarietà, cioè su quella visione gerarchica della vita sociale per cui sono famiglie, associazioni e confessioni religiose strutturate e partiti, a svolgere la funzione di sostegno ai cittadini in stato di necessità.
    Aiuta a capire meglio come mai un Ministro del Lavoro elimini sottobanco da una parte i diritti dei lavoratori (e il lavoro) e contemporaneamente sia presente alle manifestazioni sponsorizzate da società legate alla "Lobby di Dio", quelle che forniscono lavoretti sottopagati e precari, e pasti alla Caritas per i poveri.
    Insomma, ti tolgono la dignità di un lavoro ma ti salvano con un pasto alla Caritas e la paghetta con cui comprarti il biglietto del tram per arrivarci.
    Tutto torna.
    E' un mondo perfetto.

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  29. Per non parlare degli interessi in comune tra Compagnia delle Opere e Coop rosse (CCC, CMC e compagnia cantante)... Con comportamenti, nelle gare d'appalto (e nei subappalti con tanto di "nero": lavoratori e retribuzioni), non dissimili dalle imprese controllate dalle varie "drine": in Lombardia, e nella Milano dell'Expo, è un trionfo in tal senso. Per inciso, non ti pare che quella di Napolitano sia una sorta di benedizione-investitura di Furmigùn come successore del nanodimerda?

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  30. Marco:
    Ho seguito il discorsone e mi pareva bello tonico: che sia un effetto del caldo sulla pressione? Insomma, piglio deciso.
    Non so però se si debba leggere questo intervento all'inaugurazione come investitura a Formigoni (come pare tutti suggeriscano).
    Mi pare più un'indicazione di orientamento: insomma, che vi sia compatibilità fra Cl e Pd, più Rutelli, Casini &co, mi pare scontato.
    Da lì uscirà il prossimo nome, ma Formigoni come Presidente del Consiglio mi pare improbabile.
    Certo che, dopo B, chiunque abbia qualche scheletro nell'armadio è un candidato ideale.
    Casini, per dire, è uno sfigato in questo senso.
    A meno di sorprese future, s'intende.
    Ci vorrebbe un uomo di paglia, giusto per un governicchio di "grande coesione nazionale".
    Chi sarebbe disposto a bruciarsi politicamente per il bene della patria?
    Quello è il prossimo...

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  31. Mario Monti, è ovvio. Un bel bocconiano DOC, sulla lunghezza d'onda della burocrazia UE.

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  32. Non illudiamoci, gente. Ormai siamo un paese a sovranità limitata, rendiamocene conto: l'ultima spiaggia era il Prodi del 2006, penalizzato da brogli elettorali su cui in tanti non hanno voluto fare chiarezza VERA più di tanto e volutamente indebolito da chi, all'interno della maggioranza, ha remato contro sin dal primo giorno. E comunque, un torto, forse il più grave di tutti, di mr.1816 è stato quello di non aver voluto ammettere di non saper governare. Le ha sbagliate tutte, in tutti i campi, spianando la strada appunto all'indebolimento complessivo dell'Italia, che non più nessuna politica, nè economica, nè estera, nè gestionale, men che meno militare. Zerbini di tutti, ed alleati fidati di nessuno. Per questo, poi, il Vaticano può permettersi il lusso di spadroneggiare a casa nostra, privando gli italiani delle più elementari esigenze in tema di diritti civili.

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  33. Massimo:
    Non m'illudo.
    Che però l'ultima spiaggia fosse Prodi non mi convince.
    Anzi.
    Proprio per la considerazione sull'incapacità a governare di Berlusconi.
    Voglio dire: già nel '94, la prima volta che è "sceso in campo" (cioè è salito al potere) si sapeva che non era candidabile.
    Si sapeva che non poteva presentarsi per via dell'articolo 10 della legge n. 361 del 1957, secondo cui «non sono eleggibili [...] coloro che [...] risultino vincolati con lo Stato [...] per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica». Cioè emittenti televisive.
    Eppure, fecero una bella commissione (destra e sinistra) e decisero che ma sì, era stato eletto e quindi poteva.
    E ce lo teniamo da 17 anni, con tutto il resto che è seguito per cui avrebbe dovuto essere cacciato a calci, mica è stato perché non ha "voluto ammettere di non saper governare". Che gliene fotteva, di governare?
    Aveva altri obiettivi e, con a collaborazione attiva di Fini(che l'ha sostenuto fino a l'altro ieri e ha votato ogni porcata proposta); con quella di Casini (che l'ha sostenuto fino a una buona metà strada e ora fa il disgustato, ma se non lo sosteneva anche lui,mica stava ancora qui; di Bossi, che aveva i suoi altri obiettivi, diversi ma una mano lava l'altra, come si dice; di Storace, che poi si è messo a fare il purista e però intanto se c'è stato da votare qualcosa, non si è tirato indietro.
    Poi, però, sul non saper governare, bisognerebbe fare l'elenco di tutte le votazioni lasciate passare dal Pd, dai Responsabili, dal filone Rutelli &co, ect.
    Insomma, lui non sa governare, ma per mandare a puttane il paese, c'è voluto tutto l'aiuto di chi pur non governando (e anche quando ha governato) se poteva dare una mano uscendo per non disturbare a certe votazioni, l'ha fatto.
    Mica me lo scordo il Veltroni che perde le elezioni e va a porgere una mano al vincitore due minuti dopo.
    Così come non scordo il D'Alema che esalta l'abilità dell'imprenditore governante e intanto chissà come va a monte la bicamerale.
    Insomma, nessuno, a parte a volte Di Pietro, ha tirato il culo indietro se c'era da dare una mano per mandare a puttane il Paese.
    Ora, mi pare perfino ridicolo che l'emerito Presidente, che tutto il firmabile ha firmato e non ha respinto un ministro proposto manco per fare una cosa diversa, venga a randellare destre e sinistre chiedendo coesione.
    Se il Vaticano ha preso la rincorsa e ha avuto seguito nello spadroneggiare sui diritti civili, io oggi mica me la prendo con chi non ho mai votato(e qualcuno invece sì), ma con quelli che ho votato sperando di avere qualcuno che rappresentasse in Parlamento la mia opposizione a queste destre.
    E' lì che il tradimento brucia di più.
    Ed è lì, che chi doveva contrastarlo l'ha invece facilitato e quindi è complice.
    Non vedo vergini o innocenti in giro, caro Massimo.
    Nemmeno ora, che pur sarebbe necessario un reset e forse si potrebbe anche dimenticare i tradimenti purché si ripartisse con un minimo di onestà e lungimiranza.
    Per questo, soprattutto, non mi faccio illusioni.
    Ma ho un paio di speranze, per ora fuori dal quadro fin qui descritto ma già in movimento...

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  34. Riss, tu tocchi un tasto per me dolente: D'Alema. La storia non si fa coi se e coi ma, però io mi chiedo sempre cosa sarebbe successo se, alla caduta del primo governo Prodi, si fosse andati alle urne. La stagione dell'Ulivo era partita cavalcando un sogno, le sinistre al governo avevano dimostrato di saper governare e bene -se rileggiamo le cronache 96/98 troviamo uno scenario da paura, dalla rincorsa per salire sul tram dell'euro agli sbarchi di massa dall'Albania e dall'arrivo di massa dalla Jugoslavia in guerra, dalla criminalità (organizzata e non) dilagante, da un tessuto economico lacerato al bisogno di modernizzare il Paese- ed io penso che un ritorno alle urne avrebbe debellato il Cavliere e le sue accozzaglie improponibili [ricordati quello che era l'atteggiamento di allora della Lega berso il "mafioso di Arcore"].
    Invece, D'Alema: col suo ritenersi il più intelligente di tutti, ha clamorosamente, spero solo per ambizione personale, spianato la strada alla vendetta berlusconiana. Spezzando il feeling che si era creato con le speranze dei cittadini: e gioco facile ha avuto il centrodestra nel cavalcare fronde e ripicche, malumori e autocastrazioni all'interno dell'Ulivo ed alleati varii. Compreso Di Pietro, che, se ricordi, corse da solo alle Politiche 2001 [ripicca per non essere stato candidato a sindaco di Milano, si diceva] non raggiungendo il quorum del 4% per un pugno di voti, che sarebbero stati determinanti per sconfiggere l'alleanza di cdx.
    Che fare, ora?
    Io, da iscritto al PD, sono sempre più depresso: la nomenklatura è lì, immobile, ogni tentativo -es. i Rottamatori- di dare una scossa al partito viene soffocata sul nascere; la linea-Marino non poteva voncere al congresso, e con essa si è quanto meno persa una grande occasione. Paradossalmente, le forma più alte di vita il PD le ha date sotto la ff. segreteria di Franceschini: qualcosa vorrà pur dire.
    I movimenti: si, possono essere una speranza, ma se devo avere fiducia in Grillo piuttosto vado a vivere da eremita nei boschi. Un berlusconi lo abbiamo già avuto, ed una sua variante al pesto mi sarebbe altrettanto indigesra.

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  35. Massimo:
    Quando penso (e parlo) di Movimenti, non penso mai a Grillo; se mai a tutto ciò che Grillo ha fatto emergere come movimento.
    Temere Grillo è ormai una specie di parola d'ordine al negativo per sventolare uno spauracchio che risulta indigeribile, se ci pensi, solo a quella parte del Pd che vede nelle battaglie sponsorizzate da Grillo (ma portate avanti da altri) la minaccia alla propria sopravvivenza.
    Parlo, ad esempio e per capirci, di quella marea di sigle che si sono unite nella battaglia per i referenum per l'acqua pubblica. Referendum osteggiato prima apertamente dal Pd, poi osservato da lontano (ricordo una frase di Bersani a chi gli chiedeva se avrebbe appoggiato o no i Referendum quando a pochi giorni dall'inizio raccolta firme già i numeri erano da record:" Noi non sosteniamo come Pd perché se il referendum fallisse il Pd ne pagherebbe costi politici", più o meno, per addirittura alla fine accreditarsene il merito).
    Penso a movimenti come quello che sta nascendo qui, che riunisce forze sindacali vicine a Cremaschi ma anche Attac, intellettuali, energie della società civile che, forti della vittoria ai referendum, si muovono per dire basta.
    Ciò che la corrente Marino dovrebbe fare, è avere più coraggio e fare il salto. Smettere quella vecchia panzana per cui "si combatte da dentro". Quando sono evidenti le forze che ostacolano il cambiamento proprio da dentro, bisogna uscire fuori, cercare fuori dai partiti quella sintonia di pensiero, azione e obiettivi che, messi insieme, potrebbero davvero travolgere e spazzare via questa assurda idea per cui oggi il politico governa per conto delle banche e dei disagi che crea la politica se ne occupa per tacita delega il volontariato (l'idea della sussistenza sponsorizzata da tutti e benedetta da Napolitano con il discorso a Rimini di domenica.
    Poi, sui boschi, si può anche andarci a fare il partigiano, non necessariamente l'eremita, ti pare?
    Però è ora di dire basta alle coesioni nazionali invocate per confondere: cosa sono mai stati questi 17 anni (10?) se non l'esempio più evidente di completa "coesione e concordia nazionale"? Cosa ha prodotto questa pacificazione forzata a suon di firme su tutto per non urtare la suscettibilità del macchinista respingendo di tanto in tanto una firma o un ministro?

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  36. Massimo:
    intendo, naturalmente,"non respingendo MAI una firma su un decreto o il nome di un ministro".
    Tutti, li ha firmati, i decreti più odiosi.
    E tutti, li ha nominati, i Ministri più sospetti.
    Più concordia nazionale di questa, più coesione nazionale di questa, cosa proporre?
    Un bunga bunga nazional-popolare fra destra e sinistra?

    RispondiElimina
  37. "bunga bunga nazional-popolare fra destra e sinistra": beh, io un deboluccio per la Presty l'ho sempre avuto....ma mi sa che, grazie alle nomine del Cavaliere, noi maschietti siamo avvantaggiati, se a voi ragazze sono lasciati come sex symbol al maschile un Casini o un Bricolo.......

    Piuttosto, per tornare sull'argomento principale, oggi ho letto questo:
    "La Chiesa non paga ma bacchetta gli evasori

    Chi non ha invidiato, almeno una volta nella vita, i privilegi della Chiesa? A cominciare da quella magnifica compattezza virile: non una donna a insidiare gli scranni dei maschi. La democrazia di genere si limita a qualche posto da Perpetua, suore in carriera non ce ne sono, una Papessa non se la sognano neanche gli eretici.

    Segue a ruota l’incentivata attitudine a vivere di certezze: dopo l’evaporazione delle ideologie, in un momento in cui anche le idee sono contate (e confuse), la Fede è un antidepressivo da non sottovalutare. Non un dubbio, non una delusione.

    Terzo vantaggioso mistero della Santa Casta, l’iniquità fiscale: per quante case, scuole, banche e chiese possiedano, per quanti palazzi affittino, per quanti ospedali gestiscano, non cacciano un euro di tasse sui loro guadagni. A perfezionare il tutto: una licenza davvero speciale, consente agli “esentati” di rivolgersi agli “evasori”, per predicare bene pur razzolando male. Come insegna Bagnasco Angelo, Cardinale".

    Lidia Ravera

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  38. Massimo:
    temo di aver sbagliato: non fra destre e sinistre, il bunga bunga, ma destra e sinistra vs cittadini.
    Nel senso dei 90°, si intende.
    Non so se poi la Presty sarebbe disponibile, non la vedo molto nazional-popolare. Però chiedere non è mai superfluo...

    Sul tema principale, apprezzo il pezzo della Ravera, a volte ironica e pungente come pochi.

    Stamattina invece, su Rairadio3, ho ascolato un dibattito dove un (non ricordo il nome) difensore d'ufficio della Vaticano Spa, ribadiva il mantra:" Tutti a discutere dei soldi di Ici non versati dal Vaticano; pochi che si chiedano quanti soldi sono spesi da enti come la Caritas ogni giorno per aiutare i più deboli, per sfamare chi non ha un lavoro e dare un tetto e vestiti a chi non ha più niente".
    Che visto così, uno dice:"Vero, ma quanto sono utili e bravi".
    E naturalmente lo sono davvero.
    Continua a mancare però chi opponga che non tornano comunque i conti: è lo Stato che deve provvedere al welfare, non a caso detto "state".
    Non trova giustificazione il ragionamento per cui la Chiesa ha diritto ad esenzioni o le sue varie organizzazioni a finanziamenti, sotto qualsiasi forma, da parte dello Stato affinché questa provveda ad aiutare i poveri.
    Ormai passa come normale e giusta l'idea che lo Stato di soldi per il welfare non ne ha; ma quelli che potrebbe avere (cioè le tasse su immobili o i finanziamenti di varia natura) li da alla Chiesa come se fosse questa ad avere delega dallo Stato a risolvere la questione povertà.
    Il che è, a mio avviso, in uno Stato laico e democratico, semplicemente demenziale.
    Come dire di aver fallito e insieme dare gli introiti ricavati dal fallimento, che spettano ai cittadini, alla Chiesa, affinché sia questa ad amministrarli.
    Ma che paese siamo?
    Ma che mondo siamo?
    Ma che cittadini siamo?

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  39. Solo che lo Stato ha fallito... e tra poco lo Stato sarà pure fallito.

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  40. Maurizio:

    Se fallisce lo Stato, è perché sono falliti come tali i cittadini dello Stato.
    La cosa sorprendente è realizzare che c'è una diffusa percezione di un senso di fallimento dello Stato, vero immaginario o a venire che sia.
    E nonostante questo, osserviamo la cosa come se non ci riguardasse, come se non fossimo noi, in prima persona, ognuno di noi, i cittadini falliti di quello Stato fallito che si affida alla Caritas per avere un tozzo di pane.
    E forse il fallimento è proprio in questo osservare.
    17 anni davanti alla tv, a guardare e commentare Santoro in attesa di capire come finiva la telenovela.
    Ci siamo quasi.
    A settembre riprendono le trasmissioni e sapremo...

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  41. Questo non è uno Paese laico, dovremmo saperlo; né democratico. L'italia non è uno Stato degno di questo nome e gli italiani non sono dei cittadini: chi detiene il potere non li considera tali ma sudditi, giustamente, perché loro si comportano come tali. Tra i fans dell'"al di là" e quelli del "sol dell'avvenir", con il programma comune di rinviare i problemi dell'oggi a un domani roseo e indefinito, non vedo alcuna differenza. Se è questa l'alternativa al mercantilismo bottegaio e ignorante che ci ha inghiottito da trent'anni, meglio trarne le conseguenze. Spararsi, andarsene o non stare mai zitti.

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  42. Marco:

    Facciamo di scegliere di "non stare mai zitti".
    Credo che parlare, si parli.
    E se ne scriva, e da anni, pure.
    Ma non staremo peccando di eccessiva fiducia nel potere della parola (utensile ormai soggetto, come ogni altro, alla manipolazione a scopo promozionale e quindi mercantilistico), visti i risultati fin qui ottenuti con le parole?
    Vero che almeno a fino 3 anni fa, si confidava ancora in uno scatto di dignità (almeno) e di difesa della semplice Costituzione (almeno) da parte di quella parte di sinistra che si pensava ancora capace di reagire alle quotidiane aggressioni a ciò che rimaneva della democrazia.
    Ma ora, che si è assediati da un fronte catto-imprenditorial-bancario da una parte, e dalla follia fasci-leghista dall'altro, ancora bastano le parole?
    Se alle parole, non seguono prima o poi i fatti, queste rimangono aria, venticello inconsistente.
    Nulla che aiuti la Parola a ritrovare un senso.
    Vedevo ieri sera un video, purtroppo di troppi mesi fa.
    Però lo spirito e il senso, mi sembrano ancora più che validi e attuali.
    Questo...

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  43. Soffia sul Paese un anelito di morte. Quando uno zombie come Bonanni manda letteralmente a puttane anni ed anni di conquiste sindacali (compreso quello che egli indegnamente rappresenta) per una qualche apparizione televisiva, preludio ad una comoda poltrona futura, la partita è chiusa, la Casta ha assassinato un Paese e si sta spartendo le vesti dei cadaveri.

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  44. Massimo:
    Sì...Poi, quando vuoi, parliamo anche della Cgil della Camuffo e della strana proposta di uno sciopero per il 6 settembre contro la manovra. Ma non aveva firmato degli accordi con Bonanni?
    Sull'"assassinio del Paese", invece, tentenno.
    Sono incerta se ci stiano ancora gasando (nel senso del gas) o se decideranno per lo sterminio lento e progressivo per categorie sociali (e sindacali).
    Sull'anelito di morte, mi sa che non può che essere l'effetto rebound di quella che stiamo distribuendo o abbiamo distribuito (in buona compagnia) come missioni umanitarie in Libia, in Afghanistan, Irak e un po' ovunque nel mondo.
    Qualcuno ha ancora dubbi sulla legge del karma?
    No problem!
    Attendere e aspettare: ogni dubbio sta per essere (definitavamente) chiarito.

    Scrive Padre Zanotelli su ComeDonChisciotte

    [...]E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!! [...]mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta ,né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali? [...]
    Questo per rendere merito a chi, fra i cattolici, è a una distanza abissale da papisti, ciellini e CdO.
    Il link al pezzo citato
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=38215

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