sabato 6 agosto 2011

Pazzi!

In queste ore non si parla che di economia e debiti da pagare.
Tutti a ragionare proponendo le proprie ricette e contestandone altre, ma tutti concentrati su un unico tema: come salvare l'Italia (e/o il mondo) dalla crisi economica.
Ragionano di tagli di quà, di riduzioni dei costi di là, di interventi e manovre, di aggiustamenti di bilancio e, naturalmente, di nuove leggi costituzionali sul lavoro e nuove tasse inevitabili.
Nessuno, ma proprio nessuno, che provi a ragionare sul panorama in cui questa follia si dibatte.
Nessuno che provi a uscire dal loop della crisi per cercare di capire se sia solo la crisi economica, il problema.
Nessuno che provi per un nanosecondo a capire se, i cambiamenti necessari per uscire definitivamente da questa follia, non siano dei cambiamenti di orizzonte, l'avere una diversa visione del mondo, il partorire un'idea altra di società.
Ciò che manca è la voce di un filosofo, di un sognatore, di un autorevole pazzo che sappia riportare lo sguardo alla Luna mentre tutti, ma proprio tutti tutti, sono a guardarsi convintamente un miserabile dito.
A che serve mai, tutta questa ansia e preoccupazione per i bilanci delle economie virtuali, che producono povertà e fame reali per molti e ricchezze immense per i soliti pochi, se nessuno si fermerà a ripensare per quale modello di futuro pagheremo un prezzo così alto?
Vi sono bambini, in questa società.
Bambini che hanno diritto almeno alla speranza di un mondo meno idiota e a una Terra meno sventrata dalle cieche decisioni del Fmi e della Bce, cui la politica ormai si inchina schiava.
A loro, chi ci pensa?
Non è da folli ragionare sui debiti da saldare accettando supinamente l'idea di una futura società di schiavi, di esseri umani costretti alla fame e al deserto per pagare debiti che non hanno mai contribuito a creare?
Sogno dibattiti fra i Gandhi, i Krishnamurti e i Platone, fra tutti i sociologi e i filosofi e gli antropologi del mondo, tutti a cercare di insegnarci a guardare al senso che vogliamo dare alla nostra vita e al mondo.
Che ci aiutino a capire quanto sia devastante seguire la folla di idioti che inseguono la finanza delinquente sul suo terreno di gioco senza capire mai, ma proprio mai, che il problema più grande di questo pianeta non è il Mercato e non è l'Economia e non é la Borsa: sono le visioni aliene che abitano la mente degli Economisti, dei Banchieri, dei grandi Capi che scopriamo essere piccoli piccoli e ciechi.
Completamente ciechi.
Stanno rappresentando davanti ai nostri occhi un dramma vero senza essersi mai presi nemmeno la briga di almeno imparare a recitare bene la propria parte.
Come si fa a lasciarsi trascinare nel baratro di questa follia senza chiedersi mai "Perché?".
Ci vorrebbero un pazzo, un filosofo o un bambino, per far rinascere la domanda delle domande, quella che pare abbiamo tutti dimenticato, travolti dall'ossessivo "Come?" con cui ci ammorbano le giornate parlando di crisi.
Qualcuno glielo vuole dire, a questi pomposi idioti, che i perché vengono prima dei come?

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