mercoledì 21 settembre 2011

Contro la Secessione

Il popolo è sempre sovrano e quindi è l’unica figura che è sempre sopra il Capo dello Stato”: lo ha detto stamane il capogruppo alla Camera della Lega, Marco Reguzzoni, intervenendo a “La telefonata” di Maurizio Belpietro su Canale 5 per commentare la presa di posizione di Giorgio Napolitano sull’ipotesi secessione prospettata da Umberto Bossi alla festa del carroccio a Venezia." Da Il Fatto Quotidiano...

Commenta Elessar (fra i primi 72 commenti al pezzo linkato):
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita NELLE FORME E NEI LIMITI della Costituzione”.
Reguzzoni, le regole vengono prima del consenso. Che tra l’altro avete perso.
Non credo sia troppo pretendere che i parlamentari conoscano almeno la Costituzione italiana."


Semplice e preciso.
Basterebbe questo, no?
Che per trovare un minimo di senso civico si debba ormai spulciare fra i commenti alle notizie, è la misura di come siamo messi.
Per ottenere quella "coesione sociale" cui pare tenere tanto, il Capo dello Stato non avrebbe bisogno di dire di più.
Sbaglio?
Non è questo che dovrebbe fare?
Ricordare a tutti, ogni volta che si renda necessario ricordarlo, che ciò che tiene coeso un paese è proprio il riconoscersi nelle regole comuni, cioè (appunto) nella Costituzione.
Ciò che lo divide non è tanto la presenza di leghisti secessionisti, che se fosse loro ricordato essere la secessione un reato punito dall'art.241 del C.P.* sarebbero già tutti in galera o zittiti per sempre.
E neppure quella dei politici politicanti che si riconoscono solo come Casta, come società a sé, non più (evidentemente) come cittadini temporaneamente incaricati di rappresentarlo.
Il Paese è diviso perché non c'è nessuno che, avendone l'obbligo, senta doveroso ricordare il rispetto di quella Costituzione.
Se devono essere i cittadini a ricordare al Capo dello Stato che non è in alcun modo sufficiente richiamare alla coesione dei Ministri della Repubblica che disconoscono la Costituzione che dovrebbero servire, significa che lo Stato non è più rappresentato nei fatti.
E che gli unici ad aver memoria delle regole comuni riassunte nella Costituzione, sono appunto quei cittadini che non smettono di chiedere che venga rispettata.

Basterebbe sentire il Capo dello Stato dire questo.
Sarebbe già un segno.
Un segno che invece non ricordiamo più e che costringe, come cittadini, a farci carico di mantenere viva una Costituzione che pare defunta, oltre che per la Casta, che la manipola e la reinterpreta per difendere se stessa e i propri immeritati privilegi, anche per conto di un Garante delle Istituzioni che non garantisce che farlocche reprimende - che non significano assolutamente niente - anziché denunciare un reato di cui all'art. 241 C.P. aggravato in quanto il fatto è commesso con "violazione dei doveri inerenti l'esercizio di funzioni pubbliche".

* «Art. 241.

2 commenti:

  1. Come già ho sostenuto altre volte, l'ultima in occasione delle sue pressioni indebite a favore dell'intervento in Libia e in appoggio al sedicente CNT, Napolitano andrebbe incriminato per attentato alla Costituzione, perché in questo si concreta la sua pervicace "omissione di atti d'ufficio", a cominciare dalla nomina dei ministri leghisti, che è di sua competenza e di cui è ora che si assuma la responsabilità. Se nessuno in Parlamento ha preso nella più vaga considerazione l'ipotesi di una procedura di "impeachment", avviata per molto meno nei confronti di un altro sgangherato presidente della Repubblica, Giovanni Leone, anche questo rende ampiamente l'idea del livello a cui è precipitato questo Paese e chi lo rappresenta.

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  2. Marco:

    Ciò che stupisce è che, nonostante la Rai abbia un canale dedicato alla Storia, sugli ultimi 50 anni della storia politica italiana non sappia più niente nessuno. Infinite puntate sul nazismo e sul fascismo, ma da lì in avanti c'è la rimozione totale.
    E questo vuoto di memoria (collettiva perché istituzionale), consente anche alle più alte cariche dello Stato di dire a fare cose inammissibili dalla stessa Costituzione rimanendo però, nell'immaginario collettivo( e solo di immaginario si tratta)un Presidente amato dagli Italiani.
    (un'altra contemporanea,pare...)

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