martedì 20 settembre 2011

Niente secessione:non è il momento (pare).

"Di fronte all'emergenza della crisi, "agitare la bandiera della secessione significa porsi fuori della storia, della realta' e dell'indispensabile impegno comune per fare fronte alla situazione". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano" (leggi qui)

(Durissimo)

Poi però mi si chiarisce:
"Riferendosi indirettamente a Standard and Poor's il Capo dello Stato ha voluto sottolineare che "i dati non rimpiccioliscono il Paese". Infatti "siamo una grande economia, una societa' molto vitale". Ma questo "deve essere messo a frutto con scelte appropriate e il piu' possibile condivise".

Letale, quella sulle scelte condivise.

(Avercela, un'opposizione "divisa", caro Lei)

Quasi quasi rimpiango il picconatore.

(Almeno sui reati era ferratissimo).

2 commenti:

  1. Che delusione.
    Le cose che ha detto un ministro (?!?!?!) della Repubblica sulla secessione sono gravissime. Il Presidente, in quanto garante della Carta, doveva calcare la mano su questo aspetto, riallacciandoci al discorso che abbiamo fatto ieri. Invece....Sembra quasi minimizzarle e sdrammatizzarle, ma sono eversive. Se qualche migliaio di persone si organizzasse in cellule terroristiche, poi chi ci va a dire che stavano solo scherzando? Oltretutto, mi sembra il discorso della Sibilla Cumana, ognuno lo tira dalla sua parte (vedi commenti del cdx, che riesce a far dimenticare chi c'è al governo).
    Invece no: sembra atteggiarsi, con queste parole che tu giustamente e saggiamente evidenzi, come padrino dell'inciucione prossimo venturo.

    RispondiElimina
  2. Massimo:

    Sì, il cerimoniere dell'inciucio, l'officiante che invita alla pace sbianchettando dal cervello dei pretesi fedeli i punti cardine del Testo Costituzionale.
    Ancora ieri, leggevo un paio di pezzi su La Nuova Venezia, questo e questo, e mi consola capire che se l'officiante colpevolmente dorme, per nostra fortuna sono ben svegli gli amministratori locali.
    E mi sa che sono la sola forza democratica ancora reperibile.
    La costante manipolazione della realtà, questo continuo evitare le proprie responsabilità istituzionali invocando una fantomatica "coesione sociale", impossibile perché basata sull'evitamento patologico dei fatti, è forse (me ne vado convincendo ogni giorno di più)il vero dramma di questo momento, di questa legislatura, di questo ultimo tratto della nostra storia.
    Ogni giorno e a ogni episodio negato e manipolato, non so fare a meno di ripassarmi mentalmente il periodo immediatamente precedente le leggi razziali in Italia, quando il fascismo virò al nazismo e l'ordine era garantito a suon di olio di ricino quale contromisura al disordine che disturbava il Paese Felice.
    Forse è perfino peggio...

    RispondiElimina