domenica 18 settembre 2011

A Venezia!

Ieri pomeriggio circa migliaio di persone si è riunito davanti alla Stazione di Venezia per dare vita a una manifestazione anti-Lega.
Al corteo, autorizzato, partecipavano Sel, Rifondazione, Pd insieme a Centri Sociali e a molti comuni cittadini.
Il programma prevedeva di raggiungere Riva Sette Martiri sfilando dalla Stazione lungo la Strada Nova e fino a San Marco ma, incomprensibilmente, è stato loro imposto di deviare il tragitto dalla Stazione e solo fino a Campo Santa Margherita, campo chiuso che si trova a pochi minuti dalla stazione, e impediti a proseguire da un cordone di polizia in tenuta anti sommossa.
I manifestanti, irritati per l'incomprensibile divieto, visto che la annuale manifestazione leghista - la Festa dei Popoli Padani - è in calendario per oggi e non c'era quindi alcun rischio per l'ordine pubblico, hanno tentato di forzare il cordone di polizia pacificamente e con le mani alzate.
Respinti a manganellate, hanno chiesto l'intervento del Sindaco Orsoni il quale ha chiamato il Prefetto affinché sollecitasse il Questore di Venezia a consentire la manifestazione pacifica.
Non è servito a nulla: il Questore prende ordini solo dal Ministero degli Interni.


I manifestanti hanno tentato allora di forzare una seconda volta il blocco di polizia ma sono stati nuovamente caricati e solo a quel punto hanno reagito difendendosi con i bastoni degli striscioni e delle bandiere, come si vede al video sotto


Sono comunque stati respinti verso la stazione dove, un centinaio di loro, ha occupato i binari bloccando il traffico ferroviario per circa 1 ora.


Pare vi siano stati 11 feriti fra i manifestanti e forse altrettanti fra le forze dell'ordine.
Queste le premesse alla manifestazione leghista che fra poche ore invaderà Venezia, come ogni anno protetta anche dal rischio di trovare esposta ai balconi una bandiera italiana, che com'è noto, è da considerarsi simbolo reazionario da far rimuovere dalle forze dell'ordine o da "buttare nel cesso", come ebbe a consigliare Bossi nel 1996 a una coraggiosa veneziana che osò esporre la bandiera al suo balcone, proprio in Riva Sette Martiri.
Nei tg nazionali, i veneziani non leghisti non li vedrà mai nessuno.
Venezia sembrerà anche quest'anno, nelle immagini trasmesse a tutti gli italiani, una città leghista dove sventolano solo bandiere verdi con il sole delle Alpi.
Chi non vive a Venezia ha finito con gli anni per convincersi che davvero Venezia e tutto il nord-est sia terra di leghisti.
Ma non è così: i leghisti sono e restano una minoranza, protetta politicamente dal Monviso a Venezia, che può permettersi, come è successo alla loro manifestazione a Venezia del 2009, di picchiare a sangue un barista e sfasciargli il locale solo perché colpevole di non essere "padano" ma albanese.

Già stamattina di ciò che a Venezia è successo ieri non se ne parla che in fondo ai quotidiani, come si trattasse di un fatto marginale e, per capire in che contesto vive un veneziano non leghista, invito a leggere i commenti sotto alle notizie riportate ieri sul Gazzettino di Venezia.

6 commenti:

  1. Agenti in stragrande maggioranza meridionali schierati da un ministro degli Interni fascistoide e pregiudicato, incomprensibilmente giudicato come interlocutore credibile dalla sedicente sinistra istituzionale, a difesa di ciarlatani secessionisti e razzisti che in un Paese appena civile sarebbero messi in condizione di non nuocere, altro che sedere illegalmente in Parlamento e tantomeno al governo con personaggi che urgono di TSO. Uno dei tanti paradossi italiani. E un'informazione servile, complice, indecente, tace o minimizza, anzi: darà spazio al "Rito dell'ampolla". Con la speranza che provveda Giove Pluvio dove non riesce la scarsa consapevolezza degli italiani.

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  2. Marco:
    Ha dato spazio al "Rito dell'ampolla", l'informazione, come da copione.
    Anzi: pure la diretta tv, e non me l'aspettavo dal Fatto Quotidiano.
    E da ieri, tutti a riportare le affermazioni di Bossi sulla secessione, mimetizzata dietro un possibile fantomatico referendum.
    Nessuno che chiarisca l'idiozia di un annunciato referendum per la secessione - regionale?comunale?nazionale? P A D A N O??? - che ha il solo scopo di far apparire "legale" una promessa alla propria base che ha continuato per tutta la farsa a scandire "Secessione! Secessione!".
    Naturalmente alla farsa è stato garantito un cordone di polizia che nemmeno un G8: poliziotti a bloccare gli accessi a ogni ponte e verifiche documenti a ogni passante, abitanti della zona per primi.
    Mi consola l'aver visto un Bossi parecchio fiacco e fuori sincrono; mi preoccupa l'esaltazione della base che ha acclamato Maroni come Leader più di Bossi.

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  3. La presenza della Lega in Parlamento sconfessa da sè le bislacche teorie care ai berluscones dei "giudici comunisti". E' un partito INCOSTITUZIONALE, quindi fondato nella illegalità, come si evince da questo semplice confronto:

    COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
    PRINCIPI FONDAMENTALI
    Art. 5.
    La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principî ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento

    Art. 12
    La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

    Art. 54
    Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
    I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.


    mentre, nello statuto di questa cosca, il cui nome completo, formalmente, è "Lega Nord per l'indipendenza della Padania", è scritto:

    Art. 1 - Finalità
    Il Movimento politico denominato “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” (in seguito indicato come Movimento oppure Lega Nord o Lega Nord - Padania), costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana.

    Pensare, poi, ai pubblici comportamenti dei suoi esponenti è aberrante: viene violata mezza Costituzione, tra razzismo, intolleranza civile e religiosa, odio razziale, incitamento alla sovversione armata.

    Infine, giova ricordare il curriculum di tre ministri:
    Umberto Bossi - condanna definitiva a 8 mesi nell'ambito dello scandalo Enimont.
    1 anno definitivo dalla Cassazione per affermazioni verbali di istigazione a delinquere in occasione di due comizi della Lega Nord a Bergamo, in cui si incitavano i militanti leghisti a "cacciare i fascisti dal Nord anche con la violenza".
    Due condanne definitive per altrettante compiute affermazioni verbali di vilipendio alla bandiera italiana, la prima ad 1 anno e 4 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena, la seconda a una multa di 3 000 € (essendo nel frattempo intervenuta modifica in punto pena del reato all'inizio del 2006 ad opera del III Governo Berlusconi).

    Roberto Maroni - 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano, per aver morsicato la gamba dell'ufficiale di polizia, dopo la caduta in terra.

    Calderoli Roberto - condannato nel 1998, in primo grado, a 8 mesi per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, per aver partecipato ai disordini davanti alla sede della Lega in via Bellerio; è stato indagato per scontri con la polizia a Brescia, e per attentato all'integrità dello Stato nell'inchiesta di Verona sulle "camicie verdi".

    Mi fermo qui, ho già nausea e mi duole il capo.....

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  4. In quanto alla ampolla, resto appeso a quella splendida definizione che ne fece anni fa su "Repubblica" Sebastiano Messina: "Il più costoso trasbordo di acqua minerale della storia".

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  5. Massimo:

    grazie.
    E' sempre utile ricordare che la Lega non sta per caso alGoverno con B.
    Se vota ogni fiducia per salvarlo dai processi (e con lui, gli altri) ha incassato anche per sè modifiche al Codice Penale per mettersi al sicuro da sentenze.
    Nel febbraio 2006,insieme alla depenalizzazione del reato di oltraggio alla bandiera (che comunque mi pare sia ora punito con appunto una ammenda), nello stesso decreto venne cambiato anche l'art. 241 ((Attentati contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato) che fino ad allora prevedeva che "Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato [ o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza dello Stato, è punito con la morte. ergastolo


    Alla stessa pena soggiace chiunque commette un fatto diretto a disciogliere l'unità dello Stato, o a distaccare dalla madre Patria una colonia o un altro territorio soggetto, anche temporaneamente, alla sua sovranità" e ora comunque ancora recita "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza o l'unità dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.
    La pena è aggravata se il fatto è commesso con violazione dei doveri inerenti l'esercizio di funzioni pubbliche».
    La cosa sconsolante è stato notare, una volta di più, il silenzio pressoché totale dei media su ciò che èsuccesso sabato a Venezia (caso unico, finore, di manifestazione pacifica impedita senza ragione) e lo spazio dato invece alle esternazione di Bossi -"Secessione" e "Abbiamo anche i fucili" - un Ministro della Repubblica, a fianco del quale stava ilMinistro degli Interni. Quello stesso che a definito "Delinquenti" i manifestanti del giorno prima e non ha fiatato di fronte all'evidente ennesimo reato cui assisteva senza fare una piega.
    Solo uno, ha osato parlarne, Giuseppe Giulietti, sul Fatto Quotidiano.
    "qualche ora dopo, nella medesima Venezia, davanti agli occhi e a pochi metri dalle orecchie del ministro Maroni, e forse del prefetto e del questore, un ministro della repubblica, il senatore Bossi ha rilanciato l’ipotesi della “secessione padana“, ipotesi espressamente vietata dalla Costituzione italiana; si è trattato dunque di un appello eversivo, in senso tecnico e letterale.

    Come definirebbe queste parole il ministro Maroni ? Perché non ha inviato le forze dell’ordine ad interrompere quella che lui avrebbe chiamato, in altri contesti “una manifestazione sediziosa”? Dove stavano e dove sono il prefetto e il questore? Hanno inviato un rapporto ai loro superiori, cioè allo stesso ministro, oppure hanno fatto finta di non vedere e di non sentire?

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  6. Nel frattempo, non c'è quotidiano online o blog che si esima dal proporci dotte discussioni sull'intervista alla De Nicolo, eletta a novella icona del capitalismo da boudoir.
    Come se ciò che questa zoccola ha detto fosse chissà quale rivelazione, mentre mi pare che da che mondo è mondo, il prezzo di una zoccola sale in virtù non solo delle sue prestazioni, ma pure del suo silenzio.
    Che, mi pare, una volta rotto, può certo contare su una più vasta platea di possibile acquirenti la decantata merce ma, come accade per ogni merce di largo consumo, dovrà gioco forza ridure le tariffe, dimostrando di non avere nemmeno l'intelligenza della Madame d'Alto bordo che a fine carriera riesce a essere rispettata proprio per aver saputo fare bene i suoi affari.
    Insomma, siamo a discutere di una puttana anziché del fatto che anche le puttane oggi hanno il loro spazio commerciale nelle tv di Stato.
    Cosa di cui pare nessuno si curi.
    Figuriamoci se qualcuno si è accorto che a Venezia si è compiuto un vero atto di repressione fascista...

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