lunedì 7 novembre 2011

Another brick in the Wall

8 Novembre h. 22.16 

Mi rimetto in stand by...

Niente crollo del Muro (resisterà più della Muraglia Cinese, a occhio).

A proposito di occhio, eccone uno acuto.

E a proposito di "resa dei conti" (mancata), ecco un ragionamento che condivido in pieno. 
In sintesi: "potrebbe trattarsi di un capolavoro tattico".
Qui il pezzo di Amenduni sul FQ.

8 Novembre 2011 - h. 13.00
In attesa (di cosa?), linko qui la foto di famiglia, abilmente scattata dal bravo Telese, quella delle cui facce e nomi è bene non perdere memoria.
Qualunque sarà la prossima famiglia nella cui foto compariranno in futuro, mai dimenticare da dove arrivano e perché.
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Non so voi, io non so se sentirmi contenta e prepararmi ad aprire lo spumante che attende in frigo, o essere disperata, per ciò che succederà subito dopo la festa.
Sto leggendo che - entro poche ore, forse addirittura in giornata - potremmo avere la notizia delle dimissioni di B.
La sola notizia ha di botto alzato lo spread, che era in picchiata a 490, di 17 punti.
Mi sento come se stessi per assistere a un nuovo crollo del Muro di Berlino.
No.
Come se stessi assistendo alla caduta di Mussolini. O di Hitler. O all'annuncio della Seconda Guerra Mondiale.
Insomma, il mondo in queste ore ha gli occhi fissi sull'Italia, in attesa di veder cadere il nostro puerile ma non innocente Gheddafi.
Senza bombe e senza Tomahawk.
A meno di considerare bombe o Tomahawk le bombe lanciate sulla nostra economia.
In ogni caso, si tratta di un evento storico, la cui portata - secondo me - riusciremo a leggere chiaramente solo (e forse) fra qualche anno.
Ammesso che fra qualche anno avremo ancora i soldi per comprare un giornale o pagarci l'adsl.
Insomma, in queste ore si sta facendo il Mondo Nuovo.
Che passa, anche se sembra incredibile, dall'Italia.
Sento i creek... e gli scraunf... dei mattoni che si muovono.
Giù questo muro, saremo tutti più nudi.
Nessuno straccio di bugia dietro cui nascondere le nostre paure e nessuno da indicare come responsabile dei nostri mali.
Contentezza e paura. Insieme.


Ansa h. 13.47
"Berlusconi si presenta alle Camere, chiede la fiducia per varare la legge di stabilità e il maxiemendamento, annuncia che si dimetterà un minuto dopo e che chiede le elezioni a gennaio. Di questo si discute". Lo afferma il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, in un intervento sul foglio.it.

"Ho raccolto e riproposto voci note su un'imminente passo di Berlusconi per sottrarre il paese e se stesso a un'incertezza radicale, a un'agonia politica senza capo né coda. La dichiarazione di Gianni Letta sulle misure economiche che restano, secondo il principio di continuità amministrativa, anche quando il governo cambia, mi sembra molto più autorevole della mia, e molto indicativa di ciò di cui si discute", prosegue Ferrara nel sul intervento 'La via d'uscità che sigla con il tradizionale elefantino. "La via d'uscita c'é. Invece di prolungare l'agonia, Berlusconi si presenta alle Camere, chiede la fiducia per varare la legge di stabilità e il maxiemendamento, annuncia che si dimetterà un minuto dopo e che chiede le elezioni a gennaio. Di questo si discute", prosegue. "La piattaforma è la seguente. Il direttorio franco-tedesco ha in parte scaricato la crisi greca, che gravava sul sistema euro anche e soprattutto con i titoli insolventi, sul debito sovrano italiano puntualmente onorato e perfettamente sostenibile con un avanzo primario da primi della classe. La Bce deve diventare prestatore di ultima istanza, altrimenti l'euro sarà l'unica moneta del mondo incapace di difendere se stessa e i debiti espressi in euro", si legge ancora. "L'Italia ha i fondamentali solidi e può farcela con la cura delle riforme di struttura - conclude - Ma il sistema politico è bloccato da regole che non permettono di governare. Un premier che non può imporre la sua linea e la linea del governo al ministro dell'Economia, o cambiarlo, non è un premier. Ogni soluzione diversa dalle elezioni è un pasticcio che indebolisce il paese e tradisce la grande riforma del maggioritario e del bipolarismo. La coalizione di Pdl e Lega non é disponibile a questi giochi".

12 commenti:

  1. Aspetto, ma ormai troppe volte ce lo hanno dato per spacciato e lui si è comprato quel parlamentare in più per sopravvivere...

    E' stato osservato che lo spread oggi varia a seconda delle dichiarazioni: annunciata la crisi di governo, l'indice è migliorato, mentre alla smentita di Cicchitto si ha avuto un peggioramento.

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  2. ..... and "time goes by"!
    un po' di "Casablanca" non ci sarebbe troppo male, just for the suspence.
    Crying, smiling or laughing?
    Let's believe in God and hope for the best!

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  3. Titolo di televideo RAI di ieri pomeriggio: "riunione per decidere se le dimissioni danneggiano Mediaset".
    Come su certe piastrelle che vendono come souvenir: "Signore, benedici chi si fa i cazzi suoi".

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  4. Appunto.....
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    IL TITOLO BALLA IN BORSA, MARINA E PIER SILVIO IN TRINCEA PER EVITARE L’EMORRAGIA DI MILIONI IN CASO DI FINE DEL DUOPOLIO RAISET

    Arcore chiama Cologno Monzese: il vertice della famiglia (allargata) telecomanda figli e fedeli alla corte del premier agonizzante.
    L’arrivo di Pier Silvio, dopo Confalonieri e Marina, a Villa San Martino ieri in mattinata è, letteralmente, la “prova televisiva”.
    Un summit che spiega come l’impero finanziario sia la prima preoccupazione del premier.
    E la consueta confusione del conflitto d’interessi, in un giorno in cui la Borsa racconta l’altalena (anche) dei titoli di casa B., sballottati da annunci e smentite sulla fine dell’esecutivo.
    Le azioni Mediaset ieri mattina perdevano circa il 2,6% per risalire poco dopo le 12 alla notizia sulle dimissioni ad horas, lanciata come una bomba da Giuliano Ferrara.
    Ma Piazza Affari non dice tutta la verità, perché la presenza a capo del governo dell’imprenditore Berlusconi ha fatto comodo, eccome, alle imprese domestiche.
    Non solo per le leggi ad aziendam, come quella che l’estate dell’anno scorso consentì a Mondadori di ‘chiudere’ in via definitiva una vertenza con il Fisco, su un mancato pagamento di 173 milioni pretesi dall’Agenzia delle Entrate, con un esborso di soli 8,6 milioni.
    Grazie papi, come al solito.
    Anche se resta lo scotto del Lodo Mondadori, costato a B. un assegno da 560 milioni di euro e l’aggravarsi della sindrome dell’assedio.
    Altri numeri fanno paura a Marina e Pier Silvio.
    Quelli degli ascolti delle reti di casa, per esempio: domenica in prima serata, Canale 5, Rete4 e Italia1 hanno racimolato in tutto il 28,6% di audience.
    La Rai il 44%: solo Report oltre il 14%.
    Perde la tv generalista, in assoluto, ma Mediaset perde molto.
    Soprattutto in termini di gradimento: in un giorno medio dell’ottobre 2005, le tre emittenti private raccoglievano in prima serata il 41% del pubblico; la tv pubblica il 46%.
    Lo stesso dato oggi vale per Mediaset il 31%, per la Rai il 36.
    Ormai il mercato tv si è aperto: lo dimostrano il Servizio Pubblico di Santoro e il telecomando libero di spettatori sfiancati dai Grandi Fratelli vari (che infatti registrano tracolli).
    Con un paradosso in termini pubblicitari: la Rai ha una media share del 41% e incassa solo il 24% del capitale pubblicitario in circolazione, il Biscione con il 36% di share attrae il 56%, cioè 2 miliardi e 413 milioni.
    Senza contare il business della pubblicità istituzionale che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi indirizza sulle reti televisive di Silvio Berlusconi: 4,659 milioni di euro su 21,466 milioni stanziati nel 2010 per radio, giornali e tv, cioè il 21,70% del totale.
    Sky e La7 raccolgono le briciole, e la Rai? La concessionaria Sipra ha portato pubblicità di ministeri vari per un valore di 890 mila euro, ma di fatto non ha incassato un euro: viale Mazzini è obbligata a concedere spazi gratuiti al governo.
    La grande paura dei pargoli di B. oggi si chiama legge Gentiloni: una cosa che un nuovo esecutivo (più disinteressato del precedente) potrebbe rispolverare, riportando al 45% il tetto massimo di pubblicità.
    A Cologno Monzese una cosa è certa: se cambia il governo, cambieranno anche le cose in Rai.
    Saranno più difficili le larghe intese, la concorrenza troppo leale in casa Raiset, insomma il sostanziale controllo di un solo potere sul mercato della tv. Forse il premier teme la vendetta nel luogo che più gli sta a cuore: il portafoglio.
    E in giro – almeno così sembra – ci sono meno amici pronti a dichiarare che “Mediaset è patrimonio culturale del Paese” (Massimo D’Alema).

    (da “Il Fatto Quotidiano”)

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  5. Maurizio
    Sì, fra le altre cose, pure la vergogna di un'evidente speculazione borsistica sulle macerie.
    Vediamo oggi che succede, sembra di stare sempre sull'orlo del baratro, a guardarlo all'infinito se mai che arrivi la fine o la salvezza (che salvezza non sarà, comunque).
    Vediamo che succede...

    Cle la vedo/sento io.
    Più che un time goes by , che prima o poi sarà, vedo un cadere dalla farsa all'incubo vero e proprio.fra lo spumante e le lacrime. Non sarà in ogni caso una Liberazione, Cle; sarà solo un passaggio della Storia.
    Ma forse per capirlo abbiamo bisogno che si compia.
    E questo lo vedremo oggi, a meno di un'altra ennesima puntata dell'horror infinito...

    Massimo
    sì, non mi sfuggono i dettagli laterali alla storia che sono però parte vitale e integrante della stessa storia.
    Non so pensare che all'urlo che continua da troppi anni:" Ma dov'è finito il buon senso? Dove la Ragione? Dove la nostra dignità?".
    Questo Paese è fin troppo paziente e fin troppo democratico, a volte...
    Per questo non so decidere
    No, non almeno per come

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  6. 308 voti... ma non se ne vuole andare... :-S

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  7. Ilaria
    Infatti: h. 20.06, ed è il Colle (non lui)a dire che starà ancora fra noi fino all'approvazione della legge di stabilità e solo dopo si dimetterà.
    Forse...
    Chiunque altro sarebbe in ginocchio da mo'...
    Lui resiste e non sai mai quale sarà la prossima mossa.
    Mi chiedo: ma il Presidente della Repubblica, non ha alcun potere di pretenderle queste dimissioni?
    Lo chiedo perché non lo so...

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  8. IO NON CI CREDO.
    Stamattina la rassegna stampa era piena di titoloni: "si è dimesso"; "è finito"; "la svolta".
    Ho ancora vivido il ricordo di un anno fa, con la mega-mozione delle opposizioni, dopo lo strappo con Fini. Patacconi salì al Quirinale e ottenne da Napolitano, forse colto nel sonno, un mese di tempo (un mese!!!incredibile...) prima di arrivare al redde rationem in Parlamento.
    Ora temo che la storia si ripeta. La cronaca di questi tristi anni ci ha insegnato che è un bugiardo cronico, un eversivo piduista. Un caimano che brucia la terra dietro di sé. Dargli tutto questo tempo serve solo a rinserrargli le fila o acquisire vecchi e nuovi vo(l)ti in Parlamento.

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  9. Massimo
    Ecco, appunto...
    E' roba da non crederci, roba che non si è mai vista, che non sta nè in cielo né in terra.
    Ma la stampa italiana, cos'ha, al posto dell'organo per pensare? Una macchinetta che sforna cazzate a nastro?
    Questi straparlano di una cosa che - come grazie a Dio vedi anche tu (a volte mi sembra di vivere in un mondo che non esiste) - è stata, per l'ennesima volta, solo annunciata!!!
    Ma ci stanno pigliando per i fondelli?
    Come scrive a caldo ieri sera Marco (linkato all'occhio qui sopra) - non si sono mai viste le dimissioni differite e condizionate .
    Cioè, non si è dimesso , e il Capo dello Stato gli ha servito pure il piatto facendo lui per primo una dichiarazione (B ha parlato solo dopo! ) che gli era stata servita la formula con cui far ingollare al Paese una vigliaccata pazzesca!
    Ha ancora lui,cioè B, il randello in mano.
    Questo continua a fare ilsuo gioco, a dettare regole e tempi e condizioni.
    Qualcuno mi spiega come diavolo sia possibile?
    E stiamo ancora qui a parlare di Istituzioni, di Democrazia, di Regole, di Costituzione?
    Roba da matti!
    E tutto il codazzo dei media dietro, a pecora...

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  10. Devo dire che sono parecchio sconvolta. Non è come tutte le altre volte, cioè qui il paese sta andando a rotoli, siamo "osservati speciali" dall'Europa, in piena crisi eccetera... e questo rimane attaccato alla poltrona con tutto 'sto codazzo dietro (come dici giustamente tu) a prenderci in giro in un modo tragico.

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  11. Ilaria:
    Sono sconvolta anch'io: come si può assistere inermi a ciò che sta succedendo?
    Mi chiedo cosa aspetti il Capo dello Stato a sciogliere le camere e a imporre un qualsiasi governo - anche guidato da lui stesso (non so se sia fattibile ma l'emergenza è tale che dovrebbe esserlo).
    Ciò che mi è chiaro è che lo Stato,cioè noi, stiamo in queste ore pagando salatissima la non scelta di sciogliere le Camere di un anno fa o anche solo di 1 mese fa, quando era già evidente che il Governo non aveva più i numeri.
    E' il delirio dell'impotenza, ciò che sta accadendo.
    Seguo allucinata gli "ora per ora" aspettandomi un minimo di rispetto per lo Stato da tutti, nessuno escluso.
    Non per l'Europa, a questo punto.
    Nè per le Borse.
    Per noi.
    Ciò che si sta verificando rischia di togliere l'ultima residua fiducia dei cittadini nel senso dello Stato di chi è lì per tutelarlo salvaguardandone i cardini Istituzionali.
    Non ho mai visto una situazione simile, mai...

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  12. Se Napolitano scioglie le camere, allora non può formare un nuovo governo, ma continua a governare questo solo per gli affari correnti. Silvio lo si caccia potendo avere dopo il governo tecnico solo con una sfiducia formale.

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