martedì 20 dicembre 2011

Cibo e calore

Altra mattinata apparentemente infruttuosa.
In realtà, credo di potermi riconfermare che nulla, come il silenzio, sa portarmi i soli frutti di cui ho davvero bisogno.
Insomma, prosegue questo mio clima interiore autoriflessivo.
Positivo.
Perché scopro che ogni volta che vi torno, il tempo fra un silenzio e l'altro, che mi era sembrato vuoto, è stato sempre e comunque un tempo vivo.
Riscopro che i miei bisogni si riducono all'essenziale: cibo, calore,
Libri, anche.
Ma, ancora una volta, dovessi scegliere, me ne basterebbero ancora oggi da 3 a 5:
1) I fondamenti del Misticismo Tibetano
2) I Veda Mantramanjari
3) Baghavad Gita
4) Poesie di Emily Dickinson
5) Spoon River Antology
Forse il Pessoa del Libro dell'Inquietudine, giusto per ricordarmi che i nostri pensieri, quelli di tutti noi, girano alla fine sempre attorno a se stessi.
E che il continuo perdersi e ritrovarsi dei pensieri non ha che un senso: riportarci al centro della nostra già perfetta umanità.
Che per essere ha bisogno di due sole cose, davvero essenziali: cibo e calore.
Libri, anche.
Per nutrire e dare calore alla nostra esistenza.
Perfetta, così com'è.
A condizione di non sovraccaricarla di strati su strati di cose e pensieri che ostacolano il raggiungimento della felicità.
Quella vera.
Quella che nasce per incanto solo dal silenzio.

Nessun commento: