domenica 19 febbraio 2012

La maga delle spezie

Sto procedendo piano verso la fine di questo “La maga delle spezie” di Chitra B. Divakaruni.
Ha un primo immediato pregio: quello di rallentare il desiderio compulsivo di ingoiare le parole.

Viene voglia di trattenerle un po', di assaporarle, di sentire con il fiuto dell’immaginazione ogni profumo, di provare a riconoscerlo mentre esala dal mortaio dove lei prepara le cure per l'anima adatte a ogni diverso cliente della sua piccola bottega.
Poi c'è però un’altra cosa: leggendo, diventa via via più chiaro che l’autrice non racconta solo una storia, pur facendo anche quello: ti invita insieme a riflettere sul senso dei pensieri, sul significato delle pulsioni che ci governano e di cui siamo spesso inconsapevoli.

Lei sa leggere i piccoli gesti delle mani delle persone che entrano nella sua bottega, ne osserva gli sguardi, coglie da luci e ombre che hanno negli occhi un disagio, un fermento sottostante, uno stato d’animo di disperazione o di felicità che li agita.

Lei, la maga che ha seguito in modo indisciplinato un percorso per imparare quelle regole necessarie ad affinare l'arte di abbinare gli stati d’animo alle spezie che li curano, pare voler sottolineare un aspetto spesso trascurato dai sapienti e che non è a lei stessa evidente: nessuno sa mai davvero cosa nasconde in fondo alla propria anima.

Puoi aver imparato tutto sulla vita, sulle emozioni, su come si debbano affrontare con saggezza le cose della vita.

Questo sapere non ti salva dall’imprevisto, che rimetterà in discussione tutti i tuoi punti fermi.
Perché la vita è un continuo divenire, non esiste una verità immutabile e non esistono conoscenze che ci salvino da una nuova tentazione che ci spingerà a non curarci della conoscenza già acquisita.

Su tutte, la tentazione sempre nuova dell’amore.
Puoi conoscerne tutta la bellezza e la tenerezza, tutta la passione e il dolore che sempre l’accompagnano, puoi averlo conosciuto mille volte nei suoi aspetti più misteriosi, e spesso tragici, arrivando al punto da riconoscerne subito la natura negli occhi altrui.

Eppure, ogni volta che riappare a te, ogni volta che qualcuno improvvisamente fa nascere in te il desiderio di un’attenzione, di uno sguardo, di un pensiero o di un sorriso che sia solo per te, spazzi via in un istante ogni saggezza per provare ancora una volta quell’emozione che ti fa morire per il desiderio di un abbraccio o di uno sguardo.

L'amore ti riconsegna ogni volta nudo, a quella promessa di follia e disordine che ti riporta alla vita.

Ecco, si può essere maghe esperte, si può diventare somministratrici di cure e spezie per curare ogni dolore e ogni ferita del cuore altrui.
Ma niente, ti può proteggere dalla tentazione dell’amore che improvvisamente e inaspettatamente puoi provare tu.

Ciò che dice la maga delle spezie, è che l’amore rimane inafferrabile e misterioso anche dopo che ne conosci ogni invito e ogni tranello.
Solo una cosa puoi fare per evitare i dolori che porta sempre con sé, nascosti dietro ai baci e alla gioia: rinunciarvi e dedicare quello stesso amore alle spezie.
O a qualsiasi altra cosa.
Riempire quel vuoto che l’amore non occupa con pensieri e amore per altre persone o altre cose.

Finché un giorno si apre una porta, due occhi ti guardano e ti sorridono.
Quel giorno, ogni precauzione e ogni proposito di rinuncia verrà spazzato via dalla tua mente in meno di un secondo e ti farà nuovamente desiderare che quel sorriso torni ancora e ancora a illuminare la tua bottega di maga esperta, dimenticando di aver avuto fermi propositi di saggezza fino al momento prima.
Forse, quello che insegna la maga delle spezie, è che non c'è magia che possa competere con la magia dell'amore, la magia delle magie, superiore e più potente di ogni altra magia o incantesimo, unico mistero che nessuno è davvero in grado di comprendere.

Che poi, spezie e maghe a parte, non è la malattia di cui si vorrebbe sempre essere malati?

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