giovedì 19 aprile 2012

A. contro tutti

Il duenne che a ventanni spazzerà via ogni traccia del New World Order, continua a molestare il mio bisogno di quiete spirituale.
Nell'ultima settimana avevo notato la presenza di una riciclatissima auto di plastica a pedali, recuperata chissà dove.

Gengis-khan, che non pedala come si diceva, la usava come usa il triciclo. Cioè trascinandola e sbattendola vuoi contro la siepe, vuoi contro le porte, vuoi contro i muri perimetrali di casa, producendo così la costante e rasserenante colonna sonora delle mie non più silenziose giornate.

Ieri farfugliava direttive a 40 decibel contro F., la sorellina di 3 anni e mezzo che domina a spintoni accompagnati da defoglianti tirate di capelli, quando ha scagliato l'auto di plasticone contro un mega vaso da fiori (ovviamente senza fiori) che troneggia al centro del quadrato d'erba che chiamo molto impropriamente "giardino dei vicini".

Il botto che si è  avvertito preannunciava la tragedia.

Accortosi di aver rotto il mezzo (che un paio di volte ha tentato di riaggiustare sbattendo con furia una ruota divelta contro l'asse da cui si era staccata), si è trasformato in agnellino piagnucolante andando a pietire soccorsi dal padre, quasi che la demolizione fosse avvenuta a causa di un fulmine scagliato dall'Onnipotente e a sua insaputa, indicando però (perfido) F., come concausa del danno di cui era vittima.

La manfrina è andata avanti per una buona mezz'ora, cioè fino a che il padre, uomo paziente e a mio avviso fin troppo accondiscendente, ha dichiarato che non c'era più nulla da fare, tranne smaltire il mezzo nei rifiuti di plastica dopo il definitivo smontaggio di quel che ne rimaneva.

Al mio affacciarmi sulla scena, cercando di farmi una ragione del baccano e dei pianti corali degli infanti, A., con il super moccolo che gli colava abbondante sulla maglietta, mi indicava in lacrime la tragedia continuando a scuotere con furia la siepe, quasi a invocare una qualche giutizia dalle piante di bosso o da me.

Ci sono giorni in cui mi consolo per l'inquinamento acustico dicendomi che è il prezzo da pagare affinché, per la legge dell'Equilibrio nelle cose del mondo, il potenziale terrorista che mi abita a fianco possa sviluppare in tutta la sua potenza devastatrice la determinazione che lo porterà a eliminare a mani nude ogni traccia di NWO.
Eliminazione che attuerà senza sentire alcun bisogno di democratiche discussioni o di verificare l'esistenza o meno di una mortifera Trilateral Commission.

Fra meno di 18 anni, me lo immagino piombare senza invito sul Bildberg, armato di scarponi chiodati e lanciando urla così devastanti da polverizzare all'istante ogni invitato eccellente del fantomatico gruppo.

Me lo vedo entrare dritto in Parlamento per fare uno scoppiettante falò di tutte le leggi firmate, proposte e votate dalla banda del buco con segretari al seguito, senza darsi troppo la pena di far distinzioni fra chi ha detto cosa o perché e quando.

Attendo paziente il mio compenso per l'odierno baccano, sperando nel giorno in cui, facendo piazza pulita di falsi monaci benedettini e puzzolenti decrepite badesse al potere, A. prenderà a calci l'Ordine Neo-Nazista che vota di soppiatto Pareggi di Bilancio voluti da banchieri obesi, riportando A. nel mondo, dopo un bel fuoco purificatore, qualche traccia di quell' Anarchia endogena senza la quale nessuna società può dirsi sana.

Mentre scrivo, il restauratore degli istinti di sopravvivenza repressi, è in allenamento nel tiro palla oltre siepe che accompagna con degli "Hei!" urlati in direzione della raccattapalle qui seduta, la quale se ne sta zitta e imboscata fingendo di non esistere in attesa che la pioggia e il temporale in arrivo lo colgano di sorpresa.

Ah, dimenticavo: urla e strepita anche contro tuoni e fulmini, inveendo contro questi convinto di poterli zittire a comando.

Ridà fiducia, no?, assistere alla ricrescita spontanea di tracce di vita in un paese di zombie.

Nessun commento:

Posta un commento