giovedì 10 maggio 2012

Yin e Yang

Il compito per tutti dell'oroscopo di Brezsny di oggi è:

"In quali circostanze la tua vitalità ha raggiunto l'apice?"

- Faticando fino allo sfinimento in giardino.
- Quando ho organizzato i banchetti per la raccolta firme per l'acqua o delle cene estemporanee per gli amici.
- Certe volte che al lavoro o nella vita mi trovo a gestire situazioni complicate o a dover trovare soluzioni a problemi che non mi riguardano direttamente.

Non è una domanda banale, quella di Brezsny.

Credo sia in quelle attività nelle quali esprimiamo il massimo della nostra vitalità, che ci sentiamo pienamente noi stessi.


Anche nel dormire però, esprimo pienamente me stessa.

Nel sano piacere della fatica fisica, alternato a quello di un sonno profondo e rigenerante, credo di trovare una specie di mio "senso della vita".

A dire il vero, scivolo a volte anche in una statica sindrome da ruminante.
Passo d'inverno giorni e settimane immersa in elucubrazioni mentali totalmente inutili, tranne che a far lievitare in me la convinzione di alla fine aver "capito tutto".

Un "capire tutto" che non produce nulla, se non una molle tamasica stanchezza, una sorta di pesantezza fisica e una tristezza che si traducono in un senso di impotenza nei confronti di un mondo che mi annienta.

Uno dice: "Perché allora non ti dedichi solo a ciò in cui la tua vitalità raggiunge l'apice?"
Come dicevo, mi trastullo con l'illusione di aver "capito tutto".

In me convivono, senza cozzarsi troppo contro, yin e yang, bianco e nero, vitalità totale e passività totale.

Azzerassi una delle due fasi per rifugiarmi stabilmente nell'altra, fermerei un'oscillazione fra gli opposti che mi regala, in alcune condizioni, uno stato di perfetto equilibrio Zen che voi ve lo sognate. 

L'equilibrio è per me nell'oscillazione.

Mi arrendo al movimento dei pianeti, ai cicli lunari e all'evidenza del fatto che dopo ogni inverno arriva una primavera.

Uscendo quindi da mesi di spesse e avvilenti elucubrazioni mentali, ho iniziato la stagione strappando pigramente qualche erbaccia e raccogliendo piano piano cumuli di foglie secche.

Senza accorgermene mi ritrovo, con i muscoli doloranti e in un anticipo di estate, a faticare in un giardino dove vivo dei picchi di vitalità meravigliosamente gratificanti.

Mi si svuota la mente dall'inverno e mi si rinforza l'estivo senso della vita.

Come se avessi bisogno dei ruminamenti per potermi poi godere pienamente questo rastrellare foglie, il potare rami e siepi, l'annaffiare radici disidratate o il piantare e trapiantare per ridisegnarmi un panorama.

Tramuto in azione concreta il mio desiderio profondo di contribuire a cambiare il mondo.

Partendo dal giardino.

1 commento:

  1. Sia l'esperienza dello ying che quella dello yang servono alla comprensione e alla vita. E senza l'allenamento dell'elucubrazione non trarresti nemmeno insegnamento dall'esperienza "manuale".
    PS: mi piacerebbe conoscerti :-)

    RispondiElimina