mercoledì 11 luglio 2012

Niente di niente

Cosa resta ancora da dire, di questo paese immerso nell'irrealtà di un sonno dove nemmeno gli incubi fanno più paura, tanto sono annientati dal ridicolo?

Ogni mattina, per pigra abitudine di anni, apro i quotidiani come fosse un atto di fede, con la sempre più tenue speranza di un guizzo di vita, di un barlume di senso che mi spinga a leggere fino in fondo almeno una notizia.

Non ce ne sono.
Non ci sono più notizie.

Solo un riciclo infinito di cose dette, ridette e rimandate da una voce all'altra in un gioco dell'assurdo che mi toglie ogni stimolo a proseguire letture totalmente inutili.

A chi può mai interessare ciò che dice Napolitano sulla legge elettorale?
O cosa dicono Fornero e Camusso sul lavoro?
O  cosa dice Monti che sullo spread, sui conti e sui tagli dice tutto e il contrario di tutto nel giro di due ore tranne aver l'aria di pavoneggiarsi come un tacchino ad ogni colpo di tosse?
In questo era decisamente più eccitante B.: non sapevi mai se ridere o vergognarti, ma eccitava gli animi e schierava a sua difesa elefanti e madamine rifatte sui quali era un piacere sparare.

Ora vien solo voglia di dormire anche a guardarli.

A volte trovo più stimolante perfino la telenovela Fico-Balotelli, che nemmeno ho ben chiaro chi siano o di cosa si parli però vedo titoli sul binomio ogni giorno che dio manda in terra.

In una delle sue lezioni Krishnamurti sostiene che la democrazia non è libertà, ma una delle tante forme di schiavitù mentale che abbiamo accettato come sinonimo di libertà.
Cos'è la democrazia, dice, se non un accordo fra due parti, in competizione fra loro, ognuna delle quali pretende di imporre all'altra una propria idea del mondo?
Alla fine, la democrazia è una forma di resa - per un certo numero alternato di anni - all'ambizione di potere di individui incapaci perfino di pensarla, la libertà, tanto sono inconsapevoli del fatto che la democrazia è un'invenzione umana che ha lo scopo di consentire di comandare a turno, ora l'uno ora l'altro contendente, ognuno schiavo delle proprie illusioni sul mondo.
Figuriamoci come siamo messi in questo paese, dove le due parti insieme impongono entrambe al paese una non-visione dell'universo, pur di restare saldamente aggrappati non a idee o visioni (figuriamoci, troppo lusso!), ma a delle misere poltrone.
Perché, ne avessero almeno una, di visione o di idea, ce ne sarebbe arrivato un qualche lampo, una briciola caduta per caso, un dettaglio scappato di bocca all'ultimo dei loro servi.
Niente!
Schiavi di se stessi, imprigionati nel loro bozzolo autoprotettivo dal quale non possono più uscire, che idea possono avere della libertà?
Della democrazia?
Del mondo senza poltrone?
Contrabbandano per democrazia perfino una dittatura (che qualche burlone si premura di definire "soft", come fosse una specie di cremina lenitiva post scottatura da spiaggia), in cambio di quattro palanche e due miserabili righe su Wikipedia.
Eppure, esiste forse una dittatura peggiore di quella che ti colonizza la mente fino a farti dimenticare che, perfino in una democrazia farlocca qualunque, chi mente, chi compie un reato o agisce contro la Costituzione, quale che sia, viene immediatamente costretto alle dimissioni fosse altro che per salvare le apparenze?
Non è cosa.
Meglio cambiare la legge o la Costituzione.
Non sia mai che ci tocchi la fatica immane di pretenderne il rispetto da parte di chi avrebbe il dovere di difenderla.
Meglio dormirci sopra, alla fine.
Meglio starsene zitti e tentare di coltivare improbabili zucchine: magari non ne avrò mai una comunque, però avrò almeno imparato qualcosa in un paese in mano a un potere così ridicolo da faticare perfino a fare il morto.
Eppure, è morto.
Non ricordo dove, l'altro giorno (in un film?) qualcuno ricordava a qualcun altro che un elefante, dopo che gli hai sparato, continua a camminare ancora per 3/4 giorni.
Sei costretto a seguirlo, se vuoi vederlo morto.
Anche se sai che morto lo è di sicuro.
Voi seguite l'elefante.
Fate la veglia al defunto, sia mai che si sveglia...
Io dormo.

2 commenti:

  1. Convincente, desolante, vero. Vado a dormire :(

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  2. Questo non vuole nemmeno essere un commento, perché condivido anche le virgole di quello che hai scritto. Paradossalmente il caldo appiccicoso di questa estate, così insano come la situazione che ci tocca vivere (e l'aria che respiriamo), induce alla letargia. Un post sontuoso: grazie.

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