venerdì 19 ottobre 2012

I mostri non finiscono mai: Dubezia

Siete pronti per il futuro?
A Venezia ci si prepara facendo concorrenza a Dubai.
Qui sotto ciò che vedrete in futuro imboccando il Ponte della Libertà.

Ma prima, ecco la presentazione del video che illustra gli intenti filosofici sottesi al progetto:

"Uno degli obiettivi che hanno sempre guidato Pierre Cardin in quasi settant'anni di moda e design è stato quello di far sì che una scultura possa altresì avere una utilità pratica. In effetti ogni sua creazione nasce con l'intento prioritario di renderla un oggetto utilizzabile nella vita di tutti i giorni. Palais Lumière rappresenta la massima espressione di questa filosofia di fondo poiché la stessa è rapportata ed estesa all'ambiente in cui una persona vive, abita, lavora, socializza.

Ecco dunque l'oggetto utilizzabile tutti i giorni".
La Sculpture utilitaire

Il campanile di San Marco sembrerà una robina persa fra tetti e altane sgangherate poco prima che l'occhio si perda oltre la laguna fino all'Adriatico, così da vedere per tempo le mega navi da crociera in arrivo.

Chi mai vorrà sorbirsi più il Calatrava per raggiungere i piccioni a San Marco, potendosi godere dall'alto una Venezia panoramica senza doversela sudare a piedi su e giù dai ponti?

Più che a Venezia, tutti a Dubezia.

Insomma, pare che il progetto convinca tutti.
A parte i soliti comitati di cittadini rompiscatole, si sa...

Un po' di numeri:

L’edificio sarà alto 60 piani per uno sviluppo di 245 metri in altezza e avrà una base a terra di 30.000 m2 più circa 45.000 m2 dedicati a residenze private, 34.000 m2 di alberghi e 130.000 m2 di attività direzionali, commerciali, servizi, poli di ricerca applicata, centro congressi, centri di istruzione superiore e ristoranti.

A queste superfici vanno aggiunti circa 4.000 posti auto e garage collocati nel basamento dell’edificio nei due piani interrati, 72 ascensori e 44.000 m2 di giardini pensili con relativi laghi e piscine, private e pubbliche.
In totale si tratta di poco meno di 400.000 m2, almeno 1,4 milioni di metri cubi.


Pare che la struttura delle tre torri sia un'idea venuta a Pierre Cardin mentre un giorno guardava tre fiori in un vaso legati insieme da un nastro.


Per dire come non si raccomandi mai abbastanza di fare davvero molta attenzione a ciò che si pensa...

Una buona notizia c'è: quando Venezia sprofonderà, sulle torri del Palais si farà a coltellate per un posto all'asciutto.

Ma noi, quel giorno, non ci saremo.


Un sito con aggiornamenti sul mostro di Cardin qui.

14 commenti:

  1. quella merdata alta 200 m davanti a Venezia? Gira roba buona alla Legion d'Onore! Ora ho capito perché gli intelettualloidi fanno a gara per finirvi e i grandi cervelli come Pound amarono enezia da uomini, perdendosi nelle sue calli e dormendo ora in un vecchio cimitero con le lapidi che affondano, inclinate come denti di narvalo! chi è il malato di mente che firmerà l'OK. vorrei conoscerlo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao!
      Di ok ne servono più d'uno, su progetti come questo.
      E però, come dicevo, pare che gli ok arrivino puntuali da ogni parte.
      L'ultimo è di queste ore, e riguarda l'Enac, l'ente per il controllo aereo del vicino aeroporto di Tessera: pare che i 220-250mt di altezza potrebbero costituire un serio pericolo per via dei voli in atterraggio o decollo a un tiro di schioppo in linea d'aria.
      E però, sembra che l'Enac sia disponibile a una deroga e che finirà per dire sì.
      Vedi qui.
      Anche Roma, pare (dove ci stanno ancora lavorando) dirà sì.
      A dire no sono molti ingegneri e architetti, con argomenti tecnici e saperi che nessuno si fila.

      Insomma, dire no è considerato cosa sgradevole, in questo paese...

      Elimina
  2. La vista dall'alto suggerisce l'idea di un'elica...
    a parte la facile associazione marittima, che si tratti di un esemplare tra quelle che fa "girare"?

    Grazie per questo post

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao!
      Aspettiamo a vederle, quelle eliche.
      Sui mega progetti veneti in cantiere sarebbe da metter su un commercio di eliche, tanto "girano"...
      Grazie a te...

      Elimina
  3. Ma dove la vorrebbero fare? A Marghera? Accanto alla ferrovia? Oppure verso l'aeroporto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'area è quella che va da Marghera via F.lli Bandiera vecchia zona industriale 1, fino al cavalcavia di Mestre, lato Laguna ovviamente.
      In questa pagina, c'è una mappa con evidenziata la zona interessata dal progetto

      Elimina
  4. Alla fine dovrebbe essere un po' nascosta dal cantiere navale e dal petrolchimico, quindi come obbrobrio sarà circondata da altri obbrobri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Nascosta" la vedo durissima, per una torre alta 220/250 mt. A venire "nascosti" saranno molto più probabilmente il cantiere navale e quel che resta del petrolchimico, dato che tutta l'area subirà una pesante trasformazione che arriverà a coinvolgere Marghera, la stazione, il cavalcavia stesso (è prevista la costruzione di un tunnel per l'accesso a Mestre Corso del popolo e Via Torino, con successivo abbattimento dello stesso cavalcavia, se ho capito bene).
      Si tratta di un'area piuttosto vasta e il progetto prevede l'abbattimento di molte strutture oggi dismesse e lo spostamento di altre ancora in attività.
      Come si vede nell'immagine linkata sopra, l'area destinata a trasformazione parte da Marghera e si va ad affacciare in Laguna, cambiando radicalmente lo scenario attuale.
      Dubito lasceranno a vista i cantieri navali, viste le planimetrie destinate a residenze super lusso, albergo da nababbi e piscina olimpionica.
      Chi investirebbe dei dobloni per affacciarsi sul petrolchimico?

      Elimina
  5. Un insulto, oltre che una roba da buzzurri, che può al massimo corrispondere ai gusti degli emiri del Golfo, dei loro amici yankee o degli "oligarchi" russi e può giusto essere partorito dai deliri senili di un vecchio demente e di un'"archistar" sciroccata. Che vada a farselo al Mont Saint-Michel, il "Palais Lumière" (che fantasia, poi!) e vediamo cosa gli rispondono i franzosi! A proposito, i vari Renzipiani e Maxfuksassi non hanno niente da dire in proposito?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I renzipiani e i maxfuksassi sono dei gentiluomini: se non puoi dir bene di qualcuno, non dire niente.
      Questa regola base del bon ton, consente di presentare il Palais Lumiére alla Biennale Architettura, così che chi presenta il progetto abbia un nome nella storia patria.
      Però qualche voce che si esprime contro c'è, a leggere questo pezzo, oltre a quelle di Settis e Salzano che ne hanno parlato più volte su Eddyburg (link fra i miei "News".
      Peccato che vi sia fra questi che oggi sparano sul "progetto dello stilista prestato all'architettura", anche chi ha progettato lo Zen di Palermo, a quel che leggo, magnificato all'epoca come una genialata...
      E' un mondo strano, quello alla rovescia in cui siamo precipitati...

      Elimina
  6. Mah... a me pare solo una fantasia pseudofallica di un ultraottantenne.

    Siccome anche solo per andare a far pipì deve ravanare per cercarselo dentro le braghe, costui vorrebbe dimostrare al mondo che gli tira ancora qualcosa realizzando un enorme ca..o di 250 metri d'altezza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido la diagnosi e aggiungo: vuol dimostrare, e far sapere ai posteri, che lui ce l'ha non solo di dimensioni notevoli, ma pure con le lucine tipo strass.
      Insomma, un arnese grande e pure illuminato.

      Elimina
  7. Chissà se qualche poveretto si prenderà la briga di fare qualche considerazione sui cedimenti attesi al piano fondale o sulla risposta sismica locale. Forse si, e non è detto che serva.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ne ho idea, ma immagino che qualcuno quella briga se la sia dovuta prendere. Il che, però, non è detto che significhi qualcosa: il Ponte di Calatrava rimane a testimoniare quanto l'archistar sia un passpartout per far dichiarare fattibile qualunque cosa.
      Tanto poi a pagare i danni ci pensano le casse comunali, cioè i soliti noti: noi.

      Elimina