mercoledì 17 ottobre 2012

Rosaspina vive e lotta insieme a voi

Inframezzati alla siepe di ligustro crescono spontanei alcuni arbusti di biancospino.

Uno dice: "Che bello, siepe inframezzata da fiori e frutti".

No.

Dovendo tenere la siepe uniforme in altezza, il biancospino non trova mai la luce per arrivare a fruttificare, perciò si difende con una profusione di spine assassine.

Spine temibilissime, che a ogni potatura di siepe lasciano il segno.

All'ultimo taglio di stagione, una decina di giorni fa, un paio di queste mi si sono infilate, attraverso i guanti da giardino, sulle giunture di mignolo e anulare.

Come succede spesso, la punta delle spine mi si è infilata nella carne giusto per la sua parte sottilissima e invisibile.

Così sono ancora là, e invece che cadere addormentata per cento anni come Rosaspina, mi ritrovo con due dita a salsicciotto.
Mi donano, eh? Ché chi è bello sta bene con tutto...

Però, mi dicevo ora che a volte il destino è più preciso di una formula matematica: il giorno prima ti perdi a ragionare di Rosaspina, e il giorno dopo ti ritrovi punta dal biancospino.
C'è qualcosa di fatale, in queste mie dita a salsicciotto.
Come un segno, un timbro del destino.

A volte mi sento come se fra la mia esistenza e quella delle principesse nelle fiabe non ci fosse che un niente, una specie di minuscolo ritardo temporale che però fa tutta la differenza.
Perché, sappiatelo, in me si nasconde una principessa che una fata cattiva ha trasformato in Cenerentola alla nascita.

Attendo da allora di far la prova della scarpetta di cristallo, con tutto l'ambaradan di bacio del principe e festone finale.

2 commenti:

  1. OT

    sono tornato sull'argomento Veneto City:

    http://kelebeklerblog.com/2012/10/18/veneto-city-e-il-segreto-del-marchio-italia/

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  2. Forse hai ragione su Cenerentola etc., ma è vero che mi hai fatto sorridere.
    Un saluto e un abbraccio
    Cle

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