lunedì 15 ottobre 2012

Spendere per risparmiare

Ovvero, Spending Review: poche idee e ben confuse.

L'avete letta quella che, per tagliare i costi, i comuni dovranno provvedere a ridurre lo spreco di energia per l'illuminazione pubblica, vero?

Chissà che mi ero pensata.
Immaginavo grandi città e paesini al buio o con qualche fioca lucina qui e là, giusto per non rendere troppo laboriosa a ladri e borseggiatori la vita notturna.

Niente di tutto questo, a quanto pare.

Leggo ora che il Veneto ha approvato un'erogazione di contributi ai comuni per predisporre il Piano dell’Illuminazione per il Contenimento dell’Inquinamento Luminoso.

Più di un milione 250 mila euro per "la realizzazione dei nuovi impianti di illuminazione e per ogni intervento di modifica, adeguamento, manutenzione, sostituzione ed integrazione sulle installazioni di illuminazione esistenti nel territorio comunale, con gli obiettivi di contenimento dell’inquinamento luminoso per la valorizzazione del territorio, il miglioramento della qualità della vita, la sicurezza del traffico e delle persone ed il risparmio energetico".

Ma anche: Con successivi provvedimenti – conclude Conte (Assessore alle politiche ambientali - ndb) – la Regione provvederà invece a valutare e finanziare le richieste per interventi di bonifica e adeguamento degli impianti esistenti e per la realizzazione dei nuovi impianti di illuminazione pubblica e di illuminazione stradale, sulla base delle disponibilità di bilancio”

Fra tutte, quella sulla valorizzazione del territorio e il miglioramento della qualità della vita mi perplime parecchio.

Poi c'è ovviamente anche la sicurezza, che ormai te la infilano dappertutto più che la rucola e il prezzemolo.

Per risparmiare, si spendono un milione e 250 mila euro: a quanto si prevede ammonterà il risparmio, non è un dato sapere.

Non so cos'abbiano in mente: le vecchie lampadine non si trovano ormai nemmeno più al supermercato e quelle pubbliche, almeno qui in zona, sono già tutte a basso consumo energetico.

Così mi chiedo: doteranno viali e piazze di vecchi lampioni a olio che novelli lampionai a ogni calar della sera accenderanno davanti ai milioni di telecamere sparsi per la città?

Non vedo come altro potrebbero stare insieme spesa e risparmio o valorizzazione del territorio e sicurezza.

Ho però un presentimento: che se dimenticassi il lampioncino di cortesia esterno acceso, per quanto con lampadina a basso consumo, non la passerei liscia.

Ad ogni buon conto, mi sono largamente provvista di candele, candeline e candelone.

Candelotti no, non ancora.
Non si trovano neanche all'Ikea: che abbiano esaurite anche le scorte?

2 commenti:

  1. rossana,

    mi perplimo anch'io e molto, ma tra gli obbiettivi che si propone il nuovo piano di illuminazione, quello della maggior sicurezza del traffico è davvero il più misterioso:-)

    Ma non preoccupiamoci, prima si spende un po' di quattrini e poi si "vede"

    Evidentemente affievolire, sostituire o spegnere qualche luce dove ce n'è necessità sarebbe stato troppo semplice per quei cervelloni..

    Ora voglio vedere cosa si inventano qui in toscana

    maria

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    1. Maria, quel "poi si vede", visto l'argomento, ci sta tutto.
      Mi verrebbe voglia di esagerare e buttare lì una corrispondenza quasi matematica fra illuminazione pubblica e Illuminazione ma desisto.
      A pensarci, che possano parlare di luci e lampioni delle menti al buio, ha del tragico.
      Sulla sicurezza e la relazione di questa con il buio nelle strade, con i tempi che avanzano, è come dichiarare che a breve saranno leciti i coprifuoco dopo il tramonto.
      Per dire...



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