domenica 18 novembre 2012

1Q84

Libro definitivo.

Appassionante come un giallo, intricato come una linotipia a chiave, fantasioso come solo la realtà può esserlo.


Oppure niente di tutto questo: solo una descrizione del mondo che è insieme reale e metafisica, profonda al punto da scardinare ogni certezza sulla realtà introducendo dubbi minacciosi fin dentro ai consueti panorami quotidiani.


Dubbi alla Murakami Haruki, s'intende. 


Dubbi che si presentano come corvi, come civette, come gatti: al suo solito. 


Solo che qui lo sguardo si fa più ampio e arriva giù, fino in fondo alla memoria più lontana nel tempo sfiorando l'inconscio, cioè l'intuito indimostrabile.


E poi si spinge sù, inevitabilmente fino al cielo, quello che non osserviamo più esattamente come non badiamo più, o non vi crediamo più, ai segni e ai sogni che scorrono accanto della nostra vita.

Se ho amato Norwegian Wood, se mi ha toccato fino in fondo all'anima Kafka sulla spiaggia; se mi è spiaciuto finire La ragazza dello Sputnik e ho ballato per giorni dopo aver letto Dance, dance, dance, credo che nei prossimi mesi passerò il tempo in profondo stato di meditazione, dopo questo 1Q84.


Con una sola certezza: ogni cosa ha senso solo se noi le diamo un senso.


Bisogna quindi decidersi a trovargliene uno che faccia al caso nostro, partendo da una premessa, non solo murakamiana: ogni cosa è reale esattamente quanto noi la crediamo tale, dubbia quanto noi la pensiamo tale e falsa nella misura in cui non fa parte della nostra visione del mondo.

1Q84 è la bibbia di Murakami Haruki, il libro indispensabile a chi ama questo autore perché li riassume tutti.

9 commenti:

  1. Sai che questo è un autore che non riesco ad approcciare? Ho in casa "Norwegian Wood" (che avevo anche iniziato ma abbandonato subito perché era un periodaccio) e "Kafka sulla spiaggia", leggo e ascolto parecchie opinioni positive (per non dire incantate) su questo autore - compreso 1Q84 - ma... resto diffidente. Prima o poi arriverà il suo momento anche per me.

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    1. Arriverà, Murakami trova sempre il modo di arrivare.
      Pensa che è successa pure a me la stessa cosa: 1°acquisto Dance Dance Dance. Mai sentito nominare, non ne sapevo nulla, comprato solo per rispettare una mia fissa di comprare sempre (anche) un autore nuovo, sconosciuto (a me) e non occidentale.
      Iniziato, l'ho mollato dopo 20 pagine dicendomi:" Ma che roba è mai questa? Ma è fuori?".
      Poi un giorno ero fuori io, non avevo niente di nuovo da leggere e l'ho ripreso in mano con rassegnazione e al solo scopo di staccarmi dalla mia confusione del momento.
      Beh, non c'è niente come Murakami, quando sei confusa.
      Ti fa fare dei giri di giostra tali che, alla fine, ti ritrovi per forza, e ti ritrovi davvero.
      Aspetta, ci sarà un giorno che...

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  2. Ho lo stesso problema... mi hanno regalato "Kafka sulla spiaggia" una mia amica entusiasta mi ha detto che dovevo assolutamente leggerlo e non sono mai riuscito davvero ad avvicinarmici... però dopo una recensione così appassionata prometto di metterci più impegno

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    1. No, non "impegnarti", lasciati andare piuttosto, leggere non può e non dovrebbe mai diventare un dovere né un impegno...
      E' che Murakami è particolare, molto particolare: se non sei nel giusto mood non funziona.
      Per apprezzarlo, devi essere in quello stesso stato d'animo con il quale da bambino ascoltavi le fiabe, quelle che da adulto hai poi compreso contenere sostanziali e immutabili verità.
      Ecco, il giorno che ti senti così, inizia Kafka sulla spiaggia: ne uscirai come rinnovato.
      Promesso.

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  3. Orpolina, non c'è un titolo uno tra quelli menzionati che mi risuoni nella mente, conscia e non, anche solo con la più flebile eco della memoria. Però questa visione così 'magica' delle lingue ideogrammatiche, su una realtà plasmabile a piacimento dalla pura forza della parola -- e della mente-alveare umana -- ha sempre esercitato un intenso fascino su di me, non posso negarlo.
    Per ora mi trattengono altrove altri pensieri e progetti, ma non smetterò di tener presente il suggerimento.
    Per adesso -- aki no kure, "crepuscolo autunnale". E buon ultimo scampolo di domenica a te.
    marilù.

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    1. Bene, che nessun titolo ti risuoni: è tutta terra vergine da esplorare, no?
      Quali pensieri? Quali progetti?
      Sono curiosissima su di te...
      Chissà perché, leggendo "crepuscolo autunnale", m'è tornato in mente Luchino Visconti: sarà che mi sto rivedendo i suoi film, fra i quali un Al di là del bene e del male, l'altra sera, che mi ha fatto sentire in un vertiginoso baratro culturale?
      Non solo i libri, bisognerà salvare alla svelta, ma pure questi films e certo teatro, prima che arrivi l'ondata di piena che ci riporterà alle caverne...

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    2. Ops!
      Liliana Cavani, Al di là del bene e del male, non Luchino Visconti.
      Vedo troppi film ultimamente...

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  4. In realtà, cara Ross, non mi riferivo a programmi speciali ma solo a piani (peraltro sempre passibili di modifiche) di letture invernali, che per il momento mi piacerebbe indirizzare verso il vicino e travagliatissmo Oriente, più che verso quello Estremo, ma pur sempre ricco di una sapienza profonda e profondamente pacificatrice e che, a partire dal libro degli I King, mi ha accompagnata per un bel tratto dell'adolescenza; da lì, poi, solo in tempi recenti, sono approdata agli hai ku giapponesi. Passando prima per l'immancabile James Clavell e dribblando invece i manga, che non mi hanno mai -- purtroppo? -- attirata granché.
    Insomma, una visione a volo d'uccello sull'argomento "Est", della cui superficialità mi vergogno persino un po'.
    Lasciamo perdere i vecchi film, perché lì dovrei proprio seguire un corso accelerato di recupero. Pensa che temo di non ricordare un benemerito nulla della Cavani, e si tratta di una delle nostre glorie nazionali.
    Ma, a discapito dei vari strascichi del male che mi ha consegnato al chirurgo qualche settimana fa e che mi sconsigliano un affaticamento della vista con soste prolungate al pc, intendo rimettermi in pari. Se non al primo, almeno al secondo quadrimestre e che diamine!
    Comunque mi facilito le cose con due mentori e tutors d'eccezione: la adorabile Szymborska e il tuo intramontabile, tempestoso conterraneo, Catullo. Giusto per non scordare mai quanto sono europea e mediterranea.
    Grazie sempre dell'ospitalità e del tuo gentile interesse. A presto rileggerti/rileggerci!
    Con affetto, marilù.

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    1. James Clavell! Quello di Shogun! Ho adorato quel libro, e pure l'altro, cos'era?...Tai-Pan? Che storie magnifiche...
      Anch'io mi sono ributtata sull'europeo, cioè sul vecchio amato Thomas Mann: non ce n'è per nessuno. Non ne nascono più di monumenti europei simili.
      Stò leggendo un suo saggio su Tolstoj e Goethe nel quale arriva a parlare di un'Europa, quella del '22, anno in cui scrive il saggio, sulla natura della quale fa considerazioni che sono tentata di riportare, tanto mi sembrano di oggi, di ieri, attualissime.
      Grazie a te per i molti stimoli, buone letture e abbi cura degli occhi...

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