lunedì 26 novembre 2012

Ah ah ah...le primarie...

A parte che voglio immaginare in molti siano andati a votare alle primarie Pd solo per divertirsi partecipando alla farsa, noto ora che, nonostante la pretesa "democrazia dal basso", ancora non si hanno dati certi su tutte le sezioni scrutinate e lo spoglio risulta fermo ai dati delle 2.25 di stanotte.

Strano poi (o forse anche no), che sia solo Renzi a chiedere che siano resi pubblici i verbali di tutti i novemila seggi, unico modo per fugare dubbi sui risultati.

Forse a Bersani non interessa avere dati certi sui quali misurare la sfida con Renzi al ballottaggio?

Se avessi poi deciso di partecipare (troppo burocratica la cosa: vorrebbe sembrare vera diventando con ciò stesso finta al massimo grado), l'avrei fatto solo per votare Renzi.
Non perché veda in lui un candidato premier, che davvero non ce n'è uno che voterei, ma solo per provare a rovinare il fegato a Bersani.

Mettiamo che altri l'abbiano pensata come me e con questo spirito abbiano partecipato, perché non riesco a credere che vi siano ancora più di tre milioni di piddini convinti in giro per il paese, come saperlo se non attraverso la pubblicazione online di tutti i novemila verbali di seggio?

Sarà il passatempo divertito delle prossime ore, scoprire come risolveranno la questione.

15 commenti:

  1. Ooook, piddina che ha votato a rapporto...! :-) Accetto gli sberleffi ma non la tua affermazione disfattista per cui voteresti Renzi solo per rovinare il fegato a Bersani. Ne va dell'Italia... Bersani sarà quel che sarà (non starò qui a difenderlo) ma Renzi è lo sfascio. Se anche votandolo io potessi danneggiare il fegato del mio peggior nemico, non lo voterei!

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    1. Anche il fegato di Bersani, è parte dello sberleffo.
      Non c'è infatti differenza per me fra i due, per questo avrei votato Renzi.
      Chiunque dei due vinca infatti, sarà comunque obbligato al rispetto dei trattati europei, già approvati.
      Però, visto che ti ho sottomano, sarei curiosa di capire, al di là delle banalità sul Renzi "berluschino" e sul Bersani "pettinatore di bambole", cosa convince te, al punto da credere che faccia davvero differenza chi sarà segretario del Pd, visti i capestri europei che pesano sulla testa di tutti.(Trattati votati dal Pd compatto, quindi anche da Bersani)

      Pensi davvero che la situazione attuale sia tutta responsabilità dell'ex B.?
      Che il Pd non ne abbia alcuna, sulla lunga resistenza di B. al governo?
      Che siano giuste, o dovute, o un obbligo al quale non si potevano sottrarre, il voto sul Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), da cui la vergognosa legge di stabilità e la precedente catena del Fiscal Compact?
      Tutti trattati passati senza senza sentire mai, nemmeno un momento, la necessità di informare i cittadini su ciò che andavano approvando in silenzio, quasi che quei trattati non avessero alcuna influenza sulla vita odierna di milioni di italiani?
      E' questo che non capisco, dei piddini che vanno a votare pro uno o pro l'altro.
      Come fanno, cosa ancora vi convince di questo Pd, sapendo che in ogni caso non vi sarà una sola decisione, una sola legge che possa toccare il bilancio dello Stato senza che questa debba passare prima sotto la mannaia dell'approvazione di Bruxelles?
      Fammi capire, davvero; perché non posso credere che vi siano ancora 3 milioni di piddini che votano convinti alle primarie nonostante il Pd sia il vero sponsor del governo Monti e nonostante il Pd abbia approvato tutto ciò che gli è passato davanti in questo governo, e molto anche durante il governo di B.
      Significa che approvi ciò che Bersani stesso ha approvato?
      E se non approvi, quali ragioni ti dai per continuare a votarlo?

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  2. Io avrei anche votato, se solo avessi trovato il mio certificato elettorale, latitante ostinato per la prima volta in tanti anni. Potrei forse recuperarlo in vista del ballottaggio, ma non mi sento più l'età per dovermi inventare che mi faceva male un callo ieri, per potermi veder riconosciuto il diritto di votare domenica prossima.
    Forse è meglio lasciar stare quel certificato, che si faccia pure qualche altro cicchetto in santa pace col fegato del Bersey; è un autunno così freddo, questo.
    Ciao Ross, buona settimana.
    marilù

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    1. Molto freddo e molto grigio, scuro...

      Che poi, mi chiedevo: se il "certificato elettorale" certifica che lo Stato riconosce a un cittadino l'avere lui rispettato le leggi e la Costituzione, così da aver mantenuto il diritto a esprimere la sua cittadinanza votando, come sarà mai, che il cittadino è chiamato a dare il proprio voto chi le leggi le cambia così da meglio adattarle alla propria convenienza di bottega (politica) e la Costituzione la calpesta nei fatti fino a tradire lo Stato, senza che nessun cittadino vi si possa opporre?
      In assenza di una corrispondenza fra il dire e il fare dei politici, è chiaro che poi un certificato elettorale tenta di nascondersi, di non farsi trovare.
      Non vuole diventare il mezzo per il compiersi della farsa.
      Lascialo lì, dimenticalo....

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    2. No, dimenticarlo no, spero proprio non accada mai. In casi estremi, me ne farò rilasciare una copia per le elezioni politiche, quelle che se non proprio certificate al cento per cento dalle infallibili commissioni di controllo Onu, un minimo di certezza in più sulla regolarità nell'espletamento di iscrizioni al voto e scrutinio delle schede riescono ancora (non so per quanto) a garantirlo.

      A proposito di scrutinio: sentito che i senatori hanno bocciato a straripante maggioranza la legge-farsa ad Sallustium? Quasi quasi un brindisi insieme a quell'eroe che gli ha pagato i caffè me lo farei persino io, che sono quasi astemia, perbacco.

      Ciao cara Ross, e sempre in alto cuori e calici, eh! O sursum corda, che è lo stesso.
      marilù

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    3. Sentito, sentito...
      Ma non so pensare ai brindisi né ai calici.
      Trovo tutto molto opaco, grigio, smorto.
      O moribondo.
      Perfino il caso Sallusti, che mai ho apprezzato, riesce a darmi un senso di sconfitta irreparabile.
      Sursum corda poi no, proprio no no e no!
      Chè quell'obbligo ad essere pure felice, di innalzare il cuore per non dispiacere al Re, oggi mi pare perfino meno misericordioso di una camera a gas...
      Ross

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    4. Ma no, non dicevo mica nel senso di "sempre allegri bisogna stare/ ché il nostro piangere fa male al re, al ricco e al cardinale"! Anche perché il "sursum corda" alludeva più che altro ai sorsi di... cuore nel senso di coraggio e anche corda, da non mollare mai. Per noi stessi, prima di tutto. E poi perché qualcuno ci potrebbe anche inciampare, in quella corda. E, se non è molto alto, farsi addirittura francescano, per l'occasione.
      Se invece è un papavero proprio di quelli alti, di altitudine oserei dire, si potrebbe fare anche un bel mazzo ... lin di fiori che vien dalla montagna. Tanto per restare in ambito canoro.
      Ma basta con gli acuti. E' l'ora del Silenzio Condominiale. Tutti a ronfare in garritta, marsh!
      'Notte, camerata.
      marilù

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  3. Siamo alle solite, irrisolte e irrisolvibili contraddizioni del PD: la Camusso non ha forse dichiarato in corso di votazione di aver dato la preferenza a Bersani, perché una vittoria di Renzi sarebbe stato in "problema", tre giorni dopo che il suo partito aveva mollato e isolato la CGIL sull'accordo del "salario di produttività" abbracciando le posizioni di Monti? E vogliamo dimenticare che la formalizzazione della precarietà lavorativa è stata introdotta nel 1997 con la "Riforma Treu"durante il primo governo Prodi, ideata da colui che le ha dato il nome e ancora è parlamentare PD? Ma il fedele votante del "meno peggio" insiste, col risultato che il peggio è arrivato ma, non essendovi mai fine, può sempre... peggiorare ancora. E siccome è contento lui, dovremmo essere contenti tutti.

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    1. Ecco, appunto!
      Che razza di memoria è, quella che dimentica il giorno dopo ciò che ha sentito il giorno prima?
      E quale "memoria storica" avrà mai un paese, se non riesce a trarre da fatti noti e riscontrabili un conseguente giudizio?
      L'incalzare della propaganda, la diffusione ormai oraria di verità confliggenti via social network, pure raffazzonate che tanto c'è sempre il twittatore nevrotico che te le spalma a dovere, sembra aver definitivamente sepolto l'aritmetica elementare.
      Due più due non fa più quattro, la logica è un'opzione tediosa e pedante.
      Meglio seguire lo spettacolo e godersi i continui colpi di scena.
      Poi c'erano quelli che trovavano ridicoli i plot di Beautiful, con i morti che riprendevano vita, Brooke che si sposava prima Ridge, poi suo padre, poi suo fratello, poi di nuovo Ridge, e ti facevano pure la morale perché ci passavi la tua mezz'ora di pausa lunch....
      Sarà per la concorrenza sleale che ne hanno sospesa la produzione?
      .azz.! Ridateme mascellone!

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  4. Allora... cerco di spiegare il mio modo di ragionare. Intanto, piddini "convinti" mi sembra un po' troppo. Molti sono andati a votare "per legittima difesa", come ha detto un mio amico, o per senso morale (esprimere un'opinione è sempre meglio che restare zitti e lasciar decidere gli altri; voler credere nella possibilità di cambiare è sempre meglio della rassegnazione nichilista e così via), io sono tra questi ultimi. Non ho perso i miei ideali alti di "gioventù" e certamente non li ritrovo rispecchiati esattamente nel PD (né nella chiesa cattolica, per dirne un'altra, eppure resto cattolica per quanto sicuramente "eretica" per tanti versi ma pazienza). I miei ideali e la mia formazione mi spingono comunque a crederci. A credere che sì, questa UE dominata dalle banche e dai potenti, fa schifo ma non è lunica UE possibile; e siccome in Francia ha vinto Hollande, in USA si è riconfermato Obama e la Merkel non è eterna, forse tutti questi governi socialdemocratici insieme possono riuscire a cambiare un po' la rotta (ok, dammi dell'ingenua ma io penso che anche nelle pastoie europee un governo di destra e uno di sinistra possono riuscire anche se in modo limitato a fare scelte più di destra o più di sinistra e quindi votare Pd non è uguale a votare Pdl). Io sono tra quelli che Berlu lo ha sempre citato poco, proprio perché non attribuisco la decadenza del Paese solo a lui, non cerco il capro espiatorio e anzi ho sempre detto che se lui poteva prosperare così a lungo è stato per colpa del centrosinistra, Bersani compreso. Infatti questa è stata la prima volta che mi sono trovata veramente in difficoltà e pazzamente ho quasi pensato l'eresia: "Non vado a votare perché non ce la faccio a scegliere". Infatti: Vendola mi piace come persona e come idee ma non riesco a votarlo come leader del centrosinistra; Renzi: orrore! Per me è un uomo di destra; Bersani: è lì da un sacco di anni e ha fallito, come faccio a rivotarlo? Ma le alternative erano queste, e siccome il mio idealismo non mi impedisce affatto di essere pragmatica, alla fine ho detto: "Ok, ora che Berlusconi non c'è più, Bersani non ha più alibi. Diamogli un'ultima chance". Ho votato lui, ho letto il suo programma, incentrato sul lavoro, sull'economia, sulla patrimoniale, sulla salvaguardia del welfare. Sulla carta è un programma di sinistra. L'unico candidato votabile (tra quelli esistenti) per me era lui. Ora vedremo. Mi ha anche "spaventata" l'ondata pro-Renzi che ho osservato montare.
    Sono pragmatica. Studiando storia, vedo che ci sono periodi di rinascimento e altri di decadenza; è così. Ho sempre pensato: "Ma poveretti quegli sfigati che vivevano nei periodi di decadenza!". Ora vedo: quegli sfigati siamo noi. Tra due secoli magari ci studieranno così. Ma è adesso che vivo e devo vivere (io e l'attuale umanità sfigata di cui faccio parte) in questo tempo. Devo fare con quello che ho (=il meno peggio, cioè pd e Bersani) per cercare di migliorare e magari aprire nuovi orizzonti. Chi ci può provare? Grillo??? (per favore, dai...). Per me non esiste il voto di protesta o il disfattismo per cui si critica solo e non si reagisce...

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  5. Comunque ho pensato molte volte a queste divergenze di opinioni (e atteggiamenti) politiche tra me e te, e stasera ho capito una cosa che non avevo mai considerato e che più dello sproloquio sopra spiega tanto di me (politicamente): sono emiliana. Ho sempre dato per scontato che la politica la si viva uguale dappertutto ma un po' leggendo te e altri, un po' ascoltando in giro, conoscendo persone "di fuori" mi sto rendendo conto che non per tutti è così e probabilmente io vivo in un contesto particolare rispetto ad altre zone e questa componente "emiliana-bolognese" spiega di me molto più di altre parole. Qui la politica la respiri fin da quando nasci ed è la politica di apparato che dal vecchio PCI si è trasferita nel Pd e ci governa da sempre. Qui inoltre il PD è sentito come cosa bolognese, è nato qui, il Pd doc è bolognese. Qui il welfare c'è, nonostante la crisi, ed è l'eterno Partito di sempre che te lo dà; qui si è casa, chiesa e circolo ARCI. E' inammissibile non votare se il partito chiama. E anche per le generazioni più giovani come la nostra, nonostante tutto, questo sistema regge ancora. Si deve votare, si vota il Bersani di turno. Ma non come pecoroni: si discute, ci si perde tempo, ci si appassiona, è davvero bello. Anche in questi giorni, quanto fermento in giro, tutti a discutere... Noi abbiamo una festa dell'unità per ogni quartiere ogni anno, oltre a quella cittadina e da quando siamo nati ci si va. Per me la politica come stile di vita e come "mamma" è come il pane. Ecco perché probabilmente non ho tutte le lacerazioni interiori che hai tu. Non significa che ho il prosciutto sugli occhi o non ho senso critico; ho dentro di me le stesse critiche che poni tu ma di fronte a queste la mia reazione naturale di "emiliana" è quella di prendere su e andare a votare convinta. Può anche sfasciarsi tutto ma ci mettiamo in fila e votiamo perché lo sentiamo come un dovere e perché "è meglio che non votare". Non so spiegarlo in modo più preciso ma è così!

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    1. "Ho sempre dato per scontato che la politica la si viva uguale dappertutto..."

      La politica per me non è una cosa "che si vive dappertutto", è in tutto.
      E' in ogni cosa che faccio, che dico, che penso.
      Porto fuori nel mondo quel pensiero di mondo che si muove dentro di me.

      "io vivo in un contesto particolare rispetto ad altre zone e questa componente "emiliana-bolognese" spiega di me molto più di altre parole."

      In Veneto siamo cresciuti a Democrazia Cristiana e boy scouts, e questo non mi ha fatto democristiana né boy scout.
      Che vuol dire? Bologna è anche città anarchica e movimentista.
      Il luogo influisce, certo, ma non determina.

      "Si deve votare, si vota il Bersani di turno. Ma non come pecoroni: si discute, ci si perde tempo, ci si appassiona, è davvero bello. Anche in questi giorni, quanto fermento in giro, tutti a discutere"

      Sì, bello.
      Ma che discutete a fare, se poi comunque "si deve votare, si vota il Bersani di turno"?

      "Qui il welfare c'è, nonostante la crisi, ed è l'eterno Partito di sempre che te lo dà; qui si è casa, chiesa e circolo ARCI. E' inammissibile non votare se il partito chiama."

      Ecco, "casa, chiesa e circolo Arci".

      Dici infatti al commento sopra: "I miei ideali e la mia formazione mi spingono comunque a crederci. "

      E in questo sotto: "Per me la politica come stile di vita e come "mamma" è come il pane".

      Forse è questo: non voglio mamme come non voglio circoli Arci; e non voglio credere a uomini che costruiscono chiese dentro alle quali si pongono come padreterni.
      Nel senso di padri e nel senso di eterni.

      Se il discutere, il confrontarsi, il dialogare, il portare il proprio pensiero dentro alla comunità non produce altro che il riconoscimento del potere del padre, non capisco a che serva quel discutere e confrontarsi.
      E se il dubbio si affaccia, e se vi è un riscontro nei fatti tale da diventare quel dubbio certezza, continuare a riconoscere potere al padre è disconoscere a se stessi il diritto alla verità.

      "La mia formazione e i miei ideali mi spingono comunque a crederci".

      Ecco, pensa che io credo a tutto, a qualsiasi cosa.
      Fino alla dimostrazione del contrario.
      Credo agli alieni, al 21 dicembre maya, ai gatti che parlano e alla natura vendicatrice che ci travolge con i tsunami per punizione.

      Ma se la mia formazione mi porta a non escludere alcuna ipotesi, a ritenere ogni pensiero interessante, mi piace ostacolare ogni credo costellandolo di dubbi, cioè di domande.

      Che si chiami Pd o canonica, non fa differenza: non riconosco padri che non sappiano dare risposte coerenti a domande legittime e oneste.

      I padri, come credo di aver scritto in altre occasioni, c'è un giorno in cui è necessario ucciderli, per conquistarsi il diritto a diventare padri, anziché eterni figli.

      Camminare con le proprie gambe (pensare con la propria testa), è liberare la propria mente da qualsiasi istituzione interiore, si chiami questa padre, chiesa, partito o circolo Arci.

      Come cittadina, chiedo alle istituzioni mezzi, non chiese.

      Votare, per chiudere, ha senso se tutte le parti in gioco rispettano le stesse regole del gioco.

      Se Bersani, o Renzi (o chiunque altro), mi chiedono di votarli presentando un programma che è in netto contrasto con ciò che si sono impegnati a rispettare sottoscrivendo una loro "Carta d'intenti", che li vincola comunque a rispettare i Trattati (e ciò che questi impongono), so con certezza che stanno barando.

      Perché stare al tavolo da gioco sapendo che sono dei bari per loro stessa ammissione, scritta nero su bianco?

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  6. Era per dire che se sono portata ad avere un atteggiamento politicamente costruttivo (benché critico) anziché disfattista dipende anche dal contesto in cui sono cresciuta, nel quale la politica non è solo quella cosa negativa e corrotta che sembra ormai sia per te. Perché il Welfare c'è, i diritti vengono tutelati e così via. Se credi che amministratori o governanti di destra o di sinistra si comportino allo stesso modo, penso che sbagli di grosso... Quindi, pur con tutti i limiti che vedo, ritengo che abbia senso - pur in un'Italia parzialmente comandata attualmente da una certa idea di UE (che ritengo possa essere corretta e modificata) e dalla finanza e da quel che è - andare a votare e impegnarsi anche col proprio voto. I Grillo, i Renzi, gli eterni qualunquisti e disfattisti che da sempre imperversano nel nostro giovane Paese con me non attaccano perché non portano a niente. Insomma, al contrario di te, non credo nel voto di protesta, c'è poco da fare... e non credo neanche di vivere in un sistema irrimediabilmente marcio come lo vedi tu. E comunque, irrimediabile o no, siamo costretti a viverci, ad andare avanti in qualche modo, non vedo l'utilità di restarsene a braccia incrociate e a criticare senza fare quel che si può per cercare di farcela. Ecco perché anche domenica prossima mi metterò in fila e andrò a votare Bersani :-)

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    1. "dipende anche dal contesto in cui sono cresciuta, nel quale la politica non è solo quella cosa negativa e corrotta che sembra ormai sia per te. "

      Dai, cos'è, un film?
      Non è che viva in un covo di briganti diverso da quello in cui vivi tu.
      I contesti si equivalgono, sia in senso positivo che in senso negativo, ovunque nel paese.
      Per ogni "compagno che sbaglia" in Emilia, ve n'è uno veneto che fa altrettanto.
      Così come ci sono nel Veneto democristiano altrettanti boyscouts - non solo piddini - che si industriano a tappare i buchi esistenziali come possono armati delle migliori (paternalistiche) intenzioni.
      Perfino fra i "compagni" leghisti, esiste qualche sindaco veneto che si batte per dare pasti gratis all'asilo ai bambini extracomunitari, per quanto incredibile possa sembrare.
      E' che tutto, qui come là, viene gestito come si trattasse non di diritti del cittadino, ma di opere di carità e benevolenza, per cui chi elargisce il dovuto è qualcuno a cui inchinarsi (o qualcuno da votare per il buon cuore dimostrato), più che per aver fatto solo ciò che è chiamato a fare.
      L'Welfare non è quasi più finanziato dallo Stato (vedi la recente legge di stabilità che sta mobilitando tutti i sindaci italiani), e voglio vedere come la Regione Emilia riesce a trovare i fondi per le emergenze sociali.
      Li mette il Pd, i soldi per le mense scolastiche, quelli per gli aiuti agli indigenti, quelli per il sostegno all'handicap, quelli per il sostegno al reddito?
      Non scherziamo...
      La mitizzazione della rossa Emilia, o della rossa Bologna, temo sia una di quelle leggende che resistono nonostante ogni evidenza contraria (come la mettiamo con Del Bono? e non parliamo di Penati... ).
      Magari quello che percepisci come positivo è il contesto dove ti muovi e vivi tu,quel mondo di relazioni che ti è proprio ma non necessariamente è la realtà sociale di tutto il bolognese.
      Così come non mi azzardo a definire idilliaco il Veneto per la buona amministrazione del sindaco del paese dove abito (ex Margherita, ex boyscout, ora piddino a forza di cambi coalizioni), direi che trovo azzardata la descrizione di Bologna come della città felice dove il Welfare funziona-
      Leggendo la tua convinzione sulle differenze fra governi di destra e sinistra, il mio pensiero è volato alla fusione Fonsai/Unipol, dai contorni ancora piuttosto opachi ( e non parliamo di cooperative e Compagnia delle Opere...).
      Ma il Pd delle banche e delle cooperative non si discute, l'argomento è tabù.
      Poi leggo ieri una lettera/documento di un gruppo di cassiere delle Coop, tutte precarie a 700€ al mese, tutte sotto ricatto e costrette a lavorare 9/10 ore, a cambi turno improvvisi e previa telefonata dell'ultimo minuto che o mangia 'sta minestra o salta 'sta finestra.
      Il Pd non ha niente da dire sui precari a 700€ delle Coop?
      Insomma, continua la mia sensazione di mantra sempre uguali, che si ripetono nelle tue parole come nella bocca di ogni "compagno".
      Frasi dette a se stessi però senza mai a scavare nella complessa realtà del Pd che ingloba voti innocenti mentre si occupa di Fondazioni, Partecipazioni azionarie a banche, Consorziate, Spa, etc.

      Anche quella del combattere dall'interno", non è nuova: la ripete inalterata da almeno 20 anni ogni piddino, vecchio o nuovo che sia.

      E guarda che il Pd l'ho votato pure io, fino al 2008.
      Poi ho cominciato a chiedermi che razza di sinistra fosse mai quella che ha a cuore le banche più che gli operai dell'Ilva o quelli di Pomigliano (mi risulta difficile dimenticare lo sperticato sostegno a Marchionne di Fassino & co. Tutti zitti, ora?).
      Osservato il Pd da fuori, si vedono meglio dettagli che "combattendo da dentro", ti stanno così sotto al naso che vederli è quasi impossibile...

      Diciamo che apprezzo di più l'onestà delle tue convinzioni, di quanto mi riesca di apprezzare le patetiche arrampicate sugli specchi di Bersani &co.
      Ecco...

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  7. Be', da dentro... io non ho mai avuto la tessera del pd, l'ho sempre votato semplicemente perché comunque rappresentava la sinistra. Sai perché voglio dare un'altra chance al pd? Perché ora che (si spera) non c'è più Berlusconi non ci sarà più quel clima falsato e non avranno più scuse. Ora saranno veramente alla prova senza potersi più nascondere dietro i soliti alibi. E allora vedremo...

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