sabato 29 dicembre 2012

Appunti per la rivolta

Da far circolare fra tutti i compagni.

(Obbedisco, ma non mi adeguo: il maiale proprio no, no, no. Viva il pane fatto in casa e sì all'assalto dei banchi di verdura! E viva, sempre, la Rivoluzione che inizia in cucina!)

Il frigorifero deve tornare ad essere uno strumento e cessare di essere misura del proprio presupposto benessere. Se non l’avete ancora eliminato, nel prossimo Capodanno gettatelo rumorosamente dalla finestra o sarete deferiti al Tribunale del Popolo e costretti a sfamarlo con dieci chili di soffritto di cipolla, sedano e carote fatto rigorosamente con la mezzaluna.
La cultura della dispensa, in alternativa alla cultura del frigorifero, deve essere il primo obbiettivo di ogni Rivoluzionario.

Ricordarsi di stabilire delle priorità per i prossimi mesi. Non trovarsi mai senza pasta, riso, olio d’oliva, aglio, cipolle, polenta, pomodori pelati e conservati dai compagni del sud.
Stabilire con i compagni del nord linee di rifornimento per friggere a basso costo con strutto di maiale.
Guardare con attenzione ciò che producono, con atteggiamento social-democratico, i viticultori bio e biodinamici. Nella loro illusione di un mercato più sano, possiamo trovare finanziatori per future battaglie, tenendo presente che i loro vini sono ogni giorno più buoni.
Progettare attacchi ai semi vari, agli aromi naturali, ai surgelati surgelanti idee e uomini.
Attaccare senza nessuna programmazione, ma rifacendosi ad altre esperienze rivoluzionarie, i banchi di verdura che espongono a gennaio pallidi e falsi pomodori, fragole ed altre insane avidità.
Ogni rivoluzionario dovrà produrre e comunicare al suo comando la bandiera del suo reparto. Da oggi quella del vostro comandante sarà la rossa e sugosa bandiera dove al centro spiccherà una porzione di parmigiana di melanzane.
Vi ricordiamo che il grido di tutte le prossime battaglie sarà “Unti e bisunti nel sol dell’avvenir”.

Distruggere gli schermi televisivi che superano i 18 pollici è fatto obbligo ad ogni compagno, come aumentare per contropartita il numero delle sedie intorno al tavolo della vostra cucina: mai meno di dodici è ciò che ci aspettiamo da ogni vero rivoluzionario.
A tutti i compagni è fatto obbligo di riferire chi persiste a sperimentare cucine borghesi e controrivoluzionarie, come ad esempio la cucina molecolare, per far intervenire, anche in questo caso, il Tribunale del Popolo, che distribuirà gratuitamente spezzatini di manzo e patate capaci, come sapete, di neutralizzare ogni attacco del nemico di classe.

Ciclostilato in proprio sull’Ambasciata Teatrale di gennaio 2013, dove intervengono anche Fiorella Mannoia, Maria Cassi e Massimo Bucchi. Con obbligo di diffusione fra tutti i Compagni.

Il vostro comandate Fabio Picchi detto Il Frittata

5 commenti:

  1. Mi piace questo programma (tranne il frigorifero giù dalla finestra... quello proprio no!) :-)

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  2. Concordo nel modo più assoluto! Viva il compagno José Bové!

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  3. Mi fa pensare alla Russia, sai cosa sortirebbe secondo me questo tipo di rivoluzione? Aumenterebbero i poveri ed i ricchi e potenti diventerebbero sempre più ricchi e panzuti con il contenuto dei nostri frigoriferi.
    io credo nell'eguglianza, togliere di quà, mettere di là, ma non togliere mai una conquista del popolo.

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  4. Sì, neanch'io capisco peché prendersela col frigorifero (o con le serre che permettono la coltivazione dei pomodori, così come dei fiori, anche a gennaio). Eppoi, se si frigge con strutto di maiale, mi pare che qui ci sia della malcelata ostilità, oltre che nei confronti dei "semi vari", anche verso l'olio di oliva. Ma senza refrigerazione, con cosa si pretende di poter conservare i cibi durante la stagione invernale o di minima produzionoe di ortaggi e frutta? E a chi vive in montagna, il pesce deve essere proprio del tutto proibito per mancato diritto di nascita?
    Più che anti-borghese, questo programma mi sembra a beneficio di un ritorno di latifondisti e servi della gleba, ancorati a vita al punto di partenza, e guai a spostarsi: si incorrerebbe nel reato di b.r.a., "braccia rubate all'agricoltura". Quella del parùn da li braghi bianchi, s'intende. O dei maiali in tweed (tweet?), per dirla con Orwell.

    Comunque sia, siamo tutti sempre e ineluttabilmente ancorati, seppure mai troppo saldamente, al nostro tempo presente. E dunque buon anno nuovo, cara Ross, con o senza rivoluzioni. A volte bastano le buone notizie.
    Con affetto, marilù.

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    Risposte
    1. @ Ilaria
      @ marcoscaini
      @alessandra
      @Marilù
      @ tutti - cioè Francesco, Massimo, Miguel, Riccardo (proprio tu...), insomma tutti...

      Buon 2013!

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