martedì 18 dicembre 2012

Il comico di Stato



3 milioni di disoccupati, altri 3 milioni di precari.
Ma di che diavolo parla, il comico con l'Oscar?
Senza tener conto di cassintegrati, di esodati che non hanno più né lavoro né pensione o di tutti quelli che un lavoro hanno dovuto cercarlo espatriando.
Possibile che ad ascoltare la farsa sulla Costituzione tradita vi fossero più di 12 milioni di italiani?
In che paese vive Benigni? 
E dove pensano di vivere, quei 12 milioni di italiani che magari si sono commossi sentendo recitare la tragedia della Costituzione scomparsa?
Trovo che più in basso di così non possiamo più scendere, davvero.
Poi sarebbe Grillo, il demagogo?

Questo invece è il massimo dell'indecente.
Pagato per esaltare la bellezza di una Costituzione ormai morta e sepolta, tradita, svenduta alle banche per salvare le banche, barattata con la pelle degli italiani da chi, chiamato a difendere quella Costituzione, lascia a un burlone il compito di esaltarla in prima serata tv proprio mentre ne fa carta straccia.
Ma si vergognassero...
Credesse il toscano a ciò che dice, avesse un'idea meno romanzata sulla realtà della Costituzione, saprebbe che i 12 articoli dei quali si è servito ieri sera per tirarci su lo spettacolino di varietà per 12enni imbesuiti, sono calpestati sistematicamente da anni.
O siamo già alla fase della mitologia, e quel che è andato in onda era una mera rappresentazione del mondo bello che fu?
Era una commedia?
Uno spettacolo puramente letterario privo di "ogni riferimento a cose o persone reali"?
Vergogna! Vergogna! Vergogna!
Come si fa a giocare, a pagamento, con la realtà di milioni di persone? Come si fa a  cercare applausi omettendo di fare una sola parola sul nessun diritto a nessun lavoro ribadito da Fornero e Monti, sulle migliaia di persone che lavorando non hanno diritto a fine mese a uno stipendio che gli garantisca il pane, non dicendo una sola parola su quelle altre senza nemmeno più un letto in cui dormire e impossibilitate, unica grazia concessa, a vedere pagliacciate da Oscar perché senza più corrente elettrica che faccia funzionare una tv ignobile come questa?
Avesse avuto almeno quel filino, quel poco poco di dignità, se crede alla bellezza di quei 12 articoli calpestati, da elencare in coda allo spettacolo nomi e cognomi di chi se n'é pulito il deretano, con questa bella Costituzione.
O si è solo prestato, dietro compenso, a sedare per conto terzi gli ultimi possibili sussulti di consapevolezza della realtà che si sta facendo strada nella mente di quei milioni di spettatori commossi e incoscienti?
Più di 12 milioni, ad ascoltare la farsa.
E' davvero tempo di una fine del mondo, di una pulizia di fondo, di una catarsi.
Sarà più semplice rifare tutto da zero, che mettere toppe a questa vergogna senza fine.

8 commenti:

  1. Brava. Benigni già da tempo è il pagliaccio di complemento del partito degli zombie. Riprendendo Dante pensava di essere l'emulo toscano di Carmelo Bene (e se lo può sognare) ma ha finito col rompere i coglioni; con questo panegirico di una Costituzione mai applicata e violata a più riprese, e a mio parere attentata, dall'attuale capo dello Stato, che guarda caso è suo compagno di partito, ha definitivamente sbroccato. Io mi sono ben guardato dal vedere 'sta robaccia, anzi: nemmeno sapevo che fosse in programma, ma è dalle 7 di stamattina che non leggo né sento altro, come con la tirata della Littizzetto dell'altra settimana su Pirlusconi. Il giorno dopo è andata a presentare il suo ultimo libercolo natalizio, di cui è editore lo stesso Pirlusconi, alla Mondadori e improvvisamente non aveva più niente da starnazzare e nessuno le ha fatto notare la lieve contraddizione...

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    1. Ecco, non voglio considerare se Benigni mi piace o non mi piace, perché non è questo il punto, e il rischio è di rimuovere ulteriormente dalla coscienza ciò che significa, questa recita letteraria della Costituzione in prima serata tv e ad opera di un ex comico riciclato a Oscar nazionale in quota Pd.
      Ciò che mi fa rabbrividire è il fatto che 12 milioni di italiani, molti dei quali immagino senza lavoro, precari e mal pagati, pensionati sotto il minimo vitale e cassintegrati, possano aver guardato la lezioncina sull'Art.1 della Costituzione (L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro...), e non abbiano avuto l'istinto di spaccarla la tv, sentendosi traditi proprio da ciò che si andava recitando con tanta passione (teatrale).
      Dopo essere stati truffati (legalmente, cioè cambiando le leggi sul lavoro così da rendere obsoleto quell'articolo), del diritto (che Fornero ha ribadito non essere più un diritto), a un lavoro e a una paga equa, che consenta cioè con quel lavoro di viverci dignitosamente, e poi, all'ora della pensione, di incassarne una congrua come dovrebbe essere, e non a due soldi con cui non ci paghi che un paio di bollette e poi vai a mangiare alla Caritas, perché è stabilito dal potere che siano i poveri, i pensionati e i lavoratori, che devono salvare i bilanci delle banche, sentir recitare la Costituzione dovrebbe far imbestialire, non commuovere per "la bellezza".
      L'insulto è proprio in quel santificare la Costituzione ora, adesso che non vale nemmeno più la carta su cui è stata scritta e davanti al parterre di ministri che di quella Costituzione hanno appena fatto lettera morta.
      Come si può sopportare una così volgare menzogna sulla realtà? Come ci si può commuovere di tanta volgare presa per i fondelli?
      Un servo del potere come se ne ricordano in ogni regime, il quale pur di mettersi in tasca una serata non bada al rispetto per chi lo sta stanco o imbesuito a guardare.
      Intontiti dall'abilità del teatrante al punto da non accorgersi della menzogna manipolatoria di cui si è vittime.
      Anche per spegnere la tv è già troppo tardi, vista la fatica di comprendere che quella recita è stata una vergognosa manipolazione emotiva, a chi ne è stato ignara vittima...

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  2. No, niente da fare, il video scorre, ma l'audio del mio pc si rifiuta di funzionare. Devo proprio prendere in mano la Costituzione, e leggerla. In quasi religioso silenzio.

    Senza però rinunciare a capire, prima o poi e di persona, che cosa mai ha detto di così mostruoso, stavolta, il toscanaccio da oscar. Forse però il guaio sta in quello che non ha detto -- ancora un silenzio fuori posto e fuori tempo, di quelli da far crescere i bigodini a Enrico Ghezzi. O gli orecchini alla Lucianina.

    Ciao Ross, ti auguro bon nuit, ma è solo un vezzo da vecchio frack, non farci troppo caso.
    Con affetto, marilù

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    1. Ciao Marilù..
      Il video magari lo vedrai un'altra volta, ma non è il cosa dice, ma il dove lo dice, per quanto lo dice e perché lo dice agli italiani e non a chi quella Costituzione ha svenduto insieme alla nostra dignità.
      Ciò che non ha detto, è ciò che non avrebbe potuto dire. In tv e in prima serata, ci vai per santificare la menzogna del potere, non per la libertà di contestarne l'autorità.
      Se poi non dici perché ti pagano la serata e non sputi nel piatto dove mangi, sei né più né meno che un buffone vestito a festa che si esibisce per compiacere chi ti paga, non certo per esaltare la bellezza di qualcosa che sai bene essere morto e defunto proprio grazie alla mano che ti sfama.

      Intanto però ci siamo: poche ore e tadàn... ore 11.11, mi dicono, domani mattina.
      Mi secca un po' perire a una riunione, ma è comunque bello finire in compagnia.
      Tienti pronta, che se la scampiamo poi ce la si racconta...
      Ma quanto mi diverte 'sta fine del mondo?

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  3. sono totalmente d'accordo con te.
    io non l'ho visto perché è da tempo che il comico mi sta sullo stomaco. Figurati che a me non è piaciuto nemmeno "la vita è bella" che mi parve allora perfino offensivo nei riguardi di chi, in quel lager, aveva subito la disumanità più atroce e ne era uscito passando per un camino.
    io credo che lui sappia fino a quanto può spingersi, forse non del tutto in malafede, ma sicuramente conscio di andare a guadagnarsi, in una sera, quanto dieci pensionati al minimo, in un anno.
    ciao, rossana
    un abbraccio
    cri

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  4. Nemmeno io l'ho visto, non ho una tv, e però il giorno dopo non si parlava d'altro.
    E proprio il fatto che l'artista obliteri in sé la coscienza pur di incassare una serata, ne fa un buffone di corte, più che un artista.
    Chi ama la propria arte, mai svenderebbe la propria verità per metterla al soldo di chi la usa per infiocchettarci tradimenti.
    Non so rassegnarmi, non so accettare queste manipolazioni emotive su larga scala...
    Conto su un allineamento dei pianeti che presto apra davvero le menti alla comprensione dei danni causati da questa continua barbarie.
    Un abbraccione a te cara Cri, Buon Natale se non ci si risente...

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  5. Ross, mi spiace, adesso l'audio è di nuovo funzionante ma quel che mi manca è il tempo.
    Vorrei solo chiarire un punto: parlare articolo per articolo della Costituzione in prima serata alla TV di Stato a me non sembra, in sè, nè denigratorio nè servile. Non mi era parso lo fosse neanche Dario Fo, quando ai tempi la RAI mandò in onda il suo "mistero buffo", e la televisione pubblica era, allora, non meno infarcita di portaborse e leccapiedi di questo o quel partito, democristiani e socialisti in gran parte con le mani sporche di marmellata, qualcuno anche fino al gomito.

    Ma adesso devo andare, di corsa.
    Buon Natale, cara Ross, davvero buon Natale! Comunque e nonostante tutto.
    Con affetto, marilù

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    1. No, in sé non è né denigratorio né servile.
      Ciò che lo muta in tal senso è il quando lo fai, in quale contesto sociale,davanti a chi e a quale scopo.
      Non so che ne pensi di Benigni e della serata in questione Dario Fo, ma il paragone non tiene per un fatto, cruciale: per quanto infarcita di "leccapiedi e portaborse" anche allora, mai nella storia di questa ex Repubblica (ora monarchia assoluta), si è verificato che un giullare declamasse in tv la Costituzione proprio nel momento in cui questa veniva calpestata e nei fatti resa carta straccia.
      Si difende (e si diffonde) ciò che rischia di venir perduto.
      Quando è perso, e che il valore reale della Costutuzione sia oggi irrimediabilmente perso, a mano di chi la doveva difendere e oggi applaude al morto seguendone le esequie pubbliche, si fa un'opera di distorsione della verità, si gioca con qualcosa che era sacro ed è stato profanato.
      Profanando, in tal senso, proprio il morto, ciò che si pretende di esaltare declamandolo in Tv.
      Ripeto: non so cosa ne pensi oggi Dario Fo, ma so che cosa dice oggi la realtà: a prevalere, al di là delle aggiuntive manipolazioni, delle cancellazioni, dell'inattivazione di quegli articoli della Costituzione di cui si è fatto spettacolo, sono i trattati europei.
      Ogni altra cosa si pensi o si creda, è illusione e scarsa informazione, cioè esattamente quella ragione perversa per cui si riesce a fare spettacolo senza che vi sia un pubblico che, a guardarlo, non inorridisca e anzi si commuova, senza realizzare che si commuove alpassaggio delcarro funebre.

      Ciò nulla invece toglie al piacere di ricambiare gi affettuosi auguri.
      Buon Natale, cara Marilù.
      E se siamo fortunati, anche un Buon Nuovo Anno, che ti auguro in ogni caso migliore di questo che finisce fra qualch giorno.
      Con altrettanto affetto, Rossana.

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