lunedì 28 gennaio 2013

Dieci Orsi

"Ci sono cose che voi mi avete detto che non mi piacciono. Non sono cose dolci come lo zucchero, ma amare come il cetriolo. Mi avete detto che volete metterci in una riserva, costruirci case per vivere e case per i malati. Io non voglio queste cose.
"Io sono nato nella prateria, dove il vento soffiava libero e niente spezzava la luce del sole. Sono nato dove non esistevano recinti e dove ogni creatura respirava libera. Là voglio morire, e non chiuso fra muri. Conosco ogni torrente e ogni foresta tra il Rio Grande e l'Arkansas. In quelle terre ho cacciato e sono vissuto. Vivevo come i miei padri prima di me e come loro vivevo felice.
"A Washington il Grande Padre mi disse che tutte le terre dei Comanche erano nostre e nessuno ci avrebbe dato fastidio se vivevamo sulle nostre terre. Allora perché ci chiedete di abbandonare i fiumi e il sole e il vento e di andare a vivere dentro le case? Non chiedeteci di rinunciare al bufalo in cambio della pecora. I giovani hanno sentito questi discorsi e sono pieni di tristezza e di rabbia. Non parlatene mai più. Io sono sempre felice di mettere in pratica le parole che ricevo dal Grande Padre. Quando ricevo prodotti e doni, io e il mio popolo proviamo gioia, perché questo dimostra che egli ci tiene in grande conto. Se i texani si fossero tenuti lontani dalle nostre terre, forse la pace sarebbe durata. Ma la terra dove ora ci volete mandare a vivere è troppo piccola.
"I texani si sono presi i posti dove l'erba cresceva più fitta e il legname era migliore. Ce li avessero lasciati, forse ora faremmo questa cosa che ci chiedete. Ma è troppo tardi. L'uomo bianco possiede ora le terre che noi amavamo, e il nostro unico desiderio è di correre liberi sulla prateria fino alla morte. Le cose buone che ci direte non saranno dimenticate. Le terrò vicine al cuore come i miei figli e le avrò sulla lingua tanto spesso quanto il nome del Grande Spirito. Non voglio sangue sulle mie terre a macchiare l'erba. Le voglio intatte e pure e il mio desiderio è che quanti passeranno tra la mia gente possano trovare pace al loro arrivo e pace lasciare nell'andarsene."

Discorso tenuto nel 1867 da Dieci Orsi, Capo Comanche, davanti all'assemblea delle tribù convenute, degli sciamani e dei rappresentanti di Washington.

Dopo averli sterminati, rubando loro terre e cultura, cioè l' anima di quel popolo di cui oggi fanno commercio per accreditarsi una storia nata ieri dalla barbarie di quel primo sterminio, hanno continuato a razziare terre spingendosi sempre più lontano. 
Usando la stessa lingua biforcuta con cui hanno ingannato i nativi americani, vendono ancora al mondo intero un'idea di libertà che coincide con quella stessa di cui godono oggi gli ultimi eredi dei Nativi: razziano risorse costringendo i razziati una vita dentro a misere riserve, là dove vige ovunque oggi solo la loro idea di legge e da dove è ormai impossibile veder sorgere il sole sulle praterie o correre con il vento proprio come lo era allora per i Comanche.

2 commenti:

  1. Applausi calorosi ed entusiasti!

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  2. Il sole sorge ancora su tutti, ad ogni latitudine, ma se la geoingegneria da apprendisti stregoni non è una delle tante frottole alias armi di "distrazione di massa" con cui, tra le altre menzogne, dobbiamo fare quotidianamente i conti, bisognerà pure fare qualcosa per fermarli, questi spacciatori alla criptonite. Possibilmente non con altre armi, di distrazione o distruzione che siano, anche perché non è detto che, al punto in cui siamo, funzionino con questi figuri proteiformi ed estremamente elusivi che, finora, sono gli unici extraterrestri tra noi veri e certificati.
    E infatti Formigoni vede più U.F.O. che favoritismi.

    In ogni caso, per dirla con De Andrè, l'albero della neve continua a fiorire di stelle rosse, molto più in là delle sponde del Sand Creek. Come dire: Merry Christmas TO YOU, Mr. President. Ma forse è sbagliato buttare la croce addosso solo a uno o a qualcuno: da quel che ho appurato fin qui, la legge uniuversalmente più efficace e rispettata sotto ogni cielo e in ogni lingua o dialetto è quella del più forte e/o del più furbo, meglio se dotato di entrambi gli....attributi. Che poi, gira e rigira, alla fine sempre di cadaverina si tratta. Giusto per tornare a bomba.

    Ciao Ross, con affetto, marilù.

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