giovedì 24 gennaio 2013

Votantonio...

Avevamo una banca  
di Marco Travaglio 
 
Come in ogni scandalo, anche nel caso Montepaschi nessuno può dire “Io non c’entro” (tranne un paio di leader appena nati). Bankitalia si difende così: “Siamo stati ingannati”. Ma Bankitalia è lì proprio per evitare di essere ingannata, e soprattutto per evitare che siano ingannati i soci, i risparmiatori e i cittadini. L’alibi dell’inganno non vale: sarebbe come se un poliziotto si lasciasse scappare un ladro e si giustificasse col fatto che non s’è costituito. I ladri questo fanno: non si costituiscono. Perciò esistono i poliziotti: per prenderli. Sulla Consob è inutile sprecare parole: l’ex presidente Cardia aveva il figlio consulente di una banca da controllare, la Popolare di Lodi dell’ottimo Fiorani, infatti controllò pochino; e il presidente Vegas, ex sottosegretario e deputato Pdl, seguitò a votare per il governo B. anche dopo la nomina in Consob. Ora il Pdl cavalca lo scandalo della banca rossa, ma dovrebbe ricordare l’estate dei furbetti, quando stava con Fiorani e Fazio assieme alla Lega (rapita dal “banchiere padano” e soprattutto dal salvatore di Credieuronord); o il crac del Credito cooperativo fiorentino di Verdini; o l’uso della Bpm di Ponzellini come bancomat per amici degli amici. Casini, sul Monte dei Fiaschi, dovrebbe chiedere notizie al suocero Caltagirone, fino a un anno fa vice di Mussari. E Monti al suo candidato Alfredo Monaci, ex Cda della banca senese nell’èra Mussari. I vertici del Pd fanno i pesci in barile, ma sono anni che appena vedono un banchiere si sciolgono in adorazione. O diventano essi stessi banchieri, come Chiamparino al San Paolo. “Noi – dichiara quel buontempone di D’Alema – Mussari l’abbiamo cambiato un anno fa”. Frase che cozza con quella di Bersani: “Il Pd con le banche non c’entra”. Ma se ha “cambiato” Mussari, vuol dire che il Pd c’entra: anzi, l’aveva proprio messo lì. Casualmente negli ultimi 10 anni Mps ha versato 683 mila euro nelle casse del Pd senese. Un po’ come i Riva dell’Ilva, che foraggiavano la campagna elettorale di Bersani. La questione penale non c’entra, quella morale nemmeno. Semplicemente riesplode l’irrisolto problema del rapporto politica-affari: nessun grande partito può chiamarsi fuori. Tantomeno il Pd: si attendono ancora smentite alla deposizione di Antonio Fazio, che 6 anni fa raccontò ai pm milanesi di quando, nel 2004, Fassino e Bersani si presentano da lui in Bankitalia per raccomandargli la fusione tra Montepaschi e Bnl. Il progetto tramontò, ma quando l’anno seguente il Banco di Bilbao tentò di acquistare Bnl, l’Unipol d’intesa col vertice Ds organizzò una controcordata per sbarrargli la strada. Fassino a Consorte: “Allora, siamo padroni di una banca?”. D’Alema: “Evvai, Gianni!”. Intanto Bersani difendeva Consorte, Fazio e Fiorani già indagati: “Per Fazio andarsene ora sarebbe cedere a una confusa canea”, “Fiorani è un banchiere molto dinamico, sveglio, attivo, capace”. Soprattutto a derubare i suoi correntisti. Del resto Bersani aveva messo lo zampino anche in altre memorabili operazioni finanziarie. Tipo la scalata a debito dei “capitani coraggiosi” Colaninno & C. alla Telecom (1999). E l’affare milanese dell’autostrada Serravalle. Fu proprio Bersani a far incontrare il costruttore Gavio col fido Penati, presidente della Provincia. Intercettazione del 30.6.2004: “Bersani dice a Gavio che ha parlato con Penati... e di cercarlo per incontrarsi in modo riservato: ‘Quando vi vedrete, troverete un modo...’”. L’incontro aumma aumma avviene, poi la Provincia acquista le quote di Gavio nella Serravalle a prezzi folli e Gavio gira la plusvalenza alla cordata Unipol per Bnl. A che titolo Bersani si occupa da 15 anni di banche, autostrade e compagnie telefoniche non da arbitro, ma da giocatore? Finché i silenzi e i “non c’entro” sostituiranno le risposte, possibilmente convincenti, tutti saranno autorizzati a sospettare. Altro che “Italia giusta”. 

Da Il  Fatto Quotidiano 25.01.2013

21 commenti:

  1. Le convergenze parallele tra PD e certo mondo cattolico fin troppo "attivo e dinamico" negli affari (nostri) non si esauriscono sul monte dei fiaschi, purtroppo. Dai tarallucci e vino si passa ai tarallucci e (s)pinotto, col caso telecom-Tavaroli-Tronchetti-Provera. La cui moglie Afef ha il potere, almeno nella mia mente, di evocare quel fil-rouge (altro che Ruby) che intreccia la finanza d'oltretevere a quella arabo-catariota, collegamento già bene evidenziato da Modigliani in un suo passato articolo, qualche settimana fa.

    Ci vorrebbe un Gaber redivivo per scrivere la colonna sonora di questo compromesso storico in salsa resa. Su tutta la linea.

    Ciao Ross, buon fine-settimana (che un'illusione di tempo che scorre almeno la dà, porello).
    marilù

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    1. Povero Gaber, non ha già dato a sufficienza?
      Che poi, mica vedo "compromessi" in giro, solo un enorme rappresentazione globale de Il gioco delle parti pirandelliano: tutti insieme, dentro e fuori scena. Conta solo che lo spettacolo funzioni e tutti si sentano prime donne.
      E funziona, purtroppo...
      Buon week-end Marilù. Qui oggi c'è un timido sole, forse si riesce a scampare l'ennesimo fine settimana di grigio piovoso.

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  2. che balle..
    ma quand'è che smetterete di farvi prendere in giro?
    fatevi un orto, aderite ad un g.a.s., vivete in campagna, buttate la tv, uscite da qui..
    ma soprattutto..
    non andate più a votare.

    akueo

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    1. Akueo, cos'é? Un programma di sopravvivenza o un insulto alla "nostra" poca intelligenza?
      i "voi", che passano di qui sono "voi" molto diversi fra loro.
      Magari qualcuno ha già un orto, qualcun altro ha già buttato la tv, altri ancora già vivono in campagna (e non è detto che non si tratti di scelta molto snob).
      Partecipa, non giudicare...
      Ma soprattutto non elargire consigli mettendoti al di sopra del contesto: se sei qui, fuori non sei nemmeno tu, ti pare?

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    2. è un insulto a tutti quelli che han già votato nella vita reale e che danno energia alle illusioni con le quali tengono incatenato il mondo.
      Rossland perché regali il tuo denaro a chi decide della tua vita? e non parlo del tuo lavoro. parlo di questo blog. perché hai scelto, sempre che tu abbia scelto liberamente, questa piattaforma? la risposta è tutta lì.

      akueo

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    3. Sì akueo, ho capito che la piattaforma blogspot ti dà proprio ai nervi, mi sembra anche di aver capito che ne riconduci la proprietà a una società del Berluska (ne avevi già scritto da Modigliani tempo fa, o sbaglio?), ma questo che vuol dire, che pagando quel minimo canone annuale (ma poi, siamo sicuri che non è gratuita come wordpress?) si rimpolpano le casse del nemico e dunque è inutile ed ipocrita votare e scrivere contro di lui? E se una delle sue società delle Cayman comprasse azioni di tutte le aziende produttrici di auto e biciclette del mondo, che faresti, andresti sistematicamente a piedi da casa al lavoro o da casa all'ospedale anche con le coliche, rifiutando persino l'autoambulanza per imprescindibili ragioni di principio? Che poi anche gli altri manager di altre aziende e gruppi multinazionali non credo siano più candidi e immacolati del nostro calAssi brianzolo; quindi dovresti confezionatri tu tutti i vestiti, le scarpe, le medicine, i mobili, selezionando anche ab origine il cotone, la lana, il cuoio, il legno, i semi delle erbe officinali con cui fabbricarteli, ma ancora non basterebbe. Dovresti inventare un supermega filtro per l'acqua da bere e per l'aria che respiri, perché non è che gli scarichi di ILVA et similia o le scie chimiche nei cieli faranno la cortesia di girare al largo dalla tua isola nei boschi o nel Pacifico per compiacerti, questo lo sai, vero?

      Secondo me faresti prima a costruirti un'astronave monoposto e trasferirti su Marte. Lì l'ossigeno è poco, come in alta montagna, ma nel complesso potresti respirare senza bardarti da Darth Vader giorno e notte e dunque, nel complesso, staresti molto più comodo.
      Be', allora, tanti auguri.
      E saluti cari, marilù.

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    4. E' piuttosto facile risponderti: perché mi sento completamente vicina al destino dei miei simili.
      Che, lo capisco, detta così sembra una cazzata. Eppure, per quanto comprenda il gioco perverso che sottende la rete (sono libera di dire e leggere ciò che voglio, ma insieme sono stata portata a forza nel mondo virtuale per soddisfare interessi che mi sono contro e che mi imprigionano in rete), questa mi ha consentito (e mi consente ancora), di comprendere meglio me stessa e i miei simili.
      Una delle piccole cose che ho compreso, grazie al blog e alla rete in generale, è che non esistono scelte migliori o peggiori, che non esiste una Verità e che, se una verità esiste, deve tener conto delle molte verità di cui la Verità stessa è somma.
      Il blog, e la scelta di questa piattaforma (ma è stata un'altra fino a fine 2010, sono quindi recidiva), è forse casuale o forse no, come ogni altra scelta.
      Come ricercatrice tormentata di certezze, non posso che partire dal contesto dell'incertezza in cui la mia esistenza è immersa.
      Regalo quel po' di denaro (per la connessione adsl), perché mi capita spesso di esserne ripagata dall'intelligenza acuta dei mille pensieri della rete, di essere arricchita dalla scoperta di mille voci diverse dalla mia, ognuna delle quali mi parla delle sue visioni del mondo, delle sue scelte, dei suoi personalissimi credo.
      Uscirne è una tentazione quotidiana: capisco bene che per cambiare il mondo non c'è che da cambiare punto di osservazione del mondo, quindi uscirne.
      C'è che sono un essere romantico e fortemente spirituale, nonostante le mie molte contraddizioni.
      C'è che in me agisce una convinzione dalla quale non so e non voglio liberarmi: non ha senso salvarmi da sola.
      La mia vita, la vita di ognuno di noi, ha senso solo se trova un nuovo punto di osservazione condivisa con gli altri umani.
      Potrei certo farmi bastare la mia, di visione; potrei certo nascondermi a vivere in una grotta o in campagna, ma non cambierebbe che la mia vita.
      E forse potrebbe/dovrebbe bastarmi.
      Fino a quando?
      C'è sempre un giorno in cui la violenza della ragione del più forte ti viene a scovare anche dentro la grotta dove ti credevi in salvo.
      Qui tento, provo, a volte con provocazioni altre raccontando le mie visioni, a dire la mia versione delle cose restando nell'unico mondo che conosco: quello degli umani. Quelle fragili creature piene di illusioni e forti di false certezze che spesso non vedono quanto siano proprio queste, a creare l'universo in cui si dibattono.
      Da sola, la mia comprensione del mondo o la mia voce, sono insignificanti. Sapere per me, non fa che coltivare il mio ego.
      Provo a capire se qualcuno ha voglia di provare a parlare con me delle sue visioni, a capire se accetta di condividere con me le sue visioni, e questo spesso mi aiuta a conoscere meglio una piccola particella del mio stesso mondo che fino a ieri non sapevo esistesse.
      Niente mannaie che impongono certezze e scelte definitive, se non estemporanee e provocatorie: la vita è work-in-progress, perché dovrei volerla fermare?
      Lasciamola fluire...

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    5. P.S.
      Non c'è illusione più grande di quella di poter vivere fuori dal mondo vivendo nel mondo.
      E' un po' come far proprio il punto di vista di un qualche dio, che osserva dall'alto l'esistenza umana senza farne parte.
      Perfino questa illusione, tuttavia, è totalmente umana.
      Quindi una delle tante illusioni, tutte parte del tentativo umano di trovare una ragione ultima alla propria esistenza.

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    6. Cara Rossland, adorata marilù, è proprio questo il punto. Nessuna persona si salva da sola. E' inutile coltivare il proprio orticello con amore se a fianco l'agricoltura è chimica e ogm.. Ma è chimica e ogm perché tante piccole formichine, tante piccole singole persone hanno delegato il loro potere scegliendo in un modo anziché in un'altro. Siamo d'accordo tutte e tre. Non c'è dubbio. Ma allora ripeto. Perchè certe scelte? Perché a parità di prezzo comprereste un'anonima bitorzoluta mela biodinamica e non , ne son certa, una gonfiata, griffata, incerata e dell'anno prima (e lo sono!) E invece quando si tratta di agire in altri settori della vita.. bho?! Non si fà una scelta etica.. E a proposito di Etica e di banche e scelte giuste. Con che banca avete il conto? Magari tempo fà ci abbiamo pensato a cambiare ma la banca giusta, e non faccio nomi perché lo già fatto, non era sottocasa.. Troppa fatica. E' vero che la vita è un lavoro continuo di aggiustamenti ma la via, anzi la VIA, anche se ha molti nomi è solo UNA. E lo sai bene anche tu Rossland, anche se adesso nicchi e dici di non possedere la verità. Certo. Nessuno ha la pretesa di avere la verità su tutto ma quando ti ci trovi davanti, qualsiasi forma essa abbia, che abbia o non abbia una terrazza(con coniglio) la sai riconoscere. Ed è davvero semplice se si re-impara ad ascoltare il proprio corpo e la propria voce interiore. marilù internet non è di Berlusconi(ed incredibilmente sarebbe meglio), non la paghi con l'adsl, non appartiene alla compagnia dei telefoni.. ma non è ugualmente libera. Sapete bene che la libertà si misura in centimetri. A quanti centicemtri di distanza arriva un tuo messaggio? Dipende da dove lo scrivi, ovvio. Quindi non siamo tutti liberi uguali. Qualche posto è un "megafono" ma la totalità dei post(i) è uno sgabuzzino. Ma è la somma degli sgabuzzini, delle cantine, delle stramaledettissime bacheche che dà a degli stronzi il potere. Quel potere che corrompe e confonde sulla vicenda da cui ha origine il post odierno. E ancora, cara marilù, se questa immensa piattaforma che appartiene alla più potente lobby finanziaria multinazionale del mondo, fosse anche di un barloschino italico.. se tu potessi scegliere, a parità di prezzo, di non regalargli i tuoi cents, di non permettere che inquini il lavoro di chi a fianco resiste con un misero piccolo orto coltivato per amore.. tu perché continui a scegliere di dargli gratis la tua energia? Tutto qui? Tutto qui.

      akueo

      P.S. Questa piattaforma assieme alle sue sorelle, solo in italia, fatturano come l'intera mediaset. Avranno un centesimo dei dipendenti, la maggior parte delocalizzata in india e l'utile non lo dividono con voi. Ma noi possiamo scrivere GRATIS farci sentire OVUNQUE ed essere LIBERI

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    7. Chissà cosa ti fa pensare che basti non avere un'iscrizione a Blogspot (o a Facebook, Twitter o qualsiasi altra cosa), per dire (in qualche modo), di non contribuire tu stessa al grande gioco della rete e dei suoi interessi (economici e di dominio).
      Infondo, una piattaforma ha il suo guadagno non tanto nel consentire iscrizioni o blog gratuiti, quanto nel fatto un account o un blog genera traffico.
      Alla fine, un blog o ciò che uno vi scrive, di per sé non hanno alcun valore. Il valore è dato dal numero di visite (anche anonime), e queste diventano esponenziali grazie ai commenti e alla partecipazione attiva dei visitatori.
      Quindi, per capirci, questo blog o qualsiasi altro, sarebbe di zero interesse per Google, se non vi fossero visitatori e commentatori.
      E, per quel che vedo (e leggo, ché mica sapevo che frequenti e commenti anche il blog dell'amico Di Cori), contribuisci più più alle tasche di Google, di quanto faccia io.
      O no?

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    8. è la stessa domanda che si devono essere fatti vari ministri in africa quando per la prima volta i cinesi hanno proposto di comprare le loro materie prime. cioè: "che vantaggio abbiamo a vendere ai cinesi invece che agli occidentali?" la risposta è che se viene rotto il monopolio di chi acquista allora chi vende una merce, o il traffico del suo blog, guadagna di più e non è costretto ad accettare condizioni univoche. google ti paga per il tuo blog? facebook ci ha piazzato in borsa per venti dollari, ne hai ricevuto uno? ecco, se invece di un monopolista si creano diversi blocchi allora le energie, economiche, artistiche, sociali, fluiscono velocemente e meritocraticcamente. se invece lasciamo che solo una realtà gestisca il mercato siamo come in russia prima del crollo del muro. che tu scriva qui o su.. che sò.. overblog.com per fare un esempio, cambia. intanto il tuo traffico viene renumerato per quello che è, poi metti in condizione gli stati, che comprano le elaborazioni dei dati, di dialogare con figure diverse. mettere l'uno contro l'altro organi di potere diversi- perché chi gestisce e controlla il traffico dati è un organo di potere- è un'arma per la salvaguardia della libertà. non credi?

      il mio vantaggio nel promuovere queste idee è evidente. un mondo migliore. l'ho scritto prima che da sola non posso riuscire a coltivare il mio orticello in modo pulito. ad esempio quando ho iniziato a promuovere i g.a.s., anni fà, c'erano le stesse difficoltà. adesso sto per dare il via al mio terzo gruppo. quando parlavo di agricoltura biologica lo stesso, mi guardavano come una snob marziana, ora devo allontanare gli arrivisti della green economy. con facebook è lo stesso. quando ne parlo male mi dicono che son asociale, che se non ci sei non esisti e tante altre cazzate. però la critica si è mossa uguale e sempre più persone si stanno allontanando per creare altre comunità virtuali. con google sarà uguale. in molti altri stati sono gli stessi governi che si sono accorti di aver delegato la loro sovranità ad un'azienda privata estera.

      akueo

      p.s. parte di questa risposta si completa con la penultima data a marilù

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  3. Bellissima risposta, Ross, e commovente. Davvero.
    Anche qui un timido sole si sta infilando nei varchi tra le nuvole, ma non è detto che la spunti prima di sera.
    Le tue parole comunque aggiungono calore, e senza un'unghia di sovrapprezzo.
    Ciao, e grazie.
    Con affetto, marilù.

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  4. Sono iscritta a un gas, guardo pochissima tv e uso internet (e tante altre cose che dipendono dalle multinazionali). Concordo col commento di Ross. Non possiamo vivere fuori dal mondo, cerco di viverci nel modo meno passivo e più critico(ma anche più gioioso) che mi riesce, accettando tutte le contraddizioni nelle quali vivo. Ad alcune posso pensare di ovviare, ad altre no; non da sola e neanche tutti insieme forse. Però, Akueo, non sei iscritta a blogspot ma comunque la frequenti, userai immagino google, avrai una mail e così via.

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    1. ovviamente non uso google. mai. blogspot è della galassia google. frequento saltuariamente alcune persone che usano blogspot o youtube perché costretta. non uso facebook. non uso twitter.. ci sono le alternative. ancora per poco, se continueremo ad alimentare i disosauri della censura, ma ci sono.
      aggiungete un identificativo geografico dell'IP al navigatore che utilizzate. il 99% dei dati che si genera nel mondo finisce tutto nello stesso recinto. non è libertà! è la Stasi! per me è importante far riflettere su questo. per questo polemizzo con voi che pure non ci conosciamo. perché non siete dei "bimbominkia", voi il cervello e il cuore li usate e vi mettete in discussione. ma cercate di informarvi anche voi su come funziona la rete. chi guadagna, come, perché.

      akueo

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  5. Akueo, mi spiace molto, per diversi motivi. Primo, perché ti ho chiamata "Signor" fin da uno dei nostri primissimi scambi di battute nel blog di Modigliani, ma non mi hai mai corretta, per rivelare quel che effettivamente sei: una donna, come me. Prendo nota che nell'ambiguità e nel fraintendimento ti senti a perfettamente a tuo agio.

    Poi mi spiace perché insisti nel dare una così immensa importanza all'uso di un motore di ricerca piuttosto che un altro, o di un gruppo di piattaforme per blog piuttosto che altre. Sembri uno spot ambulante a favore di "blogosfere.it", tanto ti ingegni a ricondurre sistematicamente il discorso su questo punto (vedi anche il tuo commento da Modigliani del 2 gennaio 2013, ore 11:57, in calce al suo post su Koenisberg del 30 dicembre scorso).

    Non c'è niente di orrendo, magari hai amici e/o parenti che lavorano per quella piattaforma, ma arrivare addirittura a imputare il declino della società alla NOSTRA mancata adesione a quel gestore di blog online mi sembra davvero un po' troppo forzato. E quando dico forzato intendo proprio indirizzato verso una voluta esagerazione affabulatoria, un ben calibrato dirottamento del discorso, non una simpatica provocazione volta a snudare contraddizioni latenti e ingiustamente sottovalutate.

    Sei molto brava a dosare complimenti e accuse insinuanti.
    Se sono tutti così, a blogosfere.it, devo dedurre che la multinazionale segreta che la possiede è l'MK-Lurat.

    Infine mi spiace perché in quest'ultimo commento hai scritto una balordaggine, proprio tu che sei così facilmente infastidita dalle balle altrui. Una mia amica, che da anni è titolare di un blog, passato da una all'altra delle piattaforme main-stream di Google, riceve messaggi e commenti da tutto il mondo, fin dall'Arbaia Saudita e dalla Cina, e deve aiutarsi col traduttore di google per capire, almeno a grandi linee, che diamine abbiano da raccontarle con tanta foga dei perfetti sconosciuti che ne visitano e apprezzano i post (prevalentemente gallerie di dipinti e/o foto) da ogni angolo del mondo. Dov'è allora questa "Stasi" telematica che convoglia il 99% degli internauti nello stesso angusto recinto?

    Vabbe' dài, almeno ci hai provato.
    Ci vediamo alla prossima reincarnazione.... internettiana.
    marilù.

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  6. cara marilù potrei fare altri mille esempi di piattaforme per blog se ti può tranquillizzare. che sò.. overblog o tiscali o cercane uno tu che non sia un clone. importante è invece che tu non veda l'assurdità di non avere una scelta già ora. è difficile da capire me ne rendo conto. se pure tu non intuisci dov'è il recinto ma questo perché non hai chiaro come è strutturata la rete. in parte è colpa mia, ti avevo promesso di spiegarti una parte di ciò che non capivi. mettiamola così.. un sito è come una stazione dei treni. anche il tuo portatile lo è. dalla tua stazione quando posti qui parte un treno e arriva alla stazione di google. su quel treno in sovrapprezzo al tuo messaggio c'è una tua impronta digitale. fidati c'è. tutte le persone che usano google, youtube, ebay, blogspot etc etc finiscono nella stessa stazione. quello è un primo recinto. google guadagna di più vendendo le informazioni che ricava attraverso il datamining (inizia leggendo wiki) che in pubblicità. durante il governo di g.w.bush i militari han dato in appalto esterno l'investigazione preventiva. la digos americana per intenderci. facebook e google hanno quell'appalto anche in altre nazioni. uno degli appalti più redditizzi è stato, finchè è durato, quello cinese. ovviamente redigere liste di proscrizione costava più caro. ma i cinesi accettarono solo per imparare. poi, più o meno da quest'estate, si sono fatti la loro stazione.( ecco le famose guerre contro la censura tra google e governo cinese.. ben altra cosa vero?) stanno meglio adesso i cinesi? credo di sì. primo perché sanno che esiste un nemico e non uno che si finge paladino della libertà (don't be evil è il suo motto) secondo perché il datamining non serve solo per la censura ma soprattutto per spiare popolazioni e persone nei posti chiave, e agire di conseguenza alterando il mercato o con ricatti o sapendo in anticipo posizioni che sarebbero dovute restare segrete.( è anche il caso dei derivati..) è una storia molto vecchia che si ripete ma mai con le dimensioni di adesso. google compra legalmente per spegnere ogni tentativo di spostare il suo monopolio e quando non ci riesce il governo le da una mano anche illegalmente (arianna e dotcom come es). tu, come tutti, sei costretta a dire che non esiste servizio migliore. e ci credo! anche dietro la cortina di ferro si credevano liberi!

    con speranza. akueo.

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    1. Ahinoi, mi dispiace per la quarta volta (numero esoterico-romboidale, così adatto a un Arlecchino), ma devo deludere ancora le tue speranze di autentica (!) paladina della libertà: che google più o meno legalmente (benché certo non legittimamente) 'sbucci', almeno in fotocopia, i miei dati personali ad ogni mio passaggio obbligato dalla sua stazione di posta, non comporta automaticamente una censura da cortina di ferro, quale quella che tu hai evocato e che, come scrivevo l'ultima volta, NON ha affatto sperimentato l'amica che ti dicevo.

      Di nuovo mescoli concetti diversi, verità e finzioni, da prode gourmet della circonvenzione di incapace.
      E con un'ignorante come me hai di sicuro gioco facile.
      Be', almeno per quel che mi riguarda, è arrivata l'ora del caffé. Corretto. Prosit!
      marilù.

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    2. proviamo con un esempio italico. mediaset censura? è un monopolio? al 99% non censura, anzi, pubblica e quadagna anche dagli oppositori. però fino a qualche mese fà esprimeva una forma di monopolio. questo ha significato che quando ha dovuto silenziare qualcuno non ha avuto problemi. era semplice togliere il microfono ad un personaggio scomodo. chi le ha vietato di non inquadrarlo o al contrario di sovraesporre falsità contrarie nei suoi confronti? e una persona censurata dove potrà andare a parlare? in uno sgabuzzino? una posizione monopolistica ed una censurà sono due faccie della stessa della medaglia. ovviamente il problema non siamo io, te o la tua amica pittrice. ma dobbiamo guardare un poco al possibile futuro e pensare che una mediaset mondiale sarà un incubo mondiale. prevenire è meglio che curare.

      akueo

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    3. Akueo, non so come ringraziarti per i ripassini che sicuramente sono sempre utili a qualcuno.
      A me rimangono un paio di cose: io non ricevo (ovviamente) un centesimo da nessuno per questo blog (e non frequento Facebook, va da sé); ma a te, visto l'impegno che ci metti con la nostra rieducazione sociale, ti paga qualcuno per elargirci benevolmente queste lezioncine?
      Mai avuto il sospetto che siamo in grado di provvedere autonomamente alla nostra erudizione in materia di alternative social?
      Ho come la sensazione che, visto il tempo che passi in rete a fare proselitismo su cose stranote, magari hai qualche interesse personale.
      O si tratta di difficoltà ad accettare che la rete fornisca a te come a chiunque altro la stessa mole di informazioni cui attingere?
      Dai, sù: una cosa è portare il proprio punto di vista sulle cose, altro scaricarci lezioncine col ditino alzato come stessi parlando a dei somari recidivi che devono (soprattutto devono) fare come fai tu altrimenti il mondo va a puttane.
      Ti do una notizia: sappiamo ogni cosa.
      E cerchiamo di sopravvivere comunque...

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    4. grazie Rossland. son contenta che anche tu sappia con chi agire. che io abbia un guadagno personale te lo confermato io stessa per cui non vedo il mistero. non in denaro, non ne ho bisogno per fortuna. ( pur restando sotto la statistica soglia di povertà). quanto al tempo libero d'inverno ne ho sempre molto. è la mia vera ricchezza. però sul mondo che và a puttane non son d'accordo. la vita complotta sempre per darci ciò di cui abbiamo bisogno. ed è perfetta e meravigliosa così com'è. anche con te e me che bisticciamo. forse ognuno ha bisogno dei suoi tempi e io non ho ancora imparato i miei.

      passo e chiudo

      akueo

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    5. Akueo, a me non disturbano le tue lezioncine (molto di più le tue -- come potrei definirle? -- soffuse reticenze), perché quando ho scritto che sono un'ignorante, lo pensavo anche sul serio, con una -- per te immagino quasi imperdonabile -- piena coerenza tra parola pensata e parola espressa.

      Ciò che trovo sconfortante in uno dei tuoi ultimi interventi è che ti preoccupi assai più di evidenziare i vantaggi economici e la giusta ripartizione dei guadagni che deriverebbero da una rottura del monopolio di google nel web più che la questione dello spionaggio e della assolutamente indebita ingerenza nella privacy dei singoli fruitori dei servizi internet, ingerenza che, per tua stessa ammissione, costituisce il principale cespite di guadagno per i gestori del traffico telematico, ben superiore a quello garantito dalla pubblicità.

      La questione della legalità e dei diritti personali, tu che parli tanto di libertà e mondo nuovo, nemmeno ti sfiora.
      Ecco, sì, lasciatelo dire: è desolante vedere come la mentalità mafiosa abbia infiltrato così a fondo le nostre italiche coscienze. E guarda che il "noi" inclusivo non è una forma di connivenza ma di partecipazione, umana e democratica, a un destino che resta sempre e inesorabilmente comune a chi vota e a chi si è regolarmente e spocchiosamente rifiutato di farlo in vita sua.

      Ciao Akueo, buona vita, comunque sia.
      marilù.

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