lunedì 4 marzo 2013

7 giorni dopo

Al mattino l'aria frizzante e il cielo terso mi spingono verso la primavera che spunta sotto la siepe: prevedo qualche decina di narcisi entro fine mese.

Nonostante il sole e l'aria tiepida, in casa fa più freddo. Spalanco infatti le finestre, così da far uscire l'inverno e far entrare aria nuova.

Lunedì scorso a quest'ora mi preparavo per andare a votare. Era bello, avere in testa una speranza. Il seggio quest'anno è stato spostato nella nuova scuola: un edificio quadrato da geometria sovietica, grigio piombo all'esterno, con le vetrate della nuova palestra affacciate su un parcheggio d'asfalto. Dentro, i seggi sono stati allestiti nelle aule, tutte al secondo piano: due rampe di scale senza un accesso per portatori di handicap e senza ascensore.
La mia speranza di cambiamento ha iniziato in quel momento a sembrarmi una stiracchiata fantasia invernale.

Due settimane fa ho scattato alcune foto all'unico pioppo che costeggiava il fiume e stava oltre la rete di recinzione dell'ufficio. Era l'unico posto auto all'ombra di tutto il piazzale, per il resto d'asfalto, lamierino azzurro e vetrate in alluminio anodizzato. Stavano spuntando sui suoi rami quelle piccole protuberanze che preannunciavano nuove foglie, e quei rami picchiettati di microscopici bozzoletti mi erano sembrati belli. 
Lunedì scorso, due operai della manutenzione argini l'hanno scavato fin sotto alle radici, così da esser certi che nessuna vita rimanesse a quel pioppo che ora vive solo nella mia foto.

Segni, mi ero detta.

La mente umana immagina quel mondo che poi realizza. Così a me pare che le menti dell'amministrazione comunale abbiano un orizzonte fatto di ordine, razionale efficenza e pulizia, ragione per cui gli alberi lungo il fiume vanno estirpati così che l'argine sia una retta geometrica verso la città, le vetrate delle nuove scuole si affaccino su parcheggi senza erba o inutili alberi che richiedono manutenzione. Le aule che si raggiungono scalando due atletiche rampe di scale senza fronzoli, in un edificio dalla razionale forma quadrata e di un bel grigio senza distrazioni, dicono una scuola fatta per studiare a fini produttivi e per questo non prevede scolari handicappati e produttività a perdere. I vecchi, poi, si accompagnano volonterosamente a votare su per le scale, così fanno un po' di sano movimento e se schiattano si riduce la spesa sanitaria.

E' passata una settimana.
Intorno è tutto un incitare alla responsabilità, un minacciare nuove urne, un "dicano cosa vogliono fare", un fare ipotesi bizzarre ma rivendicate come razionali e pugnaci, che abbiamo persone come numeri e poco tempo da perdere.
Questa specie di caos primordiale, trova sponda in un'afasia degli eletti a 5 stelle, i quali attendono per direttive dall'alto smentendosi come portavoce dei cittadini che li hanno eletti.

Il governo non c'è ancora e già costringe a barricate preventive.

Un'inquietudine si insinua nei miei pensieri: dov'è scritto che l'efficenza razionale risolva i dubbi meglio del caos?
Si tagliano alberi, si segano rami, si elimina l'erba con una ordinata colata di pesante cemento.
Nella mia mente si fa strada l'idea che l'umano sia ormai in costante competizione con la macchina: olio, benzina, cambio e freno, con i nuovi accessori elettronici a fare bip bip se la velocità non è quella preimpostata nel computer di bordo.
La civiltà delle macchine e dei microchip ha contaminato la nostra immaginazione fino a costruirci intorno un mondo adatto alle macchine e a cui l'umano razionalizzato si deve adeguare fino a estinguere in sè ogni tentennamento, ogni dubbio, ogni fantasia e ogni speranza.
Questa inversione di priorità fra l'uomo e la macchina, l'idea di un mondo razionale e programmato, ci sta colando addosso come un'invisibile virus che ci sterilizza e ci riadatta ogni pensiero che non sia funzionale al mondo di rette e cubi geometrici. Mondo nel quale l'essere umano ha da essere solo un efficente pistoncino atto a riprodurre un funzionale ripetitivo su è giù ben oliato, così da far girare all'infinito su se stessa la ruota della produzione certificata Iso9000. 

Qualcosa non mi torna, e nel caos il dubbio corrode i giovani germogli speranzosi che coltivavo una settimana fa.

Chiudo le finestre e alzo un po' il termostato: ho letto che è previsto un nuovo calo delle temperature ed è in arrivo nuova pioggia per metà settimana.

3 commenti:

  1. Uhmmm, come profuma di buono questa tua inquietudine; fa le veci dei germogli di primavera negati in via definitiva al pioppo solitario e condannato dalla "ragione di massa".
    Quanto alla pioggia in arrivo, potresti provveddere a posizionare catini e pentole sul balcone. Nel tuo personale bollettino meteo potresti infatti prevedere una ... scrosciante lavata di Capo, in un futuro non troppo lontano.
    Ciao Ross, con affetto, marilù.

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    1. Grazie del tuo affetto, Marilù.
      Quanto alla lavata scrosciante di Capo, è arrivata prima del previsto e senza neppure una goccia d'acqua che la preannunciasse. Il futuro, a quanto pare, mi inizia sempre il secondo dopo di questo che, mentre scrivo, è già irrimediabilmente passato.
      Così m'è scattato l'allarme con sirena e il dubbio di un minuto prima si è già trasformato in feroce analisi dei fatti.
      Buona giornata...

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    2. Ti rispondo qui, anche se è per dirti che trovo il tuo ultimo post -- "La favola è già finita" -- un ottimo pezzo di vero giornalismo. Ti ringrazio anche per i link che hai inserito: per una internauta imbranata come me, rappresentano un'autentica forma di servizio pubblico, con buona pace di Santoro, Travaglio & Co. Comunque io personalmente aspetterei a formulare giudizi definitivi va riguardo, nonostante l'ineludibile delusione che deriva da certe scelte.
      Un'ultima precisazione: spero che tu abbia capito che lo .... shampoo gaberiano non era affatto riferito a te.
      Ciao, alla prossima, con affetto, marilù.

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