giovedì 10 luglio 2014

Far business con i disoccupati (e con la salute)


Leggevo ieri l'ultima sul redditizio business con gli avanzi umani:
"Se sapremo superare i pregiudizi consolidati, il pilastro socio-sanitario, inteso non più solo come un costo, può divenire una solida filiera economico-produttiva da aggiungere alle grandi direttrici politiche per il rilancio della crescita...".
Mi fa inorridire chi parla di "solida filiera economico-produttiva" parlando di salute pubblica, cioè del benessere delle persone.
Lo trovo mostruoso oltre ogni limite sopportabile.
Ho ripescato due post sul tema far soldi creando il target dei poveri e dei miserabili visti come "filiera economico-produttiva": uno del marzo 2013 lo ripubblico qui sotto, l'altro del 2011 si apre cliccando qui.

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I poveri, in tutta Europa, sono in drammatico esponenziale aumento: 40 milioni in stato di miseria e 120 milioni a rischio di precipitarvi. 

"Dal 2006 al 2011 in Italia la crisi ha creato 615 nuovi poveri al giorno, per un totale di 1,120 milioni di persone. Il numero complessivo è così passato da 2,3 a 3,5 milioni, e secondo le ultime valutazioni potrebbe ulteriormente lievitare a 4 milioni nel 2013.", dice il rapporto presentato dall'ufficio Studi di Confcommercio al recente Forum di Cernobbio.
Oltre a questi, sono circa 8 milioni i poveri "relativi", cioè persone che hanno redditi sufficienti per una vita dignitosa ma che non consentono loro di scialare in spese extra.

I dati sulla disoccupazione e sul lavoro precario, definiti "agghiaccianti" dal Ministro Squinzi, dicono poi che: "Sono 2 milioni e 375.000 i contratti a termine e 433.000 i collaboratori: i lavoratori senza un posto fisso, quindi, sono 2,8 milioni."

Poi ci sono i lavoratori con contratti fuorilegge, che non entrano in nessuna classifica, quelli in cassa integrazione che fra poco finirà, i pensionati al minimo e gli invisibili, cioè quelli non censiti perché ormai così ai margini da non risultare più da nessuna parte.

- Domanda 1: la disoccupazione, il precariato e la conseguente povertà, sono una responsabilità o una libera scelta dei cittadini?
- Domanda 2: perché vengono raramente accostati i dati di precariato e disoccupazione, a quelli sulla povertà?
Eppure, sono figli della stessa madre che li genera entrambi, cioè le decisioni della politica.

Consideravo stamattina quanto sia fuorviante parlare di democrazia in un contesto sociale da cui sono escluse milioni di persone.
La democrazia, come diceva qualcuno, è partecipazione.

A cosa mai possono partecipare i poveri, a parte alla distribuzione di pasti e abiti smessi?

Povertà significa:
- che non hai soldi per comprare quotidani
- che non puoi permetterti l'adsl e quindi non accedi alla rete (zero democrazia dal "basso" alla grillina)
- che non hai una seconda casetta in campagna dove farti l'orticello e allevare due galline, così niente downshifting socialmente responsabile e anzi...
- che spesso non hai più nemmeno una casa, e quindi nemmeno un indirizzo, perdendo con questo anche l'iscrizione alle liste elettorali, a meno che tu non elegga a domicilio il Comune i cui Servizio Sociali ti seguono nel tuo iter da povero indirizzandoti all'assistenza gestita dalla grande e multivariata filiera della Beneficenza Spa, non a caso sostenuta da Fondazioni, Banche e multinazionali.

Essere sotto la soglia di povertà, significa niente soldi per pagare bollette di luce, acqua e gas per cucina e riscaldamento, così finisce che la povertà ti esclude anche dalla civiltà, oltre che dalla partecipazione alla democrazia: dove vuoi andare, se puzzi come un mulo e sei impestato da malattie bronchiali e croste per le notti passate a dormire al freddo e niente acqua per lavarti?

Così, ora che la povertà mette a serio rischio l'idea di democrazia e civiltà del (fu) ricco e grasso occidente, se ne parla (si cita, a dire il vero, che parlarne non è cosa), ma con un occhio al marketing: entra infatti in azione il business della sussidiarietà, quella tanto cara al Pd ma sponsorizzata dai politici di ogni colore, tutti diligentemente in coda per il bacio al povero ma simbolico anello francescano.

La gestione della povertà è un business esattamente come per la raccolta differenziata e il trattamento dei rifiuti: ci si può ricavare ancora molto, dai poveri, se gestiti con spirito imprenditoriale e sostenuti da una buona campagna promozionale sull'arte del riciclo del capitale.

Perché, quindi, concedere un reddito di cittadinanza, quando con gli stessi soldi si possono mettere in piedi mense di carità, docce pubbliche, riciclo abiti usati e perfino un supermercato, il tutto gestito da cooperative, associazioni di volontariato, enti di beneficenza accreditati e tutti potenziali destinatari di fondi statali e 5 per mille?

Il supermercato per i disoccupati è un salto di qualità nel recente trend topic del "saremo più poveri ma più felici":
Fai la spesa gratis usando i bollini (come nel periodo di fame fascista), e in cambio regali una giornata di lavoro a settimana così che la tua dignità non ne soffra (sono pure attenti ai sentimenti, che cari...).

Pare quasi che il vile denaro sia scomparso dalla scena (trattandosi di poveri, è bene non ricordarglielo, meglio se sono poveri con il Bancomat, così li tracci e li seghi se comprano Nutella invece che pane), e che il supermercato sia un'evoluzione della distribuzione dei sacchetti spesa della Caritas, qui in versione hi-tech. 
Però si possono anche fare donazioni, eh?
E pure acquistare pagando con il bancomat se non si ha diritto ai bollini, che mica è un supermercato esclusivo: anche i ricchi possono sentirsi utili comprando al supermercato degli sfigati...

Il tutto realizzato non scontentando quella signora che, alla richiesta di un reddito di cittadinanza a sostegno della disoccupazione che andava producendo con le sue leggi sul lavoro, ribadiva che no, la pasta al pomodoro non è un diritto a gratis per nessuno.
Infatti.

Mi chiedo: ma com'è che i poveri hanno sempre bisogno di rispondere a ragioni etiche e umanitarie per essere sfamati e i disoccupati di dimostrare la "buona volontà" solo per portarsi a casa due euro di lavoro socialmente utile?

Forse che gli uni e gli altri non sono il prodotto di precise scelte dei novelli Chief Executive Officers agli ordini dell'UE Spa? 
Prima creano le vittime del sistema; poi chiedono loro di dimostrare di aver diritto all'esistenza lavorando gratis.
Zero democrazia e zero civiltà.
A un passo dalla servitù della gleba, più vicini ai laogai cinesi: o ti adatti al capitalismo sociale o ti adatti al capitalismo di mercato.

Moriremo tutti con in mano il libretto delle istruzioni per essere il cittadino modello impartite dal Partito Unico?
Mi sa che ci siamo, quasi... 
Un ripasso sugli Accordi Italia-Cina per capire meglio che idea del mondo hanno gli evoluti ministri europi nonché occidentali ma anche rigorosamente non-comunsiti

3 commenti:

  1. Ross, senti, questo tuo blog è una vera miniera di informazioni cruciali, di inestimabile valore, che aumenta proprio per il fatto che nessuno dei suoi fortunati lettori deve sborsare un solo centesimo per usufruirne. E guarda che questo è proprio solo un complimento e una genuina manifestazione di gratitudine, e nemmeno per sbaglio una premessa, più o meno viscida e tortuosa, a un discorso pauperistico del genere di quelli -- allucinanti -- di cui fai la rassegna in questo tuo post.

    L'articolo di Mino Fuccillo che hai linkato è particolarmente centrato e illuminante. Così come lo è quello che riferisce delle preoccupazioni della Fornero per il possibile futuro aumento della sedentarietà degli occupanti disoccupati (e quindi, per ciò stesso, secondo la ministra, abusivi) del suolo du "paese do' sole". Allarmante il pezzo sugli accordi Italia-Cina -- ma come fai a trovare tutta questa roba? -- soprattutto lì dove rivela trattative in corso non meglio specificate per aiutare Pechino a sbrogliare la matassa del suo welfare molto poco democratico, forse addirittura molto poco umano. Che vuol dire, che dovranno essere i risparmi o il lavoro gratis dei giovani e ancora vigorosi italiani a pagare le pensioni degli anziani cinesi non ex-statali?

    Comunque, torno a ripetere che, se anche Grillo con le sue sparate mi inquieta e scoraggia sempre più, iniziative degli eletti del M5S come quella di scoperchiamento degli altarini e dei maneggi sottobanco a favore della solita finanza e a discapito del solito sfruttato e gabbato popolo bue, di cui scrive Modigliani nel suo ultimo post, mi inducono a pensare -- a sperare -- che non tutto è perduto, e che forse l'indifferenza dei grillini verso i gravissimi problemi economico-politici che attanagliano l'Italia non è proprio così radicale e inossidabile come la descrive Fuccillo.

    In conclusione: grazie e continua così.
    Con affetto, marilù.

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    1. vuol dire, che dovranno essere i risparmi o il lavoro gratis dei giovani e ancora vigorosi italiani a pagare le pensioni degli anziani cinesi non ex-statali?

      Accordi e Trattati Italia-Cina sono piuttosto complessi e, per quel che si riesce a capirne, per ora, è che "pare" che il governo cinese apprezzi il nostero sistema di welfare (dimmi tu se si può...), al punto da volerlo "importare". Insomma, abbiamo esperti Inps, Inail, etc che vanno in Cina a insegnare ai cinesi come organizzare il loro futuro in tema di pensioni di anzianità o indennità ai disabili.
      Il punto è che, essendo il partenariato fra i due paesi basato su reciproche convenienze di carattere economico/finanziario, e per via della legge dei vasi comunicanti, pare che anche l'Italia non disdegni l'attuale inesistente sistema cinese. Sarà per via dell'"armonizzazione" tanto cara alla Cina? Vorremmo mai dispiacere un così importante partner commerciale?

      Grillo, grillini e M5S.
      Per dirla in sintesi: il primo, fosse coerente con quanto diceva in campagna elettorale (che ho seguito maniacalmente sera per sera), dovrebbe farsi da parte.
      Non era "solo il portavoce"? Non era il "governo dei cittadini"? Beh, tolga le tende, tolga il brevetto sul simbolo del M5S e lo ceda a chi è stato eletto: ha fatto la sua parte, lasci che ora siano gli eletti, cioè i cittadini, a fare la loro. Il tempo poi dirà chi merita di restare e chi fra loro è inadatto al ruolo.
      Sui grillini (intesi come i fans, che non sono tutti gli elettori del M5S, ma tendenzialmente solo iscritti): il fanatismo può andare benissimo in campagna elettorale. Ora è tempo di darci un taglio con i mantra e le chiusure ideologiche. Altrimenti tanto vale che rispolveriamo il vecchio Pci o la caccia ai comunisti che mangiano i bambini di democristiana memoria. Insomma, il grillino in difesa di default sta danneggiando il M5S, in questo momento, per eccesso di cazzate in libertà
      Il M5S (inteso come i loro eletti, visto che non ha una struttura né un'organizzazione riconoscibile come "partito" sul territorio: hanno diritto di parola e di voto solo gli iscritti online al MoVimento): a parte alcune uscite deleterie e parecchie ingenuità, hanno un'occasione in mano per provare a diventare grandi (in ogni senso). Alcuni dimostrano di saper velocemnte imparare, altri di essere degli improvvisati con la pecca di un'arroganza che non si possono per ora permettere: se sono in Parlamento è perché più di 8 milioni di italiani hanno dato loro fiducia, non rappresentano (come spesso pare), solo gli iscritti. E se chiudono la comunicazione rischiano di morire appena nati.
      Questo modo di proceedere, con i portavoce dei portavoce dei portavoce che però parlano solo dopo essersi consultati fra loro (e con Grillo), o sono in "silenzio stampa", non rappresentano che se stessi, quindi, fin qui, comprendo solo fino a un certo punto.
      Attendo che si liberino velocemente dal giogo di Grillo e Casaleggio: forse ragionano meglio da soli, che con il suggeritore incorporato (mi ricordano tanto la cara - e oggi bravissima - Ambra Angiolini, con in cuffia Boncompagni che le dice cosa dire.
      Fuccillo è bravo, ma non è che condivido il suo pensiero al 100%. Però leggerlo, lui come altri che sono a volte su sponde opposte alle mie, mi aiuta a ragionare.
      Che è la cosa per me più interessante. Più dell'avere un'idea già formata sulle cose che succedono a una velocità spasmodica senza che succedano altro che disastri...
      Un abbraccione, Buona Pasuqa!

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  2. Condivido in toto (...emendamenti inclusi).
    Contraccambio con tutto il cuore l'abbraccio e gli auguri.
    marilù

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