sabato 9 marzo 2013

Riflessi del mondo esteriore (cit.)

"L'anima nostra ha un po' del camaleonte: prende il colore delle cose che ci circondano. Certe gioie e certe melanconie inesplicabili non sono che il riflesso del mondo esteriore. Noi non siamo che degli specchi che godono o che soffrono per le immagini che vi passano sopra".
Luigi Barzini - La guerra dei Boxer - 1900-1901 - In Avventure in Oriente - Ed. Arnoldo Mondadori Editore

"Veneto: il tempo in questo week end sarà diffusamente stabile sul Veneto, con piogge e anche qualche manifestazione temporalesca che terranno lontana la primavera. Non andrà meglio nemmeno nel corso della settimana prossima, quando avremo ancora diversi giorni di instabilità e maltempo; poi nella seconda parte di settimana in arrivo con tutta probabilità anche il gelo, con temperature in picchiata..." 

No, scusate voi del meteo: siamo al 9 di marzo..
Ma quanto smette di piovere?
E quando torna la primavera?
E il cielo, ho qualche speranza di rivederlo azzurro?
E i fiori, li rivedrò anche quest'anno?
  
Così tanta neve da spezzare le travi del portico e piegare la siepe in più punti.
Alternate a piogge, dallo scorso novembre.
Nebbie ottundenti, umidità fin dentro le ossa, cieli grigi su lande grige.
Ci si sforza a immaginare nuovi narcisi e margherite sul prato: ma quando, potrò annusarli?

Ha ragione Barzini: "...certe melanconie inesplicabili non sono che il riflesso del mondo esteriore".
Se non smette l'inverno, dovrò emigrare in Oriente.
   

2 commenti:

  1. Dipende da quale oriente, a vedere certe immagini di Pechino affogate nello smog coi cinesi costretti a circolare "mascherati", ancorché rigorosamente e spartanamente in bicicletta, c'è poco da stare allegri pure là.

    Comunque bellissima e molto "a tempo" la citazione di Barzini in apertura.
    Quanto al gelo, cocciuto e persistente oltre ogni buona creanza, di questo inverno, credo che ci tocchi prendercela con Fratello Sole, che quest'anno sta attraversando uno dei suoi periodici "minimi di Maunder" (fonte: il calendario di frate Indovino). Insomma, non so se è perché ha fissato troppo a lungo i suoi sguardi sulla Terra (e sull'Italia) ultimamente, ma pure lui, a quanto pare, ha i suoi momenti di spleen, poverello.

    Ciao Ross, a presto rileggerti, con affetto, marilù.

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    1. Eh, cara Marilù, Pechino non la dovevi proprio nominare, visto che la lettura del Barzini parte proprio da lì e racconta una Pechino del 1901, durante la Guerra dei Boxer, e da ciò che racconta inizio a farmi l'idea che fu una vera disgrazia che i cinesi non siano allora riusciti a buttar fuori a calci (o a pugni) il civile Occidente, come i Boxer si ripromettevano.
      Dopo aver svuotato di ogni ben di dio la Città Imperiale, fino a quel momento integra, costringendo alla fuga l'ultima Imperatrice, il civile Occidente ha devastato l'anima cinese fino a, di lì a qualche anno, farla convinta che l'Occidente barbaro bisognava tenerlo fuori dai confini con un altro impero, quello del compagno Mao Tze Tung e soci.
      Eppure, ciò che vede il Barzini in quei giorni in cui Pechino viene bruciata, sventrata, desertificata a furia di "diritto ala difesa" degli eserciti occidentali (il diritto a difendere i propri interessi in casa altrui ha origini antiche, a quanto pare), mi convince che se un Oriente desidero è quello che non esiste più da nessuna parte.
      E la sua sparizione non ha reso più civili gli occidentali di quanto abbia cambiato la peculiare natura del popolo cinese, o giapponese, o coreano, etc.
      Insomma, nessun Oriente dove spostarsi che quello grazie a dio fornito alla nostra immaginazione dalle penne di quei pochi che ebbero la fortuna di registrarne la scomparsa mentre avveniva.
      Bisogna farselo bastare, e farne oggetto di riflessione sull'odierna smania di globalizzare il mondo: che globalizzi, se non ciò che non ha più alcun valore perché già reso uniforme dalla legge aritmetica del libero commercio?
      Bisognerebbe scavare l'Oriente residuo nell'anima degli orientali, e anche lì, temo, vi troveremmo inquinamenti occidentali massicci.
      Pazienza, così è...
      Buona domenica, e che il sole che in questo momento pallido si offre, resista almeno fino al tramonto.
      A presto...

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