mercoledì 13 marzo 2013

Un nome, bisogna poi meritarselo

Mentre Twitter sforna papisti dell'ultim'ora, tutti presi a lodare il nuovo Papa Francesco I che annuncia la nuova fratellanza, vorrei ricordare che:

"Il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, presidente dei vescovi argentini, nonché tra i più votati, un anno fa, nel conclave Vaticano che ha scelto il successore di Giovanni Paolo II, è accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone. Le prove del ruolo giocato da Bergoglio apartire dal 24 marzo 1976, sono racchiuse nel libro L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, del giornalista argentino Horacio Verbitsky, che da anni studia e indaga sul periodo più tragico del Paese sudamericano, lavorando sulla ricostruzione degli eventi attraverso ricerche serie e attente." Peace Reporter - 11.05.2006

Temo poi che questo Papa sia uno sgarbo non da poco alla battagliera Presidenta Kirchner, in lotta furibonda con il FMI: non sarebbe male attendere di poter comprendere meglio quali intrecci fra politica e interessi finanziari internazionali abbiano spinto per l'elezione di questo Papa in ben due Conclavi.

Certo, da un Papa che riscopre San Francesco e a lui si ispira, mi aspetterei come minimo un pari voto di povertà della Chiesa e un pari coraggio su verità che attendono da troppo tempo di essere rese di dominio pubblico.

Diversamente, se tutta la promessa implicita nella scelta del nome si risolverà in qualche benedizione ispirata e una croce che continuerà invece a pesare tutta sulle spalle di chi non ha ormai più che quella cui affidarsi, non sarà per me che un altro Papa "tutto chiacchiere e distintivo" (cit).

Aspetto. Vedremo...

4 commenti:

  1. Oltre a ricordare quanto ha scoperto Verbitsky, trattandosi del primo papa gesuita, chi ti dice che il Francesco di cui ha scelto il nome non sia San Francesco Saverio e non quello di Assisi?

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  2. Giusto! (magari glissando sul Saverio con la ben nota ambiguità dei gesuiti...)

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  3. Potrebbe essersi eccome, ispirato al San Francesco Saverio, forse è anzi perfino più logico.
    Non fu il Francesco Saverio gesuita, quello che per primo si offrì di andare a evangelizzare l'Oriente? Chi altri potrebbe oggi rappresentare meglio quella Chiesa globalizzata che in Oriente ancora un po' fatica a essere lì riconosciuta come Chiesa Universale?
    Leggo poi di questa sua particolare pretesa di "povertà" nel muoversi con mezzi pubblici e vivere in casupole molto spartane, e la cosa mi inquita più che se avessi letto che non dorme che su letti dorati a baldacchino e lenzuala di seta.
    C'è qualcosa di più perverso del potere che impone a se stesso una povertà ideologica che non gli appartiene?
    Uhmmm...Papa adatto al momento quant'altri mai, mi sa.
    Vedremo...vedremo...

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  4. Mi permetto di segnalare, a chi non l'ha già letto, uno dei pezzi più interessanti letti sul tema.
    Qui sotto un paragrafo:
    Il passato ritorna però e il profilo di Bergoglio resta basso. Tenta di difendere se stesso e la chiesa argentina. In particolare per quest’ultima c’è poco da difendere. Primatesta e Aramburu avevano eretto un muro di inaccessibilità ai familiari delle vittime che neanche in chiesa –al contrario di quanto era successo con la Vicaría della Solidaridad a Santiago del Cile- avevano trovato sicurezza. Una macchia indelebile che continua a distanziare molti fedeli dalla Chiesa cattolica. Lui ha scelto di denunciare in maniera generica e spesso netta i peccati (con una posizione non lontana dalla teoria dei due demoni) ma di salvare i peccatori, sia quando è stato chiamato a testimoniare in tribunale, sia quando ha scritto o ha preso decisioni politiche. Quando nel 2007 fu chiamato a prendere provvedimenti nei confronti di Christian Von Wernich, il sacerdote condannato all’ergastolo per avere sequestrato personalmente 42 persone, assassinate 7 e torturate 32, espresse parole forti ma non comminò alcuna sanzione come tutto il mondo democratico e dei diritti umani chiedeva. Von Wernich sta oggi scontando l’ergastolo ma è a tutti gli effetti un sacerdote e nessun provvedimento disciplinare è stato preso nei confronti del carnefice che le vittime descrivono come un vero demonio.

    Ma dice anche altro, di segno quasi opposto e, a ben vedere, forse proprio il parlare con equilibrio di questi due opposti, aiuta meglio a capire l'apparente ambiguità del personaggio.
    Che continua a inquietarmi, ve lo dico...

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