martedì 23 aprile 2013

Il Paesaggio Interno

“(...) 4. Ascoltami, cavaliere che vai a cavallo del tempo:
puoi arrivare al tuo paesaggio più profondo per tre
diversi sentieri. E cosa vi troverai? Mettiti al centro del
tuo paesaggio interno e vedrai che qualunque direzione
moltiplica quel centro.
5. Circondato da una muraglia triangolare di specchi, il
tuo paesaggio si riflette all’infinito in infinite sfumature.
E lì ogni movimento si trasforma e si ricompone sempre
di nuovo in accordo al modo in cui dirigi la tua visione
lungo il cammino di immagini che hai scelto. Puoi
arrivare a vedere davanti a te le tue proprie spalle e,
muovendo una mano a destra, puoi vederla rispondere a
sinistra.
6. Se ambisci a qualche cosa nello specchio del futuro,
vedrai che essa corre in direzione opposta nello specchio
dell’oggi o in quello del passato.
7. Cavaliere che vai a cavallo del tempo, che cos’è il tuo
corpo se non il tempo stesso?”
Silo, Il Paesaggio Interno, Cap. VI, Centro e Riflesso
Nulla può cambiare, se non cambia la consapevolezza di come noi stessi agiamo e "pensiamo" il tempo. 
Bisogna cambiare il modo in cui strutturiamo in noi il Tempo Interiore, capire che se agiamo con la mano sinistra inevitabilmente muoveremo la destra.
Il tempo, per me, fluisce in due direzioni, dal presente verso il passato e dal futuro verso il presente.
Nel presente, non c'è il tempo. 
(E' che il presente passa subito, il guaio).

1 commento:

  1. Sì, concordo sulle due direzioni che tu dici, ma poi c'è anche la direzione del Tempo che ci raggiunge dal passato, proprio Qui e Ora; quando ci sorprende e la sorpresa è sgradita, si chiama "effetto boomerang".

    Poi non penso che nel presente il tempo non esista: semplicemente coincide con noi stessi, col nostro cuore che pulsa, le nostre palpebre che sbattono, i nostri polmoni che, alternativamente, risucchiano aria e la emettono, sotto la spinta regolare del diaframma. Ciscuno di questi organi diventa allora un "centro moltiplicato" (e moltiplicatore) del Tempo, come lo definisce il saggio Silo da te citato.

    Oddio, adesso che ci penso, siamo una "sala degli specchi" ambulante. Ma non era quello che ci suggeriva alla fine del suo romanzo non-romanzo "Se una notte d'inverno un viaggiatore" anche il biologo-scrittore-senatore-a-vita-partigiano Italo Calvino?

    Eeeh, altri senatori a vita, quelli; altri tempi.
    Ciao Ross, sorriso con abbraccio, marilù.

    RispondiElimina